Rampollo di una ricca famiglia milanese e proprietario dell'azienda Prism Light, Jacopo Maria Ferrante è un uomo arrogante e ambizioso. Nella vita non ha mai dovuto conquistare nulla ma ora combatterà per realizzare la sua vendetta.
... ma la sua anima non era in vendita
Quando Clizia Diamare scopre l'esoso debito contratto dal padre non immagina il prezzo del riscatto: per un anno sarà proprietà esclusiva di Jacopo, in ufficio e tra le lenzuola. Per preservare la gemella Elettra e salvare la pasticceria di famiglia e i suoi dipendenti, Clizia sarà costretta a trasferirsi a Milano alle dipendenze di un uomo che disprezza. Niente, però, può prepararla all'insana passione che la invade e che poco a poco si trasforma in un sentimento pericoloso e complesso.
La resa spesso è una vittoria
Un uomo difficile, una donna risoluta, una vendetta da consumare, un contratto da onorare. Perché amore e odio sono due facce della stessa medaglia.
Cristiana Verazzo, classe 1972, pubblica il suo primo romanzo fantasy "Il Sigillo di Ametista" edito da Albatros nel gennaio 2012. Nel maggio 2012 partecipa all'antologia "Donne Speciali" edito Società Editrice Montecovello col racconto "Fantasiosa". Nel giugno 2012 esce il sequel del Sigillo "L'Enigma dell'Opale" edito da Edizioni R.E.I che firma con lo pseudonimo di Christiana V e che userà da allora in poi. In febbraio 2013 partecipa all'antologia "365 giorni d'Amore" edito da Atlantide Delos book col racconto "La mia luce". Numerose le presenze in gruppi, forum e blog con racconti quali: "Frammenti di me", "La carne", "Il dolore", "L'ambiguo dallo sguardo vuoto", "Virtualmente", "L'ultimo regalo", "La scelta migliore" col quale si è aggiudicata il secondo posto nel concorso "I colori dell'anima", antologia disponibile gratuitamente in ebook per la Lulu.com. Finalista per il concorso "Senza Fiato" del blog 'La Mia Biblioteca Romantica' col racconto Romantic Suspence "Alla conquista di te". Collaboratrice del forum letterario Insaziabili letture e amministratrice del blog Simbiosi. Prossima uscita un urban fantasy dal titolo "Blood Catcher", al momento sta partecipando alla stesura di un'antologia fantasy con diverse scrittrici e sta elaborando la terza parte della saga.
“Crudele come il sole” è un romance contemporaneo self-publishing scritto dall'italiana Christiana V, autrice di cui questo è il primo romanzo che leggo. Dalla trama si potrebbe facilmente pensare alla classica storia tra un uomo ricco e autoritario e una donna sottomessa al suo volere, ma l'autrice è riuscita a dar vita ad una protagonista femminile tosta, perfettamente in grado di tenere testa all'arrogante e intimidatorio Jacopo Ferrante. Clizia è una donna determinata, una manager molto brava che non esita ad accollarsi il debito del padre sulle proprie spalle per salvare l'azienda di famiglia, accettando controvoglia l'offerta di un uomo che disprezza e di trasferirsi alla sua mercé da Napoli a Milano per un anno. Jacopo Ferrante è il rampollo di una nota azienda ottica, un uomo calcolatore e spietato temuto da tutti, da tutti tranne Clizia, che con il suo modo di fare schietto e ardito riesce a sfidarlo continuamente e mantenerne vivo l'interesse. Io ho un debole per i personaggi femminili con un carattere così forte, che affascinano non tanto per la bellezza ma per le loro qualità, quindi questa scelta dell'autrice mi è particolarmente piaciuta. Jacopo invece è un personaggio che si fa odiare in più occasioni, ma che alla fine resta vittima del suo stesso gioco di seduzione e vendetta. Di scene hot intense ce ne sono diverse nella trama (non troppe però), e Clizia non ne è assolutamente dispiaciuta, anzi... la tensione sessuale tra i due è onnipresente! I miei dubbi riguardano un po' il finale, visti i vari risvolti avrei preferito veder “strisciare” maggiormente Jacopo (si meritava di penare un po' di più dai!), invece il tutto si risolve in fretta dando l'idea dell'epilogo troppo affrettato. Nel complesso il romanzo mi è piaciuto, la scrittura dell'autrice è fluida e coinvolge soprattutto grazie ai vari dialoghi e situazioni esasperanti di amore-odio tra i due protagonisti. Consigliato a chi cerca un romance passionale con protagonisti prorompenti e un'ambientazione totalmente made in Italy.
