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Le sabbie immobili

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Italian

111 pages, Paperback

First published January 1, 1991

30 people want to read

About the author

Giuseppe Pontiggia

54 books20 followers
Giuseppe Pontiggia was an Italian writer and literary critic.

He was born in Como, and moved to Milan with his family in 1948. In 1959 he graduated from the Università Cattolica in Milan with a thesis on Italo Svevo. After a first unnoticed short story anthology published in 1959, Pontiggia, encouraged by Elio Vittorini, decided to devote himself entirely to writing starting from 1961.

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Sandra.
970 reviews345 followers
January 18, 2014
Una sorpresa inaspettata questa raccolta di detti, definizioni (interessantissime le pagine dedicate all’uso di tutti gli aggettivi possibili per descrivere un libro), aforismi e brevi apologhi, cinici e corrosivi sulla tradizione di Ennio Flaiano, per intendersi, destinati da chi intellettuale si sente orgoglioso ma non altezzoso a chi vorrebbe scrivere, a chi scrive ritenendosi esclusivo detentore e dispensatore di cultura ed ai lettori, per i quali una vera chicca è il finale “Sull’acquisto di libri”, un decalogo che riporterei per esteso per quanto è prezioso e intelligente, ma mi limito a un paio di consigli:
“Non acquistare i libri per leggerli questa sera. Ma acquista solo quei libri che, anche questa sera, avresti voglia di sfogliare. A volte ho acquistato libri pensando che in futuro mi avrebbero interessato. E me ne sono pentito. Da allora penso sempre alla ipotesi della sera.”
“Tra un libro di Einstein e un libro su Einstein scegli il primo. C’è più da imparare dalla oscurità di un maestro che dalla chiarezza di un discepolo.”
Vi sono pagine dedicate ai neologismi introdotti dal cambiamento dei tempi, ai modi di dire prediletti dai professionisti della carta stampata, entrati nel modo comune di parlare, definiti tutti in modo divertente , sì, ma più che altro feroce. Un esempio: “KAFKIANO Riservato d’ufficio alla burocrazia. Rivela assenza di ogni familiarità con Kafka, come di ogni familiarità con Platone l’aggettivo platonico, riservato all’amore in bianco e al risultato di zero a zero nel calcio.”
Un gioiellino da tenere ben da conto.
Profile Image for charta.
306 reviews5 followers
October 22, 2012
Caustico, icastico, sintetico.
Dandy ma non blasé, autoconsapevole il giusto, è mistione di aforismi, flash, autobiografia.
Divertissement linguistici di chi orgoglisamente dichiara far professione di letterato.
Esistenzialismo senza filosofia. Traduzioni belle ma infedeli, oppure belle infedeli, uomini grassi che si dichiarano grossi, l'acutezza della prima impressione e la superficialità di chi la rifugge.
Parlar d'uomini e donne con pari ispetto ed oggettività, senza cedere al gusto di stabilire chi riesce a farla più lontano.
Lettura rapinosa e vorace da cui riemergo felicemente digerita.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books134 followers
October 2, 2017
"Tra un libro di Einstein e un libro su Einstein scegli il primo. C’è più da imparare dalla oscurità di un maestro che dalla chiarezza di un discepolo. Gli scopritori di continenti hanno disegnato contorni sempre imprecisi delle coste, che oggi qualsiasi agenzia turistica è in grado di correggere. Preferisco chi ha scoperto i continenti." (Sull’acquisto dei libri, pp. 94, 95)
Profile Image for Gloria.
374 reviews14 followers
April 18, 2024
Raccolta di pensieri, aforismi e definizioni che dipingono con acuta ironia la società italiana di inizio anni Novanta e il suo linguaggio (ma, in alcune parti, anche la contemporaneità)
È un libro che va assaporato poco per volta. Mi sono ritrovata a sorridere riscontrando, nei miei ricordi, la verità delle parole di Pontiggia.

"Decalogo della società letteraria
1) Lo scrittore migliora con gli anni.
Il paragone più frequente è il vino. Anche se pochi vini migliorano con il tempo.
L'ascesa dello scrittore è invece inarrestabile e tocca il suo culmine con la decrepitezza e la morte.
Lo scrittore morto è immortale.
(...)
9) Disprezzare il successo. Almeno quello degli altri.
10) Giudicare i libri senza leggerli.
Sembra una magia, mentre è solo una abitudine."

