Con Oscure Regioni (volume 2) si conclude il viaggio di Luigi Musolino nelle leggende e nei miti del folclore italiano. Un viaggio in venti racconti, uno per regione, nel lato oscuro di quello che troppo spesso e troppo superficialmente è chiamato “il paese del sole e del mare”. Questa seconda antologia contiene dieci nuove storie, ambientate soprattutto nelle regioni del centro e del nord Italia.
Come già nel primo Oscure Regioni, Luigi Musolino tratteggia un paese fatto di boschi atri, cascine abbandonate, popolato di streghe e mostruose creature. Un’Italia assolutamente non da cartolina, in cui lo “scivolo nell’Abisso” è sorprendentemente vicino… a meno di un passo di distanza dal quotidiano che tutti conosciamo. E l’orrore che irrompe nella realtà è sia alieno (nel senso di altro rispetto alla routine di ogni giorno) sia una proiezione delle grandi paure di tutti: la solitudine, la perdita, la malattia, la morte.
Ma non solo: fra le righe di questi racconti Luigi ci dice (ci svela?) quanto anche il mondo reale, quello al di qua del “velo della normalità”, sia alieno, alienante, violento, intriso di sentimenti poco edificanti come odio, indifferenza, egoismo. A ben guardare, il mondo degli uomini è un inferno, e gli orrori che popolano i racconti di Luigi Musolino sono uno specchio riflesso e distorto della nostra realtà.
Oscure Regioni è un progetto editoriale in due libri, usciti a un anno di distanza, nel 2014 e 2015. Il secondo volume propone, fra gli altri, “Il Carnevale dell’Uomo Cervo”, racconto ispirato all’omonima festa popolare molisana, vincitore del XVIII Trofeo RiLL e pubblicato anche all’estero, sulle pagine della rivista irlandese Albedo One (numero 45, settembre 2014, con titolo “The Stag”). Inoltre, il racconto “Intersezioni” è stato fra i finalisti del premio Algernon Blackwood per racconti horror, bandito da Delos Books.
Nel dettaglio, Oscure Regioni (volume 2) propone dieci racconti:
1. Les Abominations des Altitudes (Valle d’Aosta) 2. Febbre (Lazio) 3. Vagiti (Toscana) 4. Il carnevale dell'uomo cervo (Molise) 5. Nato con la camicia (Friuli Venezia Giulia) 6. Intersezioni (Umbria) 7. Smeraldo (Veneto) 8. A Caccia (Basilicata) 9. Un selvaggio (Trentino-Alto Adige) 10. Soltanto una povera vecchia (Liguria)
Tutti i racconti sono stati rivisti appositamente dall’autore, in vista della pubblicazione.
Luigi Musolino nasce nel 1982 in provincia di Torino, dove risiede e lavora. Specializzato in folclore italiano, è autore di varie raccolte di racconti nel campo del weird, dell'horror e del gotico rurale (Bialere, Oscure Regioni 1 & 2, Uironda). Nel 2019 ha visto la luce il suo primo romanzo, Eredità di Carne, per la Acheron Books, e nel 2020 la novella Pupille per i tipi di Zona42. Ha tradotto in italiano opere di Brian Keene, Lisa Mannetti, Michael Laimo e gli scritti autobiografici di H. P. Lovecraft. Il suo ultimo libro è "Un buio diverso - Voci dai Necromilieus", pubblicato da Edizioni Hypnos e illustrato da David Chance Fragale. Nel 2022 ha esordito negli Stati Uniti con la raccolta "A different darkness and other abominations", edito da Valancourt Books, finalista ai World Fantasy Awards.
Bibliografia Bialere - Storie da Idrasca, (2012, autoprodotto) Oscure Regioni Volume 1, (2014, Wild Boar Edizioni) Oscure Regioni Volume 2, (2015, Wild Boar Edizioni) Nelle Crepe, (2017, Miskatonic Press/Vincent Books) Uironda, (2018, Kipple Officina Libraria) Eredità di Carne, (2019, Acheron Books) Pupille, (2021, Zona 42) Un buio diverso, (2022, Edizioni Hypnos)
Traduttore Rivelazioni in nero di Carl Jacobi, (Dagon Press) Ritratti al chiaro di luna di Carl Jacobi (Dagon Press) I Vermi Conquistatori di Brian Keene, (Edizioni XII e Urania Mondadori) Torture Sottili di Lisa Mannetti, (Kipple Officina Libraria) Parola di Lovecraft, tutti gli scritti autobiografici del maestro della letteratura fantastica (Società Editrice La Torre)
Altro giorno altro libro. Conclusa la serie Oscure Regione e ne sono molto soddisfatta. A questo giro voglio farvi un commento più concreto, diretto, che parli di una sola storia racchiusa in queste pagine, la storia che forse ho amato di più.
