C’era una volta una principessa trasformata in cervo che tornava a essere donna ogni notte di Natale, c’era un giovane in cerca di fortuna finito al servizio di un malvagio troll, c’era un povero pastore che trovò un borsellino capace di sborsare monete all’infinito, e poi c’era una tovaglia che si imbandiva da sola, una scatola con dentro un gigante pronto a esaudire ogni desiderio, una bisaccia da cui potevano uscire immensi eserciti. Sono le meraviglie delle fiabe a rivivere in questa antologia, un mondo di possibilità sconfinate in cui la realtà quotidiana di re e contadini, locande e foreste si popola di draghi, animali parlanti, streghe e folletti, si colora di magie, metamorfosi e prove da superare. La saggezza popolare, l’eterna tensione verso l’amore e la felicità, e il piacere di raccontare e abbandonarsi alla fantasia animano avventurosi viaggi attraverso montagne di vetro, regge di fuoco e castelli appesi a catene d’oro su un mare rosso, in cui il male è sempre in agguato e non si sa mai quale incontro riservi la sorte, ma il coraggio, il buonsenso e la generosità assicurano il lieto fine ai buoni, e un’impietosa punizione ai malvagi. Tratte dalle prime raccolte scritte dell’Ottocento, quando la tradizione orale andava scomparendo e anche la Danimarca, sulla scia dei fratelli Grimm, riscopriva questo prezioso patrimonio narrativo, molte fiabe contengono le versioni originali di storie che hanno continuato ad affascinare e ispirare scrittori fino a diventare dei classici e ricomparire anche nei libri di Andersen.
Questa raccolta di racconti, alcuni veramente brevi altri veramente lunghi, mi è piaciuta proprio. Un mondo magico che racchiude leggende e credenze particolari. La magia e gli incantesimi sono sempre al è primo posto: principesse trasformate in cervi o in cigni o in aquile e tanto altro. Un mondo fatto di magie e metamorfosi con personaggi umani, animali e non-umani che vivono in foreste o in castelli stregati. Indimenticabili i troll, spesso cattivi ma trasformati col cuore buono pronti ad aiutare chi sta in difficoltà. La cosa belle delle fiabe è che nonostante scappi sempre il defunto, nonostante ci siano delle tragedie all’inizio e quindi una vita difficile, fatta di lavoro per poter vivere, con qualcuno che manchi della famiglia… alla fine ogni vita si trasforma e magicamente vivono tutti felici e contenti: il lieto fine non manca mai e questo fa sognare ancora di più ad occhi aperti.
Come già in Fiabe lapponi il curatore ci ricorda che la tradizione popolare e fiabesca è stata riscoperta in scandinavia solo nel 1800, quando molti racconti sono stati messi su carta per essere preservati, ma sono anche stati ritoccati per adattarsi meglio alla forma scritta, perdendo un po' del colore dei loro corrispettivi orali. Nessuna storia è completamente nuova, ma ci sono tutti i passaggi tipici delle fiabe europee: le sagge persone del volgo, le regine che non riescono a rimanere incinte, le streghe o delle persone trasformate in animali che aiutano il protagonista per via della sua gentilezza e quelle che non si fanno problemi a massacrare i cattivi; bambini abbandonati o rapiti che da ragazzi faranno fortuna, castelli incantati e principesse incatenate, troll e diavoli. Ci sono le tre prove che il protagonista deve superare per ottenere il premio e ci sono i re che promettono in sposa la propria figlia al primo uomo che riuscirà a fare una certa cosa. Sono le fiabe della tradizione con un tocco più nordico.
