Отново, след много години, малкият български читател се среща с любимия си писател Емилио Салгари. Той сигурно е слушал от дядовци, чичовци и бащи за индианския агент Джон, за траперите Хари и Джордж, за полковник Девандел, yза знаменитата скалпьорка Яла и за дъщеря й Минехаха. В настоящото издание всичко е поднесено така целенасочено приказно и увлекателно, че да грабне вниманието на българчето преди всичко от начална училищна възраст. През годините голямата книга на Салгари с героите, за които става дума, бе издавана на части Твърде популярна бе навремето първата част — „По границите на Далечния запад“. „Тренев & Тренев“ С-ие си поставя амбициозната задача да издаде най-хубавото, създадено от великия писател. Малкият читател тук ще узнае как загива Минехаха и как Джон възвръща скалпа си и несъмнено ще търси всички книги на Салгари, любимеца на децата от цял свят.
Father of Italian Popular Culture, Grandfather of the Spaghetti Western, Father of Heroes are but three of the titles bestowed upon Italian adventure writer Emilio Salgari. He wrote more than two hundred short stories and novels, many of which are considered classics. Setting his tales in exotic locations, with heroes from a wide variety of cultures, Mr. Salgari brought the wonders of the world to the doorstep of generations of readers.
Il secondo volume della trilogia del Far West è un po' più sottotono rispetto al predecessore. Ricalca molto gli avvenimenti del primo libro e gli americani diventano i protagonisti assoluti. Nonostante ciò Minnehaha, la Scotennatrice del titolo, aleggia sempre nelle pagine come temutissima e rispettabile avversaria, il che rende molto interessante la lettura. Non ho particolarmente gradito la cruenta violenza che caratterizza questo volume, ma ho apprezzato come questa sia stata usata come espediente dall'autore per criticare implicitamente questa guerra orribile che ha portato alla decimazione della popolazione indigena americana.
Poteva il secondo capitolo sfuggire a una recensione dopo la rilettura? Ovviamente no.
Bisogna ammetterlo: rispetto al primo è più debole, tanto che nemmeno l'effetto nostalgia è riuscito a mascherare alcuni difetti presenti - non tali da impedire la lettura, ma di certo da far storcere il naso ai più esigenti.
Innanzitutto, c'è il problema della ripetitività. Per quanto presenti alcuni momenti narrativi memorabili - come l'incendio della prateria, o il massacro finale guidato da Toro Seduto -, il romanzo ricalca alcune scelte di trama già presenti nel primo volume, quali la discesa forzata nelle miniere, o le continue corse sfrenate per fuggire dagli indiani, o assedi di vario tipo - anche se in questo, al posto di una fattoria, si ha come fortezza una camera scavata in una sequoia.
Altro aspetto è legato al ritmo. È molto serrato, cosa caratteristica di Salgari, ma nel finale ha un'impennata tale che la conclusione, che dovrebbe segnare il momento culmine dello scontro tra John e Minnehaha, è talmente rapida e nascosta da ciò che fa Toro Seduto da perdersi.
Per il resto, rimane solo una grande meraviglia. Nonostante sia molto incentrato sugli scorridori della prateria, Minnehaha è sempre presente, ricordata con orrore, e le poche volte in cui è in scena sono memorabili, quali il processo a John e gli altri, o la chiacchierata con lord Wylmore; se si aggiunge poi la subdola vendetta studiata contro gli scorridori, ne esce fuori un personaggio vivido, che non si può non amare - per quanto sia l'antagonista. Altri personaggi interessanti sono anche il già citato lord Wylmore, per quanto in certi momenti diventi troppo caricaturale, e Sandy-Hook, che costituiscono un duo di tutto rispetto, in grado di alleggerire i momenti più cupi e protagonisti di alcuni dei dialoghi più divertenti di tutto il romanzo. John, invece, rimane il classico eroe bianco tutto d'un pezzo del primo libro, per cui, quindi, si continua a non patteggiare; affiancato a Turner e due fratelli, però, diventa più piacevole da leggersi.
Come detto la prima volta, è un romanzo che ha comunque la sua età ed è figlio del suo tempo, ma l'occhio di Salgari su diverse questioni - quali la """conquista""" del West da parte degli statunitensi - è talmente lucido e moderno da lasciare senza fiato.
Forse il miglior romanzo di Salgari del ciclo dedicato al Far West. Un’avventura dietro l’altra, un crescendo di difficoltà per i protagonisti, un finale aperto che obbliga alla lettura del romanzo successivo (un elemento da non sottovalutare per il padre di Sandokan, che pubblicava i suoi romanzi a puntate sui giornali).
Ciò che rende davvero unica la visione di Salgari è la capacità di calarsi anche nei panni degli Indiani, denunciando le ingiustizie e i soprusi dei bianchi. Con grande sensibilità, descrive le due fazioni senza preferenze, mostrando gli errori e le barbarie commesse da entrambi i fronti.
Salgari rimane valevole anche per la riverca storica e l’abilità di calare personaggi fittizzi in un contesto credibile. Utilizza questo scenario reale per rendere note le iniquità della storia. Lo fa sempre, però, mettendole bocca ai suoi personaggi, con grande delicatezza e equilibrio.
Sicuramente, la figura che incarna meglio questa condizione, nonchè la meglio riuscita di questo titolo, è quella di Sandy Hook, la cui tragedia personale si mischia alla storia del continente americano.
Come al solito, lo stile non può essere sopraffino, vista la velocità con cui Salgari era costretto a pubblicare, ma rimane comunque equilibrato, semplice ma capace talvolta di lirismo.
Un ottimo romanzo per calarsi nel mondo di Salgari, quello meno conosciuto rispetto ai cicli dei corsari o di Sandokan, ma che merita di essere riscoperto.
La trama si segue bene, con tanti colpi di scena. Ridicola la figura dell'inglese, comunque stereotipati i profili sia dei protagonisti che degli indiani. Anche qui mi è sembrato un po' affrettato il finale.
En esta novela continua las aventuras de Than-Kiú en su periplo para rescatar a Romero Ruiz y Teresita de las garras de los Piratas de Mindanao. Al igual que me ha pasado con otras novelas de Emilio Salgari me choca mucho el trato que dispensa a los personajes autóctonos frente a otros considerados de "raza superior". Este comportamiento es muy usual en las novelas de aventuras de la época, no podemos olvidar que esta novela se escribió a finales del siglo XIX. Obviando esto nos encontramos con una novela muy entretenida, llena de aventuras y con un ritmo muy alto. En lineas generales he disfrutado mucho de la lectura de esta obra, quizás la única pega que le haría a la misma es el final dado, en mi opinión un poco precipitado y frío. Una novela ideal para leerla en época estival cuando solo queremos evadirnos y no pensar demasiado ni complicarnos la vida con tramas muy complejas.
Salgàri è uno degli autori i cui romanzi sono consigliati per i ragazzi. A me, personalmente, non ha mai molto ispirato. Certo, come tutti i bambini ho amato le trasposizioni televisive della RAI di Sandokan e del Corsaro Nero, ma i libri erano un'altra cosa. Uno dei motivi fu certamente che, visto il mio amore per il genere western, mi approcciai pieno di aspettative a questo romanzo. Aspettative tradite da una storia banale con uno sviluppo fin troppo scontato.