Fani decide di trascorrere l’estate dopo il diploma nella casa della nonna paterna, in collina. Cerca pace e riposo, ma non solo. Da tredici anni tutta la famiglia ha rotto i ponti con la donna, per una lite di cui, a casa sua, nessuno parla mai. La ragazza, un po’ per gioco, un po’ seriamente, si è convinta che la nonna Epifania, di cui porta il nome, nasconda un segreto inconfessabile. Fani non lo sa, ma il vento ha già cominciato a chiamarla. Soffia dalle profondità del bosco, di notte, portando fino a lei uno stormo di creature alienate, nate col solo scopo d’impedirle di rispondere al suo richiamo; di seguirlo fino all’accesso ai territori misteriosi, stupefacenti, ma anche pericolosi, da cui proviene.
Una precisazione: anche se ne ho concluso la stesura soltanto in questi giorni, ho ideato la storia e scritto i primi capitoli alla fine del 2004, collocandola temporalmente nell’estate precedente, (prima dell’avvento di Facebook e smartphone). Specifico che si tratta di un romanzo fantasy totalmente inedito ed autoconclusivo: non fa parte di una saga, non è il primo di una trilogia, non è venduto a capitoli. A brevissimo sarà disponibile la versione cartacea. Buona lettura. Il mio primo romanzo “Il Segno dei Ribelli”, (fantasy), il secondo “Immateria”, (fantascienza), e i due racconti: "Nel Buio" (horror) e “Fuga da IA” (fantascienza) sono disponibili per l’acquisto su Amazon.
Sono nata nel 1971, sono sposata, ho due figli adulti e una nipotina. Sono nata curiosa e mi piace fantasticare, immaginare aspetti nascosti nella realtà; per questo scrivo spaziando fra fantascienza, fantasy ed horror. I miei personaggi sono persone normali catapultate in situazioni straordinarie, che siano case infestate, viaggi inaspettati verso pianeti lontani, o mondi segreti. Fra i quattordici e i ventiquattro anni sono stata giocatrice di Dungeons & Dragons, per diventare poi Dungeon Master di avventure inedite che scrivevo da sola; un'esperienza che considero fondamentale per ciò che è seguìto. Nel 1996 ho scritto il mio primo romanzo fantasy, "Il Segno dei Ribelli", che cinque anni dopo fu pubblicato dalla Casa Editrice Nord, numero 173 della Fantacollana. Dal 31 luglio del 2014 ho ripreso a pubblicare come indipendente, forte di un'ampia esperienza come editor e creatrice di contenuti. Un bel libro è come un viaggio indimenticabile, che ci portiamo dentro e che possiamo sempre rivivere, rileggendolo. Un viaggio che autore e lettore compiono insieme, immaginando.
“Scrivo per un bisogno profondo, ma sapere che qualcuno leggerà le mie storie aggiunge una motivazione fortissima. Considero la scrittura una forma d’arte condivisa, diversa da ogni altra. Mi spiego meglio con un esempio. Se scrivo: ‘La ragazza lo guidò in fretta su per due rampe di scale e attraverso sale deserte e semibuie, dal pavimento a mosaico,’ sto chiedendo al lettore di fare uno sforzo d’immaginazione, mi sto appoggiando ai suoi ricordi, alle sue esperienze. Le due rampe di scale e le sale in penombra saranno diverse per ogni persona che leggerà quella frase. E lo stesso vale per l’aspetto dei personaggi, per le loro emozioni, persino per le creature fantastiche che popolano i miei libri. Nel momento in cui qualcuno decide di leggerla, la storia diventa anche sua. E questa è una forma straordinaria di condivisione, che non accade nemmeno al cinema: troppo passivo, troppo definito.”
Sabato 21 aprile 2018, nell'ambito del Deepcon 19, a Fiuggi, a questo romanzo è stato conferito il "Premio Speciale Giuria" del Trofeo Cittadella! Ne sono felicissima, soprattutto perché il mio è stato l'unico romanzo indipendente, ovvero senza una casa editrice alle spalle, ad aver vinto. Ecco la motivazione, dal blog dedicato al premio:
"Però... c'è un però...
