Un noir che disturba e sorprende, una tensione che sale piano come la marea. La storia di un amore che lentamente si trasforma in veleno, di un vuoto intimo che trasfigura una ragazza meravigliosa. In questo senso Cosa resta di noi fa pensare ai romanzi di Patricia Highsmith. Guia, la protagonista, chiama «morte vista al contrario» la sua impossibilità di avere un figlio: «una vita che non solo non inizia ma non riesce nemmeno ad essere concepita». Eppure è una ragazza nata per essere felice, di antica famiglia, scrittrice indirizzata al successo, sposata con un uomo che ama ed è pazzo di lei. Ma è in questa unione di felici che si infiltra il «lutto al contrario» del figlio mancato, come una crepa che si allarga e non si può fermare. Edo, il marito, il Narratore, segue le scene da questo matrimonio che si sta suicidando, nel letargo dorato degli inverni in Versilia, mentre Guia riversa in un prossimo romanzo tutta la sua disperazione e scrive di un tempo diverso da quello che stanno vivendo. Intorno le quiete banalità di coloro che «hanno tempo, soldi ed energie in surplus». Ma ad un tratto lo scenario cambia. Nella vita di Edo appare un’altra donna che però, pochi giorni dopo, svanisce nel nulla inspiegabilmente. La sua scomparsa diventa il caso del momento, segna l’irrompere di una realtà cieca e distruttiva nella crisi che Edo e Guia stanno cercando di affrontare. La lucida follia del circo mediatico divora torbidi risvolti in nome del conformismo e del pettegolezzo più morboso. Finché cosa resta di loro è soltanto l’assenza. Giampaolo Simi, con la sua prosa capace di svariare dall’ironia alla tensione, riesce a raccontare di una specie di contagio che parte da una mancanza intima, fisica e spirituale, che si espande e diventa una trappola da cui nessuno riesce più a fuggire.
Nato a Viareggio nel 1965, dopo il liceo classico Giosuè Carducci di Viareggio, inizia a scrivere racconti e sceneggiature. Il suo racconto Viaggiatori nella tempesta è vincitore nel 1995 del premio Lovecraft. Il buio sotto la candela vince il premio Nino Savarese, mentre Direttissimi altrove e Tutto o Nulla (2001) sono arrivati in finale al premio Scerbanenco. Rosa Elettrica è stato fra i romanzi finalisti del Premio Fedeli.È fra gli autori italiani pubblicati in Francia nella "Série Noire" di Gallimard. È presente in alcune antologie come “History & Mistery" (Piemme), "Il ritorno del Duca" (Garzanti) e “Crimini italiani” (Einaudi). Dal suo racconto “Luce del Nord” ha scritto, insieme allo sceneggiatore Vittorino Testa, il tv movie omonimo, girato da Stefano Sollima. Ha collaborato come soggettista e sceneggiatore alla serie tv RIS (quinta stagione), e alle tre stagioni di RIS Roma. Collabora con i quotidiano "Il Tirreno", "La Repubblica" e con il sito “Giudizio Universale". È stato consulente tecnico del Premio Camaiore di Letteratura Gialla dal 2003 al 2013. Nel 2010 ha ricevuto a Maniago il Premio alla carriera Lama e Trama. Nel giugno 2012 è uscito per E/O il romanzo "La notte alle mie spalle" (Premio Pea 2013, menzione speciale Premio Gelmi di Caporiacco 2013). Nel maggio del 2015 è uscito per Sellerio il suo romanzo "Cosa resta di noi". Nel dicembre 2015 vince il "Premio Scerbanenco – La Stampa" con Cosa Resta di noi (Sellerio), assegnato al Noir In Festival di Courmayeur
Più della storia in sé (graziosa, ma effettivamente poca cosa) ciò che mi ha colpito di questo romanzo è la descrizione degli stati d'animo del protagonista: il senso di inadeguatezza, la sconfitta, il fallimento. Anche i sentimenti di Anna, solo accennati, sono altrettanto dolorosi: l'aspettativa e la speranza che, alla cruda luce della realtà, diventano solo una cocente delusione (un'altra). L'intera gamma dei dolori possibili è lambita dal mare d'inverno, perfetta cornice naturale. Ma si può sentire il rumore di un cuore che si spezza? Il romanzo, comunque, scorre rapidamente e la trama, nonostante un colpo di scena un po' inverosimile, rimane gradevole.
spero che questo libro venga studiato nelle scuole di scrittura creativa, quale esempio del male che si può fare ad un'idea tutt'altro che malvagia se si adotta uno stile di scrittura smorfioso e piacione.