Ho conosciuto Christiana V leggendo Blood Catcher e ho subito capito di trovarmi di fronte a una personalità a tutto tondo, che rifugge le mode facili e non ha paura di andare dritta per la sua strada. Tra decine di libri con vampiri esangui e adolescenti virginali, lei aveva messo al centro una casalinga quarantenne, con marito e pargoli, frustrata e con problemi molto più concreti che rallegrarsi per avere un succhiasangue gallozzo a fianco. Insomma, un’autrice che metteva al centro di tutto una donna normale: un’autentica rarità! Ma anche con questo suo Crudele Christiana spiazza i lettori, perché per quanto lei finga di rifarsi ai soliti stereotipi, in realtà se ne infischia e rivede tutto a modo suo. Così Clizia non è bella ma particolare, anzi se vogliamo una “brutta” che il povero Jacopo si costringe ad approcciare sessualmente (vorrei essere più esplicita, ma poi le anime pie s’inquietano!) per realizzare un piano di vendetta che solo lui conosce; Clizia è un tipo, con una “nasone” importante, ed è una napoletana verace, che ama esagerare con tutti i cinque sensi, per cui osa profumi forti sulla pelle, si trucca sapientemente (fiera di esaltare la propria femminilità), usa le mani dove e quando servono, mangia che è un piacere e non nasconde il suo godimento per il cibo. Una donna benedetta che può prendere a scarpate le sfilatine chick-lit sempre in attesa del principe azzurro. Clizia si destreggia, affronta i problemi familiari, protegge chi ama, piglia lo Squalo per la coda e lo “sbatte” per bene (il doppio senso volgarozzo è assolutamente voluto). Più che una donna Clizia è un mito (suo padre quella volta ha deciso bene il nome). E Jacopo? Signori, il bastardone sciupafemmine cerca di recitare bene la sua parte: diamogli atto che – come tutti i poveri maschi – è afflitto da questa costante e imprevista pressione alla stoffa dei pantaloni, si atteggia a cattivo, si porta pure l’avvocato al seguito che fa tanto Mr. Grey. Però anche l’eroe più dotato deve cedere il passo alla femmina passionale e rancorosa. Non fatevi ingannare dall’accenno del solito contratto sesso/denaro nella trama, è solo un tentativo dello Squalo di mostrare i denti (alla fine pure Jacopo finirà addentato a sua volta come una sfogliatella fragrante). Preparatevi piuttosto a una sceneggiata d’amore e ripicche, lingue velenose e fragilità nascoste, di seduzione e agognati rotolamenti tra le lenzuola. Quando Cli entra in scena (come Cri la sua madrina) non ce n'è più per nessuno.
Estratto dal blog daydreamingreviews.it Può mai essere crudele il Sole? Per un girasole esso è vita e condanna! Non nego che nelle prime pagine mi ha sfiorato la mente l’idea di ritrovarmi di fronte all’ennesima storia dipinta sulle orme di “Cinquanta sfumature”. Mai pensiero fu più errato. Sì, siamo in presenza di un ricco imprenditore senza scrupoli, a cui è stato affibbiato il soprannome di “squalo”, pronto a tutto, compreso passar sopra il cuore e l’anima delle persone, preoccupato solo di non rovinare le sue preziose Ferragamo, e questo lascia ad intendere che non siamo di fronte ad un soggetto completamente originale. Ma quello che a parer mio ha di splendido questo romanzo è la caratterizzazione del soggetto femminile. Basta con il cliché della povera donna indifesa. Clizia si difende come una pantera e come solo un esemplare femmina sa fare, difende i suoi cari ad ogni costo. E non serve essere anche bellissima per trasudare eleganza, forza e sensualità. Il narratore ci dà immediatamente un’idea di che tipo di persona sia Tommaso Diamare. Un uomo distrutto dal dolore e dalla vergogna. Un uomo che preferirebbe morire piuttosto che vedere nello sguardo delle proprie figlie la delusione che una tale rivelazione susciterebbe loro, nei suoi confronti. Ma il cuore, fregandosene della sua volontà ancora batte e quei macchinari, a cui è collegato, sottolineano la sua impossibilità di tirarsi indietro. Il carattere pragmatico di Clizia ovviamente la porta a farsi carico a tutti i costi del problema, esonerando la sorella stessa da qualsiasi impegno vincolante. Sì perché l’accordo proposto da Jacopo Maria Ferrante, imprenditore di fama mondiale e famoso per la sua indole cinica e spietata, lascia ben pochi margini di trattativa. O la pasticceria o... Ma la pasticceria non si tocca! Clizia è ben ferma su questo punto. La sua carica energica e per nulla remissiva si palesa immediatamente. Cedere non vuol dire rassegnarsi. Accettare non vuol dire perdere. Si può lottare in mille modi diversi e quando si è con le spalle al muro, è giusto agire in difesa, aspettando che il nemico si distragga mostrando il fianco. Ecco che lì si può riprendere terreno e sferrare l’attacco. la giovane donna è costretta ad accettare, suo malgrado, le condizioni di Jacopo, trasferendosi a Milano e lavorando per lui, non solo offrendogli le sue capacità lavorative ma anche il suo corpo. Nonostante questo, la nostra pantera non abbassa la guardia e tiene testa al prepotente Jacopo. Saremo portate ad odiarlo, a pensare ai mille modi per schiacciare il suo ego e la sua improba anima con ogni mezzo, esattamente come lui non si preoccupa di fare con Clizia, ma poi ci rendiamo conto che la ragazza sa il fatto suo, sa proteggersi da sola, accetta solo i rischi che sa di poter correre. Lo destabilizza, lo stuzzica, lo tiene a bada come nessun'altra donna (o uomo) è riuscita a fare. La guerra tra i due si fa sempre più sottile, e Clizia impara presto a riconoscere i punti deboli del suo nemico. A poco a poco la battaglia si tinge dei delicati toni della provocazione, mentre gli ormoni scombussolano la reciproca tenacia. Mentre le pagine scorrono il rapporto burrascoso tra i due diventa sempre più mordace e si macchia di un blanda emotività che collide con la rabbia provata all’inizio. I sentimenti si fanno breccia come l’acqua che, cheta, lima e smussa le dighe. La passione è indiscutibile come l’attrazione fisica che si carica come corrente ad alta tensione, ma ben altra cosa è rendersi conto che oltre il contratto e il sesso ci sia qualcosa di più forte a tenerli vicini. Odio e amore, rabbia e serenità, un susseguirsi di emozioni sempre affilate e pronte a ferire. Perché si può giocare con l’ira ma giocare con l’amore è cosa ben più pericolosa. http://www.daydreamingreviews.it/2016...
