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A Piercing Cry: Translation of "Un grido lacerante

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A Piercing Cry , along with Artemisia , is a novel of female development. The question «who am I?,» posed in Anna Banti's first novel Itinerario di Paolina , comes full circle in this, her final testimonial work. The central dilemma faced by the protagonist is also mirrored in the author's own whether her true vocation was as an art historian or as a writer of fiction. By revisiting the crucial events of her past, Agnese Lanzi dismantles all her certainties and questions the true value of her achievements. This largely autobiographical work, which comes at the end of Banti's career, is a story of both love and renunciation. The high value placed on art resonates throughout the novel. A Piercing Cry is a journey of self-discovery for a woman who boldly confesses her most cherished ambitions and most intimate compromises. Banti leads the reader along a hazardous yet illuminating path of emotional struggle and personal triumph.

119 pages, Paperback

First published January 1, 1981

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Eustachio.
708 reviews72 followers
January 2, 2020
La tentazione è di non dire nulla: mi mancano gli strumenti, è un romanzo di natura autobiografica che mi è capitato tra le mani per caso, che ho letto con piacere ma senza prendere appunti (risfogliando la mia copia, biglietti giornalieri del treno mi indicano pagine che non volevo dimenticare). Però su Goodreads non l'ha recensito nessuno e a te che capiti per caso su queste righe lascio uno dei passi che ho preferito:
L’autunno era alle porte ed esigeva riflessioni dubbiose, e il bisogno di riconoscersi in qualcuno o qualche cosa, capace, una buona volta, di fare e toccare cose reali. Più banalmente era dinanzi alla necessità di scegliere superando la paura di sbagliare. Una fatica quasi insormontabile.
Profile Image for Chiara Canu.
182 reviews8 followers
July 25, 2022
"È stata sempre, dicevano, una brava bambina, soltanto un po' scontrosa; il suo segreto è quel sogno cupo che preludeva a certe sensazioni strane che si ripetevano assai spesso. Questo la piccola Agnese ha sempre immaginato: di essere diversa, ospite di una terra che non è la sua e la respinge. È un pensiero che la spaventa e la stringe a un 'Chi sono io?' a cui risponde affannata: 'Sono una bambina, una bambina'. E la testa le si vuota".

Quando Anna Banti decide di scrivere il suo ultimo libro lo fa a 86 anni, e lo fa decidendo di raccontare di sé, ma da esterna, sotto il nome di Agnese Lanzi. Il risultato è un incredibile resoconto autobiografico, quanto inimitabile, per la capacità di una delle più importanti scrittrici del nostro novecento di condensare un'intera vita e psicologia in poco più di cento pagine, e di spiegare con stile autentico e sopraffino ciò che è stato del proprio vissuto, dall'infanzia sino alla vecchiaia. Tratto distintivo è rappresentato dalla sincerità con la quale raccontarsi, come se l'autrice fosse entrata dentro se stessa per rivelarne quelle fiamme e quei tormenti ancora accesi, così nitidi e lucidi. Allora diveniamo partecipi dell'essenzialità del suo essere in divenire, del suo travagliato percorso di studi sull'arte, abbandonati dopo una pessima esperienza in Abruzzo e seguiti da un richiamo più forte della letteratura e della parola scritta; del matrimonio con il suo professore, Delga, della sua malattia e della conseguente perdita, a cui seguirà la ricerca di un posto nel mondo mediante il raggiungimento di una posizione lavorativa che non sarà mai del tutto propria, dietro le orme del marito defunto. E il grande dilemma del "chi sono io?", domanda che ricorre da quando Alice è al mondo e a cui apporre una risposta precisa e affilata. Di tutto questo assistiamo al cammino di una donna che "non si approva ma non si disapprova", assaporandone le contraddizioni e i paradossi più profondi, l'irresolutezza di un divenire storico e mai definitivo, lei che della storia ne ha fatto un contenitore di verità irremovibili, mentre della sua non può che attenderne l'inevitabile fine come solo mezzo di definitezza.

In un'autenticità esatta, sentiamo dunque la sua voce, il suo grido che lacera gli animi più sensibili e recettivi. Una lettura non per tutti, ma in grado di accompagnare se si è disposti a sintonizzarsene per uscirne più ricchi, e più vivi.
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