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Le giovani parole

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È un respiro largo quello che attraversa quest'ultima raccolta poetica di Mariangela Gualtieri, fatto del ritmo delle stagioni e delle generazioni, ascolto del silenzio, risveglio primaverile della terra, ebbrezza di vita connessa a ogni forma della natura. Ma nel libro non manca il lato ombroso, il vento che scuote, le «formiche mentali» che intasano la testa e impediscono il senso più leggero e piú compiuto della gioia. Dunque le poesie di queste pagine sono anche luogo alto di raccoglimento sulla trama e le connessioni del mondo sensibile, attraverso la parola ma anche attraverso lo «stare fermo» del corpo o lo sguardo sulle cose dato dalla lente di un microscopio. Lo «stile semplice» della Gualtieri è il punto d'arrivo di questo percorso spirituale e il punto di forza della sua piú recente poesia. Uno stile semplice ma ricchissimo di risonanze letterarie, da Bruno Schulz, al quale è dedicata un'intera sezione, ad altri autori amati con i quali la poetessa intreccia versi e parole in una sorta di grande e potente preghiera collettiva.

150 pages, Paperback

First published September 29, 2015

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About the author

Mariangela Gualtieri

26 books54 followers
Mariangela Gualtieri è nata a Cesena nel 1951. Si laurea in architettura allo IUAV di Venezia e nel 1983 ha fondato, insieme a Cesare Ronconi, il Teatro Valdoca, di cui è drammaturga.

Ha pubblicato alcune raccolte di versi, fra le quali Antenata (Crocetti 1992), Fuoco centrale (Einaudi 2003), Senza polvere senza peso (Einaudi, 2006), Bestia di gioia (Einaudi 2010) e Caino (Einaudi 2011).

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Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Catoblepa (Protomoderno).
68 reviews117 followers
March 18, 2018
Il linguaggio non più sviscerato con angoscia come da prassi novecentesca, ma contemplato come paesaggio o figura. Poesia contemplativa, dunque, in cui domina la stasi, lo stare fermo, sia nell’argomento sia nella tecnica (o nello stile, chiamatelo come volete): sta ferma lei, la Gualtieri, stanno ferme le poesie, che usano riccamente la prassi dell’immoto (anafore, epifore, ipotassi).
Non per caso la poesia più riuscita è la lunga meravigliosa falcata stanca di “Studio sullo stare fermi”. O ancora, quest’altra più breve, ma non men bella:

Questo giorno io lo butto via
sparpaglio le sue ore ciondolando
guardo la pioggia fine solo stando
ferma, seduta qui al tavolino.
Lo butto come giorno che non conta
una cartaccia sporca, una buccia
niente di niente che si getta via.
Si chiama lunedì, si chiama aprile
numero ventinove e piove piove
e sarei piena di cose da fare
per farne un giorno col suo risultato.
Ma l'ho detto. Sarà buttato, sperso
consegnato ad un ozio che non vale
se non come preghiera. Allora dire
ecco, io offro questo ciondolare
sull'altare del mondo affaccendato.
Faccio io il perno che non muove.
Il punto che sta fermo. Lo bado io
quell'immobile stato delle cose.
Profile Image for Ele Dalmonte.
191 reviews22 followers
August 19, 2017
«Sono stata una ragazza nel roseto
una ninfa. Quasi fantasma che stava
scomparendo
sono stata una ragazza di sedici anni
distesa. Ho attraversato il deserto
rapidamente, quasi volando,
una statua di pietra del Budda
dormiente, un Budda di cenere
sono stata. Una donna appesa.
Sono sata un uomo duro e forzuto.
Una eccentrica con un pesce in bocca
e poi il bambino dell'imperatore
del giardino orientale. Un albero
forse. Un topo. Un elefante
una lepre. Sono stata campo
di battaglia e una preghiera. Un papavero.
Un intero pianeta. Forse una stella
un lago. Acqua sono stata,
questo lo so. Sono stata acqua
e vento. Una pioggia su qualcosa
che ero stata tempo addietro.
Un giuramento. Un'attesa.
La corsa della gazzella. E proiettile
sono stata, freccia perfetta scagliata,
catacomba. Un credo - un lamento.
Un bastimento fra onde altissime.
Forse anche il mare.
E dunque - di cosa dovrei avere paura
adesso.»
Profile Image for Elisabetta.
4 reviews1 follower
April 10, 2022
Non angustiarti – cuore – se il tuo
udire si interrompe
e non c’è un giorno intero
per l’innesto dei tuoi tamburi
col battito potente universale.

Non angustiarti
se tutti i fiori in colorate grida
appellano l’arsura tua di fiore
senza fiorita – ora. Aspetta
fermo al centro. Avventurato
d’un silenzio muto. Ci sarà
un tempo largo in cui ti rifarai
di questo digiuno e giovani parole
tufferanno senza spine
fra le tue righe d’oro
i loro verdi rami, i nidi,
le gocce diamantine, i semi
il coro degli uccelli con il sole.