Una bella raccolta di fiabe diverse tra loro (e questa è la cosa che mi è piaciuta di più. Alcune di queste poi sono state prese e riadattate da Andersen. Ecco l’elenco delle fiabe Gli undici cigni Il principe Biancorso I tre doni La pentola di rame La fanciulla con la pelliccia di topo Il ragazzo coraggioso La tovaglia e la bisaccia Il soldino della fortuna Il campo calpestato Pan per focaccia Il folletto della montagna e il temporale La figlia del troll La principessa nella cassa La scatola dei desideri La principessa cervo Tre porcellini rosa La regina muta Per tre soldi Un viaggio in slitta L’uccello d’oro Re drago
Ah, le fiabe. Ogni volta è un ritorno all’infanzia… con tutta la comprensione di un adulto a colmare le lacune passate! Ebbene sì, non smetterò mai di ripeterlo: le fiabe della tradizione orale non sono state pensate per i bambini, per cui mettetevi il cuore in pace e accettate lo splatter. Grazie Disney per aver scombussolato le idee a fin troppe generazioni. Ma veniamo a noi. Come dicevo, Fiabe danesi è una raccolta di piccole perle della tradizione danese (e dintorni), che ha riportato alla mia vecchia e stanca mente numerosi ricordi. Tra cui il film Il regno d’inverno (The polar bear king), uno dei tanti che riguardavo a loop assieme a Willow, Pagemaster, Krull e compa bella. Non per vantarmi, ma da piccola avevo un’ottima conoscenza di capolavori mancati. Purtroppo. Ad ogni modo recuperate quel film perché merita. Quindi mi sono sentita vicina a queste storie e da appassionata è stato interessante vedere i numerosi collegamenti che le legano a quelle di altri Stati. Sì, non c’è una vera e propria linea di demarcazione, tant’è che molte sono quasi del tutto identiche, ma comunque belle da leggere. Inoltre ho trovato questa raccolta molto varia nelle tematiche e nella struttura, al punto da rendere la lettura davvero avvincente e gradevole. Se cercate un’ottima raccolta di fiabe ve la consiglio!
Fantastico insieme di favole danesi, ognuna con una propria morale… Ad un certo punto mi sono sentito Hans Christian Andersen, quando ascoltava quei racconti dalle signore anziane che frequentava.
In Danimarca, tornano i canoni classici della fiaba: atmosfere magiche e fatate, eroi umili e giusti che, aiutati dalla buona sorte, salvano principesse ed ereditano castelli e regni. Le fiabe danesi hanno avuto grande risonanza con la raccolta curata da Hans Christian Handersen tra il 1835 e il 1872 e, di certo, non mancano le contaminazioni con i vicini popoli Sami e Lapponi. Menzione speciale per Iperborea e Bruno Berni, per la cura impiegata nella raccolta delle tradizioni dei popoli nordici.
Una raccolta di fiabe che trasporterà il lettore tra principi, principesse, sortilegi, elementi ed animali magici, fantasmi, streghe e trolls. Fiabe che ricalcano lo schema tradizionale con protagonista, antagonista, aiutanti, ostacoli e il tanto atteso lieto fine.
Fiabe danesi è una raccolta variegata che si lascia leggere senza annoiare. Ritroviamo la solita principessa da salvare e sposare, ad opera del giovane apparentemente più inadatto per farlo. Vi è però una fiaba (e ne sono rimasta positivamente stupita) in cui si invertono i ruoli, ed è la principessa a trarre in salvo: evviva, che bella sorpresa 😊! Ricorrono spesso fiabe in cui i reali, vittime di incantesimi, si ritrovano trasformati in animali durante il giorno, per riassumere la loro vera sembianza solo la notte. Gli elementi fatati, pur mantenendo poteri simili, si diversificano tra tovaglie che si apparecchiano con abbondanza di cibo, scrigni che sborsano monete, randelli che picchiano, borsellini magici, scatole dei desideri (con tanto di gigante, che ricorda il genio della lampada di Aladino), zaini e slitte incantate. Fa tristezza notare come i familiari, a volte, siano i veri rivali ed antagonisti: passi la matrigna cattiva, che si sa, incarna