Un romance di tutto rispetto che mi è piaciuto moltissimo. Clizia, per riscattare l’enorme debito di gioco contratto dal padre e preservare la pasticceria di famiglia e la sorella gemella Elettra, dovrà sottostare per un anno oltre che alle dipendenze lavorative anche alle voglie di Jacopo Maria Ferrante, arrogante rampollo di una ricca famiglia. Ma lo scontro di due forti personalità produrrà degli esiti del tutto imprevisti e quella che doveva essere una vendetta si trasforma in ben altro. Una trama che appare semplice e quasi scontata, ma trattata con tale abilità e bravura tanto da rendere la storia godibilissima. Ottima la caratterizzazione dei personaggi, a cominciare da Clizia, una protagonista che ho amato tantissimo, non la solita bellona di turno ma una donna a tutto tondo, forte, intelligente, coraggiosa e determinata, che sa farsi valere e non si arrende mai. Lo stile è fluido e scorrevole, i dialoghi e le situazioni si sviluppano con coerenza e stimolano ed invogliano ad andare avanti nella lettura. Una storia che mi ha appassionato, divertito e fatto sognare, insomma che è riuscita a tenermi incollata al libro dall’inizio alla fine e che mi fa anche desiderare che ci possa essere un seguito che ci racconti anche la storia della gemella Elettra e di Davide.
Lettura scorrevole che ti attrae fin dalle prime pagine. I protagonisti, Clizia e Jacopo, hanno due personalità forti e ben delineate e destinate a scontrarsi sia in ambito lavorativo che in quello affettivo. Jacopo è un bastardo noto a tutti come lo squalo,a causa della cattiveria e ferocia con cui affronta gli affari mentre Clizia è una donna dal carattere forte e che crede nei valori veri.... infatti per la sua famiglia si è svenduta. La loro storia fa scintille fin dall'inizio e travolge il lettore in pieno. Consigliatissimo
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls Jacopo Maria Ferrante, già soltanto il nome basta a inquadrarlo, ma se vogliamo proprio metterlo a fuoco come si deve... ... il suo soprannome? Squalo. Dimentico qualcosa? Ah, sì... per Jacopo l'amore non è altro che una profonda debolezza. Trentotto anni, occhi azzurri, glaciali, completano il biglietto da visita dello spietato uomo d'affari, protagonista di questo romanzo. Un uomo che non è abituato a cedere, tanto meno a perdere, come dimostra la sua abilità nel gioco d'azzardo. Affascinante e facoltoso proprietario di un'azienda dal fatturato in costante crescita, la Prism Light, non c'è davvero nulla che gli possa essere negato. E da abile giocatore d'azzardo qual è, più la posta si alza e maggiore è la frenesia di ottenere il premio.
Avete una vaga idea di cosa potrebbe succedere se un uomo come Jacopo Ferrante incontrasse sulla strada verso uno dei suoi obiettivi una donna carismatica, spietata ed estremamente sicura di sé?
Aveva avuto modo di vederlo in passato, aveva notato la signorilità della sua figura, l'acume che brillava in quei freddi occhi azzurri e soprattutto aveva sentito parlare della spietatezza con cui gestiva i propri affari.