Quest'anno la giuria, pur non avendo avuto alcun dubbio riguardo alla proclamazione del vincitore, si è soffermata in modo particolare su un romanzo che merita grande attenzione. Non marcatamente fantasy rispetto agli altri in gara, ma di grande respiro per contenuto, stile e struttura. Impossibile non premiare un libro così fuori dal comune, perciò...
Per la prima volta viene conferito il Premio Speciale Giuria. Nella targa è indicato semplicemente "per struttura e stile", ma si tratta davvero di una voce fuori dal coro. Complimenti a Rossella Romano per il suo QUELLA NOTTE IL VENTO."
Maggiori informazioni sul mio blog, a questa pagina:
Tre stelle quasi quattro, non ho messo quattro perché il romanzo ha avuto degli alti e dei bassi che mi ha portato a leggere altro, infatti nel frattempo di questo ho letto altri 3 libri. Il romanzo è scritto molto bene e l idea è davvero bella mi è piaciuto molto tutta la storia, alla fine stavo anche per piangere. Certe volte ho avuto problemi nello spazio temporale degli eventi e alcuni capitoli li ho trovati un po’ confusi, solo per questo non ho messo **** stelle e secondo me poteva accorciare certe parti un po’ lunghe
Il titolo racchiude la sensazione che mi ha dato questo libro leggendolo: sete. La sete di volerne ancora, sete di luoghi e personaggi, sete di sensazioni. Mai in 27 anni di onorata carriera di lettrice avevo rallentato appositamente la lettura per non giungere alla fine. Un viaggio onirico questo fantasy, dalle descrizioni eccelse che ti catapultano proprio in quel luogo , in quel momento . Il vento lo senti , sulla pelle e nello stomaco ed è un vortice dal quale è difficile staccarsi . L'uso magistrale poi della lingua italiana usata nel modo corretto fa il resto. A dispetto di alcuni ho trovato la costruzione ben delineata, personaggi sempre chiari e fedeli a loro stessi , mai una caduta di stile in quasi 500 pagine . Chiaramente della noia neanche l'ombra. A mio dire un piccolo capolavoro che mi ha spinto a leggere gli scritti dell'autrice sperando mi diano sollievo dalla Sete di volerne ancora che questo libro mi ha lasciata.
Romance and Fantasy for Cosmopolitan Girls La prima cosa che mi attira di un libro, come capiterà a molti di voi, è la copertina, e quella di questo romanzo mi ha colpita all'istante per i colori e l’immagine molto suggestiva e misteriosa. Spesso essa costituisce un cosiddetto “specchietto per le allodole”, traendo in inganno il lettore. Ma anche questa volta sono stata fortunata. Ho iniziato la lettura di questo romanzo senza particolari aspettative, e, quasi senza accorgermene, mi sono ritrovata catapultata in un mondo magico e bellissimo. Ma partiamo dall’inizio. La protagonista è Fani (diminutivo di Epifania), una ragazza appena diplomata, che decide di trascorrere le vacanze post- diploma presso la nonna paterna, della quale porta il nome. La nonna abita in un paese sperduto sulle colline di un luogo imprecisato, dove la gente vive in maniera retrograda; decide quindi di trascorrere l’estate all’insegna del riposo e della ricerca della pace interiore, senza tv, cellulare e altri strumenti tecnologici. Affida soltanto i ricordi delle proprie giornate ad Arci, il suo diario. La famiglia di Fani ha interrotto i rapporti con la nonna tredici anni prima, per motivi a lei sconosciuti; questa vacanza la porterà a scoprire i segreti celati dalla donna per tanti anni e non solo: le permetterà di vivere una delle avventure più romantiche,straordinarie e, allo stesso tempo, terrificanti della sua vita. Vicino alla casa della nonna c’è un sentiero, che porta ad una radura; qui si trova Ezechiele, un castagno, all’ombra del quale Fani aggiorna il suo diario, anche quando inizia a sentire il richiamo del vento e scopre un mondo e una natura che le appartengono, ma che vanno molto oltre l’umana concezione.
