Avvicinamento, conquista, possesso: la seduzione, arte di guerra tra le più diaboliche, ha le sue progressioni, le sue tecniche, le sue strategie. Un aspirante romanziere, soffocato dalla routine in un settimanale milanese, incontra uno scrittore di successo che lo convince a trasferirsi a Roma. In una babele di personaggi squallidi e fasulli, uomini e donne dalla morale facilmente adattabile allo scopo da perseguire, il giovane romanziere percorrerà le tappe di una difficile e talvolta dolorosa formazione.
L'unico romanzo di De Carlo che vale la pena di leggere. È diverso da tutti gli altri e ha uno splendido finale, ironico, a sorpresa. Strano, perché l'ironia è proprio la dote che più gli manca, a De Carlo.
La "passione" cambia lo stato delle cose... Nonostante tutto.
Storia di una crescita interiore e di un passaggio di stato grazie all’innamoramento di un uomo che ritrova la passione dopo anni di una vita regolare e monotona, una triste esistenza ordinata e un po’ "vigliacca" nel quieto vivere del suo matrimonio (territorio “conosciuto”, alcova che si è costruito pur di non rimanere solo, rintanato in un equilibrato liquido amniotico a scapito del coraggio e di una vera scelta di vita…). Il protagonista del romanzo è un mesto redattore di una rivista che non ama, lavoro di routine che subisce in una Milano ordinata e impiegatizia degli anni ’90, fatta di ipocrisie, cinismo e subalternità. Poi accade l’irreparabile, Roberto, si innamora di un’attrice che la redazione gli impone di intervistare una notte, senza preavviso. È il necessario imprevisto, la possibilità che lui stesso inconsciamente attendeva da tempo, “peripezia” desiderata per evitare la morte lenta e implacabile della sua anima ingrigita. La stessa notte grazie all’incontro imbarazzante e “fortunato” con un personaggio ambiguo e mefistofelico, scrittore di successo (motore della storia, creatore di un insano quanto necessario cortocircuito) Roberto si ritroverà catapultato da un giorno all'altro a lavorare a Roma, dopo anni di stallo interiore e soffocanti viziate certezze milanesi. Una città a lui sconosciuta, in contrasto con le proprie abitudini, chiassosa, dominata dalla politica corrotta, mollemente attraversata da passanti che si attardano sulle strade colorate e che non vanno di fretta come gli abitanti della grigia e impersonale città del nord. La donna misteriosa e irraggiungibile che da poche ore lui irrazionalmente ama è un’abitante di questa nuova città, mentre sua moglie, il passato certo che d’improvviso si trasforma nell’incerto, rimane nella conosciuta e grigia Milano. Di passione parla questo romanzo, con la vena malinconica e un po’ metafisica della scrittore… Di amore che è come un miraggio che ci fa elevare proprio perché irraggiungibile, possibilità di ricerca e crescita interiore e alla fine di autocoscienza. Prima che l’irreparabile accada, e che porti con sé un radicale e convinto cambiamento di stato interiore, il personaggio che attira il protagonista nella nuova città indolente, nel nuovo stato delle cose, demonio e filosofo a un tempo, si pronuncerà sul perché dell’Amore: “… anche se siamo degli animali molto complessi basta un minimo di osservazione per capire come funzioniamo. Una passione si alimenta di quello che non sai di un'altra persona, molto più di quello che sai. (…) Sovrapponi le tue fantasie alle zone d’ombra, e se ci sono tante zone d’ombra hai ancora più spazio, puoi farci stare dei sogni interi. Ma il guaio di una passione è che produce molta luce concentrata, è solo questione di tempo prima che rischiari ogni piccolo angolo. E di solito non ci trovi più molto, quando l’ombra si è dissolta. (…) La passione acceca talmente la nostra capacità critica e il nostro senso dell’umorismo, non ci rendiamo affatto conto di cosa stimo facendo. (…) E quando una passione si ritira ci sentiamo imbrogliati e presi in giro, ci sembra che la colpa sia tutta dell’altra persona che si è presenta come non era. Così investiamo una quantità enorme di energia a cercare di trasformarla con la forza e con la ragione in quello che ci eravamo immaginati, e quando vediamo che è inutile ci consumiamo di accuse e rimproveri e rinfacciamenti senza fine. Ma sono stati i nostri meccanismi interiori a imbrogliarci, non è colpa di nessuno.”
