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L'idiota di famiglia

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«Immaginate di aver avuto come padre il meno conciliante dei filosofi della Scuola di Francoforte, prima di giudicare se non potevo diventare una persona un po’ più risolta: una persona che pensi a vivere, per esempio, anziché incastrarsi sempre tra le parole».
Igor, poco più che quarantenne, ha sempre avuto un rapporto complicato con il padre, a partire dal suo lavoro di traduttore americanista che Herr Professor – russofilo, vetero-comunista, soprannominato così per il suo rigore intransigente – ha sempre disprezzato. Per fortuna, però, padre e figlio vivono in città diverse, e le occasioni di scontro sono limitate al minimo. Le giornate di Igor si somigliano un po’ tutte, tra le piccole frustrazioni del traduttore e una certa insofferenza per la nuova piega che ha preso la vita della compagna Marta, recentemente reinventatasi intellettuale femminista. Almeno finché non è chiamato a fronteggiare una crisi più urgente: un messaggio della sorella Ester lo informa che la salute del padre sta peggiorando, la demenza senile avanza implacabile. E Igor, tornato a Viareggio, si trova suo malgrado ad affrontare una crisi familiare che lo costringerà a rimettere insieme i brandelli di due vite, la propria e quella di Herr.
L’idiota di famiglia è un romanzo multiforme, dove il personale diventa collettivo e la vicenda individuale si fa storia di un intero secolo. Dalla caduta del Muro di Berlino alla discesa in campo di Berlusconi, e poi indietro, fino alle leggendarie Tre Giornate del 1920, quando si sognò di fare il socialismo in Versilia: la vita e le ossessioni di Herr si elevano a rappresentazione del Novecento con i grandi sogni e le delusioni più amare. E poi, accanto alla politica, si erge la letteratura con i suoi giganti Dostoevskij e Cervantes, forse l’unica forza in grado di resistere al decadimento e di trasformare nel profondo la realtà.
Con sarcasmo e tenerezza, tra pagine comiche e passaggi commoventi, Ferrari affronta il rapporto tra padri e figli, le incomprensioni, i conflitti, gli affetti, osservandoli nel momento più difficile: quello in cui i ruoli si capovolgono. E per farlo ci trascina nelle esilaranti storture del mondo culturale, raccontandoci il disagio di una generazione un po’ sgangherata in un romanzo stratificato che è a un tempo satira, romanzo politico e ritratto familiare.

520 pages, Paperback

First published February 17, 2026

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About the author

Dario Ferrari

33 books94 followers
Dario Ferrari (Viareggio, 1982) ha passato il primo trentennio di vita a studiare, fino a diventare dottore di ricerca in Filosofia, un titolo ornamentale che serve quasi esclusivamente a impreziosire le note biografiche. Insegna in un liceo romano ed è traduttore.

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5 stars
345 (35%)
4 stars
423 (43%)
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2 stars
12 (1%)
1 star
2 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 122 reviews
Profile Image for Tittirossa.
1,075 reviews359 followers
March 10, 2026
Non sarà un capolavoro, ricalca la struttura del precedente, ma o gioia! o giubilo!, sa scrivere, sa mettere insieme una storia, sa addirittura incastrarcene un'altra dentro.
E poi anche io sono campionessa mondiale di sonno, lo sento molto fratello in questo.
Se ci aggiungiamo la storia dei calchi linguistici, potrei arrivare a provare una gemellitudine insita.
(su altre cose deve lavorare: il rapporto con Cosmo sembra quello di About a boy, la tendenza ombelicale, la narrazione delle donne abbastanza sghemba)
Però perlomeno non ti fa rimpiangere il tempo passato a leggerlo. E di questi tempi è una gran cosa!
Profile Image for Grazia.
524 reviews230 followers
March 9, 2026


Mi son rimaste le parole al posto della vita

Un romanzo scorrevole e spesso divertito sui rapporti familiari, in particolare sul legame padre-figlio e sul tema dell’invecchiamento e della progressiva perdita di lucidità. L’ironia che attraversa gran parte del libro rende la lettura piacevole e in più di un passaggio riesce a cogliere con finezza le piccole nevrosi domestiche.

