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Pestilentia

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Un ragazzo in fuga da qualcosa che non doveva essere liberato. È l’inizio della fine.
Quattro secoli dopo, il mondo è un ammasso purulento. Una pestilenza ha spazzato via quasi ogni forma di vita, e il gelo ha stretto nella sua morsa gli ultimi superstiti.
Quando la setta eretica della Mors Atra trafuga la più potente reliquia della Chiesa di Nergal, ultimo faro contro la decadenza, padre Oberon si ribella. E convoca Eckhard, devoto cavaliere della Fratellanza. Ispirato dalla fede, questi darà vita a uno spietato inseguimento sulle tracce della ladra Shree e del suo insolito compagno di viaggio, un eretico appartenente alla razza dei gha’unt.
Perché la reliquia va recuperata a ogni costo. O il suo terribile segreto trascinerà nel baratro la chiesa, condannando il mondo all’oblio.

383 pages, Paperback

Published April 4, 2016

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Stefano Mancini

28 books41 followers

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Community Reviews

5 stars
18 (38%)
4 stars
15 (31%)
3 stars
10 (21%)
2 stars
3 (6%)
1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Alessia.
126 reviews21 followers
October 2, 2022
Location: 9
Menù: 6
Servizio: 6
Conto: 8

Un libro molto bello che non è riuscito a prendermi del tutto.
Il mood della storia è spettacolare, l'autore riesce a farti percepire fin nelle ossa il freddo, il buio e lo sporco che aleggiano nel mondo.

La scrittura è molto buona ma troppo spesso il narratore nasconde palesemente le informazioni al lettore per creare tensione, escamotage che alla lunga è risultato fastidioso.

Il libro si porta dietro morali molto belle e ben fatte.
La storia però non mi ha mai presa del tutto e ci sono stati troppi scivoloni logici sul finale.

Finale bello ma un po' troppo affrettato, con poche chiusure.

In soldoni: un libro molto bello ma.
Sicuramente, se vi incuriosisce, merita una possibilità.
Profile Image for Roberto Saguatti.
Author 10 books10 followers
December 5, 2016
www.animadidrago.it

Questo libro è tremendamente raccapricciante il che significa che Stefano è stato bravissimo. Leggendo sentirete l’odore di pus, morte e carne in putrefazione unita ad escrementi e altre allegre cose simili, d’altronde comprando un libro di nome Pestilentia che vi aspettavate? Spiagge assolate con Puledre ( o Manzi ) in bikini e un odore di carne alla brace? No avrete solo miseria e sporcizia in un mondo gretto dove ognuno pensa solo a sé stesso e alla sua sopravvivenza. L’immedesimazione sarà tale da farvi storcere il naso. Il tutto ovviamente necessario per riuscire a capire a pieno le dinamiche che spingono i vari protagonisti del racconto e questa è una cosa importantissima, è la prima volta che riesco a giustificare completamente un antieroe come Shree la ladra protagonista della storia.
Con i vari personaggi Stefano ottiene la parte più affascinante del suo lavoro, vivi, diversi, ognuno con le proprie debolezze e i propri spettri ma stupendamente reali anche se, a causa del mondo creato, forse ostici per l’immedesimazione, infondo non c’è un vero e proprio protagonista per cui fare il tifo ma più personaggi importanti che odierete o amerete a seconda delle vostre idee ma che, comunque, susciteranno in voi una reazione, un emozione. Cosa non banale v’è una forte crescita e cambiamento dei protagonisti stessi durante la narrazione. Vi ho letto anche una critica non velata all’attuale situazione religiosa con cui, a me, è venuto fin troppo facile fare un parallelo (e questo può piacere o meno a seconda di chi legge).
Ogni personaggio è padrone del proprio destino ed influisce con le proprie scelte sulla trama che si rivela geniale ed imprevedibile ma pur sempre estremamente logica. L’intreccio è piacevolmente complicato ed emozionante a partire dalla caccia all’uomo della prima parte passando per gli intrighi della chiesa e andando a finire nella battaglia finale.
L’originalità è tanta non saprei nemmeno come collocarlo come genere di fantasy, mi aspettavo una storia di zombi (che tanto van di moda adesso) e mi sono ritrovato un romanzo di avventure pieno di sfaccettature da gustare in ogni parte. Interessante come Mancini riesca, spesso, a sostenere con abilità dibattiti fra due punti di vista contrastanti, ottimo davvero.
Il finale, eh! Il finale è giusto, logico, pensandoci non poteva che finire come narrato anche se vi ritroverete a sperare il contrario e non aggiungo altro se no Spoilero.
La copertina è di fattura stupenda e aiuta molto a calarsi nel mondo creato
Profile Image for Mattia.
127 reviews5 followers
December 22, 2018
Ho scritto questo testo direttamente anche all'Autore, lo riporto qui:

Mi è piaciuto il fatto che nonostante la storia sia stata semplice da seguire e scritta con uno stile bello, pulito, abbia saputo comunque veicolare messaggi importanti.
Io ci ho visto una critica più che giusta alla religione ma non come “istituzione(?)” in se, ma contro quelle confessioni che aspirano al totalitarismo, o comunque a imporre le proprie convinzioni, tema attuale. Il fatto di puntare il dito contro i gha’unt mi ha ricordato una parte di storia, l’unica che mi interessava: il capro espiatorio come base (molto molto inconsistente) per deportare gli ebrei. Magari sono sfumature, ma sono echi che mi sono tornati in mente.
Non nascondo che alcune frasi le ho sottolineate.
Personaggi preferiti Gleb e Aeris, lui geniale, lei la Donna simbolo della “rivolta”, forse del romanzo stesso, se vogliamo.
Detto ció bello questo famoso finale, nonostante tutto era giusto che andasse così, i due personaggi fondamentalmente avevano passato tutto il loro cammino insieme.. superandone di ogni.
Leggerò sicuramente altro, era da tempo che non trovavo un fantasy italiano che mi lasciasse così tanto; Ringrazio sicuramente il mio nuovo kindle, nel frattempo proseguo verso nuovi - e spero emozionanti - lidi. :)
Profile Image for Francesco Codenotti.
Author 11 books55 followers
January 15, 2023
Pestilenza è uno di quei libri cui mi sono approcciato con fare da… studioso. Uno di quei libri da cui penso di poter imparare qualcosa sul mestiere dello scrittore (fermo restando che da ogni libro si può apprendere qualcosa di nuovo).
E devo dire che su quel fronte, così come sul fronte del libro “nudo e crudo”, non ne sono rimasto deluso.
La scrittura di Stefano è puntuale e decisa, in grado di trasportarti al cento per cento all’interno delle sue pagine sporche.
Un libro in cui si vede la natura umana nella sua parte più crudele e in quella più speranzosa. Un mondo in cui esiste il male, e c'è chi lo difende, chi lo ignora, chi lo aborre, chi lo prende come parte del tutto.
Un libro in cui si vede che la verità è solo che quella che ci viene posta davanti, e Stefano ci tratteggia questa verità con delle pennellate sporche ma allo stesso tempo precise e perfette.