ՏᗰᗴᖇᗩᒪᗪO
Daria vive nel Veneto, nell'aspro territorio del Delta del Po ed è una bambina che si sente sola. Girovagando per campi a caccia di libellule vede lui. Gambe lunghe e muscolose, pelle lucida e scura. Il ventre bianco come la pancia di un pesce, sotto il petto un intricato ventaglio di squame che sale sul collo e sul volto, è in quel momento che lo battezza in Smeraldo, per il colore della sua pelle. Due occhi senza palpebre che sembravano un buco nero profondo, ma che al tempo stesso trasmettono qualcosa, hanno una strana luce. Daria lo trova buffo e scoppia a ridere e Smeraldo scappa, nuota nei corsi d'acqua che occupano tutto il territorio e Daria si mette a correre per stargli dietro. Si incontrano dentro ad un' idrovora, nascondiglio e dimora di Smeraldo. Qui nasce la loro amicizia. "Aria- Raldooo 'misci" Daria verrà a conoscenza della storia di Smeraldo in un modo tutto particolare, soffrirà per lui e condividerà tutte le emozioni che prova con questo nuovo amico. Daria capisce, nel suo essere bambina, che ci si può legare a qualcuno che è tutto ciò che non siamo, che non saremo mai. Ci si può trovare a proprio agio con la mostruosità e che certi sentimenti nascono senza nessun motivo. I giorni passano, passano anche i mesi e gli anni, Daria cresce e Smeraldo resta sempre lo stesso fisicamente, ma non interiormente ed è un bel problema. Vuole conoscere il mondo, trovare altri amici, ma non sa che là fuori potrebbero temerlo, averne paura. Daria prova a spiegare che non tutte le persone sono come lei, che non tutti lo accetterebbero per quello che è. Ma Smeraldo non capisce e qui iniziano i guai. C'è un unico modo per salvare Smeraldo e Daria lo sa. Lui non può morire, lui vivrà finché non sarà di nuovo solo......
Daria brinda con latte e Ovomaltina alla loro amicizia, ma questa volta il sapore è amaro, sapore di crudeltà, odio e disprezzo per quella gente che ha preso Smeraldo, il suo 'miscio per sempre o almeno fino alla fine.......
Non lo so se sono riuscita a trasmettere quei sentimenti che questa storia mi ha fatto provare, so solo che l'ho riletta e la rileggerò e la porterò nel cuore, perché anche una storia dell'orrore può dare amore.....
Sono diventato uno spettro della montagna, un'ombra sospesa nel tempo, intrappolato qui da leggi che non posso comprendere o influenzare. Nulla cambia. Non dormo. Non sogno. Probabilmente in questo senso posso considerarmi più fortunato di Delorme. Sono uno dei tanti, uno degli innumerevoli fantasmi che scontano nella solitudine dei ghiacci la loro curiosità, l'aver risposto alla voce delle altezze. Racconto la mia storia al vento all'infinito. E il vento a volte risponde. E' una lingua antica, di cui riesco a decifrare solo alcune parti. Ma ci sono notti di questa eterna notte in cui ho la certezza che le raffiche spietate raccolgano il mio racconto portandolo giù, a valle, scivolando nelle strade umide dei paesi, per poi infilarsi come dita gelide nelle fessure delle abitazioni, e sussurrare agli uomini addormentati e ignari gli oscuri segreti delle montagne, le meravigliose e tremenda gesta delle Abominazioni delle Altitudini.
Alla stregua d'un mappatore dell'incubo, Musolino percorre la complessa intelaiatura folcloristica del Bel Paese e conclude il suo errare con le ultime dieci regioni. Resiste la fascinazione di una scrittura perturbante, quasi sempre a fuoco nell'esplorare i soggetti proposti. Forse è proprio la scelta di miti trasversalmente noti a ridimensionare la forza del narrato (la sola variante regionale non aiuta a rinverdire l'interesse). La lettura conferma, al netto di qualche racconto meno ispirato, come Musolino resti una delle voci più indispensabili del panorama letterario di genere.
