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Trilogia di Lothar Basler #1

La lama del dolore: Lothar Basler 1 (Odissea Digital Fantasy)

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ROMANZO (521 pagine) - FANTASY - Il primo capitolo della Trilogia di Lothar Basler. L'inizio dell'avventura straordinaria di un uomo che cerca il suo destino in un mondo senza pace.

Il ritorno di Lothar Basler a Lum dopo sette anni nell'esercito dei Principati è tutt'altro che lieto.  Lo sospinge l'arcana forza dell'odio, dell'amore e del dolore, che riporta in vita roventi verità sepolte insieme a una spada. La stanchezza è soffocante, i nervi sono rosi dall'attesa, la mente scorticata dal dolore. Ma l'impresa deve essere compiuta: prendono vigore misteriose forze pronte a tutto pur di possedere e manipolare il Potere, e solo ripercorrendo il sentiero di una memoria dolorosa sarà possibile contrastarle. Perseguitato da incubi oscuri e braccato da demoni e presenze occulte, Lothar affronta il destino assieme a un gruppo di compagni inciampati nelle trame della sua sorte.

Appassionato di tecnologia, di letteratura e del mondo fantasy, Marco Davide ha esordito come scrittore nel 2007 con "La lama del dolore", il primo volume della Trilogia di Lothar Basler (edita da Armando Curcio Editore), a cui sono seguiti nel 2008 la seconda parte, "Il sangue della terra", e nel 2009 il volume finale "Figli di tenebra" (vincitore nel 2010 del Premio Cittadella). Nel 2010 pubblica il racconto "Si vis pacem para bellum" all'interno dell'antologia "Stirpe angelica" (edita da Edizioni della Sera). In occasione dei Giochi Olimpici 2012 pubblica il racconto "L'emozione nell'attimo" inserito nell'antologia "Londra 2012" (edita da Pulp Edizioni). Nel 2016 la Trilogia di Lothar Basler viene ripubblicata da Delos Digital in edizione elettronica.

381 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2007

16 people want to read

About the author

Marco Davide

7 books2 followers
Appassionato di tecnologia, di letteratura e del mondo fantasy, Marco Davide ha esordito come scrittore nel 2007 con "La Lama del Dolore", il primo volume della Trilogia di Lothar Basler (edita da Armando Curcio Editore), a cui sono seguiti nel 2008 la seconda parte, "Il Sangue della Terra", e nel 2009 il volume finale "Figli di Tenebra" (vincitore nel 2010 del Premio Cittadella). Nel 2010 pubblica il racconto "Si Vis Pacem Para Bellum" all’interno dell’antologia "Stirpe Angelica" (edita da Edizioni della Sera). In occasione dei Giochi Olimpici 2012 pubblica il racconto "L’Emozione nell’Attimo" inserito nell’antologia "Londra 2012" (edita da Pulp Edizioni). Nel 2016 il suo racconto "Il Canto Oscuro della Memoria" viene inserito nell’antologia "Io Scrivo per Voi", realizzata per raccogliere fondi in favore delle vittime del terremoto di Amatrice. Nello stesso anno, dopo la ripubblicazione in edizione elettronica della Trilogia di Lothar Basler, Delos Digital inizia a proporne il seguito, la Trilogia dell’Estraneo, della quale "Il Richiamo del Crepuscolo" è il primo volume.

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9 (19%)
1 star
1 (2%)
Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Gibson.
690 reviews
August 19, 2020
Abbandonato

Il 30% delle pagine è una distanza più che sufficiente per capire se mi interessa o meno continuare la lettura di un libro. In questo caso, è servito ad abbandonarla.

