E se non fosse il mattino ad avere l’oro in bocca? Milano. Il corpo di un uomo viene rinvenuto nel proprio appartamento. È riverso a terra, in un’insolita postura. Entrambe le mani sul cuore. Niente sangue, né tagli. Niente colpi d’arma da fuoco. Solo una cravatta dorata, perfettamente annodata attorno al collo della vittima. Sulla scena del crimine interviene il commissario Walker, della Polizia di Stato, sezione Omicidi. I primi indizi fanno pensare a un delitto passionale, ma qualche giorno più tardi si verifica un episodio analogo. Un altro uomo ritrovato morto. Stessa posizione, stessa cravatta al collo. In bocca una piastrina d’oro con dei simboli incisi sopra. Walker non ha dubbi: si tratta di un serial killer. Quello che in seguito la stampa chiamerà Il Killer della Cravatta. Da qui inizia la caccia a un criminale che sembra imprendibile. Le indagini non producono risultati e l’assassino continua a uccidere. Un delitto che presenta caratteristiche diverse dai precedenti convince il commissario Walker a cambiare rotta alle indagini, ma dopo cinque omicidi, la Polizia brancola ancora nel buio. La cattura del killer sembra impossibile, finché un giorno Walker riceve una telefonata che lo mette di fronte a una verità troppo dolorosa per essere sopportata…
“La morte ha l’oro in bocca” è un thriller nel quale si intrecciano le vite di molteplici personaggi, tutti apparentemente colpevoli, ma tutti con un alibi di ferro. Una storia che racchiude una vicenda di sangue che sembrava essere sepolta dal tempo. E dimenticata dal mondo. Un dolore profondo, covato per decenni. Una vendetta maturata a poco a poco. Un killer spietato, che non si fermerà fino a che non avrà portato a termine la propria vendetta.
Purtroppo devo dargli 3 perche l'ho trovato molto lento in alcuni punti che avrei saltato volentieri. Dopo quasi metà libri ho fatto fatica ad andare avanti. Di per sé un bel giallo con qualche colpo di scena.
La morte ha l'oro in bocca - Nicola Rocca Un grande thriller scritto molto bene da Nicola. L'esordio del commissario Walker alle prese con un serial killer. Consigliato
Trama: E se non fosse il mattino ad avere l'oro in bocca?Milano. Il corpo di un uomo viene rinvenuto nel proprio appartamento. È riverso a terra, in un'insolita postura. Entrambe le mani sul cuore. Niente sangue, né tagli. Niente colpi d'arma da fuoco. Solo una cravatta dorata, perfettamente annodata attorno al collo della vittima.Sulla scena del crimine interviene il commissario Walker, della Polizia di Stato, sezione Omicidi. I primi indizi fanno pensare a un delitto passionale, ma qualche giorno più tardi si verifica un episodio analogo. Un altro uomo ritrovato morto. Stessa posizione, stessa cravatta al collo. In bocca una piastrina d'oro con dei simboli incisi sopra.Walker non ha dubbi: si tratta di un serial killer. Quello che in seguito la stampa chiamerà Il Killer della Cravatta.Da qui inizia la caccia a un criminale che sembra imprendibile.Le indagini non producono risultati e l'assassino continua a uccidere. Un delitto che presenta caratteristiche diverse dai precedenti convince il commissario Walker a cambiare rotta alle indagini, ma dopo cinque omicidi, la Polizia brancola ancora nel buio.La cattura del killer sembra impossibile, finché un giorno Walker riceve una telefonata che lo mette di fronte a una verità troppo dolorosa per essere sopportata..."La morte ha l'oro in bocca" è un thriller nel quale si intrecciano le vite di molteplici personaggi, tutti apparentemente colpevoli, ma tutti con un alibi di ferro. Una storia che racchiude una vicenda di sangue che sembrava essere sepolta dal tempo. E dimenticata dal mondo.Un dolore profondo, covato per decenni. Una vendetta maturata a poco a poco. Un killer spietato, che non si fermerà fino a che non avrà compiuto la propria giustizia.
"A volte gli enigmi sono più facili di quello che pensi. Siamo noi a renderli complicati. Ricerchiamo la loro soluzione percorrendo innumerevoli labirinti, quando magari la svolta è proprio lì, davanti a noi. L’occhio umano vede solo ciò che vuole vedere.” David Walker si ritrova a dare la caccia a un serial killer astuto e colto che semina vittime e indizi. Sono troppe le persone coinvolte per riuscire ad arrivare subito alla soluzione. Eppure la soluzione è di fronte a noi, solo che non riusciamo a vederla, convinti che sia tutto molto complicato. Invece basta prestare attenzione ai particolari, anche quelli più banali. Ed ecco che, grazie alla perseveranza e a qualche colpo di fortuna, si arriva alla verità. L'autore ci accompagna nella lettura in modo coinvolgente, lasciando indizi e depistando le indagini e i ragionamenti che il lettore porta avanti. Alla fine tutto torna. Ma sarà proprio la fine?