Les Abominations des Altitudes (Valle D’Aosta) ♦♦♦♦ Padre e figlio, amanti delle cime innevate delle Alpi, trovano fuori dal rifugio il cadavere congelato di un individuo francese: tra le mani della vittima, ben stretto, un uovo. Storia che riverbera i pinnacoli folli di lovecraftiana memoria per approdare a un finale raggelante (terribile gioco di parole). Molto particolare la figura folcloristica opzionata per il racconto.
Febbre (Lazio) ♦♦1/2 Eder Iudicone è alle prese con una forte febbre, in chiusura dell’estate. Racconto abbastanza scolastico sulla Pantasema.
Vagiti (Toscana) ♦♦♦1/2 Un tanfo nauseabondo si sprigiona dallo scarico del gabinetto; si richiede urgentemente indagine nello scarico fognario per prevenire eventuali...cos'è quel pianto di bambino che riecheggia nei condotti? Buon dramma famigliare cortesemente attenzionato dalla Marroca (forse la creatura migliore del campionario; perlomeno la più disgustosa).
Il Carnevale dell’Uomo Cervo (Molise) ♦♦♦ Camionista rimasto in panne cerca di indagare sui sinistri rumori che accompagnano la notte. Storia di fuga dalle leggende; di vendetta per i morti che precipitano nel mito. Finale beffardo ove è l'uomo, benevolo, a osservare la divinità per preservarne il perdurare.
Nato con la camicia (Friuli Venezia Giulia) ♦♦♦♦ Cinque morti in circostanze misteriose (fulmini?) e nessun nesso apparente a giustificare il tutto. Saranno un medico legale e l'investigatore a indagare sull'identità dei benandanti; i misteriosi individui nati con la camicia indosso e la possibilità di scrutare l'interminabile pletora dei morti a danzare attorno al mondo. Forse il miglior racconto di questa raccolta, capace di offrire un elemento folcloristico particolare, quanto dei personaggi tormentati che rendono fluido il gioco delle parti.
Intersezioni (Umbria) ♦♦ Franco Butieri, prostratosi innanzi all'irreparabilità della sua vita, cerca l'estremo atto in un bosco...verrà trovato da qualcos'altro. Il racconto più breve si rivela anche quello meno incisivo, complice la proposizione degli Gnefri a scoperchiare un mondo altro alla The White People di Machen.
Smeraldo (Veneto) ♦♦♦1/2 Bambina scopre nei territori delle idrovore una sorta di creatura rettiliforme, nascosta agli occhi dei più. Bella storia d'amicizia che apre le porte alla forza intrinseca dei miti; all'eredità che lasciano.
A caccia (Basilicata) ♦♦♦ Due amici - l'uno sportivo e donnaiolo, l'altro grassoccio e sgraziato - perpetuano annualmente la tradizione della caccia: una passione condivisa. Non è foriero di positivi sviluppi l'entrata di una donna nelle loro vite. Racconto teso e ben narrato, nonostante un soggetto abbastanza telefonato sin dalle prime battute.
Un selvaggio (Trentino - Alto Adige) ♦♦♦ Individuo assillato dalla routine lavorativa scopre che il collega del giorno prima, responsabile dell'avergli rivelato dell'Om Pelos durante una chiacchierata in pausa caffè, si è inspiegabilmente tolto la vita. Sarà solo l'inizio di una spirale che detterà la discesa nel selvaggio primevo. Racconto esageratamente didascalico nel raccordare il soggetto folcloristico con la componente di denuncia, capace di scagionarsi solo grazie alla buona scrittura.
Soltanto una povera vecchia (Liguria) ♦♦♦♦ A Villa Fiorita - casa di riposo piuttosto sgarrupata, con poco personale e ancor meno ospiti - giunge un giorno Sofietta Stella, accompagnata da una buona dose di Alzheimer e altrettanti insulti. Divertente la descrizione del contesto ed efficace l'escalation narrativa che porta all'esplosione del male. Buon Sabba a tutti (e comunque la conclusione mi ha vagamente ricordato Society - the horror di Yuzna, deprivato della connotazione politica).
Ottima prosecuzione del già ottimo primo volume. Altri dieci racconti ambientati in dieci regioni che vanno a completare quelle mancanti nel precedente. Musolino non sbaglia un colpo.