“Il vento soffia ancora più forte: poi mi sono accorta che non era solo il vento ciò che sentivo, ad esso si era aggiunto un altro suono, una specie di musica che si alzava e abbassava di tono, sempre più veloce, come quando si sfrega un dito bagnato sull’orlo di un bicchiere, ma molto più potente”
Un romanzo intriso di misteri e magia, dove niente è ciò che sembra. Una storia di eredità e crescita. Molto bello il rapporto nonna-nipote che cresce e si solidifica pagina dopo pagina, segreto dopo segreto. Boschi, sentieri, alberi secolari. Un vecchio paese,un’ atmosfera suggestiva.
“Segui il sentiero che attraversa il bosco senza nessuna deviazione e ricorda: tutto quel che vedrai non è realmente là”
La grande abilità descrittiva dell'autrice ha un potere evocativo: le immagini prendono forma davanti agli occhi del lettore, senza appesantire la lettura, che risulta scorrevole e coinvolgente. Lo stile narrativo alterna il punto di vista del narratore esterno a quello di Fani, reso attraverso le pagine del suo diario; non manca poi “il diario nel diario” e altre lettere. Una trama ben costruita, un intreccio complesso e ben sviluppato dall’inizio alla fine. Buona la caratterizzazione dei personaggi; spettacolare la resa del mondo sospeso in un altro tempo e in un altro spazio, con le sue creature magiche e non, a volte inquietanti e spaventose. Non conoscevo questa autrice e sono rimasta piacevolmente colpita dal suo modo di scrivere e raccontare questa storia: una favola dal sapore antico e moderno, tra passato e presente, sogno e realtà, fantasia e razionalità, romanticismo e terrore. Una storia in cui l’amore è capace di abbattere qualunque tipo di ostacolo e barriera; dove è più importante l’essenza dell’apparenza (quella consapevolezza di sé che la maggior parte di noi, purtroppo, non ha) e dove la paura diventa solo un lontano ricordo.
“L’amore è diverso. Ti divora. E risveglia i sensi” “Nonostante ogni loro tradizione professi l’esatto contrario, credono che le mente sia soltanto pensiero racchiuso nel cranio, e che la pelle sia un confine invalicabile. Si credono chiusi e anche piccoli. Sono talmente convinti di questo da non arrivare praticamente mai a sentirsi l’un l’altro. Per questo tendono ad usare l’aspetto esteriore per giudicarsi. Usano la vista e si guardano negli occhi e non sono mai certi di nulla. Non sanno ciò che sono. In un certo senso strisciano e arrancano, perché non sanno di avere le gambe.”
Durante la lettura non ho potuto fare a meno di sintonizzarmi sui sentimenti e gli stati d’animo della protagonista; un senso di inquietudine mi ha accompagnata per tutto il viaggio, tenendomi a tratti col fiato sospeso. Poiché sono presenti tutti gli elementi di cui mi piace leggere in un fantasy, ne consiglio la lettura a tutti gli amanti del genere; colgo l’occasione per complimentarmi con l’autrice per avermi (e averci) regalato questa bellissima storia.
Non riporto la trama, essendo già presente nella descrizione del libro ma scrivo di seguito quanto è emerso dalla lettura.
È scritto bene. Questa è la prima cosa che ho notato. C'è una dovizia di particolari che sconvolge, una precisione nelle descrizioni che rende i paesaggi veri, al punto che si può vedere tutto attraverso gli occhi della scrittrice. Chi scrive conosce tante cose o comunque si è ben documentata: dal modo in cui gestisce un personaggio come la nonna, che per forza di cose spesso parla come una donna della sua età, che ha visto cose diverse da quelle dei giovani, alle parole dei ragazzi, solo all'inizio un po' troppo forzate (ma neanche troppo). Nel libro si mischiano elementi fantasy a questioni che trascendono il tempo, la storia e l'eredità genetica: non credo sia il mondo fantastico il protagonista di questa storia, invece lo è Fani e forse ancora di più la nonna.
