La storia delle biblioteche è un punto d'osservazione di grande interesse per misurare la politica culturale di un paese. L'Italia, che ha ereditato dai secoli passati un patrimonio librario unico al mondo, ha adottato politiche contraddittorie e spesso insufficienti nei confronti delle biblioteche, privilegiando comunque un'idea di biblioteca come patrimonio da conservare piuttosto che come servizio culturale per il cittadino. Si è dunque incentivato l'uso specialistico a detrimento della disseminazione democratica del sapere tipica del modello anglosassone della "biblioteca pubblica". Traniello segue con grande puntualità l'evoluzione del sistema bibliotecario italiano dal 1860 a oggi, riducendone le diverse tappe alla più generale vicenda politica italiana.
il fil rouge della storia in questione è che, dall'Unità d'Italia fino a oggi, al settore bibliotecario va un totale di: - 0 fondi statali - 0 personale retribuito e competente - 0 regolamentazioni univoche e coerenti - 0 attenzione da parte del governo, nonostante le solite e falsissime retoriche sull'importanza della cultura. queste conclusioni, oserei dire, si potevano forse esprimere con 200 pagine in meno e periodi non lunghi mezza pagina, ma qua è colpa mia. il libro svolge effettivamente il ruolo che si prefigge, seppur in modo non attraentissimo. la verità è che ho iniziato con le migliori intenzioni, ma in ferie avevo zero voglia di continuare con un tale mattonazzo.