"Cos'è rimasto dei due sensazionali sconosciuti che eravamo quella sera? Forse solo la meraviglia imprevista con cui ti hanno travolto certi momenti. E poco altro."
Il mio primo Simi e dico: " Niente male!". Scrittura semplice, scorrevole, con i tempi giusti, di quelli che ti portano agevolmente, pagina dopo pagina, alla fine e ti dispiace un po' chiudere il libro. La storia non è forse delle più originali, piuttosto triste a dire il vero, ma sono i risvolti umani e una trovata geniale (che mette tutto a tacere) che la rendono buona. Un amore, quello di Guia e Edo, che pian piano si avvelena per l'impossibilità di avere figli, ma anche per obiettivi diversi, in genere disattesi. Poi la storia vede apparire Anna. Anna che appare e scompare e non se ne sa più nulla e i media ci sguazzano. Anna che è la causa determinante della rottura fra i due protagonisti. Cosa resta, alla fine? Solo assenza. Simi riesce a costruire un buon noir passando dall'ironia alla tensione, scavando intimamente i personaggi, facendo in modo che proprio la mancanza, o meglio l'assenza (dettata da una impossibilità), diventi una trappola nella quale i personaggi stessi cadono senza poterne più uscire fuori.
Ero indecisa tra le tre e le quattro stelle (ah, benedette siano le mezze stelline, se mai arriveranno!), poi scrivendo la recensione mi sono resa conto che le quattro stelle si avvicinano di più al mio gradimento. Ed allora 4 siano!
e pensare che non mi piaccioni i noir! Non sono riuscita a staccarmi da questi personaggi fino alla fine di tutto. E poi la luce sulla spiaggia di Viareggio, che conosco così bene, e il mare, il vento, l'ombra possente delle Apuane. Credo che mi leggerò anche l'altro di Simi.
When the days they seem to fall through you well, just let them go....
Un ottimo noir, che è molto più di un noir. Non sto a raccontare la vicenda ( lo hanno già fatto quelli che lo hanno letto prima di me), ma dico che qui c'è la storia di un rapporto che pian piano si sfalda, un amore che si esaurisce, c'è il tradimento e la perdita, il desiderio di emergere ad ogni costo, l'egoismo e la furbizia, ed una sparizione che rimarrà presenza costante. A far da sfondo, le alpi Apuane, il mare, la Versiglia, i Blur.... E c''è la scrittura di Giampaolo Simi, fluida, pulita, profonda.
Cos'è rimasto dei due sensazionali sconosciuti che eravamo quella sera? Forse solo la meraviglia imprevista con cui ci hanno travolto certi momenti. E poco altro... [...] Ci siamo feriti a vicenda, ma è come se non fosse davvero colpa nostra. [..] Ci estingueremo come il dodo e non perché un predatore più forte ci ha sterminato....
Bellissimo. Una narrativa intima e intensa con personaggi forti e caratterizzati in maniera magistrale. E poi la Versilia in tutto il suo splendore, la sua accoglienza e il suo mistero. Consigliatissimo!
Davvero un ottimo romanzo, tra i migliori letti recentemente: bella trama, personaggi caratterizzati benissimo, prosa di ottimo livello. Non conoscevo Simi, ma a questo punto un approfondimento è d'obbligo.
Indicazioni editoriali Una nevicata senza precedenti, una coppia in crisi, una donna svanita nel nulla. Giornali e social media iniziano a parlare dell’«impiegata quarantenne» scomparsa senza lasciare una riga o un indizio. Un amore dolcissimo che diventa veleno. Un noir che graffia l'anima.