I personaggi sono ben caratterizzati: non c'è un aspetto del loro carattere lasciato lì senza un motivo e tutto s'intreccia come nelle migliori storie, senza creare discrepanze e discordanze.
Un libro sicuramente consigliato a chi ama il genere fantasy ma non vuole troppe smancerie, che qui non ce ne sono. L'autrice focalizza l'attenzione su altri temi.
E' stata una lettura davvero coinvolgente. Non solo la trama ma anche il modo in cui il libro è stato scritto ha catturato la mia attenzione dalla prima all'ultima pagina. Questo alternarsi di stili a seconda del personaggio narrante (diario, prima persona, terza persona, lettera, ecc.) sebbene a volte ripercorrevano gli stessi avvenimenti lo facevano sempre in modo nuovo, aggiungendo dettagli e particolari, permettendoti di vedere il tutto da altre angolazioni, e questo non li rendeva mai noiosi ne' ripetitivi, anzi in alcuni casi mi auguravo proprio di poter rileggere qualche passaggio per poterlo capire/vivere meglio. Che dire.... una lettura consigliatissima e complimenti all'autrice.
*Ho vinto questo libro tramite un giveaway su Goodreads, il quale non ha influenzato la mia recensione*
Mi sono trasferita all'estero per motivi di studio alcuni giorni dopo aver ricevuto questo libro. Purtroppo, il limite di peso della valigia non mi permetteva di aggiungere altro e, ahimè, ho dovuto lasciarlo. E' passato un anno da quando l'ho ricevuto e, FINALMENTE, sono riuscita a leggerlo!
Che dire? Un romanzo fantasy dalla trama avvincente. Personaggi ben costruiti e interessanti, a partire da Fani, la protagonista. Il luogo in cui è ambientata la storia rende il racconto ancora più misterioso. I colpi di scena non mancano mai!
A tutto questo si aggiunge l'uso di un italiano ricercato, quasi poetico, che a mio parere esalta la bellezza della storia.
Approfittando di un'offerta su Amazon, ho avuto la possibilità di leggere la storia di Fani e Epifania, e la prima Epifania, di Arturo e di Notturno, di Shail.. Una storia magica, di una ragazza alla scoperta di sè e di un nuovo mondo. "Quella notte il vento" è un bell'esempio di come un romanzo fantasy possa essere anche un romanzo di formazione davvero ben fatto e soprattutto ben scritto.. La crescita del personaggio di Fani risulta "credibile", nonostante i tanti elementi fantastici della storia. Per me i pezzi forti di questo romanzo sono le descrizioni precise e curate nei particolari degli ambienti e dei personaggi, e i personaggi stessi: sono tutti ben delineati e durante la narrazione con i punti di vista che si alternano, sono ben riconoscibili tra di loro. L'unica critica che mi sento di fare, ed è riconducibile al mio gusto personale, è la presenza soprattutto sul finale di tanti elementi "fantasy" diversi tutti insieme, che mi hanno dato la sensazione di "troppo". Sulla narrazione e la scrittura non posso che congratularmi con Rossella, il romanzo è scritto davvero bene e ha un ritmo perfetto: un inizio un po' più lento che cattura però l'attenzione, il velo di mistero che si alza passa dopo passo per mostrare un mondo magico e davvero particolare e un finale con un ritmo più serrato.
Rossella Romano ha una prosa ricca e mai banale, abbinata a una gestione della trama ineccepibile: con grande maestria svela, prima ancora di piazzarli, i tasselli del suo puzzle, lasciando il lettore in compagnia della sua immaginazione fino a mostrargli il ricamo finale della storia.
E di questa capacità Quella notte il vento ne beneficia a piene mani. Un romanzo che si svela pian piano, sprofondandoci nei sogni e nelle passioni della protagonista, accompagnandoci in realtà fantastiche ma al contempo molto reali, facendoci vivere emozioni e sentimenti che soffiano forti come il vento.