Ho più volte espresso il mio apprezzamento per Luigi Musolino che considero uno tra i migliori scrittori horror italiani in grado di creare splendide atmosfere dell'orrore, mai banali e soprattutto scritte maledettamente bene. Il volume 2 di "Oscure Regioni", oltre a confermare la mia stima per Musolino, ci regala altri 10 bellissimi racconti tutti ad ambientazione italiana, mai il folklore italico, dalla Valle d'Aosta alla Basilicata, è stato più terrorizzante e malsano! Consigliatissimo ma ovviamente è d'obbligo leggere anche il volume 1!
Continua e termina il viaggio cominciato con Oscure Regioni Vol 1. Tutte le regioni italiane hanno miti propri, e Luigi Musolino li ha esplorati, creando degli ottimi racconti horror. Come il volume precedente, ho trovato interessante scoprire di miti e leggende di cui non sapevo nulla, anche perché in questa seconda parte si sono esplorate regioni che non conosco per nulla. Come nella prima parte, c'erano dieci racconti, a cui ho dato le seguenti valtuazioni:
Les Abominations des Altitudes 4/5 Febbre 3/5 Vagiti 4/5 Il Carnevale dell'Uomo Cervo 5/5 Nato con la camicia 4.5/5 Intersezioni 3.5/5 Smeraldo 4.5/5 A caccia 4/5 Un selvaggio 5/5 Soltando una povera vecchia 4/5
L'unico racconto che ho trovato un po' più "scarso" rispetto agli altri è Febbre, e anche Intersezioni non mi è piaciuto quanto gli altri. Il racconto che invece ho preferito è stato Il Carnevale dell'Uomo Cervo, seguito da Un selvaggio. Entrambi i racconti parlano di storie di cui non ho mai sentito proprio parlare. Febbre è ambientato in Lazio, e riguarda la storia de La Pantasema. Ma esploriamo anche i miti della Valle d'Aosta, della Toscana, del Molise, del Friuli ed altre regioni. Anche per queste leggende la mia curiosità è stata risvegliata e cercherò altre informazioni appena avrò un po' di tempo. È sembre bello leggere di qualcosa ambientato in Italia e non nei soliti USA... Anche noi abbiamo cose interessanti da sfruttare, grazie mille. Essendo dei racconti, alcuni molto brevi, dei personaggi non posso dire nulla. Una cosa abbastanza comune tra di loro è lo stupore, molte volte la paura, che li accomuna nel momento in cui si trovano di fronte a questi esseri che non dovrebbero esistere. Lo stile di scrittura è intrigante e permette un'immersione praticamente completa nei vari racconti, cosa piuttosto gradita mentre prendo il sole al mare circondata da bambini urlanti... Penso di aver detto tutto nella recensione del primo volume, perché il mio pensiero non è cambiato a riguardo.
racconti sui muri delle regioni, interessanti e particolari. il libro però soffre un po' la disparità nei racconti (alcuni sembrano scritti con maggior qualità altri meno (la qualità è sempre buona ma si notano disparità )) . Un buon libro non mi ha convinto al 100%.
Si tratta del primo volume dei racconti dell'orrore di Luigi Musolino: "Oscure regioni", curato da Rill, l'associazione Riflessi di Luce Lunare, che da vent'anni promuove il trofeo omonimo per racconti fantastici. Questo libro contiene dieci racconti di Luigi Musolino, di stampo fantastico e horror, tutti incentrati su leggende italiane, un racconto per ogni regione italiana (in questo caso, prevalentemente del sud-Italia, mentre il secondo volume è più spostato verso nord). Dieci storie in cui l'autore riprende leggende e tradizioni folkloristiche locali, caricandole degli aspetti più cupi e agghiaccianti, realizzando un oscuro mosaico di storie italiane in cui il male fa da padrone. Un male che non è alieno, bensì proveniente dal nostro stesso mondo (anche domestico, a volte), dalla nostra cultura, dal nostro paese, e che si nasconde, non visto dai più, per mostrarsi in terribili forme.
