Alla Hawthorne nessuno è davvero innocente. E l’amore è solo un’altra arma.
Juliet Dowson ha una sola certezza: non appartiene ad alcun luogo. Vive in una stanza sopra il garage degli zii, in una casa che non la vuole davvero, in un sobborgo destinato a scomparire insieme al suo liceo. Quando la viene offerta una borsa di studio per la Hawthorne Academy, l’élite scolastica del Connecticut, accettare significa garantirsi un futuro migliore. Ma anche entrare in un mondo che non perdona chi viene “da fuori”. Alla Hawthorne il potere ha un nome: i Golden Ones. Ragazzi ricchi, intoccabili, abituati a decidere chi conta e chi no. Al vertice c’è Asher Kingswell, il re indiscusso della scuola, forte di un cognome che pesa quanto una sentenza. Nulla accade senza il suo consenso, nessuno osa metterlo in discussione. Fino all’arrivo di Juliet. Asher è seduto al banco accanto al suo. Come lei, compete per essere il miglior studente dell’anno. E quando il suo fascino si mescola all’arroganza, la rivalità diventa immediata. Juliet non abbassa lo sguardo, osa rispondergli a tono. E soprattutto, con i suoi voti eccellenti, minaccia di scardinarlo dal trono che lui ha sempre dato per scontato. Dietro la facciata di sicurezza e controllo, Asher nasconde però un desiderio che non può permettersi: essere libero dalle aspettative, dalle pressioni di una madre tirannica, da un ruolo che lo soffoca. L’unica persona che Asher vuole proteggere è sua sorella Elowen, ma quando Juliet entra anche nella sua, di vita, ogni equilibrio si incrina. Tra alleanze fragili, rivalità feroci e silenzi complici, la Hawthorne si rivela un campo di battaglia silenzioso. C’è chi osserva, chi manipola, chi paga un prezzo altissimo. E in questo equilibrio fondato su apparenza e controllo, l’attrazione tra Juliet e Asher è un rischio troppo elevato per essere ignorato.
Perché alla Hawthorne l’amore non è una distrazione: è una debolezza da usare contro di te.
Naike con questa storia è stata geniale. Il multi POV? Di solito lo vivo con diffidenza, perché rischia di spezzare il ritmo e disperdere le emozioni. Ma qui succede l’opposto…diventa l’arma vincente del romanzo. Meet Me Here non è soltanto la storia di Juliet e Asher. È un intreccio più ampio, più ambizioso, più stratificato. Siamo nella prestigiosa Hawthorne, ma quello che sembra un semplice romance ambientato in un’élite scintillante si trasforma presto in qualcosa di più grande. Ogni punto di vista dei personaggi aggiunge un tassello, e apre uno spiraglio su ciò che verrà.
Juliet ha imparato presto cosa significa cavarsela da sola. Niente genitori a proteggerla, solo due zii che la considerano un peso di cui liberarsi al più presto. Il suo unico rifugio sono Sunny e Dorian, ex studenti della Hawthorne, un tempo parte dell’élite dei Golden Ones…le uniche persone che per lei significhino davvero “casa”.
Quando le viene offerta una borsa di studio proprio alla prestigiosa Hawthorne, Juliet sa che è la sua occasione per cambiare destino. Non può permettersi di rifiutare. Non questa volta.Ma entrare in quel mondo ha un prezzo.Lei sarà l’intrusa. La diversa. Quella che non appartiene a quel sistema perfetto e spietato. E se ti stai chiedendo se le renderanno la vita impossibile… Spoiler:Succederà esattamente così.
Non passa nemmeno il tempo di ambientarsi che Juliet diventa un bersaglio.Asher la nota subito. E quando Asher nota qualcuno, non è mai un buon segno.La provoca, la mette alla prova e la spinge al limite. Perché la verità è che lui non sa gestirla. Asher è sempre stato il migliore, quello che domina, quello che non viene mai messo in discussione. E poi arriva lei…..una ragazza che non abbassa lo sguardo, che non si spezza, che invece di fuggire…contrattacca. E quell’odio ostentato? Diventa pericoloso, perché somiglia sempre di più all’attrazione.
Ogni personaggio che ha costruito Naike è affascinante per un motivo diverso dall’altro. Ognuno brilla per una sfumatura diversa, è un ingranaggio essenziale di un meccanismo che funziona alla perfezione. Quando pensi di aver capito tutto…inizi a dubitare di ogni cosa e l’unica opzione è andare avanti, perché è impossibile fermarsi.