Un noir che disturba e sorprende, una tensione che sale piano come la marea. La storia di un amore che lentamente si trasforma in veleno, di un vuoto intimo che trasfigura una ragazza meravigliosa. In questo senso Cosa resta di noi fa pensare ai romanzi di Patricia Highsmith. Guia, la protagonista, chiama «morte vista al contrario» la sua impossibilità di avere un figlio: «una vita che non solo non inizia ma non riesce nemmeno ad essere concepita». Eppure è una ragazza nata per essere felice, di antica famiglia, scrittrice indirizzata al successo, sposata con un uomo che ama ed è pazzo di lei. Ma è in questa unione di felici che si infiltra il «lutto al contrario» del figlio mancato, come una crepa che si allarga e non si può fermare. Edo, il marito, il Narratore, segue le scene da questo matrimonio che si sta suicidando, nel letargo dorato degli inverni in Versilia, mentre Guia riversa in un prossimo romanzo tutta la sua disperazione e scrive di un tempo diverso da quello che stanno vivendo. Intorno le quiete banalità di coloro che «hanno tempo, soldi ed energie in surplus». Ma ad un tratto lo scenario cambia. Nella vita di Edo appare un’altra donna che però, pochi giorni dopo, svanisce nel nulla inspiegabilmente. La sua scomparsa diventa il caso del momento, segna l’irrompere di una realtà cieca e distruttiva nella crisi che Edo e Guia stanno cercando di affrontare. La lucida follia del circo mediatico divora torbidi risvolti in nome del conformismo e del pettegolezzo più morboso. Finché cosa resta di loro è soltanto l’assenza. ----------- Un noir che graffia l'anima? Ma per carità. Fa prudere le mani, semmai.
Uno dei migliori giallisti italiani a mio parere. Il giallo è "un'(ottima)scusa" per toccare tematiche interessanti attraverso i personaggi che sono principalmente due, una coppia sposata appunto: volontà di volere un figlio, sesso, intimità. La penna di Simi riesce senza banalità a parlare di queste tematiche in mezzo a una sparizione di una donna che avviene durante un inverno a Viareggio. Ambientazione che amo. Consigliato anche per chi legge narrativa e ha il timore di avvicinarsi al Giallo.
Questa vita spesso non ci permette di realizzare tutti i nostri sogni. Dona tanto, ma il prezzo da pagare, talvolta, è davvero caro. C'è chi sogna una carriera brillante, chi viaggi indimenticabili e chi una famiglia. Mancanze difficili da accettare che fanno sentire incapaci, incompleti. Quanto può distruggere l'equilibrio mentale di una coppia l'impossibilità di avere figli? . Questa è la storia di Guia, del suo vuoto incolmabile e della sua incapacità di trovare una via di salvezza alternativa portatrice comunque d'amore nella coppia. È la storia di Edo, marito che cercherà di far fronte all'esaurimento della moglie, uomo usato come macchina del sesso, ormai unico filo conduttore. Un sesso che si è spogliato di tutti i sentimenti ed ora armato solo di un orologio per l'ovulazione. E proprio quando il ricordo di ciò che si è stati busserà alla porta di un cuore ormai solo e colmo di sconforto, Edo compirà l'errore più grande... È il 14 febbraio, Edo cede alle attenzioni di Anna. Una scappatella difficile da nascondere e da dimenticare perché Anna, quel pomeriggio, scomparirà senza lasciar traccia e le luci dei riflettori scotteranno. . Un libro delicato dove c'è chi si ferma per potersi arrendere "insieme", chi si lascia sopraffare dall'ossessione di una maternità mancata sgretolando tutto il resto e chi viene guardato con sufficienza perché solo, senza marito, senza figli e 40enne scompare nel nulla. Chi mai dovrebbe cercarla? . Un noir di una dolcezza incredibile.