Un romanzo che va oltre la narrazione di genere e appassionerà il lettore che ama lasciarsi trasportare dalla fantasia e dal cuore.
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Una sorpresa! Un libro che vi porterà a poco a poco a sentire il richiamo del vento verso un luogo incantato abitato da creature fantastiche, attraverso il percorso di conoscenza del proprio vero essere di una ragazza che ha appena passato l'adolescenza e sente il bisogno impellente di trovare sé stessa. Attraverso un mix di stili narrativi ben amalgamati l'autrice intreccia una storia che prende ritmo nel corso della lettura, raccontando mistero, pericoli, rapporti familiari,amicizia e amore.
Il libro parte a ritmo lento presentandoci la protagonista, Fani, attraverso lettere scritte a un amico. Questa sorta di comunicazione epistolare mi è risulta inizialmente strana per un fantasy e ho dovuto farci l'abitudine, però allo stesso tempo mi ha tenuto sulle spine per capire quali fossero i misteri portati da quel vento che soffia inesorabile e sembra attrarre e impaurire in modo ancestrale, coinvolgendomi sempre di più in un intreccio che sembra indirizzare verso un thriller e, invece ecco che sorprende prendendo una piega fantasy inaspettata e molto piacevole. E' stato come avere la possibilità di vedere concretizzarsi attraverso gli occhi della stessa Fani un mondo di fantasia che ha accompagnato un po' tutti durante l'infanzia.
"Potrei rivelarti che ha i capelli biondo scuro, ma ne darei una descrizione più fedele se dicessi che hanno lo stesso sordo bagliore di una vena d'oro, scoperta in una miniera molto profonda. Potrei dirti che ha gli occhi verdi, ma dovrei parlare invece del colore dell'acqua di un lago segreto, nel folto di una foresta secolare.”
La protagonista e principale voce narrante è Fani (diminutivo di Epifania, nome ereditato dalla nonna). E' una ragazza di vent'anni che terminata la scuola sente forte la necessità di passare un'estate lontano da tutto. Fani ha un carattere particolare, ha una fantasia molto sviluppata e per certi versi ancora fanciullesca, ma un'età in cui è il momento di prendere decisioni e pensare al futuro. Sente il bisogno di riavvicinarsi alla nonna, dalla quale è stata allontanata dallo stesso padre per una lite occorsa per motivi misteriosi. Questa sua volontà la porterà presto a capire che il legame con questa donna è molto più forte di quanto lei stessa immagini e, spinta dalla curiosità e da qualcosa dentro di lei che ancora non riesce a spiegarsi dovrà superare le sue paure per scoprire il suo destino. Il suo carattere si scopre pian piano, rivelando una ragazza dai forti sentimenti, coraggiosa, intraprendente e attaccata agli affetti, capace di sacrificarsi per il bene altrui.
"(...)Eppure incontrarla non bastò a riconoscerla: lei era un ricordo che non sapevo di aver dimenticato, e se anche ne avessi conservato il frammento...quella notte era abiti del suo mondo, terribilmente strani e così diversi dall'immagine che conservavo nel fondo di me stesso e che ancora non era riaffiorata..."
Ed il destino di Fani è strettamente collegato a quello di Brivido (nome particolare , che evoca la sensazione stessa che prova Fani standogli accanto). Lui fa parte di un mondo diverso, di quel mondo da cui si sente attratta e respinta allo stesso tempo. Ha una bellezza che ha il sapore della natura e una voce capace di incantare. (non vi dirò chi è, dovrete scoprirlo voi leggendo il libro!)
Il sentimento che nasce tra loro è puro e radicato nel passato, sanno che sono legati e destinati a cambiare le cose, ma allo stesso tempo capiscono che ciò che li ostacola potrebbe essere più importante di loro stessi.
In realtà attorno a Fani e Brivido ruotano altri personaggi che l'autrice ha avuto la capacità di descrivere nelle loro sfaccettature e con un ruolo sempre importante nella storia.