Scritto da Andrea De Carlo nel 1991, "Tecniche di Seduzione" è il suo romanzo più riuscito. Nonostante persista quella meccanicità e quella freddezza nella descrizione dei sentimenti e nella narrazione, proprie dello stile dell'autore, la trama del romanzo è avvincente e sorprendente. Roberto Bata è un apprendista giornalista della rivista milanese "Prospettiva". Costretto a noiose interviste telefoniche, ha l'occasione di un lavoro sul campo andando ad intervistare l'attrice emergente Maria Blini, nello spettacolo sceneggiato dal celebre scrittore Marco Polidori, autore di bestseller internazionali. Durante il ricevimento post spettacolo Roberto Bata conosce casualmente lo scrittore famoso, e la sua vita ne verrà sconvolta... Roberto si troverà a Roma, a lavorare in un ambiente surreale, dove un mucchio di gente vive succhiando il sangue infetto dello Stato, una ragnatela politica fatta di uomini senza scrupoli, arraffoni, scrittori falliti e uomini potenti; ragnatela che intrappolerà il protagonista nella sua infinita ingenuità. Uno dei pochi libri di De Carlo in cui il personaggio risulta vero e ben approfondito, nonostante rimanga la freddezza di fondo di chi descrive i propri sentimenti come se facesse la lista della spesa. Se siete curiosi di conoscere quest'autore, molto meglio questo romanzo del ben più celebre "Due di due".
Andrea De Carlo è uno dei miei scrittori italiani preferiti, eppure ogni volta che comincio un suo libro mi sembra di ritrovare le stesse costanti: il triste ambiente milanese; la frustrazione del protagonista; la sua incapacità di vivere una relazione sentimentale con serenità; un rapporto complicato, basato allo stesso tempo su ammirazione e gelosia, con un altro personaggio maschile, che spesso veste i panni del suo alter ego; il desiderio di evasione; il tentativo di riscatto attraverso un mezzo artistico. Può sembrare un fattore negativo, ma io invece lo trovo rassicurante. Ho l'impressione di seguire le vicende dello stesso personaggio attraverso diverse vite parallele. E ovviamente ogni libro è ugualmente appassionante. Anche in questo caso è stato lo stesso. Forse il mio preferito rimane Giro di vento, anche perchè è stato uno dei primi che ho letto, però di sicuro ho amato questo libro, soprattutto nella seconda metà, che ho letto quasi tutta d'un fiato. Nel finale ci sono un paio di colpi di scena che sono riuscita a prevedere solo all'ultimo momento.
Personaggi inetti, avviluppati su sé stessi e che non descrivono mai una cosa con meno di tre aggettivi. Fin qui pieno stile De Carlo, ma è il livello minimo di consapevolezza necessario per affrontare la lettura. La trama e l'impianto dei personaggi e delle loro relazioni sono sempre un po' ripetitivi, quasi programmatici, ma al contrario di altri libri dell'autore, Tecniche di seduzione è certamente tra i più leggibili. Non ci sono accelerate brusche, rallentamenti eccessivi o buchi di trama (Macno e Yucatan in questo senso sono esasperanti), la storia scorre in modo semplice ma lineare. A volte ci si avventura in invettive socio-politiche sull'Italia di inizi anni '90, ma queste rimangono a margine e aggiungono solo contesto, non sono mai centrali né nel determinare le azioni né le riflessioni dei personaggi, che sono sempre impegnati in un'indagine solipsistica su se stessi e sulle relazioni amorose. Tecniche di seduzione è un libro senza pretese, semplice, che si può leggere.
"Der Gedanke, endgültig Schluss zu machen, widerstrebt mir zutiefst, so schlecht eine Beziehung auch sein mag und soviel ich selbst dazu beigetragen habe, sie kaputtzumachen. Auf einen Menschen zu verzichten, nur um einen anderen zu bekommen, scheint mir schrecklich unnatürlich. Es ist, als ob man mir sagen würde Das ist unannehmbar, eine Art Erpressung, und schuld daran ist eine Kultur, die roh und schematisch ist und allzu sinple Muster anbietet."
Ist es nicht aller Menschens Ziel, den Effekt bzw. die Genugtuung von Reis und Nudeln in einer Person zu finden?
Il titolo potrebbe essere usato come manifesto programmatico del tema dell'opera. Le tecniche di seduzione sono quelle messe in atto da Polidori (il vampiro di emozioni altru? nomen omen?) nei riguardi del protagonista. O quelle di De Carlo nei nostri riguardi attraverso la fascinazione della parola. Finale metatestuale che getta una luce diversa su tutto il racconto pregresso. Padronanza della scrittura assoluta (come quasi sempre d'altronde nei romanzi di De Carlo).