Nessun giudizio sull'intero volume, primo di una trilogia, quindi. Posso dire che su di me non ha attecchito, vuoi per il poco interesse nella storia, appunto, e vuoi perché il contesto teoricamente sporco dell'ambientazione veniva spesso sbilanciato da frasi infiorettate, tali da suonare artificiose.
Profile Image for Tanabrus.
1,990 reviews188 followers
January 5, 2016
Questa saga bene o male la conoscevo già da tempo, almeno per averne vista la copertina su Fantasy Magazine all’epoca. La conoscevo ma per qualche ragione non me ne ero mai interessato troppo. Non penso ci sia una motivazione razionale, non è che mi fossi informato o avessi letto recensioni e commenti… semplicemente l’avevo ignorata. Strana la mente umana, a volte!

Ci ha pensato l’Imperatore (nota per il futuro: se giro per gli stand di una fiera assieme a una testa coronata, devo assicurarmi di avere pochi soldi nel portafoglio o mi ritroverò a spingere un carrello pieno zeppo di libri), facendomi conoscere l’autore, parlandomi dei libri e mostrandomi il succulento sconto praticato dall’editore. Trilogia presa, e finalmente ho letto il primo volume.

L’ambientazione è medioevale, ma un medioevale che definirei alla “Martin” o alla “Barbi”. Realistico e crudo. Le distanze tra le città sono lunghe e spesso da percorrere a piedi sotto la pioggia, le strade sono fangose, le città sporche e puzzolenti, i ricchi schifosamente ricchi e altezzosi, i poveri estremamente poveri e miseri.
In comune con Martin e Barbi ha anche il fatto che l’elemento “fantasy” benchè si avverta sullo sfondo non la fa mai da padrone. Niente elfi con le orecchie a punta e i vestiti alla moda, niente guerrieri duri e puri, niente draghi da fronteggiare per pavidi cavalieri senza macchia.

Gli unici elementi fantasy sono un nano mezzo matto, un mezzorco animalesco e alcune reminescenze di un’epoca antica in cui c’era la magia. Magia sopravvissuta in circoli elitari dediti alla magia nera,principalmente… circoli che evocano creature da altri mondi, demoni orrendi e violenti.
E la magia di una spada, il cui destino è legato a quello del protagonista, Lothar Basler. Un cacciatore di taglie, un ex soldato, un uomo con un passato tragico che lo porterà sulla strada della vendetta.

Premetto che quando ho letto che c’era di mezzo un nano, ho avuto paura. Venivo dalla splendida esperienza con il nano Krinko del libro di Varruzza e temevo il confronto.
Le mie paure si sono però rivelate infondate, Rugni è un signor nano! Orgoglioso, con poca pazienza, terricolo, fondamentalmente buono. E’ anche un po’ folle, ma questo non fa che rendere ancora migliore il personaggio. Davvero un ottimo nano!
Assieme a Rugni e Varruzza ci sono poi il barbaro Thorval, l’oste Mutio e il paria Moonz. Un gruppo variegato che si amalgama bene, tutto sommato.

I lati positivi del libro sono la buona ambientazione, Rugni, la caratterizzazione di Mutio che spesso diventa il punto di vista “normale” all’interno del gruppo… del resto è la persona più comune, malgrado il passato da soldato.
Mi è piaciuto molto anche Moonz, il mezzorco. Paria, schivato e schifato sempre da tutto e tutti, un mezzosangue ributtante, isolato e cacciato. Costretto dagli eventi prima che dalla propria natura a vivere di furti. Spesso sembra poco più di un animale, ma rivela a tratti una discreta intelligenza. L’evoluzione da “prigioniero” del gruppo in fuga a compagno è quasi naturale, nel fluire del libro.

I lati negativi sono che a mio avviso Lothar è un po’ “monoespressione”… non si capisce bene come sia realmente, se ne sta per gran parte del tempo sulle sue, assorto nei suoi pensieri, buono e cheto. Poi all’occorrenza fa il leader del gruppo, o il pavido guerriero, per poi tornare nel grigiume. Immagino migliorerà nei prossimi libri, per ora però non mi convince appieno.
Neanche Thorval mi convince, su di lui Davide si è soffermato poco, più concentrato sulla storia e sugli altri personaggi. Thorval in pratica è lo stereotipo del guerriero.
Un altro lato negativo è l’eccessivo ricorso ad arcaismi o a termini poetici all’inizio del libro, una cosa che non mi è piaciuta affatto durante la lettura. Poi non so bene se sia diminuito il loro utilizzo o se mi sia abituato io allo stile di Davide, a un certo punto semplicemente non ho più notato questa cosa.