Con il procedere della storia, però, qualcosa si inceppa. L’espediente del “romanzo nel romanzo” mi è parso un innesto poco organico: invece di amplificare i temi del libro, finisce per interromperne il ritmo e disperderne la tensione narrativa. Anche alcune digressioni risultano eccessivamente esplicative, come se il testo sentisse il bisogno di chiarire ciò che avrebbe potuto lasciare implicito.

Nel finale emerge inoltre una vena conciliatoria che, a mio avviso, smussa troppo le ambiguità costruite in precedenza. Ne resta un libro gradevole e ben scritto, ma che avrebbe forse guadagnato qualcosa in più trattenendo la tentazione di spiegare e di ricomporre troppo.

3 stelle e mezza
Profile Image for Nood-Lesse.
457 reviews351 followers
June 9, 2026
Se vogliamo che tutto rimanga com’è, è necessario che tutto rimanga esattamente com’è

“Squadra che vince non si cambia”. Dario Ferrari si ripresenta con un romanzo nel romanzo, ancora una volta un fatto avvenuto nella sua Versilia e usato come controcanto della vicenda principale. Ferrari ha ripescato le Tre Giornate in cui nel 1920 venne instaurata la Repubblica viareggina, per alternarle alla vita di Igor, traduttore pendolare fra Roma e Viareggio. Ha sottratto quelle giornate al padre, russofilo vetero comunista, insegnante e sindaco mancato, che le aveva rivisitate per farne un saggio. Non è corretto dire che gliele ha sottratte, diciamo che se n’è appropriato come se fossero un lascito, quando il padre ha dovuto abbandonarle a causa del proprio decadimento cognitivo. Ha cercato in quelle pagine di venire a patti con lui prima che morisse, ha voluto credere che rappresentassero il testimone di un’ideale staffetta padre/figlio. Ferrari ha messo sarcasmo, sentimento e politica ne “L’idiota di famiglia”. Io avrei fatto volentieri a meno del terzo ingrediente, ma scommetterei che saranno in molti ad affermare che è proprio quello che hanno apprezzato di più. C’è un filo rosso che congiunge il 1920 al 2020, lo seguirete con un dito mentre leggerete di un figlio senza figli che ha un amico gay e una sorella lesbica, perché oggi non puoi scrivere un romanzo e riempirlo di soli eterosessuali. La prima parte è assai godibile, poi bisogna aspettare di arrivare a ridosso dell’epilogo per emozionarsi.
Bravo Ferro, capita sovente che uno faccia il filotto con un raddoppio e beva nel rinterzo successivo. Sto dicendo che dopo un buon romanzo è difficile far bene anche in quello dopo. Non è caduto il birillo rosso, ma Ferrari è andato comunque a punti.
https://postimg.cc/zbGGcTv4

///

Chiedo per curiosità agli extra-etruschi se hanno mai letto prima questi grassetti e se li trovano comprensibili:

le offese si sprecavano e si colorivano di bestemmie furibonde, ma poi oltre a qualche sasso lanciato per dovere e a qualche ciaffata di striscio…

«T’appiccico al muro», gli ha gridato, rispolverando una delle espressioni predilette dalla mamma.

///

Colonna Sonora
Icona Pop - I Love It
https://youtu.be/UxxajLWwzqY?si=a-End...
Profile Image for Annalisa.
262 reviews48 followers
March 26, 2026
Non perfetto, ma go-di-bi-lis-si-mo!
Costruzione che funziona, ottimo controllo della lingua, efficace e bilanciata ironia, intelligente leggerezza che tocca temi importanti, nervi scoperti, relazioni complicate, “non detti” e “ricorrenti detti” di un universo famigliare, insomma un po’ tutti gli ingredienti delle nostre vite comuni. Inoltre anche in questo romanzo l’autore innesta abilmente nella storia che racconta un pezzetto della Storia, con grazia e originalità, suscitando curiosità nel lettore.
Insomma un’ottima prova complessivamente. Meno bene però, secondo me, la rappresentazione di qualche figura femminile su cui non esercita profondità, e che risultano perciò un po’ stereotipate, al limite della banalità, figure banalmente inafferrabili, certo funzionali alla trama e più utili a mettere in evidenza il resto che incisive e rilevanti.
Profile Image for Gabril.
1,109 reviews276 followers
June 8, 2026
“Le mie relazioni più intense, fin dall'infanzia, sono state con le parole, con il loro suono che si portava dietro un colore, una forma, un movimento, una tonalità emotiva. Le parole avevano delle fisionomie particolari, che dovevano poi interagire con chi le accoglieva nel proprio universo simbolico.”