"Sull'acquisto dei libri
6) Non indugiare nell'acquistare i libri che ti interessano. Ogni bibliomane sa che proprio quei libri ti vengono sottratti, mentre guardi altrove, da mani occulte e rapaci, che l'edizione nel frattempo si è esaurita e sarà difficile trovarne una copia anche in antiquariato."
Profile Image for Teresa Gallo.
2 reviews
November 25, 2022
Esilarante, pungente, spietato, ironico e riflessivo. Pontiggia non si risparmia e non risparmia nessuno, soprattutto la Patria.
Profile Image for dv.
1,413 reviews60 followers
October 27, 2023
Divertito e divertente, scritto in maniera sopraffina. Prezioso leggere questo Pontiggia del 1991 che fustiga gli italici costumi e le storture del linguaggio.
Profile Image for Paolo D'Amelio.
55 reviews
Read
September 23, 2015
Le sabbie immobili di Giuseppe Pontiggia rientra in un genere letterario a sé stante: il divertissment dello scrittore di fiction che affronta in modo diretto la realtà sociale e culturale in cui opera. L’operetta va a collocarsi in una stagione di passaggio, come quella dei primi anni ’90, in cui la fine di un sistema politico fu la coronazione di una corsa alla demolizione e alla ridefinizione ironica del reale. Animato da una simile temperie la appaio alle Lettere di Belfagor arcidiavolo di Giulio Ferroni, uscite nello stesso periodo anche se queste ultime hanno un tono decisamente più polemico. Il libro di Pontiggia però sa superare le “sabbie del tempo” (citando uno degli innumerevoli capitoli di Prince of Persia) proprio grazie ad una tendenza a definire, come in un lessico, lemmi che vent’anni fa entravano nella nostra quotidianità e che lì sono rimasti. Insomma quello che ci si trova davanti, se si ha la voglia di cercare (edito da Il Mulino nel 1991, purtroppo il libro è fuori catalogo) è un vocabolarietto tascabile ancora utile per decifrare la nostra società, proprio grazie a quell’immobilismo tipicamente italiano stigmatizzato già nel titolo. Scorrendo le pagine del libretto, ci si accorge di quanto nella società italiana, a detta di Pontiggia, le parole siano mistificatorie e dissimulatrici; per questo nessun altro se non lo scrittore che quelle parole conosce e manipola può svelarne l’inganno. Il grimaldello per scardinare questa costruzione di menzogne è l’ironia. L’ironia rovescia la realtà, ne sfrutta le piccole crepe per squarciarne il velo, muovendosi sul filo delle parole. Spesso può bastare un enigmistico cambio di vocale per svelare la cronica voglia di soprassedere del maschio italico sull’argomento “chili in eccesso”: «c’è un aggettivo che l’uomo grasso aborre […]: grasso, appunto. Perciò tende, con protervia patetica a sostituire la “a” con una “o” e grosso diventa l’alibi semantico di grasso». Così come a distinguere i professionisti della Borsa dagli altri è l’uso di un verbo:

«una peculiarità che differenzia i professionisti dal parco buoi è il rifiuto del verbo giocare […]. Si potrebbe dire che la differenza linguistica tra operare in Borsa e giocare in Borsa segna il discrimine tra due mondi: quello dei professionisti e quello di coloro che perdono» (pag. 27).

Le sabbie immobili sono in definitiva quelle del linguaggio, dell’abulia del linguaggio che costruisce apparenze su apparenze di fatto costringendo prima a distruggere e poi agire. La dimensione vocabolariesca di questa breve antologia svela una certa acribia di Pontiggia nell’arginare un pericoloso livellamento verso il basso dell’espressione, del “va bene tutto” purché si capisca; ecco la sua definizione per un’espressione tra le più abusate e tranquillizzanti, o meglio narcotizzanti, da noi quotidianamente usate, “in quale modo”: «emergente, anzi emerso. In alcuni intellettuali avalla l’idea che “in qualche modo”, tutto si possa dire e che si possa dire tutto» (pag. 42). Naturalmente sotto il velo ironico, quella che sembra un’espressione democratica si rivela solo un’espressione attraverso la quale pian piano si sdogana una forma di pressapochismo che va oltre il mezzo linguistico. Ma il piccolo vocabolario pontiggiano non si ferma qui: mi sembra che Pontiggia rintracci nel linguaggio il mezzo attraverso il quale gli Italiani cercano di convincere e calmare sé stessi più che gli altri; si prendano in considerazione le parole dedicate all’espressione know-how:

«il problema del nostro tempo pare sia un altro neologismo, il know-how, il sapere come. È diventata una locuzione propiziatoria, una giaculatoria sedativa» (pp. 44-45).

Pontiggia, scrittore, sceglie le parole e il linguaggio come campo d’azione e attraverso di esso svela vizi e vezzi degli italiani, passando nella seconda parte dalla società alla sfera personale; neanche il Pontiggia uomo esce indenne dalla lente impietosa della manipolazione ironica del linguaggio, di cui gustosamente si fa esperienza in queste brevi pagine. La speranza è che una tale ironia, costruttiva e volta all’autocritica, non rimanga solamente qui confinata. (per http://sharadaweb.wordpress.com)
Profile Image for Spes.
12 reviews
January 11, 2015
Acuto, esilarante e profondo. Uno specchio dell'Italia contemporanea (degli anni '90) e delle sue intime contraddizioni. Chissà come si sarebbe espresso su alcuni fenomeni attuali se fosse ancora in vita...
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