Juliet è tempesta e determinazione. Asher è il muro che non vuole cedere. Elowen è una carezza che ti sorprende. Sunny è la scintilla pronta a esplodere. Miles è caos allo stato puro. Dorian è equilibrio e sangue freddo. E la domanda che mi sono posta è: fino a dove si spingeranno? Dove ci porterà tutto questo? Lo scoprirò nel secondo volume, che vorrei qui e ORA.
A volte inizi un libro senza sapere assolutamente cosa aspettarti e poi il suddetto libro finisce per diventare un’ossessione. Con Meet me here mi è successo esattamente questo.
In Meet me here si intrecciano le storie di Juliet, Asher, Sunny, Miles, Elowen e Dorian e credo sia la prima volta che mi innamoro di tutti i personaggi allo stesso modo. Non sono mai stata una grande fan dei multipov, eppure qui la voglia di conoscere tutti fino in fondo, di entrare nella testa di ogni personaggio, diventa irresistibile. I sei punti di vista sono così ben amalgamati che non pesano mai, anzi, arricchiscono la lettura. Anche se quelli di Asher e Juliet sono i più presenti, ogni voce ha qualcosa di fondamentale da raccontare.
Juliet, a soli sedici anni, conosce già bene la solitudine. Sa cosa significa sentirsi sola al mondo, senza un vero punto di riferimento. L’unica persona su cui può contare è Sunny, la sua migliore amica, che però dopo uno scandalo che ha coinvolto la sua famiglia è stata costretta a trasferirsi a Maplewood.
Quando la scuola sta per chiudere, Juliet si trova davanti a un bivio: seguire Sunny nella nuova scuola a un’ora da casa, oppure accettare la borsa di studio offerta dalla prestigiosa Hawthorne Academy. Alla fine sceglie la seconda opzione, anche se sa che non sarà semplice. La Hawthorne è una scuola elitaria e i borsisti vengono guardati dall’alto in basso, trattati come spazzatura. Così Juliet arriva in punta di piedi, cercando di restare invisibile. Almeno finché non la nota Asher Kingswell.
Asher è lo studente migliore dell’anno: impeccabile, perfetto agli occhi di tutti. Ma Juliet rischia di soffiargli proprio quel titolo che per lui significa tutto. Tra loro scoppia una guerra fin dal primo giorno, e quando anche gli altri studenti iniziano a fare di tutto per convincere Juliet a lasciare l’istituto - con metodi tutt’altro che amichevoli - la sua permanenza alla Hawthorne diventa un vero inferno.
Ma Juliet non è un tipo che si arrende: più Asher e la sua combriccola la attaccano, più lei reagisce. È combattiva, determinata, impossibile da piegare. Ed è proprio questo che manda Asher fuori di testa: Juliet è l’unica che non cade ai suoi piedi.
Poi ci sono Sunny e Miles - il migliore amico di Asher e caos ambulante - e Elowen e Dorian, rispettivamente la sorella di Asher e il fratello di Sunny. Ogni personaggio ha qualcosa in sospeso con l’altro, ogni relazione si intreccia perfettamente con le altre, creando una rete di emozioni, segreti e tensioni che rende impossibile smettere di leggere.
Non so spiegare davvero il modo in cui mi sono arrabbiata (per la maggior parte del tempo) ed emozionata (per la restante parte) mentre leggevo. È come se fossi stata sempre lì, alla Hawthorne, insieme a loro. Ho sentito sulla mia pelle tutta l’amarezza, la rabbia e la tristezza di Juliet, così come l’ossessione, il desiderio e la frustrazione di Asher.
La penna di Naike, poi, è diretta, senza fronzoli, forse è per questo che ogni emozione mi è arrivata all’ennesima potenza. Sono impazzita mentre leggevo, ho dovuto perfino fermarmi ogni tanto per metabolizzare tutto quello che era successo. Ci sono state scene che mi hanno spezzato il cuore - come quella della vernice, chi ha letto sa - che mi hanno fatto piangere, letteralmente, e altre che mi hanno fatto sciogliere completamente.
È una storia che ti travolge piano piano, fino a quando ti rendi conto che non riesci più a staccartene. I personaggi diventano reali, le loro emozioni diventano le tue, e ogni capitolo ti lascia con il bisogno disperato di sapere cosa succederà dopo.