Clizia Damare ha perseguito la sua meta partendo da zero, nessuna famiglia ricca alla spalle, nessuna spintarella dovuta all'aspetto fisico a portarla dove si trova, solo forza di volontà, grinta e passione. Notate una certa somiglianza fra i due? Capite che la storia promette fuoco e fiamme fin dall'inizio? Ed ora aggiungiamo una piccola variabile... ... e se Clizia, i cui interessi vedono al primo posto da sempre la serenità della sua famiglia, si trovasse costretta a scendere a compromessi proprio per questa sua unica "debolezza"? Clizia non è la classica "bella senz'anima" e nemmeno una Barbie tutta plastica e sorriso, eppure, nonostante spesso venga evidenziata questa differenza fra lei e la splendida gemella eterozigote, Elettra, sono pochi gli uomini immuni al suo fascino di pantera. Adoro quando l'autrice utilizza quello che dal resto del mondo viene visto come un difetto superficiale, come tratto caratteristico: il naso di Clizia, importante e impossibile da non notare, diventa un'estensione della sua personalità, qualcosa di cui andare fieri, da sfoggiare, nonostante tutto. Evviva le donne vere, e che diamine! Non possono essere sempre tutte perfette e ignare del loro fascino, 'ste protagoniste femminili!
Clizia Diamare non era bella quanto Elettra, ma di sicuro era una persona interessante. Era una donna decisa e intensa, che affrontava il mondo con sicurezza [...]
Lei era la manager, la spietata, quella che rispondeva agli attacchi e difendeva il castello come un guerriero con la spada sguainata.
Clizia assomiglia a un predatore in gabbia nel momento in cui il suo destino per 12 mesi seguenti viene scritto contro la sua volontà, per la pura brama di vendetta di Jacopo, a causa del debito contratto dal padre. Da una parte la sua natura combattiva è obbligata a ribollirle in silenzio sotto la pelle, ma dall'altra, anche se il contratto è chiaro, una donna come Clizia può sempre trovare un modo per rendere la sua permanenza alle "dipendenze" di Jacopo un inferno per entrambi.
Le fiamme di quell'inferno cominciano dopo pochissimi incontri ad avvolgerli e a trasformarsi in qualcosa di molto diverso. LORO si trasformano, rivelando lati del proprio carattere sconosciuti perfino a loro stessi. Intriganti i percorsi paralleli dei due protagonisti, certezze che cadono, ripensamenti, lotte interiori per negare sentimenti impossibili da ignorare.
Entrambi hanno sempre pensato che la forza della loro realizzazione personale dipendesse dall'assenza di sentimenti verso le altre persone, in particolar modo, l'amore ha sempre ricoperto il ruolo di àncora scomoda nel raggiungimento dei propri desideri. Il bisogno di vendetta, che da tempo muove i passi di Jacopo, finisce col farlo fermare di fronte ad un bivio.
Un altro bivio lo incontra l'orgoglio di Clizia, che si ribella alla possibilità di poter davvero concedersi al suo carnefice e che rifiuta ciò che la conoscenza più approfondita di quell'uomo le rivela.
Per lui chiunque aveva un prezzo, bisognava solo capire quale fosse, ma Clizia gli aveva dimostrato che non tutti erano in vendita.
Vorrei rivelarvi tante tante piccole cosucce per placare la vostra sete, ma... potete scordarvelo! Questo libro va letto! Non solo perché i personaggi (che incarnano apparentemente un cliché) si rivelano sfaccettati e ben caratterizzati in ogni loro forma, senza per questo mai uscire dai binari della credibilità, ma soprattutto perché il testo è uno dei più curati fra quelli dei self finiti fra le mie mani nell'ultimo anno.
Una piccola chicca per gli amanti della Trilogia del Nemico di Angela D'Angelo: e se vi dicessi che alcuni dei personaggi di Angela fanno la loro comparsa fra le pagine di "Crudele come il sole"? Occhio al colpo di scena finale... Christiana, a quando il prossimo?
Si incontrarono a metà strada, dove convivono il giorno e la notte, la ragione e la pazzia, l'amore e l'odio. E si consumarono.
Crudele come il sole... mai titolo più azzeccato! Si sa, se ci si avvicina molto al sole si rischia di scottarsi e in questa storia certo Clizia -e anche qui il nome è tutto un programma, ma lascio a voi scoprire il perchè - non sarà immune alle scottature e, per quanto vi potrà sembrare strano, non lo sarà neppure Jacopo: neanche lui, che è la personificazione dell'astro maggiore, ne è immune. La storia di Clizia e Jacopo è davvero particolare. Leggendo la trama si ha già chiara la dinamica del romanzo: Jacopo, importante industriale milanese, reclama la sua vincita al tavolo verde dal signor Diamare, che però è ora allettato dopo un grave malore. Clizia, la maggiore delle figlie Diamare, prenderà quindi in mano le redini della situazione e tratterà con Jacopo Maria Ferrante per salvare la sua famiglia dal tracollo finanziario e preservare Elettra, sua sorella gemella. Jacopo, sapendo che la famiglia napoletana non ha i mezzi per sopperire ai suoi debiti, reclama Clizia come proprietà esclusiva per un anno... lei si trasferirà così a Milano a prestare i sui servigi allo spietato signor Ferrante. Se da quello che vi ho appena detto può venirvi in mente una storia fra la verginella impaurita e il dominatore dispotico, se vi state immaginando scenari di schiavitù e di abusi ripetuti vi state assolutamente sbagliando! Certo il dispotico c'è, ma la verginella assolutamente no! Crudele come il sole è una storia dove due caratteri dominanti e forti si incontrano e si scontrano. Clizia è una donna forte caratterialmente, bella in un modo tutto suo, forse sarebbe più giusto dire che sia affascinate più che bella. Lei è una pantera pronta ad tirare fuori gli artigli per difendere la sua famiglia: lei è una pantera pronta a catturare chiunque voglia... compreso Jacopo. Una storia, quella fra Jacopo e Clizia, che nasce dallo spirito di vendetta -quello di Jacopo- e dalla voglia di avvicinarsi al nemico pur di conoscere i suoi punti deboli e distruggerlo -Clizia. Ma presto (forse troppo) questo odio e risentimento si trasformano in pura passione, desiderio reciproco, attrazione all'ennesima potenza e nel letto non saprete mai fino all'ultimo chi condurrà il gioco...ebbene si, qui nessuno è disposto a cedere il comando! Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
http://labibliotecadellibraio.blogspo... Erano agli antipodi, completamente diversi. Lui era un completo in vigogna e lei un tailleur in acrilico. Lui un diamante, lei uno zircone. Lui il sole, lei la luna. No, non la luna, ma un girasole, un bellissimo fiore, come indicava il suo nome, che non avrebbe mai potuto competere con un astro.
