ROMANZO (283 pagine) - FANTASCIENZA - Premio Urania 2005 - Il secondo appassionante romanzo di uno dei cicli più intriganti e intelligenti della fantascienza italiana
Il servizio segreto temporale italiano, l'UCCI, è di nuovo chiamato a intervenire. Qualcuno sta pasticciando con la vita di uno dei personaggi chiave della storia, Cristoforo Colombo. Ma di chi si tratta? Le indagini sembrano condurre a una spiegazione impossibile, a qualcuno che non può rientrare nel ristrettissimo novero degli possessori di macchine del tempo. Almeno finché una vecchia, sporca storia non emerge dal passato.
Lanfranco Fabriani, nato a Roma nel 1959, si è laureato nel 1986 in letterature comparate con una tesi sulla fantascienza post atomica. Sin dagli anni ottanta si è fatto apprezzare con la pubblicazione di racconti su varie pubblicazioni, fino ad approdare al romanzo col presente "Lungo i vicoli del tempo", vincitore del Premio Urania nel 2001, premio che ha vinto di nuovo nel 2004 con il seguito, "Nelle nebbie del tempo", quest'ultimo vincitore anche del Premio Italia (ultima edizione Delos Digital 2015). Al ciclo di Mariani e del Servizio segreto temporale italiano appartiene anche qualche racconto. Di Fabriani Delos Books ha pubblicato anche "I quadrivi del tempo e dello spazio", che raccoglie tutti i racconti brevi.
Stimolato dal racconto contenuto in Temponauti, passo a leggere un romanzo completo della serie dell’Ufficio Cronografico Centrale Italiano: con soddisfazione! Il tema del viaggio nel tempo a scopo militare, un classico inaugurato dal ‘Grande Tempo’ di Fritz Leiber, viene calato nella realtà italiana fatta di burocrazia ministeriale, cinismo romanesco e imprevedibile efficienza. È il secondo romanzo della serie, e si ritrovano i protagonisti del primo: Giampiero Mariani, vicedirettore in pectore dell’UCCI, ex carabiniere, burocrate gelido ma sempre di malumore, apparentemente persona di poca cultura e umanità, dotato più di diffidenza che di iniziativa, maschilista (ma ha anche dei difetti.. e forse proprio per questi è adatto al suo ruolo), e Marina Ivanova Savoldi, la sua effervescente controparte, ufficialmente ‘segretaria’: ex poliziotta, letale agente esperta in armi ed esplosivi, donna attraente e curiosa, capace di discutere di lirica con l’onnipotente e machiavellico Vecchio (il Direttore dell’UCCI) emarginando Mariani, ma pronta anche ad andarci a letto: chissà se per pietà, per interesse (ormai le loro carriere sono vincolate), per dare a lui e a sé un momento di relax tra gli intrighi, o per il fascino del potere. Mi dilungo sui personaggi perché buona parte della narrazione, svolta in terza persona dal punto di vista di Mariani, si basa sui loro dialoghi e brillanti battibecchi, vivacizzando una storia di paradossi temporali molto ben congegnata ma complessa: proprio nel momento in cui il Direttore deve essere ricoverato e si rischia un vuoto di potere, il nostro duo deve sventare un possibile paradosso temporale rivolto niente meno che contro Cristoforo Colombo, da parte di incursori ignoti: e peccato che si dovrà trattare di un’operazione ‘nera’, da tenere nascosta anche al ‘Presidente del Coniglio’ e agli organi di controllo politico.. La ricostruzione degli ambienti del passato è approfondita solo quanto basta ad ambientare la storia, arricchita comunque da precise e raffinate citazioni che precisano le atmosfere: quelle dell’URSS staliniana come quelle della musica lirica.
Continuano le avventure dell’Ufficio Centrale Cronotemporale Italiano e i suoi uomini di punta!
Il secondo libro è sicuramente all’altezza del primo, anche se come seguito, manca ovviamente l’originalità del soggetto, sperimentata nel libro precedente. Il lettore si ritrova già dalle prime pagine in una situazione critica, in mezzo a intrighi, sotterfugi e missioni troppo segrete da poter essere riconosciute. Si rivedono personaggi familiari, soprattutto, Mariani e Savoldi, che tra un ritocco alla storia qua e uno là trovano il tempo di lanciarsi frecciatine più o meno amichevoli (e, almeno per la seconda, con l’ausilio di armi da fuoco). Anche se ci sono poche scene ambientate nel passato, sono realizzate in modo da tenere il lettore incollato alle pagine.
Dopo una coppia di libri come questa, mi aspetto un terzo e ultimo libro che faccia il botto!
Un libro che tratta di viaggi nel tempo ignorando beatamente tutte le convenzioni fantascientifiche a riguardo. Uno stile di scrittura maldestro e fastidioso. L'intero romanzo consiste unicamente in dialoghi irritanti e ininterrotti. Ma a questi personaggi non si secca mai la lingua?!? Veramente una lettura pessima, ho abbandonato dopo un terzo del libro.