«Tutte le cose intelligenti sono già state pensate, bisogna solo ripensarle», ha scritto Goethe. In questo senso il libretto di Enzensberger si inserisce in una tradizione che da Epicuro conduce a Montaigne, Lichtenberg, Nietzsche, e infine a Brecht e Adorno. Le Considerazioni del signor Zeta non sono quindi una costruzione hegelianamente strutturata, ma pensieri «in libertà» che non intendono necessariamente presentarsi come originali e rivoluzionari, e nemmeno mascherare eventuali contraddizioni (coercizioni queste, dalle quali l'autore ha preso allegramente le distanze ormai da molti anni). Zeta è un signore grassottello, vestito in modo antiquato (porta una bombetta marrone!), abituato a una vita di agi (di nuovo Epicuro?), che ogni pomeriggio prende posto sulla panchina di un parco e coinvolge i passanti in allegre discussioni. Sul suo conto il pubblico, e con esso anche i curatori che si sono presi la briga di annotare quanto andava dicendo, ha opinioni discordanti: alcuni lo considerano un saggio, altri uno sputasentenze, una «persona poco seria», un clown, un polemico filosofo. Molti scuotono la testa e tirano via, alcuni si fermano. Per quanto differenziati siano i giudizi, è comunque indubbio che si tratta di un oratore fuori dagli schemi, che può dire cose che altri preferiscono tenere per sé, mettere in discussione pregiudizi e verità acquisite. Una sola volta lo abbandona la sua tranquillità, la sua pacatezza: quando uno studente di filosofia lo accusa di essere un aforista. Perché l'aforisma ha in sé un che di definito, di apodittico, qualità dalle quali il signor Zeta rifugge: le contraddizioni non lo turbano più di tanto, l'esistenza umana ne è piena, e lui preferisce relativizzare e appunto contraddire (anche se stesso). E così, pomeriggio dopo pomeriggio, questo insolito pensatore riflette sulla storia, sull'intelligenza umana (considera sopravvalutata quella dei contemporanei), sulla scienza (l'inutilità delle missioni nello spazio con uomini a bordo), la tecnica, la collettività, i designer (il cui obiettivo primario sembra quello di rendere «inutilizzabili tutti gli oggetti di uso comune»), ma anche sulla politica e gli uomini politici (Che Guevara in primis). Non mancano, nel repertorio del signor Zeta - che dice di essere un dilettante privo di ambizioni: «ho le mie idee e sono contento quando qualcuno mi fa ricredere su qualcosa» -, i consigli su come migliorare la vita: ad esempio visitare un orto botanico - un'operazione sana per il corpo e per la mente - dove ci accoglie una grande varietà di nomi scientifici che sono infinitamente superiori alla transitorietà del linguaggio cui siamo costretti a confrontarci ogni giorno nei media. Il tempo passa, inizia a fare freddo, arriva l'inverno e il signor Zeta si ritira, scompare dal microcosmo del parco. Di lui restano le briciole che ha lasciato cadere e che qualcuno ha raccolto.
Hans Magnus Enzensberger was a German author, poet, translator and editor. He had also written under the pseudonym Andreas Thalmayr.
Enzensberger was regarded as one of the literary founding figures of the Federal Republic of Germany and wrote more than 70 books. He was one of the leading authors in the Group 47, and influenced the 1968 West German student movement. He was awarded the Georg Büchner Prize and the Pour Le Mérite, among many others.
He wrote in a sarcastic, ironic tone in many of his poems. For example, the poem "Middle Class Blues" consists of various typicalities of middle class life, with the phrase "we can't complain" repeated several times, and concludes with "what are we waiting for?". Many of his poems also feature themes of civil unrest over economic- and class-based issues. Though primarily a poet and essayist, he also ventured into theatre, film, opera, radio drama, reportage and translation. He wrote novels and several books for children (including The Number Devil, an exploration of mathematics) and was co-author of a book for German as a foreign language, (Die Suche). He often wrote his poems and letters in lower case.
Enzensberger also invented and collaborated in the construction of a machine which automatically composes poems (Landsberger Poesieautomat). This was used during the 2006 Football World Cup to commentate on games.
Tumult, written in 2014, is an autobiographical reflection of his 1960s as a left-wing sympathizer in the Soviet Union and Cuba.
Enzensberger translated Adam Zagajewski, Lars Gustafsson, Pablo Neruda, W. H. Auden and César Vallejo. His own work has been translated into more than 40 languages.
This is a delightful little book that - if I were anywhere near as intelligent, educated and articulate as the "Herr Z" of the title - I could almost have written myself, since it contains an astonishing amount of opinion almost identical to my own. For those of you familiar with another favourite German author of mine, I was also reminded very much of Bertolt Brecht's "Herr K".
Mettersi nel cammino dei grandi aforisti non è un compito semplice... I motti da calendario (come li chiama Z.) sono tutt'altra cosa.
Bisognerebbe restare sempre fedeli soltanto a ciò che non si dice. (5) perchè, quel che si dice, è fuorviato.
...ed oggi, anniversario del rogo di Giordano Bruno, citiamolo:
«Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam» «Forse tremate più voi nel pronunciare contro di me questa sentenza che io nell'ascoltarla»
Libro que recoge 259 pensamientos de un hombre llamado Z. que todos los días está sentado en la banca de un parque usando un pequeño bombín gris y que es escuchado por un tumulto de gente que varía entre jóvenes, parejas, ancianos, estudiantes de filosofía, maestros, etc. Sus pensamientos abordan desde reflexiones sobre la vida, la felicidad, la política actual, la tecnología, el trabajo, los animales, el clima, entre más temas.
Extraño libro. Me falta comprender aún como 257 reflexiones "contemporáneas" de un señor en el parque conforman un relato o son literatura.
Me entretuve, pero supongo que porque comparto más que el promedio de las observaciones del señor Z, no estoy seguro de como recomendaría el libro. Yo llegué a el simplemente por un impulso en la biblioteca digital.
It is wondrous that a book can be host for such deep thought while withholding opinion. From Mr Zed's place on his park bench, he challenges world views. He does not criticise for criticism's sake; he urges us to reflect on our beliefs and pursue ideas to their logical ends. Mr Zed, however, is not a central figure - he is a catalyst for thought. A catalyst he hopes we may one day do without.
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Un Sócrates moderno, enigmático, medio filósofo-medio charlatán, lanza migajas filosóficas ante una audiencia leal que se junta a escucharle. Con sentido del humor y la perspicacia acostumbrada, Enzensberger nos ofrece un libro astuto en el que se contraargumentan todas esas tesis que se ponen de moda.
el inicio es muy bueno y creo presenta cosas interesantes, solo que en ratos es aburrido y no te lleva a ninguna parte, si bien es un libro corto, todavia lo pudo haber sido más.