La storia non è male, anche se è poco più della base per il resto della storia. I personaggi si incontrano, finiscono casualmente nei guai insieme e insieme sono costretti alla fuga, senza sapere bene il perchè. Lo capiranno solo col tempo, quando verranno alla luce gli intrighi nei quali si sono ritrovati coinvolti loro malgrado.
Affrontano una dura battaglia, dopodichè devono intraprendere il salvataggio di Helena… ed è lì che la trama si congiunge col passato. Arriva la magia, arriva il passato di Lothar e il passato del mondo. Scopriamo chi è Lothar, cosa può fare, cosa ha intenzione di fare. E il gruppo parte a inseguire la vendetta di Lothar, chi per un motivo e chi per l’altro.
To be continued.

Trama senza sbavature, coerente. L’unica forzatura magari è nel far unire inizialmente i personaggi, ma da quando incappano in Moonz gli eventi prendono l’unica piega possibile, altre scelte sarebbero state quasi impossibili.
Penso fosse il primo libro di Davide, comunque sia mi è piaciuto. Ora comincerò il secondo, vediamo come si trova Rugni all’inizio, vista la situazione in cui si è lasciato alla fine della Lama!

Ah, le pagine sono tantissime ma è anche merito della stampa… i caratteri sono abbastanza grossi, probabilmente in altri formati sarebbero state abbastanza meno pagine. Specifico perchè più di 700 pagine solo per la fase iniziale sarebbero state fin troppe.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Altea Gardini.
70 reviews2 followers
July 6, 2022
“I fiori, li senti? Ci sono notti in cui non dormono. Se mi sforzo un pochino, sembra quasi di sentirli respirare.”
Un richiamo che proviene da un luogo che non vuoi ricordare, frasi che vorresti ritrovare sulle labbra ma non puoi, non riesci a volerlo perché il solo desiderarlo stringe il cuore in una tagliola da cui è impossibile liberarsi.
Il dolore è una lama.
La lama è dolore.
Il passato ricorda e ritorna sempre perché nei ricordi vive il suo specchio, ci si ritrova a voler agguantare quello che si è perso e, spesso, ci si ritrova a pentirsene.
Lothar sa già che la sua cerca è una condanna, conosce dove lo porterà il suo cammino, ama il nero mantello e lo desidera affinché possa riuscire a dormire sonni tranquilli sotto petali bianchi di gigli notturni.
Il suo arrivo a Lum doveva essere una missione per sedare le sue angosce e fare i conti con le schegge dello specchio del suo essere, perduto in una notte di fuoco. Doveva essere ma si ritrova sulla strada il destino, lo aspetta proprio lungo la via che ha intrapreso per evitarlo.
Lum si sta preparando ad una grande festa, la corona si prepara ad una grande guerra mentre un’ombra pasteggia con la vendetta.
Lothar trova sul suo cammino degli altri uomini che verranno legati a lui da giochi di ordito sottile sul telaio del fato.
Molte cose si muovono e le parole si mescolano su lettere perdute e tra gli stracci di un mendicante, i pericoli corrono di notte e lungo i segni del nome Helena.
Non è una storia facile quella scritta da Marco Davide, non è un racconto per coloro che sono pavidi ma è narrata con una maestria che taglia come lame e punge come vetro infranto.
La Lama del dolore è solo il primo capitolo della trilogia che ci condurrà a svelare la storia di Lothar e dei suoi compagni, procederemo nel buio e tra le onde della tempesta e non vedo l’ora di ammirare il mondo dall’occhio del ciclone.
“I fiori, li senti? Ci sono notti in cui non dormono. Se mi sforzo un pochino, sembra quasi di sentirli respirare.”