Sono stato subito incuriosito da questo volume, dato che sono appassionato a leggende e tradizioni popolari (di cui mi sono servito per scrivere i racconti dell'antologia "L'ora del diavolo", ispirata proprio al folklore lucchese e delle Alpi Apuane), e devo dire che questo libro non ha deluso le mie aspettative, rivelandosi una piacevole e istruttiva lettura. Non conoscevo buona parte delle tradizioni locali, per cui è stato anche interessante documentarsi, soprattutto sulle regioni lontane, e al tempo stesso ho trovato interessante anche notare come molte leggende locali tendano ad assomigliarsi, sia pur con le ovvie differenze, nonostante siano diffuse in territori diversi.
Quali sono i racconti di "Oscure regioni"? - Il libro di Malanina, ambientato in Piemonte e legato alla credenza delle streghe locali, ossia le masche, in particolare la terribile Malanina. Dico subito che è uno dei racconti migliori, costruito molto bene, con un crescendo di ansia e mistero, fino all'esplosione finale. Ottima scelta di porlo a inizio della raccolta, perché già avvisa il lettore sulla cura dello stile e al tempo stesso lo mette in guardia dal non aspettarsi troppi lieti fine! - La signora delle cisterne, incentrato sulla figura della Marrabecca, la signora delle cisterne, un mostro che vive proprio nelle cisterne dell'acqua, una leggenda popolare della Sicilia. Questa storia, ambientata a Trapani, parte da una situazione tipica di molti noir e thriller, deviando poi in senso sovrannaturale. - Il piccolo re. Siamo in Abruzzo, ma in realtà la leggenda della Serpe Regola è diffusa anche in altre regioni, ad esempio sulle Alpi Apuane in Lucchesia. In questo caso il protagonista è il giovane Alex De Iuli che, dopo aver confessato la proprio omosessualità ai genitori, e averli così disgustati, se ne va arrabbiato di casa, finendo per imbattersi in questo immondo serpente. Un racconto breve, al confine tra il sogno e la realtà. - O'Mammone. Un bel racconto, simile al secondo per l'atmosfera noir da regolamento di conti. Solo che anziché in Sicilia siamo in Campania. La leggenda è quella del Gatto Mammone che, anche se ha un nome simpatico, in realtà è una fiera violenta, collegata a un misterioso mazzo di gioco. Mi è piaciuta molto l'idea di legare le due cose, creando così una storia diversa da "La signora delle cisterne". - Nanni Orcu. Passiamo in Puglia e alla leggenda di Nanni Orcu, una creatura deforme che vive nelle profondità di Grotta Zinzusa, uno squarcio oscuro nella terra. Questo racconto si muove su un filo sottile, tra sogno e realtà, come "Il piccolo re", ma non mi ha coinvolto molto. - Sibillini occhi d'avorio: a mio parere uno dei migliori racconti dell'antologia. Un bel racconto lungo (gli altri sono decisamente più brevi) dedicato a una famosa leggenda italiana, quella dell'Antro della Sibilla, che coinvolge una bambina, Eda, e un dottore. Seguiamo le terribili vicende della bambina tramite il punto di vista del dottore, fino al tragico epilogo. Ottima l'idea della preveggenza. Chissà poi cosa succederà il 15 maggio del 2017? - Cani d'acqua: un altro bel racconto. Mi piacciono le storie di mare. Qua siamo in Calabria, precisamente nello stretto di Messina, dove già dall'Antichità erano diffuse leggende particolari. Il giovane protagonista si troverà a fronteggiare Lei e l'Altro, Scilla e Cariddi, la bestia e il mare periglioso. La Fata Morgana a cui viene fatto riferimento non è quella della saga arturiana bensì un particolare fenomeno di miraggio ottico, che si può scorgere all'interno di una stretta fascia al di sopra dell'orizzonte, nelle regioni polari o desertiche, in terra o mare. - I nastri di Larrie: delizioso racconto, non particolarmente di terrore devo dire, intriso di sfumature nostalgiche, quasi malinconiche, incentrato sulla figura di Larrie, il Nessie italiano, una leggendaria creatura che, si dice, viva nel Lago di Como. - Sa Reina: questo racconto non mi è piaciuto particolarmente, forse troppo breve o forse troppo simile agli altri come struttura. Siamo in Sardegna e il mostro in questione è Maria Farranka, Maria Putzu, Mama 'e funtana, una creatura che vive sottoterra. Fa molto Tremors, devo dire. Mi sarebbe piaciuta una storia su Erkitu, ad esempio. - Crustumium, la Profondata: bellissimo racconto, come Sibillini occhi d'avorio è lungo, l'autore si prende il suo tempo per presentare la situazione e soprattutto per sprofondare il lettore nell'atmosfera decisamente lovecraftiana del racconto. Non conoscevo la leggenda di Crustumium, l'atlantide romagnola, ma amando le storie di mare e mostri marini l'ho trovata davvero affascinante!