Il caso da risolvere è interessante e ci sono un paio di colpi di scena niente male. Quello che non mi ha convinto è il commissario, sulle cui abilità ho qualche dubbio. Si ostina a considerare colpevole una persona, fissandosi su alcune coincidenze ma senza guardare la situazione nella sua complessità; ha bisogno di confrontarsi continuamente, non solo con i suoi collaboratori, ma anche con persone esterne alla vicenda e, in effetti, sembra che da solo non capisca niente. Alla fine la risoluzione del caso non è esattamente merito suo e, quando il killer gli svela i vari retroscena, risulta chiaro che non aveva neanche riflettuto sulla metà delle cose. La cosa che, però, mi ha dato più fastidio di tutte è la quantità infinita di sigarette che il commissario fuma. Ogni due frasi c'era una sigaretta...
Ho capito chi era il colpevole quando il mio kindle diceva che ero a meno del 15% del testo (probabilmente molto meno), grazie a un indizio davvero troppo telefonato. Il restante 85% del libro è la storia di uno dei poliziotti più ottusi della storia del crime (a voler essere generosi), che segue qualunque pista tranne quella più ovvia.
Un enigma nell'enigma che attanaglia il commissario, ma anche il lettore: continui sospetti, supposizioni, colpi di scena, in un crescendo di curiosità e suspense, dove la mente deve stravolgere i propri schemi e pregiudizi per giungere ad una conclusione. Molto ben scritto
Un thriller ben costruito, anche se in certi punti si dilunga un po’. Nel complesso una piacevole lettura che mi ha davvero incollata alle pagine, il commissario Walker mi è piaciuto anche se fuma davvero un po’ troppo.
"L' uomo ha inventato la bomba atomica, ma un topo non costruirebbe mai una trappola per topi." A. E. Ciascuno di noi sceglie di vivere la vita a modo proprio, modellandola in base agli eventi ed imprevisti che si pongono sul cammino...tutto il resto viene da sé...
Che brutto libro! L'ho scelto perchè ne avevo letto bene su fb... la riprova che dei social non c'è da fidarsi. Evidentemente l'autore ha molti amici...
Non mi è piaciuto. Il protagonista si muove un po' a casaccio, manca la vittimologia, e ci sono degli spiegoni immensi. Non è un libro che consiglieri.
Fin da subito mi sembrava chiaro che ci fosse un collegamento con l’elemento oro, ma come? Capire dove si collocava questo legame tra l’oro e gli omicidi ha fatto in modo che io restassi incollata alle pagine. Dove l’autore volesse andare a parere non l’ho scoperto subito, ma pian piano. Come se l’elemento oro non bastasse, l’autore ha inserito nel suo libro anche una cravatta, giustamente di colore dorata. Anche lei sempre presente sulla scena del crimine.
Il punto è: cosa mai ci farà questo killer con dell’oro e una cravatta? Tutto ha un senso, credetemi.
Ci troviamo in una Milano fredda e gelida che accoglie i diversi personaggi che entrano in gioco. La scena principale però è per David Walker della sezione Omicidi. Un uomo che ha sofferto in passato e che si evince non amare i momenti di tristezza. Impossibile non amare la figura del commissario, un uomo come tanti altri, pieno di difetti, consapevole dei suoi limiti, ma ancora capace di credere nel suo lavoro e nell’amore.
Il romanzo ovviamente è scritto in terza persona, si vedono quindi gli eventi dall’esterno.
-“ Si può indossare una maschera, ma gli occhi ti mettono a nudo lo stesso...”- È questa la frase che racchiude l’ essenza di questo libro...occhi che assistono alla tragedia orribile di bambino e occhi che rivelano l’ orrore lasciato crescere negli anni fino a svelare l’identità del killer della cravatta. Si narra di una vendetta cresciuta nel tempo, destinata a compiersi per poter placare l’ animo dell’omicida. La morte ha l’ oro in bocca è tutta la rabbia repressa, il tormento, la perdita accumulata nel corso degli anni. Un thriller ben delineato, ricco di personaggi le cui vite si intrecciano nel corso degli eventi. Mi è piaciuta molto la storia d’amore tra il commissario e Clara, l’ assistente del dottore , ne ha arricchito il personaggio già tormentato dall’ ultima frase della madre morente da diversi anni...frase che troverà epilogo nel finale. Quello che non ti aspetti e ti sorprende invece è proprio il killer, non avresti mai pensato che colui che credevi di conoscere ti avrebbe spiazzato in questo modo è proprio vero che l’ occhio umano vede solo quello che vuole vedere.
Un enigma nell'enigma che attanaglia il commissario, ma anche il lettore: continui sospetti, supposizioni, colpi di scena, in un crescendo di curiosità e suspense, dove la mente deve stravolgere i propri schemi e pregiudizi per giungere ad una conclusione. Molto ben scritto