Proprio per questo motivo il narratore Igor, quarantenne viareggino che vive a Roma, è diventato traduttore: un lavoro poco appariscente, che persevera nell’ombra, e che forse è destinato a essere divorato dall’intelligenza artificiale.
Anche il suo rapporto con Marta, fidanzata storica, è traballante, dopo che lei è diventata improvvisamente scrittrice di successo per una casa editrice femminista.
A complicare le cose sarà una telefonata della sorella Ester, donna indipendente dall’ingenuo ardore, madre single del complicato settenne Cosmo, una telefonata che gli annuncia la ormai galoppante demenza del padre, chiamato anche in famiglia Herr Professor, insegnante di filosofia dalla mente arguta e lucida. Ma che ora si sta perdendo.

Igor torna così alla casa dell’infanzia, dove incontrerà tutti i suoi fantasmi e farà i conti con i suoi legami familiari irrisolti, primo fra tutti quello con il padre. Il cui lascito principale è occuparsi di un pressoché illeggibile manoscritto nel quale si favoleggia delle Tre giornate di Viareggio, quando, nel 1920, una manciata di anarchici ribelli volle fondare proprio lì una repubblica libertaria e comunista.
Si avvia così il classico racconto nel racconto.

Pur cambiando le situazioni e gli oggetti del suo studio e del suo dileggio, Ferrari utilizza la stessa formula vincente del romanzo precedente, con esiti meno brillanti però, anche se la penna felice, la leggerezza (e insieme la profondità), l’umorismo e la storia in sé riescono ad avvincere chi legge.

E l’idiota di famiglia chi è?
Beh, a questa domanda non c’è una sola risposta.

3.5
Profile Image for Benedetta Ventrella (rienva).
249 reviews51 followers
March 4, 2026
Dopo "La ricreazione è finita", Dario Ferrari si conferma come un grande autore di romanzi contemporanei intelligenti, divertenti, drammatici, profondi, magnificamente scritti. Mi sento particolarmente colpita, mi sento molto vicina alle storie e ai suoi personaggi, alle esperienze di vita che racconta, insomma, sono proprio la destinataria ideale di un libro del genere. Non posso che sperare che continui a scriverne a lungo.
Profile Image for Giovanna Di Pietro.
47 reviews
February 26, 2026
All’inizio pensavo che gli intermezzi romanzeschi fossero meno ben riusciti rispetto agli altri libri di Ferrari - soprattutto rispetto a La ricreazione è finita - invece mi sono dovuta ricredere. Un libro che è un girotondo intorno all’ego di essere padri e figli, che mi ha fatto commuovere sinceramente, che mi ha fatto anche dono di una bellissima poesia di Sandro Penna.
Profile Image for Giuseppe Cannito.
3 reviews1 follower
February 25, 2026
Sin da quando ho iniziato a leggere L’idiota di famiglia, ho avuto la sensazione di aver trovato un amico con cui sentivo il bisogno di fermarmi, di restare, per provare a comprendermi davvero. Un amico capace di aiutarmi a dire ciò che spesso non riesco a raccontare nemmeno a me stesso, a dare voce a pensieri che rimangono sospesi e senza forma.

Attraverso quelle pagine ho cercato di essere più presente nella mia realtà, e in quella di chi mi cammina accanto ogni giorno, con uno sguardo più attento alle cose che mi circondano.

Questo libro ha rappresentato una presenza costante per me, un amico che non si offende se sei troppo impegnato, che non chiede spiegazioni se sei assente per qualche giorno: resta lì, in silenzio, ad aspettarmi.
Pronto a donarti, anche solo per cinque minuti, un’autentica esistenza emotiva.
Profile Image for Matteo Stefani.
73 reviews6 followers
March 2, 2026
Quattro stelle e mezzo!

Lettura piacevolissima, scorrevole, leggera ma per nulla banale.
Dario Ferrari è un maestro nello scrivere commedie.
Profile Image for Arianna Sabattini.
269 reviews3 followers
March 31, 2026
«È riuscita a fare quello che secondo alcuni è lo stigma della vera libertà: tramutare il “così è stato” in “così ho voluto che fosse”, smettendo di subire il passato e cominciando a considerarlo una propria scelta. Mi pare l’unico modo - quanto meno il più onesto - in cui si possa essere artefici del proprio destino: non tanto fare della propria vita ció che si vuole, quanto piuttosto fare in modo di desiderare ció che ci è toccato.»