il suo ruolo, ma fratelli falsi ed opportunisti che mettono soldi e fama davanti alla tua vita... Un altro elemento che si ripete in queste fiabe è la disubbidienza: lo sfidare i consigli ricevuti, guidati dalla curiosità o dalla scarsa fiducia, che inevitabilmente aggravano la situazione, dando più respiro alla fiaba. Vi è poi un dettaglio che mi ha parecchio incuriosita: più volte viene nominata la notte di San Giovanni... Così sono andata a documentarmi: in Danimarca viene ancora festeggiata la notte di Sankt Hans , di San Giovanni appunto, che coincide con il solstizio d'estate. In tempi antichi si accendevano falò per scacciare gli spiriti maligni. Sempre interessante scoprire nuove tradizioni 😊
Ottima raccolta di fiabe per conoscerne di diverse dalla propria tradizione senza però allontanarsi troppo. Tutte differenti l'una dall'altra, catturano chi legge nel ritmo rassicurante delle ripetizioni tipiche delle fiabe. Sempre tre le prove, gli oggetti magici, i fratelli o le sorelle, gli errori di eroi o eroine. Le cose più straordinarie capitano sempre durante la notte di San Giovanni, ovvero la notte del solstizio d'estate, la notte più corta dell'anno. Sarà sempre il terzo fratello (o la terza sorella) a scoprirsi come il più saggio, il più curioso, il più intraprendente, al di là di qualsiasi pregiudizio. E questo è ciò che adoro di più delle fiabe: non importa da quale parte del mondo arrivi o quale vuoi visitare (effettivamente o tramite un'opera e la fantasia), troverai sempre fiabe simili tra loro, universali. Sono il cuore di tutte le narrazioni, la prima grande espressione del Viaggio dell'Eroe, antiche come il mondo eppure sempre identiche a se stesse. Non mancheranno comunque, in questa raccolta, elementi unici e irripetibili, come l'avventura di una giovane guardia improvvisata che dovrà sorvegliare una principessa morta.
Ora come ora, è la migliore raccolta di fiabe dell'Iperborea per iniziare la lettura di queste varie raccolte, proprio per questo mix vincente tra "tradizione" e "novità".
Fiabe danesi è una raccolta di 22 fiabe di autori danesi, che dall'inizio dell'Ottocento hanno cominciato a mettere per iscritto i racconti tramandati fino ad allora in modo orale. Quasi nessuna delle storie narrante risulta completamente sconosciuta e/o nuova al lettore, in quanto molte riprendono i canonici temi delle favole popolari europee (regine che non riescono ad avere bambini, rapimenti, stregonerie), pur con le opportune differenze nei luoghi e nella presenza di figure tipicamente nordiche (giganti, orsi, ecc). Raccolta di storie spesso crude e leggermente macabre, che, però, insegnano come con la tenacia, la generosità e la fiducia nel prossimo si possano vincere anche le sfide più difficili e che sembrano impossibili. Ho anche apprezzato i numerosi disegni presenti nel testo, che mi hanno aiutata ad immergermi ancora di più nell'atmosfera!
Storie che portano l’eco di un’infanzia lontana dove il coraggio, la bontà e la tenacia porteranno i nostri eroi alla meta finale, il tutto racchiuso in una magica atmosfera nordica.
Mi dispiace tanto che sia stato un flop, mi aspettavo fiabe sorprendenti, che facessero trapelare la natura e i buoni sentimenti, quello che invece ho trovato sono uomini che diventano re con la furbizia, favole in cui si ripetono sempre gli stessi temi o stratagemmi e poca originalità, insomma.. grande delusione! Certo, la ripetitività mi fa capire come alcuni temi e simboli fossero importanti per i danesi, ma ho avuto come la sensazione che a ripetersi fosse sempre la stessa favola solo in versione diverse. Ig: @solo_un_altra_pagina
2.5 Mi aspettavo molto di più. Molte delle fiabe le conoscevo già e riprendono tradizioni dell'est europeo o di quelle più note a noi italiani. Sta di fanno che queste versioni danesi ne escono praticamente sconfitte dal confronto. Un vero peccato.