Profile Image for Laura Baldissera.
12 reviews
April 7, 2026
Un'esperienza di amore e odio: una lettura intensa ma non vincolante.

Ho affrontato La Lama del Dolore, primo volume della trilogia di Marco Davide (con protagonista Lothar Basler), con un percorso tortuoso. La prima parte del libro mi ha messo in difficoltà al punto da lasciarlo in sospeso per un po', solo successivamente mi sono decisa a completarlo per onestà intellettuale verso lo scrittore.

Ciò che emerge dalla mia lettura è un rapporto complesso, fatto di alti e bassi. Verso la metà del romanzo, ho iniziato ad apprezzare le descrizioni minuziose delle ambientazioni e dei combattimenti. Queste parti oscillano costantemente tra un impatto positivo (grazie a toni quasi sinestetici ed evocativi), ed una certa ridondanza che a tratti rallenta il ritmo. Tuttavia, c'è un passaggio che mi ha colpita particolarmente: la digressione di Lothar a metà libro, dove riflette sul Potere e sulla civiltà antica che ne custodiva i segreti. Il concetto di un'energia universale invisibile che tutto unisce, di cui gli artefatti sarebbero la prova tangibile, ha aggiunto profondità filosofica alla narrazione.

Curiosa di conoscere meglio l'autore, ho trovato un'intervista su YouTube in cui Marco Davide spiega come questa trilogia sia nata non tanto pensando alla pubblicazione immediata, quanto piuttosto come esternazione di sentimenti ed emozioni legati a un periodo difficile della sua vita. Ammirevole questo impegno e questa onestà creativa manifestata con umiltà. Man mano che mi avvicinavo alla fine, mi chiedevo se acquistare i due libri successivi per completare la trilogia. Alla fine, la mia decisione è stata di fermarmi qui. Mi sono sentita soddisfatta della conclusione del primo volume e, onestamente, non ho provato quel coinvolgimento emotivo tale da spingermi a voler sapere assolutamente cosa succederà dopo.

Apprezzo comunque la scelta stilistica dello scrittore: predilige un approccio narrativo e descrittivo delle situazioni rispetto alle analisi introspettive e psicologiche dei personaggi. È una scelta in controtendenza rispetto alla maggior parte dei libri di genere analogo, e si nota chiaramente la ricerca e l'attenzione dedicate alla descrizione del regno e dei principati dove si svolgono le vicende.