Menzione d’onore al capitolo su Bolo, un assoluto uno dei più belli che abbia mai letto. In questo capitolo c’è tutto il libro, raccontato attraverso un personaggio che non ha seguito all’interno del volume.
Profile Image for I Mondi Fantastici.
247 reviews24 followers
January 17, 2017
Pestilentia è un fantasy epico e sanguigno ambientato in un mondo sull'orlo del collasso, un mondo che potrebbe anche essere il nostro tra qualche secolo, perché no. Di questo mondo conosciamo un paio di città e le foreste dove si svolgono gli eventi salienti del romanzo, ma ciò che è importante sapere, e che emerge dal libro, è come questo mondo sia in putrefazione: gravato da una terribile epidemia che sta falciando le vite di molti, debilitando e impoverendo gli altri, che ormai non vivono più, bensì sopravvivono. Ecco, proprio questa sensazione di sopravvivenza domina il romanzo ed è quella che più mi è rimasta in mente. Sopravvivenza del più forte, perché, ovviamente, in ogni guerra (e la vita non è forse una guerra continua contro tutti?) c'è sempre chi riesce a sopravvivere, in ogni modo che possa imbastire. Voglia di sopravvivere, perché, pur in questo mondo caotico e prossimo al collasso, c'è chi ancora lotta, combatte, stringe i denti, arranca nel fango, fa sacrifici, insomma continua a credere che la vita sia altro, e oltre, e non ci sta a lasciarsi andare, ad arrendersi, non ci sta a essere messo da parte e confida in un futuro. E infine c'è anche chi non vuole sopravvivere, o semplicemente si trascina, chi si rifugia in una caverna per stare da solo (e morire da solo), chi mendica un pò di minestra agli angoli delle strade fredde e nebbiose, chi non ha più la forza, né la volontà, di lottare, o semplicemente non crede possibile un cambiamento.

Sullo sfondo di questo scenario quasi apocalittico, si incrociano le vite di alcuni personaggi, tutti piuttosto solitari. Shree, una ladra, fiera e indipendente, che è venuta per caso in possesso di un manufatto molto prezioso, che la chiesa di Nergal sta cercando. Gleb, uno schiavo, un gha'unt, un servo, un servitore, una figura incerta, balbettante, insicura di sé, che ha sempre vissuto ai margini, facendo quello che Leif, il suo datore di lavoro/padrone, gli ordinava, senza perdersi in perché, e che adesso si ritrova a poter stringere in mano le redini del suo destino. Eckard, un cavaliere tutto d'un pezzo, fedelissimo di Nergal e convinto sostenitore della sua fede (un integralista, in pratica), che però verrà a contatto con una scottante e spiacevole verità che lo costringerà a ripensare la sua intera visione del mondo. E Aelis, forse il personaggio più eroico, e anche più classico, che in un fantasy non può mancare, l'eroina disposta a tutto, anche a dare la vita, pur di proteggere la sua gente e dare loro un futuro.

E' un romanzo che fa riflettere su molti temi: la fede, ad esempio, i suoi eccessi, i suoi dogmi, il modo (diverso) in cui gli uomini vi si rapportano (con coscienza, con sincera convinzione, con un attaccamento radicale, come un'opportunità, anche), l'esistenza o meno di un Dio o di un'entità che sta al di là della vita di tutti i giorni e permea i destini degli uomini. Ma è anche un romanzo sulla diversità, sul rapporto tra i popoli, basta vedere il disprezzo con cui i gha'unt vengono trattati solo perché hanno una struttura fisica diversa (vengono considerati dei demoni, portatori di malattie e morte). Infine è anche un romanzo di scoperta di sé, perché tutti i personaggi, anche inaspettatamente, si trovano a scoprire qualcosa di sé che non sapevano di conoscere, a guardarsi dentro, a migliorarsi, a cambiare: Shree, Gleb, Eckard, tutti alla fine saranno un passo avanti rispetto a dove si trovavano all'inizio. Diversi, sicuramente. Migliori? Difficile dirlo, di certo più consapevoli e fieri della loro individualità.