Ancora una volta resto affascinata dalle storie di Christiana, e soprattutto mai delusa. Ho pensato alle mille sfaccettature che questa autrice assume nei suoi romanzi, calandosi in diversi generi, dal fantasy al paranormal, dal romance al romance erotico, senza mai perdersi nei meandri letterari. Mi piace il suo modo di scrivere, la caratterizzazione dei personaggi sia primari che secondari, come anche le descrizioni degli ambienti. In questo suo nuovo romanzo, Crudele come il sole, non ho avuto dubbi, sin dalle prime pagine, divorate in pochissimo tempo, Clizia e Jacopo hanno calamitato la mia attenzione. Due figure particolari, apparentemente sicure, caparbie, testarde, ma in modi diversi deboli, insicure, le apparenze il più delle volte ingannano. Ma parliamo senza svelare il tutto cosa c'è dietro questo libro. Jacopo come avrete letto dalla trama è un uomo senza scrupoli, pur di ottenere ciò che vuole, non guarda in faccia a nessuno, gioca sporco, e soprattutto mostra un lato di sé cattivo, arrogante... Clizia è una donna vigorosa, sicura, ha una sorella gemella, molto più bella di lei, con dei lineamenti più dolci e delicati, Elettra, ma tra le due non c'è mai stata rivalità, ognuna ha riconosciuto i suoi spazi, le sue competenze e soprattutto sono legate da un amore verso la famiglia che le ha viste crescere tra sfogliatelle, dolci... perché figlie di una stirpe di pasticceri. Ma perché Jacopo vuole a tutti i costi Clelia, la pasticceria... Cosa c'è dietro tanto astio? Piccante al punto giusto, intrigante e accattivante, Christiana ha mostrato come una vendetta seppur preparata nei minimi dettagli può capovolgersi e ritorcersi contro, perché al cuore e ai sentimenti non li si può comandare, perché la mente non resta lucida laddove l'anima percepisce qualcosa di più profondo. Una piccola domanda mi sorge spontanea: ma tra Elettra e Davide????
Dopo averla incasellata come “scrittrice di vampiri”, mi sono trovata davanti Christiana V in altre vesti. Eh sì, “Crudele come il sole” è un romance contemporaneo con forti connotazioni erotiche. Una storia che ricalca un copione non originale, ma che ci regala due protagonisti indimenticabili. Prova provata che nel romance tutto è già stato scritto e che sta all’abilità dell’autore/autrice trovare nuovi linguaggi, nuovi sentimenti, uno stile personale e accattivante.
Jacopo Maria Ferrante: bello e figlio di puttana. Quelli che hanno la sventura di combinare affari con lui lo chiamano Lo Squalo. E mai soprannome fu più azzeccato. Clizia Diamare: bella? Con quel naso “importante”, direi di no. Dolce? Uhm… direi ancora di no. La nostra Clizia ha un carattere deciso, grinta negli affari, un forte amore per la famiglia. Sì, anche per un padre debosciato che sta trascinando alla rovina i propri cari. Uno scontro di volontà e di valori: queste le basi da cui muovono la storia (e la guerra) tra Jacopo e Clizia. Sapere che, alla fine, l’happy end arriverà, non ci impedisce di arrabbiarci, di arrovellarci su alcune scelte, di cercare un coltello con cui privare Jacopo dei gioielli di famiglia. Di cui lo sciagurato fa un uso sapiente e smodato.
Ecco, il coinvolgimento è assicurato. Entrate nella vicenda, sbirciando dal buco della serratura, e vi divertite. A dispetto delle arrabbiature e di qualche lacrima (di stizza, e che diamine? Lo sapete che ho il cuore duro). Christiana V ha definito il suo romanzo un divertissement, un gioco che si è concessa con un cliché: lui ricco e debosciato, lei madonnina infilzata. Solo che la storia –e i personaggi- le hanno preso la mano, trascinandola in una giostra di avvenimenti che si incastrano in un puzzle che vi piacerà.