Libro che mi ha sorpreso. La parte iniziale tratta un argomento particolarmente di attualità , che diventa in qualche maniera la causa del vortice successivo. Autore che non conoscevo, scoperto soltanto grazie allo Scerbanenco
<<Solo tu potevi farne un personaggio quasi interessante >> dico a Guia. <<A suo modo lo è. Credo di aver capito una cosa, sai? Giangi dentro di sé immaginava che il suo successo fosse qualcosa di dirompente, di distruttivo>>. <<Non ti seguo>>. <<Voleva distruggere l'idea stessa del successo>>. <<Lo fai troppo raffinato>>. <<Infatti non se n'è mai reso conto. Ma l'idea stessa che il successo potesse essere alla portata anche di un cialtrone come lui, era la dimostrazione che il successo non significava nulla. E quando l'ha ottenuto, Giangi ci ha pisciato sopra>>.
Cosa resta di noi è il secondo libro di Giampaolo Simi che leggo nel giro di pochi mesi, attratta dal suo stile di scrittura decisamente anni Novanta. Romanzo dal risvolto noir ma difficile da definire con certezza, Cosa resta di noi è la storia di una donna che scompare, in una serata d'inverno atipica per la Versilia, che il 14 febbraio 2015 si ritrova ricoperta da una nevicata record. Protagonista del nostro romanzo, Edoardo, un bagnino che è diventato proprietario di un bagno sposando la figlia dei proprietari, Guia, una donna tanto bella quanto insopportabile. Decisa a far carriera come scrittrice e a diventare madre a scapito di qualsiasi cosa, Guia esaspera il suo matrimonio e trascina Edoardo in un vortice di ribellione a scoppio ritardato. In una giornata qualsiasi invernale, Anna Di Fosco, un'impiegata quarantenne e single definita "compatta e porca",entra nella vita di Edoardo, e la cambia lentamente fino a un finale triste ma liberatorio. Un romanzo la cui tensione aumenta piano ma inesorabile, come la marea, mostrando i lati oscuri di una vita apparentemente perfetta. In entrambi i romanzi di Simi che ho letto, la figura femminile scatena nel protagonista maschile una sorta di rabbia velenosa, anche se non esattamente violenta. Le donne sono descritte come delle maliarde, come delle veneri infingarde o crudeli, vuote e ambiziose a scapito degli altri. Le figure femminili più positive, invece, sono spesso delle poverette che fanno una brutta fine, o vengono trattate male dal protagonista maschile che si sente ferito dalla stronza di turno. Da donna, potrei sentirmi offesa..eppure queste descrizioni non mi fanno male, e in qualche modo mi attraggono perché purtroppo riprendono nient'altro che la vita reale. E poi, nemmeno gli uomini ci fanno chissà quale grande figura. Questa visione cinica dei rapporti umani e amorosi mi attrae, e dà al romanzo quel qualcosa in più che mi fa apprezzare davvero il testo. La riflessione sul successo e la vita in generale merita molto. Sicuramente lettura consigliata.
Un uomo, Edo, scrittore mancato e ora bagnino su una spiaggia della Versilia. E due donne: Guia, la moglie di Edo, scrittrice di successo, blogger e giornalista da salotto mediatico, tormentata da un figlio che non arriva, e Anna, fragile impiegata schiacciata da un amore-amore che non vorrebbe, ma dal quale non riesce a liberarsi. Sono questi i tre personaggi attorno ai quali ruota “Cosa resta di noi”, il mio primo incontro con Giampaolo Simi. Poi, improvvisamente, dopo una notte di passione con Edo, Anna scompare, e di lei non si saprà più nulla. In breve diventa il caso dell’anno, tutti ne parlano, tutti fanno a gara per avere indiscrezioni e particolari morbosi, ma in realtà nessuno ne sa nulla. Ed Edo, deciso a salvare un matrimonio comunque agli sgoccioli, tace il segreto della sua scappatella con la scomparsa. L’atmosfera “tiepida” del romanzo non mi è dispiaciuta. Vi ho visto il bianco degli inverni sulle spiagge della Versilia, il sole pallido e il cielo tenue di fuori stagione nelle località nostrane, quando si sente nostalgia dell’estate trascorsa e si aspetta con trepidazione la successiva. E, di fatto, non mi è spiaciuto il modo sottile, non urlato, con cui l’autore analizza il rapporto di una finta coppia come tante, i silenzi e le bugie, il detto sussurrato e il non detto, l’incapacità di essere in sintonia, di leggersi dentro, di condividere lo stesso dolore per le stesse cose, di seguire lo stesso binario: è questo che accade a Edo e Guia, sono vicini e al contempo sono distanti e finiranno per rivelarsi quello che in realtà sono, lui un farfallone finto e bugiardo, lei una falsa intellettuale, che all’essenza della verità e all’esaltazione del talento preferirà il vuoto del successo mediatico e del botto sensazionalistico a tutti i costi. La vicenda di Anna svelerà al lettore la loro vera natura, dimostrando che, alla fine, tra due esseri tanti finti e tanto distanti, no, non resta proprio più niente. Come giallo, tuttavia, “Cosa resta di noi” parte un po’ in sordina, si snoda con lentezza, manca di brivido. Forse non è quello che l’autore ricercava. Autore del quale, comunque, voglio leggere altro, sicura, chissà perché, che in questo “altro” ci sia qualcosa di meglio. Tra il più che sufficiente e il discreto.