E anche se il finale chiude una piccola porta, restano ancora così tante domande senza risposta che non so davvero con quale forza riuscirò ad aspettare il secondo volume.
va bene, sembra Maxton Hall, va bene, molti snodi sono già stati visti in molti academic romance, va bene se ne sono letti tanti con dinamiche davvero simili..MA..MA, quelli non li aveva scritti Naike Ror. Perchè la difficoltà non è scrivere uno YA in un liceo col bullo che si innamora dell'outsider, ma riuscire a rendere quella stessa storia intrigante, originale, con un tocco mai letto. e in questo la Ror non poteva deludermi. Perchè i due protagonisti sono fantastici ma a mio gusto, i secondari sono PAZZESCHI e la loro presenza arricchisce così tanto il plot che non riesci a staccarti. Ho adorato Sunny ( e spero leggeremo la sua storia nel passato), Miles, Elowen e l'enigmatico, incredibile Dorian. Sta poco in scena ma quello che fa e come lo fa basta a non fartelo dimenticare e a volerne sapere di più. Certo come spesso accade dimentichi che sono ragazzi di 16 anni (sembra ne abbiano 25), ma la storia promette grandi colpi di scena. Ror ti amo!
Per Juliet Dowson, ottenere una borsa di studio alla Hawthorne Academy del Connecticut non è un colpo di fortuna, ma l'unica via d'uscita da una vita di precarietà, trascorsa in una stanza sopra il garage degli zii. Juliet sa di essere un'intrusa, un elemento estraneo in un ecosistema dominato dai Golden Ones, i rampolli intoccabili della società.
Al vertice di questa gerarchia c'è lui: Asher Kingswell. Asher non è solo il re della scuola; è il figlio di un cognome che pesa come una condanna, un ragazzo abituato a decidere il destino di chiunque incroci il suo cammino. Ma Juliet non è venuta alla Hawthorne per sottomettersi. Quando si siede al banco accanto a lui, la rivalità esplode all'istante. Juliet non abbassa lo sguardo, risponde colpo su colpo e, soprattutto, mette a rischio il primato accademico di Asher. La loro non è solo un'attrazione fisica, è una guerra di intelletti e di orgoglio.
Ciò che ho amato profondamente in questo romanzo è la complessità dei personaggi. Naike Ror scava oltre la facciata di arroganza di Asher, mostrandoci un ragazzo schiacciato dalle aspettative di una madre tirannica e dal bisogno viscerale di proteggere sua sorella Elowen. Asher è prigioniero del suo stesso trono. L'arrivo di Juliet agisce come un catalizzatore: lei è l'unica che lo vede per chi è veramente, oltre il ruolo che è costretto a recitare.
La Hawthorne non è solo uno sfondo, è un personaggio a sé stante. È un campo di battaglia fatto di alleanze fragili e manipolazioni crudeli. In un mondo dove l'apparenza è tutto, l'attrazione tra Juliet e Asher diventa una vulnerabilità pericolosa. L'autrice è magistrale nel costruire una tensione costante, dove ogni silenzio complice e ogni gesto rubato pesa come un tradimento verso le regole del proprio mondo.
"Meet me here" mi ha conquistata per la sua scrittura incisiva e per la capacità di rendere l'amore non come una distrazione romantica, ma come una debolezza che i nemici possono usare contro di te. È una storia potente sulla scoperta di sé e sul coraggio di appartenere a se stessi prima che a un luogo o a un nome.