Nel complesso è stata una bella lettura, veloce, istruttiva ma anche piacevole. Onestamente, forse perché anche io amo spulciare tra le leggende locali per scrivere racconti fantastici, non ho trovato una forte componente di terrore, forse più di orrore, a tratti di disgusto, per come sono presentate/descritte certe creature, assai raccapriccianti. Il racconto più angosciante, a mio parere, è proprio il primo, seguito dall'ultimo, che aprono e chiudono una raccolta molto variegata. Piacevole lo stile, curato, senza fronzoli. A volte un pò troppe precisazioni, forse avrei lasciato più al lettore il compito (se interessato) di andarsi a cercare certe informazioni, senza spiegare le leggende, ma questo non inficia il giudizio decisamente positivo. A presto il commento anche al secondo volume.
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In questo secondo volume Musolino da più spazio al fantastico ma la qualità dei racconti, a mio avviso, è un po' altalenante. Spiccano tra tutti "Les Abominations del Altitudes" ed "Il Carnevale dell'uomo Cervo" (sebbene a questo secondo un po' più di approfondimento psicologico del protagonista avrebbe giovato). Il primo è ambientato sulle Alpi valdostane ed è suo il suggestivo incipit del libro:
Le Alpi. Incombono su di me da sempre. La loro ombra inghiottirà la mia. Seppur cancellate da questa notte grigiastra sono lì, bianche, insensibili e aguzze come le zanne di un lupo puntate verso il cielo che promette neve. E rimarranno lì per molto tempo dopo la fine, a vigilare sulle macerie del mondo e a confabulare nella loro lingua sconosciuta fatta di smottamenti, scricchiolii e frane.
Nel secondo un mostro che mi ha ricordato le creature di Princess Mononoke di Miyazaki spinge un uomo a scegliere da che parte stare donando una sinistra gioia al mio sinistro cuoricino.
"Smeraldo" commuove e "Nato con la camicia" spinge al tifo. Alcuni tuttavia (come "Vagiti", "Un selvaggio" e "A caccia") non hanno la forza degli altri ma il libro resta comunque caldamente consigliato.
Racconti tratti dal folklore italiano. Scritti in maniera scorrevole e coinvolgente. Racconti che parlano non solo di orrore ma anche e soprattutto di solitudine, di lutti, di amicizia, di alienazione, di vendetta...insomma di vita.
Leggermente meno angosciante del primo, ma pur sempre una forte dose di malia e di oscuro piacere nel raccontare tradizioni e leggende rurali e non dell'Italia. Ottimo libro, si legge molto velocemente.
Seconda parte di questa affascinante raccolta di racconti horror basati sul folklore locale delle regioni italiane. Molto interessante anche l'appendice finale con le informazioni sulle leggende alla base dei racconti, e una utile bibliografia di approfondimento.
La ragione per cui continuo a lodare Luigi Musolino non e' solo perche' riesce sempre a inventare atmosfere che sono ottime per una storia dell'orrore, ma anche perche' riesce sempre ad imprimere il suo stile personale su tutto quel che tocca, anche quando - come in questo caso - lavora con miti e leggende urbane che fanno parte dell'immaginario collettivo popolare. L'idea di lavorare col folklore italiano e' ottima ed e' stata eseguita benissimo nel primo volume. Di conseguenza, ho letto il secondo con aspettative molto alte e non sono state deluso. Bravissimo!
Non vedevo l'ora che il brillante Luigi Musolino facesse uscire anche questo secondo volume di Oscure regioni in ebook. Il primo mi ha travolto e questo non è stato da meno. Se cercate un vero Horror, questo fa per voi. Una serie di racconti tratti dalle nostre leggende popolari delle varie regioni italiane, rese attuali e reali dalla maestria nello scrivere di Luigi. Ogni racconto ti risucchia al suo interno,mentre leggi ti guardi alle spalle al minimo rumore, è crudo, è tangibile, è spaventoso. La sua scrittura fluida e scorrevole vi porterà negli abissi più neri. Per fortuna ogni storia e a se, e ti permette di prendere fiato ogni volta prima di incontrare il nuovo terrore.