Nel complesso è stata una bella lettura, complice anche lo stile semplice ma ben curato dell'autore che ha permesso che le pagine scivolassero via in pochi giorni. Un buon lavoro davvero, consigliato a tutti gli amanti del fantasy che vogliono una lettura diversa, da un'angolazione diversa, diciamo così, pur senza rinunciare a intrighi e battaglie. Buona lettura con "Pestilentia"! :)
Profile Image for Max Decio.
73 reviews7 followers
August 7, 2018
Ho conosciuto la scrittura di Stafano Mancini attraverso il romanzo Ostilium preso al Romics di Aprile. Così, avendolo gradito, ho comprato anche Pestilentia (tra l'altro vincitore del premio cittadella 2017) perché incuriosito dai commenti altrui, dal trofeo vinto e dal suo modo di scrivere. Non me ne sono affatto pentito. L'autore ha un modo di scrivere scorrevole, molto equilibrato tra descrizioni, azioni e dialoghi. Il peso della pagine non si sentono ma scorrono rapide (merito anche di capitoli brevi). Bando alla ciance, andiamo alle parti che davvero mi sono piaciute: varietà dei personaggi e sviluppo degli stessi. Davvero eccellente la profondità che hanno e il realismo in quelle condizioni di vita drastiche, nonché superbo lo sviluppo, soprattutto 3 di questi mi sono proprio piaciuti. Il romanzo ha diversi colpi di scena, e difficilmente mi sento preso alla sprovvista (purtroppo mi capita spesso di intuire anzitempo le cose e toglie molto il gusto della rivelazione), con Pestilentia invece non sapevo dove volesse andare a parare, o almeno, mi ero fatta un idea e per fortuna era sbagliata. Un finale davvero bello, diverso dal solito ma anche ricco di azione. Inoltre si toccano tematiche serie, in alcuni sensi persino attuali. Sotto questo aspetto mi sento di associarlo a "il codice da vinci" di Dan Brawn (chi ha letto pestilentia capirà a cosa alludo), definendolo "il codice da vinci" fantasy all'italiana. Sia chiaro, non per genere, ma per colpi di scena, tematiche discusse e altro che cari miei, leggetelo per scoprirlo sennò qui ci escono gli spoiler. Insomma lo consiglio vivamente. Anche gli scrittori italiani meritano, tanto se non di più di alcuni dell'estero.
Profile Image for Riccardo Paul A G.
72 reviews
March 11, 2024
Nebbia impenetrabile, boschi selvaggi ormai privi di presenza umana, morte, fame. Questo è quello che circonda le ultime città, come Valissa, che resistono al disfacimento portato dalla Morte Nera, una epidemia di peste che ha quasi estinto l’umanità, salva solo grazie alla protezione della Chiesa di Nergal. Anche così, però, le città non sono che tombe di morti viventi; i malati vagano per le strade fangose cercando disperatamente di sopravvivere, poche attività commerciali resistono. L’unico obiettivo degli abitanti sembra essere quello di peregrinare laceri ad ogni messa sperando di essere scelti dai sacerdoti per le cure. In questo scenario apocalittico si intrecciano i destini del Cavaliere della Fratellanza Eckhard, della ladra Shree, dello schiavo Gleb, legati ad un misterioso tomo del culto di Nergal.
L’ambientazione prende indubbiamente le mosse da Warhammer fantasy, per certi aspetti da Martin, Mancini però sviluppa, da questi importanti punti di attacco, la propria visione personale. Pestilentia può essere definito indubbiamente un “grimdark”, eppure non ha la presenza massiva di magia, incredulità e mostruosità di Warhammer, né la crudeltà morbosa delle Cronache del ghiaccio e del fuoco. Quando mostra, ciò che lascia vedere è funzionale alla storia. Terribile ma non raccapricciante. L’autore conosce il punto dove fermarsi per dare al lettore la scena e l’impressione giusta senza disgustarlo inutilmente. Quando però le scene passano dall’altra parte, venendo a rassomigliare lievemente ad una impostazione che definirei young adult (Alcuni toni delle conversazioni, alcuni personaggi che sembrano prestati da altra letteratura, stesso effetto che mi ha fatto Arya in Martin) tutta la tematica viene depotenziata. Questo mi ha fatto un po’ perdere il senso dell’orientamento, ma in fondo serve anche ad alleggerire i toni qui e lì, che non fa male.