Ci sono libri che si leggono con piacere, e poi ci sono quelli che ti trascinano dentro la storia con una forza tale da farti dimenticare completamente il mondo intorno. Questo romanzo, per me, appartiene senza alcun dubbio alla seconda categoria. Fin dalle prime pagine mi sono ritrovata immersa nell’universo della Hawthorne Academy, un luogo dove l’eccellenza è la norma, il privilegio è una moneta di scambio e il potere ha volti ben precisi. Un microcosmo raffinato e spietato allo stesso tempo, dove ogni gesto, ogni parola e ogni alleanza possono cambiare gli equilibri. Un ambiente in cui l’apparenza conta quanto — se non più — della verità. E poi c’è Juliet. Una protagonista che conquista immediatamente per la sua determinazione, per quell’orgoglio silenzioso che la spinge a non piegarsi nemmeno quando tutto intorno sembra ricordarle che lei non appartiene a quel mondo. Juliet arriva alla Hawthorne grazie a una borsa di studio, portando con sé il peso di un passato fatto di sacrifici e di una vita in cui nulla le è stato regalato. Ed è proprio questa sua diversità a renderla una presenza scomoda, quasi destabilizzante, in un ambiente abituato a muoversi secondo regole non scritte. Di fronte a lei c’è Asher Kingswell, il re indiscusso della scuola. Il suo cognome pesa come un marchio di potere e prestigio, e il suo ruolo ai vertici della gerarchia della Hawthorne non è mai stato messo davvero in discussione. Finché Juliet non prende posto al banco accanto al suo. La rivalità tra loro nasce immediatamente: tagliente, magnetica, impossibile da ignorare. Non è solo una competizione accademica, ma uno scontro tra due mondi, due visioni, due modi opposti di affrontare la vita. Eppure, sotto la superficie della sfida, si muove qualcosa di più complesso, più pericoloso: un’attrazione che nessuno dei due può permettersi davvero. Asher, dietro la sua sicurezza quasi arrogante, nasconde un peso enorme fatto di aspettative, pressioni familiari e responsabilità che lo soffocano. Il suo desiderio di controllo non è solo una questione di orgoglio, ma anche un modo per sopravvivere in un sistema che non gli concede debolezze. L’unica persona che sembra davvero contare per lui è sua sorella Elowen, e proprio per questo l’arrivo di Juliet rischia di incrinare equilibri che credeva inattaccabili. Quello che rende questa storia così coinvolgente è proprio la tensione costante che attraversa ogni pagina. La Hawthorne non è semplicemente una scuola d’élite: è un terreno di scontro silenzioso dove ambizione, rivalità e segreti si intrecciano continuamente. C’è chi osserva nell’ombra, chi manipola le situazioni a proprio vantaggio, chi è disposto a pagare un prezzo altissimo pur di mantenere il proprio posto. E in mezzo a tutto questo, l’attrazione tra Juliet e Asher diventa una variabile imprevedibile. Perché alla Hawthorne l’amore non è mai solo amore: è una debolezza, una leva, un’arma. Devo ammettere una cosa con grande sincerità: per età i protagonisti potrebbero tranquillamente essere miei figli. Eppure questo non ha creato alcuna distanza durante la lettura. Anzi. Mi sono ritrovata completamente coinvolta nella storia, a divorare le pagine con un’attenzione quasi famelica, inseguendo capitolo dopo capitolo. A un certo punto mi sono resa conto che avevo perso totalmente la cognizione del tempo. E quando un libro riesce a farti questo, significa che ha fatto centro. Questo romanzo mi ha tenuta incollata alle pagine, mi ha fatta sorridere, irritare, trattenere il respiro in più di un momento. È una storia costruita con ritmo, tensione emotiva e personaggi capaci di lasciare il segno. L’ho amato davvero. E ora l’unico vero problema è l’attesa: perché dopo un finale così, la voglia di tornare alla Hawthorne è immediata. Non vedo l’ora di leggere il seguito.
Juliet è rimasta sola. Orfana di entrambi i genitori vive in una stanza che non è sua, in una casa non sua, con dei parenti che non le mostrano il minimo affetto. Quando le viene presentata la possibilità di una borsa di studio per una prestigiosa accademia, la Hawthorne Academy, coglie immediatamente la palla al balzo. La borsa di studio diventa per lei la via di fuga dalla sua vita, un pass perfetto per riscattarsi. Lì, dove la conosce nessuno, spera di sopravvivere non attirando l’attenzione più del necessario. I borsisti nelle scuole elitarie non sono visti di buon occhio.
Questo fino a che non si imbatte nei Golden Ones ed il loro capo, Asher Kingswell. Sarà proprio Asher a scombinarle tutti i piani che si era prefissata.
Asher è freddo, intimidisce con uno sguardo, determinato, forte, il primo della classe. Il primo della scuola. Temuto e rispettato da tutti. La rivalità tra i due è alle stelle, Juliet non ama farsi sottomettere, Asher non ama perdere.
Tra segreti, giochi di potere e bugie, Juliet e Asher correranno inconsapevolmente il rischio più grande della loro vita … innamorarsi.
Meet me Here è il primo volume di una trilogia scritto da Naike Ror ed edito Always Publishing.