Prima fra tutti la nonna Epifania, una donna anziana e per certi versi un po' strana che in realtà cerca di proteggere e indirizzare Fani verso la verità, spronandola a non compiere i suoi stessi errori. Epifania è legata a quel mondo che si manifesta con l'arrivo del vento, ma ne è rimasta ai margini preferendo farsi reprimere dal panico e vivendo una vita più normale e felice accanto all'unico uomo mai amato e che l'abbia accettata per quello che era realmente. Dopo averlo perso ha vissuto per i nipoti e, anche quando sono stati allontanati da lei non ha mai smesso di vegliare su di loro in attesa del loro ritorno.
Fani ha un fratello gemello, Arturo. Il loro rapporto è molto stretto anche se sono diversi. Arturo è coraggioso, concreto e ben ancorato alla vita reale. Anche lui però dovrà affrontare la verità delle sue origini, ma ancor di più si troverà cambiato e trasformato totalmente da ciò che scoprirà.
Tutti in un modo o nell'altro avranno a che fare con quel mondo che sa essere magico ma allo stesso tempo inquietante, attraversando luoghi suggestivi ma anche oscuri, affrontando pericoli a volte reali e a volte evanescenti, premonizioni e desideri, in un crescendo di suspense che lascia il lettore ansioso di conoscere i risvolti delle scelte dei personaggi e arrivare alla sua conclusione. (Io non sono riuscita a staccarmene fino alla fine, basta dire che l'ho letto in una giornata!).
L'autrice usa nel corso dell'opera diversi stili narrativi riuscendo così a non tralasciare alcun punto di vista o situazione, raccontando presente e passato. In questo modo il lettore si sente un tutt'uno con gli avvenimenti e i luoghi che vengono sempre descritti in maniera dettagliata, tanto da farli come apparire davanti ai nostri occhi, e allo stesso tempo comprendere e capire i sentimenti e gli animi che muovono tutti i personaggi incontrati. L'unico momento in cui questo stile mi ha lasciato perplessa è stato appunto all'inizio, quando il dover passare dal racconto fatto dalla protagonista agli avvenimenti presenti ha portato a qualche ripetizione di troppo; ridondanze che sono comunque poche e limitate ai primi capitoli, insite nel tipo di narrazione scelta e che scompaiono non appena nella storia entra l'azione. Un linguaggio per certi aspetti etereo e l'assenza di errori e refusi completano al meglio l'opera.
Un libro adatto a chi ormai adulto sente a volte il bisogno di lasciarsi trasportare dalla fantasia e dalle favole, a chi ama le storie d'amore incantate e dai risvolti drammatici e romantici, e a tutti gli appassionati del genere fantasy.
Abbandonato al 43%.. l'ho trovo troppo pensante la leggere. Troppe parti inutili che appesantiscono la storia. Magari più avanti gli darò un'altra occasione...
Per la prima volta, purtroppo, non sono riuscita ad entrare in completa sintonia con un romanzo di Rossella. Ho fatto fatica a leggerlo: il ritmo lento, le difficoltà soprattutto iniziali ad individuare il personaggio parlante, i cambi spazio-temporali, la ricchezza dei particolari, hanno penalizzato la scorrevolezza (che di solito tanto amo nel suo stile) e hanno reso la trama, per me, un po' confusionaria. La storia è intrigante e originale, sicuramente è ben scritto, ci sono state quelle piccole chicche che caratterizzano i suoi scritti che mi fanno emozionare e mi riportano indietro nel tempo, come quella di ; ho avuto il piacere di ritrovare un ricordo perduto e poi sono stata presa dalla malinconia... Mi fa sempre vivere, in un modo o in un altro, un sacco di emozioni; i momenti intesi ci sono stati ma si sono un po' persi, forse, a causa della narrazione non lineare. Sono stata sorpresa (non me lo aspettavo) dal