Ero convinto di poter imparare molto da questo romanzo e così è stato. L’esperienza dell’autore si nota nell’impostazione della storia, nell’alternarsi sapiente dei punti di vista e nell’uso attento del non detto. La prima parte del romanzo è infatti quella che ho apprezzato maggiormente. La costruzione delle motivazioni dei protagonisti è egregia, nonché i rimandi a qualcosa di misterioso e segreto su più fronti, tanto sugli eretici, quanto sulla Morte Nera in sé. La prosa mi ha colpito, non sempre si vede un equilibrio tra linguaggio semplice (ma non banale) ed abilità descrittiva, evocativa, anche poetica a tratti. Ci sono stati diversi passaggi che mi hanno fatto fermare per rileggere con più attenzione perché il ritmo della frase e i termini utilizzati mi sembravano incalzanti e perfetti. Nota a margine: ho trovato credo un solo refuso in tutto il romanzo.
Andando avanti, però, trovo che questo sottile equilibrio creato dall’autore vada un po’ a perdersi. Il middle point non è impantanato come spesso accade, ma gira in tondo portandosi dietro l’attenzione del lettore. Intendo dire che, se nell’arco di cento pagine due dei protagonisti POV si salvano in punto di morte per due volte a testa, la risoluzione positiva diventa artificiosa e nel frattempo viene sviata l’attenzione dal filone principale che in quel momento stava correndo rapidamente (e felicemente). Allo stesso modo, se nella prima parte del romanzo le scene d’azione sono essenziali ma ben studiate, non si perdono in inutili tecnicismi né “raccontano”, ma mostrano il giusto per far comprendere la scena con tanto di durezza, violenza e sapore di sangue in bocca, nella seconda parte diventano più “tellate” e viste dall’alto. Leggendo “Il caos intorno era assoluto”, a me personalmente non appare niente in mente. Vorrei capire in cosa consiste questo caos, cosa vede il POV, come si sente. A volte ho avuto l’impressione che dei passaggi fossero un po’ affrettati.
Il personaggio che ho apprezzato maggiormente è stato il Cavaliere Eckhard. Inquisitore inossidabile, cacciatore di eretici, ha un arco di sviluppo non banale e interessantissimo. Infatti gli avrei dato più spazio rispetto ad una Shree che è un tipo di personaggio che siamo decisamente più abituati a vedere, anche in altri generi. Avrei dato più spazio anche ai preti e alle loro macchinazioni, che invece compaiono massivamente solo nell’ultima parte della seconda metà del libro sebbene rivestano una importanza cruciale nello sviluppo della storia. Di Eckhard ho apprezzato il realismo, la “fisicità”, il tormento interiore e la risolutezza. Un po’ di meno il fatto che si mantenesse il mistero sul suo background per buona parte dei suoi capitoli, stuzzicando la curiosità del lettore, per poi rivelarlo in un capitolo infodump di tre pagine. Non ho capito questa scelta.
Ho apprezzato moltissimo il ritmo della storia. Ѐ veloce e per lo più non si perde in chiacchiere inutili, alterna POV di poche pagine in modo serrato, una ventata d’aria fresca. Ho apprezzato meno il fatto che la scrittura in terza persona, dal punto di vista del personaggio, a volte diventasse un “finto pov”. Mi spiego: in alcuni frangenti lo scrittore gettava il POV giù dalla sedia di protagonista irrompendo nella scena. Se un POV muore e subito dopo vengono descritti i colpi ulteriori che riceve il suo cadavere, o se un POV si gira, rientra nella caverna e viene descritta un’ombra che non viene vista dal POV, chi è che lo sta vedendo? Chi lo sta descrivendo? Il narratore onnisciente, naturalmente. Allora però non è un POV. Non ho compreso questa scelta che poteva essere aggirata in modo abbastanza semplice.
Quello che più mi è mancato, però, è il fantastico. So che torno a ripetermi e che a questo punto evidentemente è un problema mio, ma se leggo un fantasy per me la sospensione dell’incredulità è fondamentale. Ci sono degli elementi “sovrannaturali” o “fantasy”, come volete chiamarli: Uno viene raccontato in un dialogo ed appartiene al passato (la Morte Nera), l’altro non viene svelato in questo romanzo ma è comunque pochino a mio parere. Anche ciò che nella prima parte del libro viene anticipato come possibilmente magico, poi si rivela “umano, troppo umano”, lasciando un po’ l’amaro in bocca.
Il romanzo è da premiare perché tenta di fare suo un genere aggirandone alcuni stilemi che trovo fastidiosi. Nei ringraziamenti l’autore accenna alla possibilità di un secondo volume. Mi auguro davvero che lo scriva e che, per noi nerdoni, possa darci qualcosa in più sugli “eretici”, sull’origine della Morte Nera e qualche altro gustoso dettaglio magico e fantastico.
Stefano, non posso che salutarti con il nostro motto: Cavat Lapidem e a presto.
Profile Image for Federico Ferrauto.
5 reviews1 follower
October 8, 2023
E da lì cominciò a spargersi nel mondo, oscurando il sole e portando questo inverno perenne