Juliet e Asher sono due personaggi che provengono da due mondi totalmente opposti, eppure non potrebbero essere più simili. Entrambi devono dimostrare di essere i migliori, sono competitivi, orgogliosi, determinati. Ma sotto l’arroganza del ragazzo c’è la paura di deludere le aspettative di quella madre asfissiante. Juliet lo vede realmente per quel che è, senza filtri, senza maschere, senza finzioni ed è proprio questo che lo irriterà ma al tempo stesso lo attrarrà in una maniera che non credeva possibile, quasi pericolosa.
L’Accademia sarà teatro di guerre, fatte di parole, di gesti. Di alleanze labili, di apparenze ingannevoli.
Meet me here è un travolgente Young Adult, un multi pov fatto con i fiocchi. A volte leggere di tanti personaggi insieme mi destabilizza un pò perchè c’è il rischio che non li capisca appieno, eppure lei ha rappresentato ogni personaggio in modo eccepibile.
Juliet che si piega ma non si spezza. Sunny l’amica sempre vicina. Dorian, l’outsider. Asher il freddo e calcolatore lupo. Elowen la piccola Kingswell, il tallone d’Achille di Asher. Miles fuoco e caos.
Le loro storie intrecciate da un filo che non annoia anzi, accresce la curiosità.
Per quanto mi riguarda Naike Ror è una certezza costante. Che scriva un mm, un contemporary, che scriva di un professore o di due studenti che frequentano un’Ivy League, io so già che ne resterò follemente innamorata.
La sua scrittura è scorrevole, avvincente, diretta, ti trasporta nel mondo dei suoi personaggi con una facilità incredibile. La tensione è costante ed il fatto che i capitoli siano brevi fa si che il lettore non si stanchi, anzi personalmente non riuscivo a staccarmi dalle pagine.
Se questo è stato solo un assaggio di ciò che ci aspetterà non oso immaginare cosa ci proporrà il secondo volume.
Un academic romance con rivals to lovers e social gap!
Juliet Dowson non si è mai sentita davvero parte di nessun luogo. Quando ottiene una borsa di studio per la prestigiosa Hawthorne Academy, vede l’occasione di costruirsi un futuro migliore, ma entra anche in un ambiente elitario e ostile verso i borsisti. Alla Hawthorne il potere è nelle mani dei Golden Ones, studenti ricchi e influenti guidati da Asher Kingswell. Tra Juliet e Asher nasce subito una forte rivalità: entrambi competono per essere il miglior studente dell’anno e Juliet mette in discussione l’autorità che Asher ha sempre avuto. Dietro l’immagine perfetta di Asher si nasconde però un ragazzo oppresso dalle aspettative della sua famiglia e deciso a proteggere la sorella Elowen. Con l’arrivo di Juliet, gli equilibri della scuola iniziano a incrinarsi e, tra rivalità, giochi di potere e segreti, l’attrazione tra i due diventa sempre più difficile da ignorare.
“Meet Me Here” inizia in modo quasi silenzioso, ma pagina dopo pagina diventa impossibile staccarsene. Il romanzo intreccia le storie di sei diversi personaggi attraverso il multi POV. Ogni personaggio contribuisce a rendere la storia intensa e completa. Ho apprezzato il modo in cui l’autrice ha saputo gestire i vari POV, arricchendo la narrazione senza mai appesantirla.
La scrittura di Naike è diretta e intensa: riesce a trasmettere emozioni forti, dalla rabbia alla frustrazione, dal desiderio alla vulnerabilità. Juliet è determinata e non si lascia intimidire da un ambiente che la guarda dall’alto in basso, mentre Asher nasconde dietro la sua sicurezza il peso delle aspettative e delle pressioni familiari. Unica pecca per me il passaggio da rivals a lovers un po’ debole.
Nonostante la distanza di età con i personaggi, elemento che purtroppo per me è sempre un po’ caldo, sono riuscita ad apprezzare i personaggi e le dinamiche tra di loro. E ora sento la necessità impellente di conoscere per bene le storie di Elowen e Dorian e di Sunny e Miles, e di capire come si concluderà la storia di Juliet e Asher.
Tra rivalità, segreti e attrazioni pericolose, il finale lascia molte domande aperte e con la voglia di tornare alla Hawthorne!
