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261 pages, Hardcover
First published January 1, 1968
Copritele il volto. Mi abbaglia. È morta giovane.
L'aspirante attrice Sue Wales non si arrende alla diffusa teoria del suicidio di sua sorella Paula, trovata morta annegata nella sua piscina dopo poche ore dal ritrovamento del cadavere del marito, colpito alla testa con un tubo di piombo. L'uomo si chiamava Barry Hamilton, prestigioso scrittore rinomato per non avere scrupoli, tanto che aveva appena concluso un libro incriminante su Eliot Masters, promettente governatore in lizza per la presidenza degli Stati Uniti. Ma il manoscritto non viene trovato sulla scena del delitto, e così tutti arrivano alla conclusione che il governatore avesse incaricato qualcuno per far fuori lo scrittore e rubare il manoscritto in modo tale da evitare qualunque scandalo che lo riguardasse, e in seguito che Paula si fosse suicidata per il troppo dolore.
Ma fin dal primo momento Sue ha la certezza assoluta che non sia andata così, e che si tratti invece di un duplice omicidio. A prova di ciò, una telefonata. Poco prima di morire Paula l'aveva chiamata in preda all'agitazione, frettolosa, e le aveva detto qualcosa a proposito di un messaggio che aveva lasciato per lei. Ma non aveva fatto in tempo a dirle dove lo aveva nascosto perché la comunicazione si era interrotta. E Sue era convinta che a interromperla fosse stato proprio l'assassino. Inoltre, il giorno prima di morire Paula aveva cambiato il suo testamento, lasciando tutti i suoi averi proprio a lei. Una strana coincidenza, la prima di una serie.
Sulle prime Sue è risoluta nel rifiutare tale eredità, in modo da non avere problemi con la famiglia Hamilton, che dipendeva totalmente da Barry. Ma con il supporto del suo amico e corteggiatore di sempre Joe Maitland, cambia idea, e si decide a presentarsi dagli Hamilton. La famiglia si dimostra da subito ostile nei suoi confronti, ma una vicina si offre gentilmente di ospitarli durante il loro soggiorno. Ed è proprio grazie a lei che cominceranno a sciogliere a uno ad uno i molteplici nodi della matassa...
Questo classico della scrittrice statunitense Rae Foley, scritto in prima persona dal punto di vista di Sue, presenta una scenografia degna dell'intuito di Poirot: tanti personaggi riuniti entro le stesse quattro mura, ciascuno con qualcosa da nascondere e con un motivo di astio nei confronti delle vittime, ciascuno, perciò, sospettabile fino alla fine. Ed è un genere di giallo che mi affascina molto, perché mantiene vivo l'interesse e non spegne la curiosità, spargendo qua e là numerosi indizi, alcuni utili e altri fuorvianti, e svelando la soluzione a poco a poco, con la giusta dose di suspense e colpi di scena sempre al momento giusto.
Si tratta di una tipologia di intreccio nel quale il lettore probabilmente indovina da subito la soluzione, ma viene poi trascinato in un labirinto di informazioni e dettagli che lo distolgono dalla sua iniziale convinzione, portandolo da tutt'altra parte fino a scoprire, alla fine, che aveva fatto centro fin dall'inizio. Ma questo non rende la lettura meno piacevole, anzi io trovo che dimostri l'abilità della scrittrice, che decide di far intravedere la soluzione fin dalle prime pagine mettendo una pulce nell'orecchio, per poi confondere e dirottare l'attenzione su un'altra strada a suo piacimento. Proprio come fa un prestigiatore. Lettura consigliata.