Ho scelto questa citazione da Pestilentia perché credo dia bene la misura di quello che il lettore si troverà ad affrontare una volta iniziato il romanzo.

Sin dalla prima pagina si viene infatti catapultati in un mondo deturpato dalla morte e dalla sofferenza, sotto una pioggia fitta e costante. L'umidità si insinua sotto la pelle avvinghiandosi alle ossa per tutto il tempo della lettura.

Andiamo con ordine.

Dati
Genere: Fantasy
Autrice: Stefano Mancini
CE: Dark Zone
Anno: 2022

Protagonisti
Pestilentia è un fantasy con tutte le carte in regole, a cominciare dai personaggi principali. C’è il tagliagole, il chierico, la ladra, l'eretico e una razza “particolare” di cui non posso svelarvi altro.
Ciascuno di loro ha il proprio arco di crescita e nascondono tutti almeno un segreto che verrà svelato solo al momento opportuno.

Quando vi imbarcherete in questa ennesima avventura, dovrete dare a Stefano il tempo di mettere tutti i tasselli al loro posto; concentratevi sulle prime cinquanta pagine, studiate bene i personaggi e poi tutto andrà al suo posto.

Intreccio
Leggere Pestilentia significa attraversare uno specchio d’acqua gelida e ritrovarsi dall’altra parte immersi fino al collo nelle catastrofi personali dei protagonisti.
Non c’è un attimo di sosta, di pace in cui voi o i protagonisti possiate riposare. Ogni secondo è dedicato alla sopravvivenza in un ambiente che sembra rigettare ogni forma di vita, scacciarla come un organismo estraneo.

Il romanzo è tutto un rincorrere, un aggrapparsi alla vita con le unghie e con i denti, mossi da una ferocia senza la quale i protagonisti sarebbero spacciati.

Ed è nelle ultime 200 pagine, con una manciata di dialoghi che viene sovvertito e ribaltato tutto!

Wordbuilding
Come avrete capito, gli ingredienti per un fantasy d.o.c. ci sono tutti ma senza inutili fronzoli. Non ci sono orpelli, intermezzi distensivi o altre distrazioni. Conta solo arrivare vivi al giorno dopo.

Ci si muove in uno scenario tetro, oscuro che può facilmente portare alla disperazione e da europei è facile provare una certa familiarità con le ambientazioni e con la Morte Nera che tutto avvolge e sconvolge.

Commenti finali
Ho lasciato per la parte finale di questa recensione la sorpresa che a me ha fatto davvero piacere.
È possibile scrivere un fantasy senza magia? Secondo me sì e Pestilentia ne è la prova. Ho trovato la mancanza di ogni elemento magico o esoterico incredibilmente efficace per aumentare l’immersione del lettore nelle vicende dei protagonisti. Lo stile è secco, asciutto, diretto.