Saranno tue parole per coloro
che nel dolore, dietro i finestrini,
appoggiano la fronte sulla mano
sopra un treno in ritardo
carico di destini, di gonfi piedi
e gambe. Sguardo perso lontano.
Casa lontano. Lontanissimo il cielo.
Farai il tuo canto. Cuore. A squarciagola.
Stai quieto ora. Tornerà.
Tornerà la giovane parola.
Profile Image for dammydoc.
353 reviews
October 28, 2024
Studio sullo stare fermi

Si può, sai, stando qui
stando molto fermi
sostenere una stella. Si può
dire alla foglia di cadere quando è ora
e il frutto pilotarlo alla maturazione.
Si può, credi, testeggiare ogni onda scandire i fili d'erba e nominare
nell'aria il bene. Spingere il bene alle contrade
pacificare spiriti di guerra. Sostenere
la fiamma di ogni focolare nelle cucine piccole del mondo, nei tuguri portare
la fiammella che trasforma in mangiare
i frutti della terra. Tenere l'acqua
nella trasparenza. E ferma la montagna
senza vacillare.

Stando molto fermi
si può adorare. Si può entrare
nel dolore di un altro e sollevare,
asciugare il bucato. Volare. Si può
far cuore col cuore della terra. Si può spezzare in infinità l'umana particella
di carne. Scatenare il potenziale atomico che sta in ogni scaglia
della nostra pelle. Festeggiare da lí
la presente - nostra - eternità.

Stando zitti e fermi è come dire
ecco, ingravidatemi. Dirlo alle forze
dirlo alle stagioni, al cielo, alle popolazioni
invisibili dei mondi.

Si fa un atto di fede, stando fermi.
Si dice: credo in ciò che non si vede,
so che non sono sola adesso
in questa camera senza nessuno,
so che nel vuoto apparente
c'è una corrente feconda, una mano
che guida la mia mano, una mente
di creazione. So di non sapere
il mistero del mondo e di preservarlo
per la fecondazione d'ogni vivente.

Stando molto fermi si crea una fessura perché qualcosa entri e faccia movimento
in noi, e ci lavori piano, come capolavoro
da ultimare, a cui l'artista ignoto fa un ritocco
con ispirata mano, quasi demente
tanto è forte la spinta e delicata
la certezza del tocco.

Si festeggia la gran potenza
che esalta il sole nella sua prestanza
e lo depone ad occidente
nell'ora stanca - quando ognuno guardando prova una leggera indicibile pena.

La luce entra allora
anche nella piú tetra delle notti
e l'occhio chiuso può contemplare
dal buio immenso del corpo
dove il respiro si spande.

E l'aria entra ed esce
a lente calme sorsate. E l'aria
è cielo. Cielo che viene a noi,
con particelle di cosmo, antiche polveri,
fiato di tutto ciò che è stato,
e del presente e vivo esserci.

Stando molto fermi
il pensiero si spande
con le sue spire incantate
sorge si gonfia
in rivoli e pianure allagate, in rovi
in labirinti spaccati
catapecchie greti radici quadrate.
Ecco il pensiero, il divoratore.
Stando fermi lo si può lisciare
e pettinare e farlo stare giú
steso e sospeso e riposto e composto
un po' arretrato
in sottofondo - depotenziato -

Tutto il presente esplode
stando fermi.
Il nome si deposita sul fondo.
Il cognome è un aggeggio antiquato.
Nessuno spinge o preme
niente s'affretta niente è lontano.
È finito. Ciò che è lontano
è finito. Stando fermi.

E poi si fa concerto
col corpo planetare, con le sfere
celesti col musicale silenzio delle cose.
Stanno piú zitte le cose stando fermi.
Resta un palpitare. Tutto pare risponda
a un direttore nascosto, non umano,
silente, geniale. Stessa partitura secolare d'orchestra.

Stando molto fermi anche un cucchiaino con la sua piccola ombra schiacciata sotto,
porta una dose abbondante di mistero col mondo capovolto nella nicchia.
Anche una tazza un asciugamano un latte una scatola di puntine, un libro, un vasetto di crema per le mani. Stando fermi è strana piú strana la costellazione di cose sul tavolino.
La fissità si tende ed è chiaro: l'enigma non si scioglierà.

Questo abbiamo fatto
acciaio e carta. Tessiture di fili e di sostanze e questo siamo. Ultimo abbozzo
prima dell'umano.