Ho approcciato Tecniche di seduzione di Andrea De Carlo leggermente sospettoso. Raramente ho trovato thriller pricologici di questo genere, scritti da italiani, che mi abbiano lasciato una bella sensazione. Questo romanzo, invece, l'ho trovato complessivamente ben scritto e ben costruito. I personaggi, esemplificazioni dei mali del tempo, mi hanno piacevolmente accompagnati fino al colpo di scena finale. Unica pecca, a mio avviso, l'iper-caratterizzazione dei personaggi che ha reso lo scorrere del romanzo un po' troppo prevedibile, compreso il finale. Senza troppe pretese.
Il contrasto della Milano fredda cosi come il protagonista che la abita e la Roma vivace, corrotta e travolgente in cui troverà corpo e spessore il libro. Il protagonista si trova attanagliato da una storia d’amore in cui lui è totalmente coinvolto, mentre lei rappresenta l’idolo a cui lui aspira nel paesaggio romano dove lui decide di catapultarsi.
Tecniche di seduzione
Giovedì 13 febbraio Andrea De Carlo Tecniche di seduzione Scritto da Andrea De Carlo nel 1991, Tecniche di Seduzione rappresenta il risultato migliore della sua produzione. Roberto Bata è un apprendista giornalista della rivista milanese "Prospettiva" Costretto a noiose interviste telefoniche, ha l'occasione di un lavoro sul campo andando ad intervistare l'attrice emergente Maria Blini. Durante il ricevimento post spettacolo, Roberto Bata conosce casualmente uno scrittore famoso e la sua vita ne verrà sconvolta. Andrea De Carlo Tecniche di seduzione L'autore Nato nel 1950, è uno scrittore poliedrico con esperienze anche nella sceneggiatura e nella regia. Nel 1981 con l'editore Einaudi pubblica Treno di panna, del quale Italo Calvino cura la quarta di copertina. E autore di 20 romanzi, tradotti e pubblicati in 26 lingue. LETTERATURA ITALIANA CONTEMPORANEA GiOVE Wu N Stell Stella biogr vissI Il p Law che e a otti A inc JF G
3 stelle e mezzo, in realtà, perchè il libro mi ha preso più degli ultimi che ho letto e si legge con grande piacere.
Roberto Bata è un aspirante scrittore che vivacchia lavorando come giornalista di costume. Conduce una vita anonima, poco soddisfacente e di tiepide emozioni in una Milano grigia e indifferente. Tutto cambia con l'incontro con lo scrittore ultraconsacrato Marco Polidori, che si interessa a lui e lo convince a cambiare vita, incoraggiandolo a dare una chance al suo sogno di diventare scrittore. Ed' proprio questa la "seduzione" a cui allude il titolo. Roma, una ingovernabile passione per una nuova donna e il rapporto con l'insolito mentore Polidori trasformeranno il protagonista, svegliandolo da un lungo torpore emotivo, professionale e personale. Ne esce un curioso romanzo di formazione con un protagonista non giovanissimo, autentico nel suo descrivere il cambiamento, la passione e il desiderio di evasione che pervade i personaggi della storia. Rasoiate non da poco al mondo della cultura e dello spettacolo italiano (valide probabilmente anche a quasi trent'anni di distanza).
Dopo la delusione che mi aveva dato "due di due" questa volta De Carlo mi ha quasi convinta. Nonostante la parte iniziale e quella centrale stentino un po' a decollare, l'ultima parte riesce a essere intensa ed emozionante, con un finale molto azzeccato. Le descrizioni ambientali sono una pessima pubblicità per le città in cui la storia si svolge e i personaggi sono tutti così fastidiosi che verrebbe voglia di prenderli a calci (protagonista incluso), ma forse il bello del libro è proprio questo. Infatti in generale l'insieme di tutti questi elementi negativi non è male e ci sono anche alcune frasi degne di nota.
Ci sono libri che si prendono uno spazio dentro di te e ci rimangono per sempre. Questo romanzo, insieme a "Due di due" e "Di noi tre" sempre di Andrea De Carlo, è uno di quelli. I suoi personaggi e la sua storia continuano a muoversi nella mia mente, vividi e indimenticabili. Il protagonista, Maria, e Marco Polidori animano una trama trascinante, in una Roma languida e asfissiante. "Tecniche di seduzione" è senza dubbio uno dei romanzi tra i più riusciti dell'autore, con un finale che mi rimbomba ancora dentro.
Il libro, contrariamente a quanto può far pensare il titolo, non parla della seduzione tra uomo e donna, ma è la storia di due scrittori, uno appassionato e ingenuo agli inizi della sua carriera e uno affermato, cinico e inaridito che ha perso ogni slancio creativo. Sullo sfondo ci sono delle considerazioni sulla corruzione del mondo politico e della cultura, e il modo di lavorare superficiale di certi giornali.