Chi l'ha detto che un fantasy non può essere un libro di crescita interiore? Rossella restituisce al genere fantasy un ruolo ed una qualità di contenuti che con il tempo sta andando scemando. In un periodo in cui il fantasy, anzi l'urban fantasy si è trasformato lentamente in una nuova categoria di romanzi rosa, spesso infarciti di erotismo e violenza, “Quella notte il vento” spicca per la sua unicità e profondità. Il romanzo, molto lungo e scritto in un italiano ricercato ed impeccabile, ci accoglie in un'ambientazione da sogno romantico con tinte dolci e tenui. Lentamente ci conduce in una realtà alternativa, descritta in modo tanto minuzioso da convincerci quasi della veridicità dei fatti raccontati. L'autrice spazia con maestria dalla narrazione epistolare in prima persona a quella più tradizionale del narratore esterno, portandoci avanti e indietro nel tempo e nel procedere della storia. Passiamo dai diversi punti di vista dei molteplici personaggi protagonisti di più storie che si intrecciano tra loro donandoci una visione completa di tutti i fatti ed i significati degli stessi. I dialoghi ed i racconti mettono in evidenza il pensiero e l'animo profondo dell'autrice le sue riflessioni sulla vita e la morte, sul senso dell'esistenza e su come la paura molto spesso ci impedisca di vedere chiaramente e procedere nel proprio cammino, riflessioni che penetrano nel cuore. Si alternano momenti d'azione con sogni, visioni, incubi, fino ad arrivare al culmine vorticoso della storia, in cui la narrazione assume tinte quasi cupe e un po' inquietanti, tenendoci con il fiato sospeso. Brava Rossella! Consigliato a chi vuole leggere un libro che lascia il segno.
Finalmente sono riuscita dopo tantissimi mesi, a leggere e scrivere la recensione di questo libro. Un altro bellissimo fantasy tutto da gustare. Epifania, chiamata da tutti Fani, è la protagonista principale del romanzo. Una ragazze come tante che crede che la nonna abbia non so che passato "magico". La famiglia, purtroppo, non vede di buon occhio la vecchia signora e quando la ragazza deciderà di passare l'estate con lei, il padre tenterà di opporsi per poi acconsentire, non entusiasta, alla ragazza di visitare la donna. Lì, inizieranno strani eventi. Infatti la casa è circondata da boschi al quanto strano. Cosa nasconderà la nonna? Cosa cela dietro a quel paesaggio tanto amato?
Un buon stile e un'ottima trama. Intrighi, misteri, tutto in un unico bellissimo libro. Questo libro mi ha preso dalle prime pagine, scorrevo e avvolgente, semplice e pieno di suspense. Mi sono piaciuto i personaggi e le ambientazioni ben descritto e con dialoghi che stuzzicano la fantasia. Sono rimasta affascinata dal modo con cui l'autrice mi ha coinvolto nella lettura, certi pezzi, ero in apnea aspettando delle rivelazioni che non arrivavano come il finale tutto da leggere. Un unban fantasy interessante, piacevole con alcuni colpi di scena che non guastano mai. Complimenti all'autrice. Spero di leggere altro di lei perché mi piace il suo modo fresco di scrivere.
Avete ricordi delle estati di quando eravate adolescenti? per poco o tanto tempo che sia passato, ricordate il profumo dell'erba bagnata dalla pioggia, il calore delle giornate che sapevate libere dagli impegni per chiacchierare senza limiti, del vento fresco che vi scompigliava i capelli e i pensieri, di come erano in tumulto i sentimenti e di come erano forti? Si? Bene! La protagonista, Fani, è giovane, innocente,fresca, infantile ma tremendamente avventurosa, mossa sempre da sentimenti forti, risoluta e caparbia, talvolta infantile altre matura. Epifania, la nonna omonima, è una donna dal passato difficile, dai molti segreti e dai mille compiti che porta avanti da sempre con grande forza, di grande cuore e di grande carattere sarà lei a guidare la nipote nel passaggio da ragazza ignara della vita a donna decisa pronta a tutto per ottenere ciò che vuole. Personaggi e paesaggi sono descritti in maniera egregia tanto che, nel raccontarlo giorni dopo la fine della lettura, carica di immagini fantastiche nella mente, ho creduto di averne visto il film.