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Lettera a un adolescente

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Il mondo giovanile è sempre stato uno dei centri dell'interesse di Vittorino Andreoli, nelle sue varie vesti di psichiatra, di osservatore del costume, di narratore abituato a scavare nei luoghi oscuri della psiche e della nostra società. Molte volte è stato chiamato ad affrontare il disagio di adolescenti bombardati da stimoli e da modelli di comportamento contraddittori e irraggiungibili, abbandonati a se stessi da adulti che li temono e sono fin troppo preda delle loro stesse insicurezze per offrire certezze ai giovani. In questo libro breve e intenso, Andreoli si rivolge direttamente a un adolescente di oggi, e affronta le sue inquietudini, le sue domande, la sua disperata esigenza di dare un senso alla vita.

150 pages, Paperback

First published January 1, 2004

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About the author

Vittorino Andreoli

202 books29 followers
Vittorino Andreoli, nato a Verona nel 1940, si laurea in Medicina e Chirurgia all'Università di Padova con una tesi di Patologia Generale sotto la guida del Prof. Massimo Aloisi. Continua la ricerca sperimentale presso l'Istituto di Farmacologia dell'Università di Milano, dedicandosi interamente all'encefalo ed in particolare alla correlazione tra neurobiologia e comportamento animale e umano. Dopo essersi laureato lavora in Inghilterra all'Università di Cambridge e successivamente negli Stati Uniti: prima alla Cornell Medical College di New York e successivamente alla Harvard University ,con il professor Seymour Kety, direttore dei Psychiatric Laboratories e della Cattedra di Biological Psychiatry. In questo periodo è assistente all'Istituto di Farmacologia dell'Università di Milano, dove si rivolge alla ricerca neuropsicofarmacologica. Il comportamento dell'uomo e la follia diventano ben presto il fulcro dei suoi interessi e ciò determina una svolta nel suo impegno verso la neurologia e successivamente la psichiatria, discipline di cui diventa specialista. Lavora alla Harvard University col Prof. S.S.Kety, con un'impostazione psichiatrica che sembra permettere l'integrazione tra interessi biologici sperimentali e clinica. Vittorino Andreoli è ateo ma preferisce definirsi "non credente": cfr. l'intervista di Roberto Carnero sul suo libro "Il Sacerdote" - Rizzoli, Milano, 2008; testo in cui sviluppa estesamente la differenza tra le due posizioni.
È stato direttore del Dipartimento di Psichiatria di Verona - Soave. È membro della New York Academy of Sciences. È presidente del Section Committee on Psychopathology of Expression della World Psychiatric Association. Si oppone fermamente alla concezione lombrosiana del delitto secondo cui il crimine veniva commesso necessariamente da un malato di mente, e sostiene la compatibilità della normalità con gli omicidi più efferati. Nel periodo compreso tra il 1962 e il 1984 egli formula, e per certi aspetti anticipa, l'importanza della plasticità encefalica come "luogo" per la patologia mentale e, dunque, sostiene che l'ambiente contribuisce a strutturare la biologia della follia insieme all'eredità genetica.
Consegue la Libera docenza in Farmacologia e Tossicologia. Dal 1972 diventa Primario di psichiatria e da allora ha esercitato la professione nell'ambito delle strutture pubbliche con i diversi cambiamenti succedutisi dal punto di vista dei sistemi di assistenza al malato di mente e fino al 1999. È co-fondatore e primo Segretario della Società Italiana di Psichiatria Biologica. Presiede per molti anni La Session on Psychopathology of Expression della World Psychiatric Association di cui attualmente è President of Honour. Fondatore e co-direttore dei Quaderni Italiani di Psichiatria per vent'anni.
Membro italiano al Safety Working Party della The European Agency for the evaluation of Medicinal Products dal 1998 al 2001. Docente di "Psicologia generale" e di "Psicologia della crescita" presso l'Università del Molise negli anni 1998 - 2001. È Membro della New York Academy of Sciences, dell’Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere e dell’Accademia di Agricoltura Scienza Lettere e Arti (Verona). I suoi contributi scientifici più significativi si legano ai seguenti temi: 1. La plasticità del cervello come "luogo" per la patologia mentale e quindi campo della psichiatria; in questo ambito sostiene che l'ambiente (l'esperienza) contribuisce a strutturare il cervello. 2. Le comunicazioni non verbali (ambito grafico, mimico, sonoro, ritmico) in psichiatria, come ampliamento del rapporto tra paziente e medico, ma anche come espressione che può giungere fino all'arte; 3. Il rapporto stretto tra cultura e psichiatria e dunque la psichiatria come disciplina che è anche parte della antropologia; 4. Lo studio dei comportamenti estremi e l'analisi dell'omicidio con un ì contributo alla psichiatria applicata alla giurisprudenza. In particolare sostiene la compatibilità tra normalità e omicid

