In Europa avanzano movimenti xenofobi e in Italia si denunciano sempre piú spesso episodi di razzismo. Quattro studiosi con competenze diverse provano qui a vagliare i concetti di identità e differenza, a comprendere i diritti dello straniero in Italia, a misurare quanto profonde siano le nostre convinzioni sulle differenze biologiche e culturali e come se ne debba parlare. Guido Barbujani sceglie la prospettiva della genetica per decostruire le presunte basi scientifiche del razzismo; Marco Aime usa un approccio antropologico per comprendere alcune nuove declinazioni, di carattere culturale, assunte da certi razzismi. Federico Faloppa compie un’analisi linguistica, utile a capire gli elementi discriminatori che mettiamo in atto, spesso inconsciamente, usando le parole in un certo modo; infine Clelia Bartoli usa lo sguardo socio-giuridico per comprendere come le insidie del razzismo si celino anche nelle istituzioni «democratiche».
Spesso il razzismo è al centro del dibattito pubblico: c'è chi nega la sua esistenza e ne fa uno spauracchio da buonisti sinistroidi, c'è chi lo vede dappertutto e c'è chi afferma genuinamente di essere diverso dagli altri per ragioni biologiche,etniche e culturali. Per occuparsi della questione dotati di solidi strumenti scientifici, serve un approccio multidisciplinare,che spazia dalla biologia al diritto. E per questo autori come il genetista Guido Barbujiani, l'antropologo culturale Marco Aime,il linguista Federico Faloppa e la giurista Clelia Bartoli contribuiscono,ognuno con il suo apporto, a combattere e demolire i vari tipi di razzismo. Come quello biologico, nato nel Settecento e arrivato fino agli anni '60. Il suo presunto fondamento genetico è affrontato chiaramente da Barbujiani. Ma il razzismo è resistente nella nostra società, e trova nuove vie per manifestarsi, come la creazione di identità tradizionali e culturali esclusive. Ma il dibattito sul razzismo non è uno scontro di idee ma soprattutto uno scontro di termini:dall'insulto esplicito alla discriminazione subliminale,dal buonismo presunto o reale fino all'hate speech, Federico Faloppa esamina il nostro linguaggio in materia di razzismo. Clelia Bartoli è una giurista che si occupa di razzismo strutturale, cioè quello che proviene direttamente dalle istituzioni statali. Libro bello e chiaro, utile per capire sotto quante forme è apparso e appare il razzismo.
affronta tante questioni insieme legate al razzismo dei nostri giorni (anche se è del 2016, sempre attuale): violenza sistemica, l'urbanistica che crea divari, questione linguistica, immigrazione e sue consegne. E tante altre.
Bello rileggerlo dopo anni dal mio esame di antropologia di triennale e ritrovarmi ancora in tanti ragionamenti. Libro che apre a tante riflessioni