"Potranno le future generazioni credere che le campagne dei loro antenati sono scomparse in un mare di fuoco?"
Pompei è la città più viva delle città morte. Dal Settecento, quando cominciarono gli scavi, ha continuato a parlare, a svelare segreti, a dire l'ingegno, la bellezza, la florida grandezza della civiltà romana. Eva Cantarella e Luciana Jacobelli le hanno già dedicato un libro illustrato, una "guida" intelligente che è anche alla base di questa nuova avventura. Qui, senza rinunciare a un corredo essenziale di immagini, Pompei diventa soprattutto racconto: racconto delle vestigia, dei costumi (i modelli abitativi, i servizi pubblici, gli svaghi), della vita famigliare, dei culti religiosi. Ma non solo: complici le testimonianze e i documenti rinvenuti, le autrici risalgono a storie di vita vissuta, di legami amorosi, di relazioni nell'ambito della politica. Se Jacobelli indaga sul reperto archeologico e da quello trae, con rigore e sapienza, informazioni che accendono l'attenzione, Cantarella esplora il tessuto civile, i miti, le leggende. Ne esce un libro decisamente "narrativo" - che attinge anche all'ampia tradizione di storie tramandate dalla "scoperta" della città in poi, una sorta di germinazione di racconti che è un'altra parte della ricchezza culturale di Pompei. Non manca inoltre il quadro (in verità drammatico) dello stato di conservazione dei reperti, delle losche vicende legate alla gestione del patrimonio, dei tentativi di trovare una soluzione per confermare l'effettiva vitalità di Pompei.
Eva Cantarella (born 1936 in Rome) is an Italian classicist. She is professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, and has served as Dean of the Law School at the University of Camerino.
Cantarella is known for examining ancient law by relating it to modern legal issues through law and society perspective. She has researched subjects involving the legal and social history of sexuality, women's conditions, criminal law and capital punishment.
She has written many books, which have been translated into several languages, including English, French, German and Spanish. Cantarella is also editor of Dike - International Journal of Greek Law and a member of several editorial boards such as Apollo - Bollettino dei Musei provinciali del Salernitano; Dioniso; Crime, Histoire et Societés; Revista des estudios latinos; and CADMO - Revista de História Antiga (University of Lisbon).
Cantarella has been professor of Roman law and ancient Greek law at the University of Milan, Italy. She has been dean of the Law School of the University of Camerino. She has also taught and given lectures at many universities in Europe and the United States. She has been appointed Global Professor at New York University School of Law.
She was awarded the Grand Officer of the Order of Merit of the Italian Republic in 2002 by President Ciampi.
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Roma 28 novembre 1936. Grecista. Laureata in Legge, specializzata a Berkeley (Usa) e Heidelberg (Germania). Figlia del grande grecista Raffaele. «Fin da bambina amavo il mondo greco, perché in casa sentivo parlare di personaggi mitologi, dell’Odissea... Ma all’Università mi rifiutai di iscrivermi alla facoltà dove insegnava mio padre. Mi imbarazzava l’idea di essere la figlia del Professore. Così studiai Legge, laureandomi con una tesi sul diritto romano antico e poi dedicandomi, per conto mio, al diritto greco». Insegna Istituzioni di diritto romano e Diritto greco alla Statale di Milano. Ha insegnato anche a Austin e alla New York City University. Nel 2002 fu nominata da Ciampi Grand’Ufficiale della Repubblica. L’anno successivo vinse il premio Bagutta con il libro Itaca. Eroi, donne, potere tra vendetta e diritto. Ha dedicato una parte dei suoi studi alle donne dell’antichità (per esempio Tacita muta, la donna nella città antica, Editori Riuniti, e Passato prossimo. Donne romane da Tacita a Sulpicia, Feltrinelli) e sull’erotismo nell’antichità (La bisessualità nel mondo antico, Editori riuniti). Bei saggi su Pompei: Pompei. I volti dell’amore (Mondadori), e Un giorno a Pompei (Electa) e il suo ultimo libro Pompei è viva (Feltrinelli 2013). Nel 2008 tra coloro che raccolsero l’appello di Angelo D’Orsi per mostrare solidarietà ai 67 docenti di fisica della Sapienza una cui lettera aveva fatto saltare l’invito a Benedetto XVI per l’inaugurazione dell’anno accademico (vedi Marcello Cini). Femminista della prima ora, comunista, in prima linea nelle battaglie per divorzio e aborto. «Non sono contraria a scendere in piazza. In una fase in cui siamo tutti incatenati agli schermi, la parola pubblica sarebbe la vera novità» (a Maria Laura Rodotà nel 2009) [Corriere della Sera, 15/9/2009]
L’opera si prefigge di presentare un excursus sulla città sepolta dall’eruzione del Vesuvio da un duplice punto di vista: storico – sociale (del quale se ne occupa principalmente la Cantarella) e archeologico (del quale se ne occupa principalmente la Jacobelli). Il saggio è suddiviso in tre parti: nella parte introduttiva si narra dell’eruzione del Vesuvio attraverso le testimonianze di Plinio il Vecchio, del lavoro di scavo, del ruolo che il sito archeologico riveste oggi; nella seconda viene presentata la vita quotidiana pompeiana, usi e costumi, svago, vita in famiglia… infine nella terza vengono descritti gli edifici che si possono ammirare durante la passeggiata archeologica.
