Come precisa nella sua introduzione Giannalberto Bendazzi - uno dei più importanti esperti e storici del cinema d’animazione mondiale -, «l’opera di Roberta Novielli è una ventata di aria fresca», poiché segna un punto di svolta nello studio e nella comprensione dei lungometraggi e, soprattutto, dei cortometraggi nipponici che da decenni popolano la nostra esistenza. Il Giappone è l’unico grande paese del mondo a non essere mai stato colonizzato dagli europei, paese che, dopo le civiltà dell’Asia, ha assorbito e filtrato la civiltà occidentale per un secolo e mezzo, senza però omogeneizzarsi. Nella storia mondiale dell’animazione il Giappone rappresenta inoltre un caso unico, per l’entità del suo successo produttivo e distributivo e, soprattutto, per il miracoloso (e tuttora inesplicabile) cocktail artistico che ha sotteso tale enorme successo. A partire dal pre-cinema fino a oggi, il volume ripercorre quindi lo sviluppo e le vicende dell’animazione giapponese, attraverso i suoi protagonisti, le logiche produttive, ma soprattutto nelle sue intersezioni con la cultura e la società nipponica di cui ha tradotto nel tempo ogni tensione e mutamento. «Al suo interno si delinea incisivamente il come, il quando e il valore di una produzione tutt’intera, in un modo che ci permette di ricomporre la frammentarietà precedente», spiega ancora Bendazzi. Accanto ai nomi più noti al pubblico italiano, scorrono i profili di artisti e sperimentatori che hanno contribuito a rendere questa storia unica e meravigliosa.
Read this for a project, I think it was interesting. It's not the easiest book if you don't know a lot about anime already but if you are interested in Japanese history and how the anime industry got to where it is now I think it's worth a read.
A serious look into animation production in Japan that races through a 100 years of history. Novielli’s study is divided into 6 chapters, each a distinct era, beginning in 1917. She provides a lot context, setting us up for a fuller understanding of how & why the industry kept evolving. In the beginning there were emakimono scrolls «held with both hands and slowly unrolled from the right to the left, so as to gradually let the images flow like a moving panorama, according to a chronological order of narration based on the poetry structure known as kishōtenketsu: ki (“enter”) as an introduction, shō (“join and expand”) as the development, ten (“turn”) as the pivotal event and ketsu (“solution”) as the ending.” In chapter 2, we enter Shōwa era and all the freedom and experimentation that characterized Japanese animation before 1926 was suddenly being censored to promote a strong nationalistic credo. But this also prompted a rise in amateur cinema clubs attracting artists inspired by political ideals.