The year 1973 marks one of the most important turning points in the history of the twentieth century. Prior to that year, the world had become accustomed to a plentiful supply of inexpensive fossil fuels--especially oil. During this first major international oil crisis, however, the western world's dependency on unstable eastern energy resources became dramatically clear. Published to accompany the comprehensive and enlightening 2008 exhibition, 1973: Sorry, Out of Gas, hosted by the Canadian Centre for Architecture in Montreal, this beautifully designed, frightening and strangely inspiring volume examines the oil crisis of 1973 as the major precedent of contemporary concerns about energy resources and fossil fuel dependency. The 1973 shortage triggered research and development of renewable energy sources, improved technologies and sparked social experiments that were to have an enduring impact on the fields of architecture and policy in both America and Europe. Put toge
chiamalo il bello della diretta. interno domestico, normale dopocena. guardo didascalie e figure (i testi sono molto specifici e tutti in inglese, decisamente sopra le mie possibilità) di questo libro dalla grafica splendida e dall'apparato fotografico ricchissimo. l'argomento è la crisi petrolifera del 1973, con le soluzioni che vennero adottate di lì in avanti per far fronte al rischio di esaurimento delle risorse energetiche. per cui case ecologiche, sistemi di riciclaggio, campagne pubblicitarie e di sensibilizzazione, perfino giochi di società un po' genere piccoli-petrolieri-crescono (e qui si potrebbe lanciare uno spin off, per discutere se si tratti di educazione civica o di implementazione del capitalismo spinto). il libro è molto bello, come tutti quelli pubblicati da corraini, ma mentre lo sfoglio mi chiedo chi si ricordi oggi, e quanto, della crisi del 1973. evidentemente il dio dei dubbi fine a se stessi mi sta ascoltando, e decide di mandarmi un segno. perché di fianco a me sul divano, il 14enne di pertinenza sta guardando la nuova puntata della quarta stagione di house of cards. frank underwood fa campagna in south carolina e, guess what, esattamente mentre io mi faccio queste domande lui in un discorso ricorda proprio la crisi di quell'anno, con le code di ore per avere benzina e l'opec che tiene in scacco gli USA come, arringa il suo pubblico, sta facendo oggi la russia. il quattordicenne non si scompone. di opec ne sa probabilmente più di me. perché se io mi fermo al fatto che gli stati esportatori controllano circa l'80% delle disponibilità mondiali di petrolio, e non molto meno di gas naturale, lui qualche mese fa si è sparato 3 dvd di biopic su carlos con édgar ramírez, e ne ha parlato così tanto che per non sfigurare eccessivamente nelle attività di socializzazione madre-figlio, mi è toccato documentarmi. riassumendo, per i distratti e per quelli che non dispongono di un software di aggiornamento modello adolescente-del-giorno-d'oggi, il terrorista marxista venezuelano nel 1975 condusse uno spettacolare attacco al quartier generale dell'opec a vienna. dopodiché ottenne un dc-9 con cui volò ad algeri e a tripoli con una quarantina di ostaggi, ma non riuscì a ottenere alcun riscatto e finì quindi pesantemente criticato dai vertici del fronte popolare di liberazione della palestina, che lo espulse. contrordine insomma. non solo la crisi del 1973 non è roba obsoleta, ma anzi gode di un discreto successo mediatico. e mi tocca pure ammettere che certe produzioni cinematografiche, forse, sono utili almeno quanto un libro corraini. (che però è infinitamente più bello, su questo non ci piove).
Excellent book! Well researched into the history of sustainable architecture in the US, from the first solar house in the 40s to the oil crisis in the 70s. Covers all the attempts that were made by architects like Michael Reynolds, David Wright, Malcolm Wells, Andy Davis, and many many others.