“Potranno le future generazioni credere che le campagne dei loro antenati sono scomparse in un mare di fuoco?”
Le autrici si servono di uno stile semplice, fluido e adatto anche ai non addetti ai lavori per far incuriosire il lettore, tuttavia, almeno nella parte centrale, l’attenzione và via via calmando poiché l’excursus sulla vita quotidiana è caratterizzato da un’eccessiva brevità: il lettore non appena s’immerge nel clima dell’epoca, si ritrova a passare a un nuovo argomento. Nella parte finale, invece, si ha il problema opposto: le descrizioni sono puntuali e davvero utili se ci trovassimo dinanzi agli edifici, perdono se si legge sul divano di casa (nonostante ci siano numerose raffigurazioni che danno l’idea).
Inoltre si ha costantemente l’impressione di un già detto, già sentito, un po’ perché le notizie ricalcano il nozionismo di un libro scolastico e un po’ perché rievocano altri testi della Cantarella.
Nel complesso il saggio si legge abbastanza velocemente, è interessante e magari può aprire nuove orizzonti, spingere a fare ricerche o a recarsi in visita agli scavi di Pompei.
Piacevole lettura per chi si interessa al genere. Particolarmente interessante la parte dedicata alla vita di tutti i giorni della popolazione di Pompei.
Comprato di getto al negozio all'uscita degli scavi di Pompei. Ero alla ricerca di un libro a titolo di ricordo della visita, ma non trovavo proposte interessanti. Mi sono buttato su questo solo perché, tra tutti, conoscevo per nomea Eva Cantarella e speravo di trovare, nonostante l'aspettato tono divulgativo, qualcosa di interessante. Aspettative totalmente disattese. Il libro è fondamentalmente costituito da due parti: nella prima si espone in maniera didascalica la storia della città (per sommi capi), nella seconda vengono descritti per mezzo di "schede" gli edifici più simbolici. Il libro sembra dunque la via di mezzo tra il sussidiario delle medie, dove spiegavano che gli imperatori finanziavano i giochi gladiatori e la prostituzione era costume diffuso, e quei pannelli noiossimi dei musei che di solito si leggono fino alla riga 2. Insomma, poco originale, noioso, solite storie trite e ritrite. Consigliato solo a chi non ha la più vaga alba di chi siano stati e cosa abbiano fatti gli antichi Romani e voglia partire dalle basi più elementari. Per chiunque dispone di qualche nozione, totalmente superfluo e sicuramente sostituibile da qualche studio più profondo.
2,5⭐ Bueno, llevo 3 semanas sin tocar este libro y ya me he cansado de fingir que me lo voy a terminar. Me quedan 50 páginas, pero me da una pereza increíble. Me lo compré en el museo de Nápoles después de ir a Pompeya porque me parecía super interesante su historia, pero igual toca admitir que leer en italiano se me hace más bola de lo que pensaba. Es como que tardo una hora en leerme 30 tristes páginas. El libro en sí no está mal, tiene cosas interesantes, pero eso.
Libro molto interessante sulla antica città di Pompei distrutta dall'eruzione del Vesuvio nell'anno 79. Gli autori ricostruiscono, per noi lettori, la città: con le sue strade, edifici pubblici e privati, luoghi di svago e. naturalmente, la vita quotidiana degli abitanti.
Bella panoramica sulla vita (in tuti i suoi aspetti) di Pompei. "Grazie" all'eruzione noi abbiamo la possibilità di conoscere tantissimo dei nostri bis-bis-bis-nonni. Ricco di spunti, ottimo per iniziare a conoscere la storia di questo luogo straordinario.
Molto interessante, sia la parte sulla società pompeiana, sia la parte descrittiva della città e dei suoi monumenti; ci sono anche tante piccole storia simpatiche di cittadini. Anche le illustrazioni meritano e sono utili.