L'essenza del noir. Un romanzo che lentamente ti porta a vivere l'angoscia del suo protagonista, Edo. Edo, con un racconto in prima persona, ci svela il suo amore per Guia, la colta, viziata, insopportabile Guia, le cui ginocchia non si sono mai graffiate. Solo lui riesce ad amarla, profondamente, intensamente, e si sente ricco perché possiede 'il petrolio dei suoi occhi'. Edo e Guia vogliono un figlio, ma non riescono ad averlo, e questo incrina il loro idilliaco rapporto. La distanza e l'incostanza di lei, fanno il resto. Edo si sente perso e fa una mossa sbagliata; e quella mossa sbagliata dà il quid al noir, e alle angosce che il protagonista vive e ci trasmette. Un autore che rivela una sensibilità inattesa, incastrando un romanticismo maschile tanto profondo e raro, con un giallo dato in pasto all'opinione pubblica solo per rimanere insoluto; eppure, alla fine, per gli strani scherzi del destino, i colpevoli avranno la loro punizione. Una storia fatta di persone, non di indagini; una storia in cui si contrappongono personalità risolte e irrisolte; in cui la conclusione è assolutamente nera, se per nero si intende quella patina di disincanto che si deposita come polvere sulla vita... proprio come quella neve a Viareggio, il giorno di San Valentino, che copre per sempre le tracce di Anna Di Fosco.
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La nevicata del 14 febbraio sorprende la Versilia e stende la sua coperta immacolata sui suoi abitanti, sulle loro vite, sui loro dolori. Come quello di Edo e Guia che invano cercano un figlio che non arriva e che in questo “lutto al contrario” finiscono per smarrire il senso della loro storia.
La neve mette in luce, per contrasto, le storture e le contraddizioni di una Versilia fuori stagione, quasi come se il suo peso lieve facesse straripare gli argini del non detto, delle rinunce che dilaniano e delle mancanze che falciano equilibri precari.
E in quel 14 febbraio, giorno di San Valentino, si condensano gli avvenimenti dopo i quali la vita di Edo e Guia non sarà più la stessa. La scomparsa di una donna si fa vortice che distrugge e imprigiona, stritola e soffoca. In un crescendo di tensione lo scenario cambia, scompiglia le fila dei buoni e dei cattivi, ribalta il senso, brucia le certezze, impone false verità.
La neve si scioglie, ma nulla di quello che c’era prima è rimasto immutato. La penna di Giampaolo Simi si conferma un dono prezioso di cui ringraziare, in grado di muoversi sicura tra differenti registri, senza mai perdere di autenticità e spessore.
E il finale del libro lascia un sentimento di malinconia e disinganno, come le file di ombrelloni chiusi di una Versilia fuori stagione.
Scritto benissimo, mi ha coinvolta dalla prima all'ultima riga.