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Community Reviews

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25 (8%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Silver Keeper.
192 reviews1 follower
May 1, 2018
Nonostante uno stile generalmente godibile (anche se punti lenti e ripetitivi ci sono) ed alcune idee ben espresse e non banalissime (l'idea di amore esclusivo è quella che più mi ha colpito) ho trovato questa "lettera" un lavoro parzialmente sprecato.
Forse la vera "colpa" del libro è di esser stato pubblicato nel 2004 e letto oggi da un ventenne del 2018 ma io l'ho trovato troppo focalizzato su stereotipi e luoghi comuni. Troppo spazio ai problemi relativi alla droga, alle alte velocità ed a "incomprensioni fra figli incoscienti e genitori eccessivamente apprensivi" e poco ad altri che, almeno per me, sono non dico più diffusi e gravi ma comunque presenti e non trascurabili come la depressione, l'isolamento, ecc...
Da un punto di vista dei contenuti non mi è parso di vedere cose diverse da quelle che io stesso ho trovato in alcuni libri letti alle medie come parte del programma scolastico.

Il libro poi mi è parso rivolgersi soprattutto ad adolescenti di sesso maschile. OK, ci sono esempi rivolti all'altro genere ma buona parte dei discorsi li ho visti come quelli che un padre ad un figlio maschio. Non ricordo poi riferimenti all'omosessualità, cosa che forse avrebbe meritato una sezione intera visto quanto può essere problematica per un giovane.

Alcuni punti di vista non li condivido (i gruppi di giovani non sono di base classisti o legati a ideologie politiche, i giovani sono generalmente aperti a nuove culture e lotte per l'ambiente, ...) ma si tratta di opinioni personali legate all'ambiente in cui vivo ed alla situazione politica in parte diversa da quella dei primi anni 2000.

Un altro problema è lo stile: Andreoli spende molte righe per dire che la sua è "una lettera" quando oggettivamente non è così per molti motivi, in primis la lunghezza. Mi sta bene sfruttare questo espediente per cercare di instaurare un rapporto più diretto e personale con il lettore ma a mio avviso sarebbe bastato un paragrafo iniziale.

Apprezzabili invece i commenti da "psichiatra". Brevi ma chiari e sensati. Ne avrei preferiti di più.