Libro letto tutto d'un fiato, bellissimo,scorrevole e piacevole! Bravissima Christiana V mi hai veramente fatto sognare con la storia di Jacopo e Clizia ❤️ non vedo l'ora di leggere come prosegue invece tra Davide e Elettra,perché alla fine del libro si capisce già che fra loro sta nascendo qualcosa!!
“Lui era un completo di vigogna e lei un tailleur in acrilico. Lui un diamante lei uno zircone. Lui il sole, lei la luna. No, non la luna, ma un girasole, un banalissimo fiore, come indicava il suo nome, che non avrebbe mai potuto competere con un astro. Ma lei compete, cazzo se compete! Jacopo chiuse gli occhi per riprendere il controllo e scacciare dal petto quel fastidioso pungolo che lo irritava. Non doveva soffermarsi su certi pensieri, né il quel momento né mai, perché non erano concepibili, tanto meno accettabili. Lui aveva da portare a termine una vendetta, lei era il suo strumento.”
Cominciando a leggere “Crudele come il sole” si viene rapiti dall’ammirazione per il personaggio femminile uscito dalla penna di Christiana V: Clizia Diamare è una donna piena di temperamento e disposta a qualsiasi cosa per tutelare le persone che ama. Ci ritroviamo così in ospedale in terapia intensiva, dove il padre delle gemelle Clizia ed Elettra è ricoverato e dove le due giovani apprendono con sgomento la sua ennesima sortita al tavolo da gioco in cui ha contratto un debito enorme verso Jacopo Maria Ferrante, un uomo d’affari spietato e arrogante. Già in passato le due giovani avevano dovuto risolvere i problemi creati dal padre tenendo la madre all’oscuro, ma stavolta la cifra è così alta che rischiano di perdere tutto, e si ritrovano così a dover sottostare al ricatto di Jacopo che pretende dalle gemelle un anno della loro vita per saldare il debito del padre, 8 mesi alle sue dipendenze per Clizia e i restanti 4 per Elettra. Oltre alle loro capacità lavorative però il contratto prevede anche il dover dividere il letto con l’affascinante Ferrante. Se Clizia è disposta a sacrificarsi per la sua famiglia non intende però lasciare che anche Elettra, di carattere più dolce e romantico di lei, subisca la stessa sorte e in un infuocato incontro a due convince Jacopo ad accettare che sia lei sola ad accollarsi il debito. Ogni incontro fra i due provoca scintille, le loro personalità dominanti fanno sì che si scontrino per ogni cosa ma questo non impedisce che l’atmosfera sia satura di sensualità e desiderio che si avverte palpabile ad ogni pagina. Clizia lo odia perché è abituata a gestire da sempre la sua vita in maniera totalmente autonoma, ma nello stesso tempo non può evitare di provare un’insana attrazione per lui che la rende furibonda contro se stessa. Lui, da parte sua, è deciso a piegare il carattere ribelle di Clizia ma nello stesso tempo prova ammirazione per lei proprio per questa sua vulcanica personalità. Jacopo Ferrante è abituato ad avere donne che si prostrano ai suoi piedi per la sua ricchezza e il suo potere e trovarsi di fronte questa donna, che anche quando sembra sconfitta riesce ad avere sempre l’ultima parola, lo confonde. Nella sua vita dorata dove il denaro compra tutto, l’amore è sempre stato assente: circondato da persone che lo blandiscono per avere un tornaconto, Jacopo vive solo per il lavoro e per la vendetta che sta pianificando da tempo. Ed è proprio per portare a termine questa vendetta a lungo preparata e sognata che Jacopo ha bisogno di Clizia: ha bisogno che la ragazza si innamori di lui, ed è qui, che incontra il primo ostacolo della sua vita nel rendersi conto che non riuscirà mai a conquistare questa donna indomita se non sarà lei a donarsi, e questo lo porta a volte a passare da scoppi di collera e gelosia ingestibili ad altri in cui è affascinante e irresistibile. Clizia lotterà contro quest’uomo arrogante con tutte le sue forze, ma quando comincerà a scoprire che dietro questa facciata dura esiste anche un uomo generoso e molto solo, perderà la battaglia contro i propri sentimenti, e quando tutta la verità verrà fuori ne sarà quasi annientata. Due personalità fortissime si fronteggiano in questo libro di Christiana V, due protagonisti che da soli rendono unico un libro con una trama letta già molte volte, ma le intense scene passionali dove i due si danno quasi battaglia per la supremazia sono scritte benissimo, i dialoghi brillanti rendono la lettura avvincente e si arriva alla fine senza quasi accorgersene. Inoltre, per rendere ancora più accattivante la lettura vi troverete a un certo punto a un matrimonio che vi lascerà un po’ sconcertati, perché vi renderete conto che i personaggi li conoscete e fanno parte della trilogia di Angela D’Angelo in un crossover inaspettato. Mentre Elettra gemella di Clizia che qui abbiamo conosciuto poco, inaspettatamente nelle ultime pagine si rivela diversa dalla timida creatura che eravamo indotti a pensare, e ci lascia un ammiccante invito a seguire quella che penso sarà la sua storia con Davide Maran. Un’autrice che conoscevo poco ma che ho amato molto in questo libro, l’unica pecca per quanto mi riguarda (ma è un mio giudizio personale) è il motivo di questa elaborata e pianificata vendetta che obiettivamente mi ha lasciata perplessa da parte di un personaggio come quello di Jacopo, ma questo non toglie nulla alla bellezza del libro.
