La più famosa rider di tori bionici, il suo fidanzato biomeccanico poco performativo, due sceneggiatori alle prese con il prossimo film “guarda, sbratta e dimentica” e la più folle festa aziendale di Hallowe'en, nella tenuta privata di un CEO che rifiuta di fare i conti con quel brutto vizio umano di non essere eterni e indistruttibili. Cosa mai può andare storto? Da quando arriva l'androide Country, tutto e pure male, ma con una colonna sonora pazzesca di Reid Brooks e una grande domanda: i tori bionici sognano rider elettriche? Non lo sappiamo. Per qualsiasi rimostranza a fine lettura, mandate pure una mail.
Ho deciso di essere la versione più onesta di me per parlare di questo libro
Io non lo volevo comprare. Sono arrivata allo stand Lumien al Salone del Libro di Torino e fino all'ultimo ho pensato di lasciare questa novella lì e prendere solo le altre due Scintille. Ho cercato di informarmi il più possibile, ho letto le varie informazioni al riguardo, le schede di presentazioni, gli estratti... e non mi convinceva davvero. O almeno, nonpensavo fosse troppo nelle mie corde. Un po' per il genere, un po' per la trama... ma soprattutto perché mentre leggevo gli estratti pensavo "ma sta roba sembra scritta da un uomo etero cis"(derogatory) Sono molto molto felice di non aver ascoltato il mio cervello ma di aver ceduto alla curiosità
MA CHE CAPOLAVORO ERA?????!?!?!?!?!!!!!! Sono passati 4?? 5 giorni forse??? mi sento ancora allucinata, non riesco a smettere di pensarci La scrittura era fenomenale, la prosa era scorrevole ma soprattutto fresca, molto "attiva". Una frase trascinava l'altra e nonostante alcune battute irriverenti e commenti da maschio bianco etero cis era molto godibile, sin dal primo capitolo c'è quel qualcosa che ti convince a continuare ad andare avanti per capire di più E poi E poi E poi arriva LA storia. Quella "vera". Quella dove finalmente capisci perché questo libro sembra scritto da un maschio bianco etero cis cagacazz0. Ed è proprio perché È scritto da un maschio bianco etero cis cagacazz0. AHHHHHH la meta-narrativa, il mio grande, grandissimo amore Venus Marion è entrata personalmente nel mio cervello e gli ha fatto i grattini. Ci sono stati applausi, urla che inneggiavano al genio, qualcuno ha iniziato ad incidere il suo nome su un paio di statuette dell'Oscar (quel qualcuno ero io) LIKE----- COME TI È VENUTO IN MENTE Questa donna ha visto oltre il velo dei Maya
Che meraviglia. Che meraviglia. Leggere i capitoli con la storia di Emma e Ross e riuscire a capire quando una determinata parte di sceneggiatura è stata scritta da chi... il fottut0 porno-clown (con tanto di altro trauma meta-narrativo vissuto in prima persona quando ho capito perché l'autrice mi avesse regalato un palloncino allo stand)... A.S. PALESE la collega sottopagata che prova a mandare avanti la baracca ma che viene presa a pizze in faccia (girliepop... ti percepisco, io la vedevo la tua visione. potevi fare grandi cose). L'effettivo introdurre temi importanti e il cercare di dare un po' di spessore ad una storia che è finita purtroppo nelle mani di un deficiente... Lo so che l'ho già detto, ma mi sento veramente allucinata. Questo libro è folle, è spaventoso, è divertente, è pazzo in culo. L'ho adorato. Sono tentata di morderlo.
Poi c'è stata questa parte nello specifico che mi ha complicato la situazione (in a good way): ad un certo punto c'è stata una scena veramente raccapricciante, mi stavo per vomitar3 addosso pure io. Una parte di me ha rimpianto la mancanza di trigger warnings, perché era effettivamente una scena forte- non troppo, in realtà. Avevo già letto cose simili. Ma ricevere un avvertimento avrebbe sicuramente aiutato a prepararsi psicologicamente Allo stesso tempo però va detto che se non fosse stata scritta e descritta così bene non mi sarei poi sentita così male. Quindi stonks???? Confused stonks???? In ogni caso, 5 stelle, nient'altro da dire
Anzi no, un difetto ce l'aveva. Era troppo corto, non doveva finire mai.
"Country Horror Cyber Show [...] prende il patriarcato e lo lascia lì" [è una citazione ALL'INTERNO del testo]
Purtroppo l'autrice ha già inserito quello che potrei direi in una recensione nel fottutissimo libro. Quindi niente, non posso neanche darmi delle arie e dire nel numero più elevato di paroloni possibili che mi è piaciuto. CHCS è trash, ma trash fatto ad arte, e quindi è arte. Insomma è come vedersi giotto dipingere un meme sul muro di una casa. Perchè giotto dipinge un meme da internet? E a te che ti frega? è sempre Giotto.
La speculativa in Italia riparta da questo, perchè non è affatto semplice scrivere una storia coerente su più livelli narrativi e mescolando un paio di 'stili' e narrazioni diverse. Insomma, idee assurde che avrei voluto avere io (le ha avute Venus e ha fatto bene a scriverle). Poi datemi del romanticone ma trovo che il capitolo in cui Emma decide di aiutare Country genuinamente commuovente. Prova che anche a scrivere una cosa così sopra le righe si può dire qualcosa di rilevante.
Uno dei lavori di Venus che mi è piaciuto di più, sarà perché impenna come un toro robotico, o sarà perché la brevità rende l'assurdo tanto più concentrato. Detto questo mi ha fatto comunque piacere trovare dei temi che aveva già trattato bene in altri libri. Al netto di piccoli errori che facciamo tutti (non attribuisco all'autrice poteri divini) questa novella è stata un'ottima lettura.
Chi mi segue sui social da tempo sa che la penna di Venus è per me una delle più ispirate degli ultimi anni. “Country Horror Cyber Show” ne è l’esempio perfetto. Questa storia assurda ed esilarante, in pieno stile cyberpunk e dissacrante fino al midollo (sì, potrei parlare di parti del corpo e organi molto spesso in questa recensione), mi ha conquistato come solo Venus sa fare. Abbiamo tutto qui: vediamo il mondo dello showbiz in tutta la sua fatiscente corruzione, riferimenti costanti alla cultura pop nella quale sguazziamo (grazie al cielo) fin da quando mettiamo piede in questo piano dell’esistenza e personaggə talmente umani (beh, non proprio tuttə) da bucare la pagina e farci pensare che Venus potrebbe parlare di noi. Questo figlio spirituale del “Rocky Horror Picture Show” ha la sua stessa magia: racconta in maniera divertente e perturbante le ipocrisie della nostra società, le paure e le perversioni che ci contraddistinguono. E qui il Country diventa l’accompagnamento perfetto per il passaggio da una scena all’altra. Nella struttura meta-narrativa di questa piccola storia, Venus Marion crea un microcosmo che ci ricorda cosa significa essere umanə in un mondo che ci vuole sempre più simili alle macchine. Ora non mi resta che fare il time warp e tornare indietro per rileggere “Country Horror Cyber Show” come se fosse la prima volta.
Una piccola bomba al fosforo, divertente, dissacrante e con un ritmo da cinema puro. Una delle migliori letture di quest'anno, per gli amanti del pulp e di Lansdale qui c'è pane per i loro denti. Geniale, consigliatissimo.