È la storia di una coppia Edo e Guia, narrata dal punto di vista del marito. La loro unione si infrange davanti all'impossibilità di avere un figlio. Lui ancorato allo stabilimento balneare in Versilia di proprietà della famiglia di lei, che invece fa la scrittrice e si muove tra Roma, Milano. Due vite totalmente diverse che ogni tanto si incrociano. Alchimia che sembrava funzionare fino a che Guia scrive il romanzo in cui racconta del loro figlio mai nato di un "lutto al contrario". Questo romanzo innesca una serie di dinamiche che portano Edo ad una fuga tra le braccia di un'altra donna... Il finale è tutt'altro che banale o scontato come una nevicata improvvisa che tutto blocca e tutto ricopre.
"Il giorno che spariranno le api, l’umanità avrà i giorni contati. Sulle api non mi sbilancio, ma il giorno che spariscono i baci, la fine dell’amore non è lontana."
"la sua pelle mandava sempre l’odore della sabbia dopo la pioggia e di un agrume sconosciuto"
"-Viareggio... quando venivo a Viareggio avevo ancora le vacanze- Nota il mio sguardo interrogativo. -Ora ho solo le ferie- Gli chiedo la differenza. -Le vacanze sono uno stato mentale. Le ferie sono una tregua armata con la vita.-"
Che tipo è, e cosa resta di un uomo che vive per anni all'ombra della sua donna ricca e capricciosa? Un libro che ho apprezzato perché affronta temi diversi, tra cui l'accanimento multimediale, la gestione del successo, certe dinamiche tra classi sociali diverse al loro intrecciarsi, l'incapacità di una coppia di parlare e affrontare problemi più grandi di loro. Il tutto con una scrittura curata e scorrevole dal punto di vista di un personaggio disincantato, passionale e ingenuo, che una volta ferito si difende con arguzia. Simi, con occhio attento e sensibile, scava tre le sfaccettature umane, sa come raccontarle. Una cosa curiosa, nel libro Simi dice: Qualsiasi cosa succeda, in Italia nel titolo ci va sempre l'ira di qualcuno contro qualcun altro. Due giorni dopo averlo letto prendo il giornale e guarda un po': C'è proprio il titolo dove si parla dell'ira di qualcuno contro qualcun altro.
La storia di Edo e Guia si snoda tra il senso di insoddisfazione e inadeguatezza del primo e il desiderio di affermazione e di successo dell’altra. In mezzo la storia della scomparsa di una donna diventa l’elemento capace di rovesciare tutte le certezze. Scrittura non troppo scorrevole, ma trama intrigante, della serie ma come va a finire?
Simi scrive bene e ha delle idee, ma a volte è un po’ come le squadre di Guardiola: si guarda troppo allo specchio. Ma non annoia, ed è convincente anche quando gioca con il fuoco delle idee banali e già lette mille volte. Non so quanto possa ancora continuare, ma per ora ho letto anche questa puntata della saga e mi è piaciuta.
Ho iniziato a scrivere qui avendo in mente due parole, poi, come sempre accade, ho iniziato ad essere logorroica. Se vi interessasse, trovate la mia recensione qui: http://laetitialibri.blogspot.it/2017...
Avevo bisogno di una lettura leggera per rappacificarmi col mondo dopo aver letto un librone meraviglioso ma molto impegnativo. Questo é un gialletto semplice e grazioso. Belle descrizioni di una Versilia invernale, personaggi attuali e storia ben congegnata... nessuno stupore peró...
Letto tutto d’un fiato; concordo con alcune recensioni, la storia non è eccezionale per se, tuttavia l’autore riesce a tenere la tensione molto alta, lasciando sempre il dubbio su quale sia la soluzione del mistero. Il quale sembra ovvio, ma non lo è mai fino in fondo.
Bello! Lettura scorrevole e storia intrigante: nulla è come sembra. Inizialmente si tratta di un rapporto marito-moglie in bilico a causa di un figlio che non arriva ma poi i contorni si fanno quasi noir… personaggi ben caratterizzati che alla fine diventano persino fastidiosi! Scritto benissimo!
È un bel romanzo, scritto molto bene. Un po' dolce, un po' amaro e un po' noir. Avevo già letto "Sarà assente l'autore" ma questo romanzo è migliore a mio avviso, come scrittura e come storia. Descrive bene la sofferenza, le crisi, i sensi di colpa.L'ho letto volentieri.