Mariangela Gualtieri
26 reviews
December 6, 2017
Belle, sensibili, personali; parlano di natura, dell'origine della vita, (sia si tratti di un seme che di un feto animale, umano,) del ciclo della vita, della stagionalità.
Alcune, per me, sono piuttosto "ermetiche"

"In un fuoco
di petali comincia a parlare
la lingua casta dei fiori."
Profile Image for PatriShaw.
191 reviews38 followers
June 26, 2022
Viscoso, denso, sussurrante, palpitante, lacerante, leggero. Il fiato delle parole, la carezza di un mondo sensibile che ci parla anche nel silenzio, come nel colore delle stagioni, nel bruciare delle stelle e nel buoi immenso del cielo.
Meraviglioso.
Profile Image for Stefania Di Tommaso.
53 reviews2 followers
August 4, 2022
“(…) Si chiama lunedì, si chiama aprile
numero ventinove e piove piove
e sarei piena di cose da fare
per farne un giorno col suo risultato.
Ma l’ho detto. Sarà buttato, sperso
consegnato ad un ozio che non vale
se non come preghiera. (…)”
Profile Image for Janette Lart.
Author 19 books55 followers
March 24, 2024
Sincera silloge poetica.
Un'autrice raffinata che sa usare le parole per descrivere la realtà, per contemplare il mistero della creazione, per esprimere gli affetti, il dolore, i momenti di difficoltà.
Ho apprezzato particolarmente "La poesia", "Questo giorno io lo butto via", "Io non vi credo cose che vedo". Un linguaggio immediato, un poetare sincero e moderno che si ammira e che insegna.
Una grande autrice che in questa raccolta ci affascina nella sua ricerca di trovare nessi, nel rispetto verso la natura, incluse le diverse forme e specie, nella partecipazione a quella fecondità con la ricchezza di parole e di immaginario che elargisce attraverso le sue rime.
Profile Image for Alice.
90 reviews
March 1, 2024
Al mattino, una miniera
si spalanca nella luce del cielo
e se guardo su, l'aperto
mi conduce verso una sponda
di eccelse volute. C'è pace allora
dentro questa carne. Bene si cuce
ciò che si vede con la parte mancante.
Le mie pagnotte si impastano di luce
e mangeremo.
Una nutrizione potente scuote
risveglia le mie arcate.

/////

Una sola è la vita sulla terra. E se
in me porta questo nome
è per sbaglio. È per abbaglio. Per uno
smarrimento dello sguardo che ha perso
la gittata vertiginosa. E fissa nello specchio
la figuretta modesta - filo d'erba
del prato - foglia fra foglie sei.
Profile Image for gio_.d.
16 reviews
August 28, 2024
tenerissima “ma’”, “studio sullo stare fermi” anche, “questo giorno io lo butto via” mi ha ricordato Patrizia Cavalli, “bello mondo” è sì, e gli ultimi “esercizi al microscopio”.
alla fine, credo, tornerò ad aprirlo
Profile Image for Ilaria🦜.
129 reviews7 followers
January 8, 2025
Una sola è la vita sulla terra. E se
in me porta questo nome
è per sbaglio. È per abbaglio. Per uno
smarrimento dello sguardo che ha perso
la gittata vertiginosa. E fissa nello specchio
la figuretta modesta – filo d’erba
del prato – foglia fra foglie sei.
Profile Image for Elena Blazevic.
18 reviews2 followers
January 16, 2023
Fatico a valutare l’opera nel suo complesso.
Ritengo degna di nota “Studio sullo stare fermi”.
Profile Image for Marianna Mida.
26 reviews6 followers
January 19, 2023
Suggestioni, parole fresche, sensazioni vivide, un meraviglioso viaggio in tutto ciò che siamo, fin dentro l'anima.
Profile Image for Federica.
13 reviews
September 21, 2025
Ode alle piccole cose che ci circondano,
ode alla vita.
Ode alla paura, al canto delle cicale.
Nello stesso arco di tempo in cui abitiamo questo corpo amiamo e perdiamo.
Si vive.

Profile Image for Martina Villa.
18 reviews
September 28, 2025
Avevo aspettative altissime, di solito trovo le poesie di Mariangela Gualtieri di una profondità incredibile. Questa raccolta mi ha un po’ delusa
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
October 13, 2015
allenamento con te

"scrivere ancora per te.
contro quella tua sponda
ho sbattuto nello scontro
le tue punte aguzze, le mie- le tue braci.
ho pianto molto- per te.
ho spento in me un'ira scancellante
che ti voleva estinto. una fatica
e furia che inghiotte le parole
e ne lascia sonore solo poche, confuse
ottenebrate. ma per te è piovuta
nel mio fondo un'acqua feconda
goccia a goccia da un tempo
e adesso
sottovoce la notte una gioia
balbetta nel petto d'esser insieme
abbracciati in un letto
del mondo. e tentare, non stancarsi,
imparare ancora
nelle latitudini terrestri- come
fare la traversata, in un fiorendo
di compassione e passione, in un amando
tutto- di largo- in remissione.
in attento dolce duro
allenamento con te"
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