A chi lo consiglio
A chi come me ha adorato la saga di Andrzej Sapkowski e ha nostalgia di un certo tipo di ambientazioni e storie.

NOTE
Pestilentia è uno dei tanti titoli pubblicati dai tipi di DarkZone, tra le CE che più si battono per dare una casa comune al fantasy italiano. Vale decisamente la pena fare un salto sul loro sito ed esplorare l’intero catalogo.
Profile Image for Mauro Mollo.
Author 8 books5 followers
December 23, 2023
Un'opera fantasy, forse nelle premesse più dark di quanto non sia... È cupo, sicuramente, ma senza risvolti splatter o per stomaci forti.
Pregi: una buona scrittura, scorrevole, senza quegli eccessi che (personalmente) detesto e che spesso nascondono la mancanza di sostanza.
La storia è chiara e si snoda bene; l'ho letto con facilità e piacere. Quindi: perché 7?
Difetti: il libro non termina realmente... Non ho compreso se sia l'inizio di una saga.
Non sono riuscito a empatizzare con nessuno dei personaggi, a parte Eckhard (ma questo può essere un limite mio).
Il tema principale, la reliquia che tanto si cerca, alla fine risulta avere un contenuto a mio avviso un po' scontato, cui deriva una certa distinzione manichea delle fazioni: i buoni di qui, i cattivi di là.
Il personaggio (per me) principale, che troneggia in copertina, avrebbe meritato un ruolo più significativo, sempre a mio avviso.
#fantasy #darkfantasy #darkzone #review #bookstagram
Profile Image for Alessandro Ricci.
Author 15 books14 followers
August 15, 2022
Un dark fantasy ambientato in un mondo fradicio e morente. Perennemente battuto dalla pioggia e in mano a un morbo letale.
Ricchissimo di colpi di scena e azione, ma senza tralasciare un importante punto di vista sulla fede e su chi la esercita.
Consigliato.
Profile Image for Fedra.
26 reviews3 followers
April 7, 2024
Un dark fantasy che tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina, capace di suscitare grandi emozioni ma anche di far riflettere sul nostro presente, che dopotutto non è poi così lontano e rassicurante come sembra...
Il worldbuilding è eccezionale, sarebbe bello poter leggere un seguito!
4 reviews
April 27, 2016
Avendo già letto la trilogia high fantasy di questo autore, ero curiosa di vedere come si sarebbe cimentato in un genere diverso. Così sono andato a cercarlo al Romics di Roma e mi sono presa una copia del suo Pestilentia. L'ho divorato in quattro giorni. Lo stile, già fluido nei suoi precedenti romanzi, si fa ancora più scorrevole, anche se è stata la trama ad avermi davvero intrigato. Un po' fantasy, un po' thriller, un po' storico, un po' distopico. C'è di tutto qua dentro. E chi pensa che la varietà generi confusione si sbaglia di grosso. Ogni elemento è funzionale e ben amalgamato, per un risultato che, come da titolo, ho trovato sorprendente. Mi verrebbe da fare qualche spoiler, ma mi trattengo. Dirò solo che la fine mi ha lasciata a bocca aperta. Per il resto un solo consiglio: leggetelo!
4 reviews
May 24, 2016
Le atmosfere cupe del romanzo e la crudezza delle situazioni mi hanno preso fin da subito... l'ambientazione e i protagonisti sono ben delineati e carichi di sofferenza... Ottima variazione rispetto al fantasy classico, nel quale l'autore aveva pur dato un'ottima prova. Consiglio agli amanti dei fantasy "atipici" e a chi ha già apprezzato i precedenti lavori dell'autore, non tanto per l'ambientazione decisamente differente, ma per lo stile fluido e lo spessore narrativo, che non fanno che migliorare di libro in libro.
Displaying 1 - 14 of 14 reviews

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