Non un pessimo libro e sono combattuto sul voto (penso che darò 1 su 5 nonostante l'idea iniziale di un 2/5) ma onestamente non lo regalerei ad un adolescente moderno. Non sono pratico di questo tipo di letteratura ma credo ci siano testi molto più moderni ed efficaci.
335 reviews
January 16, 2020
Una bella lettera, scritta da un grande conoscitore di quella che è la mente umana e dei suoi misteri.
Profile Image for Sabrina ☾.
74 reviews
December 21, 2019
Da adolescente fu odio a prima vista, ma non so dire se fu per mia rigidità mentale o perché a nessun adolescente potrebbe mai piacere un libro in cui uno psichiatra gli/le spiega cos'è e come deve vivere l'adolescenza (o magari fu per entrambe le ragioni insieme).
Posso dire che letto a 23 anni mi è parso davvero un buon libro, zeppo di concetti utili trattati in modo efficace e non scontato (mi ha colpito come ha affrontato il discorso sulle droghe e quello sull'eroismo giovanile, sopra tutti). Lo stile è diretto e semplice, e si riconosce chiaramente l'approfondimento e la professionalità di chi scrive, la sua completa assenza di giudizio e soprattutto il sincero interesse ad "essere d'aiuto" al presumibilmente giovane lettore.
Certamente si sente che è stato scritto alcuni anni fa, perché mancano argomenti diventati oggi fondamentali (come il rapporto con i Social o la scoperta e accettazione della propria sessualità, ad esempio).
Profile Image for Eulalia.
10 reviews
February 5, 2023
Questo libro non lo consiglierei ad un’adolescente moderno, tuttavia è stata una lettura abbastanza piacevole. Non ho apprezzato il tono paternalistico e l’aver mancato di trattare certi argomenti molto importanti (ad esempio l’omosessualità). Si riesce ad apprezzare un pochino il libro, proprio ricordandosi che è stato pubblicato nel 2004. Ci sono diversi spunti interessanti, ma per la maggior parte del tempo mi sono sentita lontana dalla sua narrazione e su certi punti mi è sembrato che l’autore fosse pressapochista (vedi il discorso sulle droghe o l’amore i genitori nonostante tutto , cosa su cui non sono assolutamente d’accordo). Insomma, si nota proprio il fatto che il libro sia scritto da uno psichiatra in tarda età, uomo del suo tempo. Con ciò non intendo assolutamente che sia una lettura orribile, ma un adolescente non potrebbe sentirsi compreso.
Profile Image for Fabiola Taverna.
93 reviews1 follower
March 4, 2021
È stata una piacevo lettura. Breve ma intenso, è così che dovrebbero essere i libri. Super consigliato a tutti coloro che vogliono approcciarsi alla psicologia e al rapporto genitore-figlio sia a livello personale che scolastico. Buona lettura 🥰
Profile Image for Alessandra Furiosa .
43 reviews9 followers
July 27, 2021
Ormai anacronistico, eppure credo che la prima parte che racconta dell’adolescenza come metamorfosi e dell’accompagnamento al cambiamento debba essere messo jn ogni antologia d’italiano delle superiori.
Profile Image for Nestorious.
59 reviews5 followers
May 28, 2020
Se trata de un libro de lectura fácil, pero que, en mi humilde opinión, me esperaba bastante más de este. Yo le pondría como mucho un 3,5 de puntuación.
3 reviews
August 30, 2023
o raga qualcuno mi fa un riassunto ho provato a leggerlo ma non riesco sembra un libro di psicologia
Profile Image for Claudia's books.
27 reviews
June 1, 2020
It's a short book with a lot of interesting things in it. It's slow to read, because you have to pay a lot of atention to what the writer is telling you. Besides that, I really loved it. But I don't recomend it to a certain group of people. I like this type of books, but others hate them. If you think that you will enjoy the book, go ahed. If you think that you will hate the book, don't give it a shoot. To love this book, you have to like reading it.
Profile Image for Aisha.
9 reviews
July 23, 2025
dirigido unicamente a las relaciones parentales y minucias exageradamente extensas...
Profile Image for Laura.
535 reviews39 followers
May 9, 2015
Nota real: 2,5

Empecé este libro con una idea muy diferente de cómo iba a ser, y la verdad es que me ha decepcionado bastante. Algunos temas que trata, como por ejemplo las drogas, me han cansado hasta el aburrimiento. Sinceramente, me daba la impresión de que el autor creía que tenía que colocarnos ese rollo y punto, sin pensar en qué jóvenes se iban a dedicar a leer el libro. En mi opinión, alguien que de verdad tiene problemas con las drogas habría tirado el libro por la ventana a la primera de cambio, mientras que lxs que sí que hemos leído el libro no necesitamos esa charla.
También me ha sorprendido el hecho de que el autor parece no comprender muy bien a los adolescentes, ya que algunos comportamientos extremos los explicaba con premisas e ideas que no tenían nada que ver.

Aun así me han gustado algunas frases e ideas, pero lamentablemente han sido mucho menores que los aspectos que no me han gustado.
Se centra mucho en los riesgos y conductas extremas de la adolescencia, en lugar de en los sentimientos y situaciones cotidianas por las que pasamos.

Y para ser una carta a los adolescentes, parece casi más orientada hacia los jóvenes adultos, tanto por su carácter tedioso como por sus contenidos.
Profile Image for Chiara.
362 reviews57 followers
March 31, 2016
Mi obbligarono ad acquistare questo libro per le vacanze estive tra la seconda e la terza superiore, ma solo oggi mi sono decisa a leggerlo.
Se lo avessi letto all'epoca (EPOCA, oddio, sei anni fa più o meno) l'avrei odiato. A quale adolescente piacerebbe sentire un adulto parlare di adolescenza?
A nessuno.
Oggi posso asserire che si tratta di una lettura interessante, lo stile dell'autore é diretto e pulito, arriva al punto senza troppi giri di parole. Tratta vari aspetti dell'adolescenza in maniera profonda, pur spendendoci poco meno di una paginetta.
É una buona opera, e mi piange il cuore ad attribuire solo due stelline ma mi rendo conto che se ne attribuissi di più dovrei rivedere tutti i miei altri voti.
Displaying 1 - 19 of 19 reviews

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