Recensione su: http://labibliotecasegreta.blogspot.i... Nella presentazione del libro, avevo gridato nel mio colore fantascintillante fucsia, che Cristiana era ritornata più in forma che mai, ma ho mentito mie care lettrici, perchè il termine " Più in forma di prima" non si accosta neanche lontanamente a quello che questa disgraziata mi ha dato da leggere. Il libro è di una potenza inimmaginabile, dalla caratterizzazione dei personaggi, all'intreccio della trama, fino al suo modo di scrivere che lasciatemelo dire, è come un buon vino rosso, migliora sempre di più. Ma chi è Jacopo? ......Un gran BASTARDO, e "l'agg trattat". Questo è solo il primo nomignolo di una vagonata che sarei ben disposta a scrivere se fossi sicura di non essere querelata da qualche ochetta del team strappamilemutande-Jacopo. Rampollo di una ricca famiglia milanese e proprietario dell'azienda Prism Light, ha sempre ottenuto quello che voleva, fregandosene di chi gli stava accanto o di conoscere il numero esatto dei cadaveri sul quale era disposto a passare per un proprio interesse. Sa bene come trattare le persone, come irretirle e come manipolarle. Per una vendetta che esiste solo nel suo cervello e per la quale ha perso un anno di sonno, rende oggetto delle sue più crudeli attenzioni, le sventurate figlie del proprietario di un'importantissima pasticceria napoletana, la Dolcezze Di/amare, dal quale esige la miserabile cifra di un milione di euro, persi durante una partitella a poker. Ma il recupero credito sarà solo una cosuccia rispetto all'ingegnoso piano ardito da Jacopo a discapito delle ragazze, pur di aver servita, su un piatto d'argento, la testa di quello che crede gli abbia soffiato la donna. Elettra e Clizia sono due gemelle. Una delicata come una rosa, l'altra come una pantera capace di uccidere senza farti capir nulla. Si amano visceralmente, senza invidie o gelosie, sebbene Clizia sia stata costretta per tutta l'adolescenza a scontrarsi col pensiero lussurioso dei ragazzi che la gemella fosse più bella di lei, soprattutto a causa di questo naso importante che si ritrova. Professionale, impeccabile e determinata come poche protagoniste femminili che ho letto, riesce sin dal primo scontro a tener testa a mister arroganza, come nessuna mai ci era riuscita.
«Maledetto bastardo, con chi crede di parlare?» sibilò Clizia. Jacopo la guardò senza battere ciglio, per nulla impressionato dalla sua reazione. «Con chi mi deve un milione di euro e non si trova nella posizione di avanzare pretese» affermò senza il minimo scrupolo per la clausola che l'aveva fatta imbestialire.
E' una vera manager, spietata e difensiva verso tutti coloro che osano minacciare la sua azienda o la sua famiglia, quindi so bene che uso avrebbe voluto fare del tacco dodici che indossa quando Jacopo le punta addosso i suoi gelidi fari e le propone la dolce alternativa all'estinzione del debito contratto dal padre. "Dolce" come può essere un calcio tra i coglioni. Entrambi, con un obiettivo ben fisso in testa, daranno filo da torcere all'altro in esilaranti battibecchi, solo che mentre uno darà l'impressione del menefreghismo e strafottenza che appartengono all'uomo di potere, l'altra agirà più d'astuzia, da donna intelligente qual’è. Le pagine son volate e più leggevo, più ne volevo, tanto che mi son dovuta fermare ad un certo punto per non divorarlo in un sol boccone. Cristiana mi/ci ha regalato un libro spettacolare. Non una sola virgola avrei cambiato, niente, nada, perfetto così com'è stato scritto. Sono libri come questo che mantengono alto il valore delle autrici italiane: intrigante, accattivante e coinvolgente. Tralasciando le scene sexy, nelle quali questa scrittrice sembra insuperabile per quanta passione ci mette nello scriverle, è il contesto ad essere SPLENTASTICO. Clizia non è una donna che lo manda a dire. Si veste di carattere e non cede nulla in più di quanto è disposta a dare, e seppur sarà costretta a firmare, lo farà esclusivamente per il bene della sua famiglia. Si sacrifica, questo è vero, ma alle sue condizioni. Riuscirà tra un litigio e l'altro a dimostrare la sua intelligenza, la sua bellezza e la donna decisa che è. Avrà il potere di vedere oltre la facciata di essere insensibile che Jacopo si è dipinto addosso, ma sarà anche colei che scatenerà la parte più istintiva e rabbiosa di lui con sole poche parole. Insomma, una donna dominatrice. Jacopo invece è un sole e, per esser precise, sarà il sole di Clizia, come da antico significato del suo nome, ma sarà anche il suo crudele astro, che pian piano la distruggerà, fino a farle perdere fiducia in se stessa. Non vi dico più nulla e la pianto di blaterare, altrimenti vi svelerei di come IO VOGLIO si innamori e si maledica per il male che ha fatto all'unica donna disposta sì a prenderlo a calci nel sedere, ma anche ad amarlo per il resto della sua vita. OPS credo di aver fatto una gaffe. Differente da Blood Catcher e da altri suoi scritti, Crudele come il sole, per quel che mi riguarda, avrà un posto nella mia rubrica degli Indimenticabili, degli Immortali e invito, qualora non l'abbiate ancora fatto, a comprarlo subito, perchè è una lettura che non si può perdere.