Consiglio comunque a chi è indeciso se iniziare o meno di dargli una possibilità: è comunque un'opera interessante che merita di essere scoperta, anche se non necessariamente fino alla fine.
Profile Image for alice.
188 reviews9 followers
November 20, 2014
I nostri 5 compagni si sono trovati per caso e decisamente non per caso sono dovuti partire alla ricerca di Helena, la moglie di Mutio. Un orrendo potere sta per sprigionarsi e Lothar ne sa decisamente di più di quello che vuole dire.
Lungo il percorso che li porteà a nord di Lum conosceremo meglio questi cinque uomini, ma sapremo sempre poco di ciò che li attende.
Al tempio li aspettano orrendi mostri e un clan di fanatici che vuole officiare un sacrificio per ottenere un potere supremo.
I 5 riusciranno a sgominare i loro piani e la vera natura di Lothar si paleserà a tutti. Il cacciatore di taglie sarà chiamato a uno scontro magico contro Kurt, un vecchio nemico.
Lothar si sentirò in dovere si spiegare l'accaduto ai compagni e conosceremo Helena, la sua defunta moglie, e il tragico avvenimento che l'ha uccisa.
Da qui in poi la storia secondo me scema molto e l'autore si concentra molto di più nel farci conoscere questi 5 personaggi e la loro vera personalità.
I 5 partono verso la costa e durante questo viaggio li troviamo messi di fronte a varie situazioni che fanno emergere i loro caratteri reali.
L'impiccagione dei briganti scandalizzerà Mutio, ma lascerà Lothar e Thorval praticamente indifferenti. Questo delinea ancora di più quanto i tre siano differenti e quanto Mutio sia ingenuo agli orrori del loro mondo.
Il viaggio li porterà finalmente a Jemi e al Kraken che li trasporterà oltre oceano, verso la guerra e verso Kurt.
In alcuni punti è decisamente lento e molto descrittivo. Molti giri di parole che spesso mi hanno fatto perdere il filo di quello che stavo leggendo. Sono abbastanza in relax quando leggo e il mio cervello un pò si assenta. Quindi ho dovuto rileggere alcuni passaggi per capire bene di cosa si parlava.
Nonostante questo, mi è piaciuto molto.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Fabrizio Valenza.
Author 65 books36 followers
July 22, 2012
Premetto che secondo me la Curcio sta facendo una scelta molto buona sullo stile dei romanzi fantasy che vuole pubblicare, romanzi degni di nota perché profondi e non banali. Anche "La lama del dolore" rientra in questa profondità e la accuratezza con cui le scene sono rappresentate è sicuramente una nota molto positiva che può, forse, suscitare fatica in chi non è abituato a leggere i particolari ma che, nel complesso, è una ricchezza del romanzo.
Mi sono molto piaciuti i personaggi e il modo realistico coi quali l'autore li ha descritti. A volte sembra di respirare l'aria di un romanzo fine ottocento! Il che, dal mio punto di vista, è un bene.
Anche la storia è interessante e non permette di distogliere facilmente l'attenzione, per lo meno nelle prime 500 pagine. Forse ci sono un po' di lungaggini nelle ultime 200 pagine. Laddove ci dovrebbe essere il climax c'è una fase che - dal mio punto di vista - non è molto utile per lo sviluppo narrativo. E in confronto a quel che è accaduto prima si nota. Questa è l'unica nota veramente negativa.
Comunque l'impressione che ne ho riportata al termine è molto positiva nel complesso. Un buon romanzo che dimostra che nel fantasy italiano c'è già qualità.
Complimenti.
Profile Image for Simpatia.
31 reviews
August 25, 2013
L'ho letto con vero piacere... pagina dopo pagina!
La storia bella, "classica" ma assolutamente non scontata.
Uno stile narrativo denso ma molto fluido.
Non ho trovato nessuna delle settecentotrentacinque pagine superflua!
Nemmeno nelle digressioni personali di Lothar e Mutio anzi...
è proprio quello che più mi ha colpito!
La voglia e la necessità di Marco Davide di condividere le proprie emozioni o i propri pensieri con il mondo, a mio avviso, lo hanno spinto ad utilizzare come "canale" le riflessioni o le discussioni tra i dei due personaggi; a vantaggio dello loro caratterizzazioni!
Un esempio su tutti lo scontro dialettico tra i due sull'esecuzione di alcuni condannati.
D'altronde la terza di copertina è chiara:
"...affronta e rielabora un sentimento indistinto: un cumulo di parole per esprimerlo, una lucida energia creativa per dargli corpo."
Profile Image for Marcello Gorla.
48 reviews1 follower
Read
January 6, 2013
L'autore ha i numeri, ne sono sicuro, ma il libro mi ha deluso un po'.

E' scritto veramente bene, stile e forma scorrevoli, con un uso intelligente di un vocabolario molto ampio, ma la trama �� traballante e i personaggi sono sfaccettati male, a volte banali a volte grigi, non ci sono veri accenti. Ci sono tuttavia alcuni dialoghi molto interessanti e le descrizioni sono molto avvolgenti.

Sono curioso di leggere il secondo volume, per vedere se c'�� la progressione che spero :)
Per ora sar�� impietoso.

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