Cinque solo perché c'è un limite sennò sarebbe una costellazione intera. Ma lo sapevo, ca**o se lo sapevo! Che gioia esistere nella stessa timeline in cui Naike ror scrive, una delle mie autrici del cuore, una garanzia. Io sto già sclerando e scalpitando per leggere i prossimi libri della serie, per approfondire la storia di Miles e Sunny, Dorian e Elowen ma anche degli stessi Asher e Juliet. Asher e Juliet mi sono piaciuti moltissimo, la loro rivalità vera, la tensione che lentamente cresce e si sviluppa, il rapporto che costruiscono, questa gemma in attesa di fiorire. 😭🩷 Non vedo l'ora di vedere cosa faranno nei prossimi libri, cosa succederà a tutti loro, leggendo "Meet me here" ho ridacchiato, mi sono emozionata, ho avuto il batticuore, ho riso, mi sono arrabbiata, insomma se avessi avuto la plancia di inside out in testa sarebbe stata in delirio durante questa lettura che è durata meno di 24h. La capacità di Naike di caratterizzare i suoi personaggi è una certezza ed è uno dei motivi per cui i suoi libri mi piacciono sempre, i personaggi li arrivi a conoscere, ad amare e fare il tifo per loro. Qui i protagonisti non erano solo due, Asher e Juliet, ma abbiamo avuto anche degli sprazzi degli altri che si sono amalgamati tutti benissimo, rendendoli tutti da subito distinguibili, suscitando interesse anche per quelli che non erano i protagonisti. I dialoghi poi, quei benedetti dialoghi, dei botta e risposta da morire. Sono felice 🩷🥹
Libro con una trama all’inizio cliché ma che andando avanti si vede che i rapporti che si creano non sono quelli già visti tra good girl x bad boy. Qui ognuno nasconde segreti e promesse con una scrittura molto scorrevole e con capitoli brevi. I multi pov sono inseriti nella maniera giusta e dopo aver letto il finale stai lì a chiederti quando uscirà il secondo libro. L’unica pecca è che secondo me le cose sono successe solo in un mese e mezzo. Halloween è a fine ottobre quindi scrivere 80 capitoli su un mese e mezzo mi è sembrato che portasse un po’ di lentezza agli eventi. Consiglio dai 15/16 anni.
4⭐️ Temevo di essere ormai un po’ troppo “vecchia” per apprezzare fino in fondo certe dinamiche e di aver letto fin troppi libri di questo tipo. Ma quando si tratta della Ror parto sempre con grande fiducia, perché è un’autrice che apprezzo molto. E infatti, alla fine, il libro mi è piaciuto tanto. Probabilmente con qualche decennio in meno lo avrei amato ancora di più 😁 Devo dire che a tratti ho trovato persino più interessanti i personaggi secondari, che mi hanno incuriosita moltissimo. Ho apprezzato i capitoli coi loro pov e non vedo l'ora di leggere anche le loro storie.
le scuole d’élite con segreti, intrighi e vibes alla gossip girl saranno sempre degli elementi vincenti. Juliet e Asher non potrebbero essere più agli antipodi e sono ostacolati da qualsiasi cosa e persona li circondi, eppure non rinunciano a quello che sta nascendo tra di loro. in storie come queste il multipov è fondamentale per aggiungere dettagli all’intera trama ma anche per anticipare quello che leggeremo nei volumi successivi (Elowen e Dorian vi aspetto 🙂↔️) le vicende lasciate in sospeso sono veramente TANTE e non vedo l’ora di sapere come continuerà la storia !!!
Ioi rifiuto😭 Un finale così.. MA PERCHÉ???? Chi è stato a imbrattare tutto? Perché sono spariti tutti? Cos'è successo a Miles? Che cacchio vuol dire Bentornato?? Sunny e Dorian nascondono qualcosa e IO VOGLIO SAPERE COSAAAAA MI RIFIUTOOOO
Come sempre la Ror sarà chiamata ai danni 🤦🏼♀️🤣
e ora quando esce il secondo? 😮😤
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Libro super approvato! Tre storie, tre coppie che si incrociano nel corso del destino e che passo dopo passo ci svelano in tutte le loro sfaccettature l’importanza di sentimenti come l’amore, l’amicizia, la lealtà e quanto a volte sia tosto il periodo scolastico soprattutto quando si ha a che fare con tanti figli di papà viziati e senza pietà.
Omg questa storia è tutto ciò che non ti aspetti. Scorrevole e incalzante come una serie tv. Bellissima caratterizzazione dei personaggi, scrittura magnetica e perfetto equilibrio tra le dinamiche romance e quelle di trama