‘Crudele come il sole’ è il titolo di un romanzo sentimental-erotico. Sulla lunghissima scia dei romanzi sui ‘contratti’ anche questa volta assistiamo ad una relazione nata dall’obbligo di una clausola che, nello specifico, significa intrattenere una relazione di letto con lo Squalo per non perdere l’attività di famiglia.
Jacopo dice una cosa vera a Clizia verso la fine del romanzo. Le ricorda che aveva ben tre opzioni e lei ha scelto, diciamo, la più comoda. Sotto tanti punti di vista è la più comoda. Non mi si venga a dire che nessuna di noi si è fatta influenzare dall’aspetto morale di intrattenere una relazione di letto con uno stallone come il Sig. Ferrante. Personalmente non ho nulla da obiettare alla scelta di Clizia. Avrei trovato più difficile ambientarmi a Milano e non al suo letto. C’è poi l’aggiunta che Clizia ha avuto ampio margine di movimento in questo gioco. Cioè, abbiamo due Alfa che si scontrano, si alternano sul ring, vincono a fasi alterne anche se sembra che passino più tempo separati che insieme, ma perdono quando il contratto diventa QUEL sentimento. Clizia ha libertà di muoversi, di scelta e poi non mi sembra che ci sia tutto questo sesso strappamutande obbligatorio. Poche scene ci sono e devo dire anche scritte bene. Stuzzicanti e talvolta perverse al punto giusto.
Jacopo mi piace molto. È un maschio forte e prepotente tanto in ufficio che in camera da letto. Ha avuto i suoi problemi familiari che lo hanno segnato, ha avuto una donna che lo ha ferito, di conseguenza la vendetta (sta storia non mi ha garbato neanche un po’, non regge!), che lo porta a perdere Clizia solo per un atto di orgoglio, è l’epilogo perfetto della sua vita. Mi piace come Cristiana ne descrive i sentimenti, come riesce a farci vedere il lato umano che lotta per uscire fuori. Mi piace pensare che poi Jacopo cambi e diventi ancora più affascinante quando i suoi bellissimi occhi si perdono in quelli di Clizia. Mi sono persa in lui quando le dice ‘non mi respingere’ prima di baciarla. In quelle parole vi ho letto tanta disperazione che mi ha sciolto.
La protagonista femminile è Jacopo al femminile, ma proprio il suo essere donna, con tutto ciò che implica, la rende cento volte migliore e più forte. La vittima sacrificale mostra tutta la sua forza e non si può fare a meno di ammirarla. La famiglia, che è il punto debole di Jacopo, è invece il suo punto di forza. Proprio per salvare quella famiglia Clizia fa le sue scelte. Cristiana ce la descrive come una bellezza importante, rotonda nei punti giusti e con gambe fantastiche che eccitano la fantasia di chi la guarda. Un vero colpo allo stomaco per l’Otello che alberga in Jacopo!
La carrambata finale mi è sembrata un po’ esagerata, forse avrei preferito vederli a Napoli, vittime di un incontro pilotato ma in definitiva ‘Crudele come il sole’ ha il suo appeal.
Il finale mi lascia dubbiosa: ci sarà un secondo episodio, vero? Mi sa che ne uscirebbe qualcosa di carino.
Onestamente non posso dire nulla sul libro visto che dalla trama ero già avvisata di quello che avrei trovato comprandolo :( Mea culpa! Se tutti i fallimenti o debiti si risolvessero trombando come scimmie,boicotterei l'impresa di mio marito per poter correre in suo aiuto.Scherzi a parte,non sono riuscita ad entrare nella storia,non mi ha emozionate per niente,anzi,a tratti mi sono annoiata persa per le strade di Napoli e Milano,fermate di bus taxi e via dicendo. Personalmente l'ho trovato un libro casareccio partenopeo,non mi ha fatto sognare per niente,troppo ...vicino come realtà,come ambiente non certo come personaggi.Però riconosco che è un limite mio; detesto l'ambientazione e protagonisti italiani.