Viaregginità che più non si puó + ironia e cinismo quanto necessari.
4.5⭐️
Profile Image for Silvia Fiori.
30 reviews3 followers
March 7, 2026
Dario Ferrari si conferma il mio autore italiano preferito. “La ricreazione è finita” mi ha estasiato, “L’idiota di famiglia” è una conferma. Ho amato ogni singolo personaggio, incantata dall’uso delle parole, e la malinconica ironia mi ha regalato l’atmosfera di un’infanzia e un’adolescenza diverse da quelle narrate, ma che avevano lo stesso sapore dolce amaro. Bravo Dario, molto molto bravo.
Profile Image for Matteo Zenoni.
23 reviews10 followers
March 5, 2026
Dopo “La ricreazione è finita”, vero e proprio caso editoriale, Dario Ferrari torna con “L’idiota di famiglia”, romanzo con al centro la relazione tra Igor Nieri, di professione traduttore dall’inglese e il padre Herr Professor, ex docente di storia e filosofia, impegnato in politica, ma affetto da demenza senile. Ambientato tra una Roma decadente, capitale dell’editoria radical chic, incarnata dalla compagna di Igor Marta, e una Viareggio che vive dei ricordi degli anni Novanta, “L’idiota di famiglia” si distende per più di 500 pagine, con un ritmo narrativo lento. L’inserzione, dalla terza parte del romanzo, delle pagine scritte dal padre relative alle “Tre giornate di Viareggio” è pregevole per il tentativo di far sentire, attraverso la scrittura, la voce di un genitore affetto da demenza senile e incapace di comunicare ma, a mio avviso, appesantisce molto la narrazione, che avrebbe, a mio avviso, ricevuto più verve dall’analisi del rapporto tra Igor e Marta.

Un romanzo, quindi, godibile, con la classica ironia amara di Ferrari, ma che a mio avviso perde molto in quanto troppo verboso e prolisso in alcune parti. Con 100-150 pagine in meno sarebbe stato più godibile.
Profile Image for Filippo Pasqui.
Author 3 books103 followers
May 23, 2026
Ogni volta che finisco di leggere uno dei libri di Dario Ferrari, penso al mantra “L’Italia è il Paese che amo, qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti”. Ringrazio veramente tanto il buon Gesù (grazie) di avermi fatto nascere italiano per poter apprezzare, godere, vivere ogni singola parola che Ferrari abbia mai scritto.
Profile Image for Settimio Severo.
52 reviews2 followers
June 5, 2026
Mi è piaciuta davvero tanto la parte principale, dotata di una profondità e un'umanità rare, sempre accompagnate da un'ironia di fondo che rende possibile leggere il libro senza sentirsi appesantiti. Mi è sembrata molto meno interessante la trama del metalibro, quello sulle 3 giornate di Viareggio, soprattutto ho trovato estenuante l'alternanza dei capitoli. Oltretutto il metalibro è un escamotage letterario già usato nel precedente libro dell'autore, non ho capito perché ha voluto riproporlo. Nel complesso, però, ho sentito questo libro vibrare di umanità.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Marika Pinto.
211 reviews66 followers
March 13, 2026
Avevo alte aspettative, che non sono state deluse.
Dopo La Ricreazione è finita, Dario Ferrari si conferma un ottimo scrittore.
Il tono è leggero e ironico, ma mai banale, così come la storia, anzi le storie che è capace di incastrare molto bene.
Veramente, veramente un bel libro.
Profile Image for Tommaso Abbenda.
68 reviews
February 27, 2026
Tu morirai fanciullo e io ugualmente
ma più belli di te ragazzi ancora
dormiranno nel sole in riva al mare.
Ma non saremo che noi stessi ancora
Profile Image for Bill Clinton.
85 reviews
March 16, 2026
“Si, bravo, le sfumature. Qui a nessuno frega più un cazzo di nulla, figurati delle sfumature.”

“La vita e la letteratura sono affari distinti, un capolavoro non è meno bello perché affonda le radici in una visione del mondo aberrante.”

“La dessero gli altri, l’anima, quelli che ancora disponevano di una carcassa da portare in giro, da farci una passeggiata, da riempire di vino o da vederci un tramonto sul mare con una donna.”


“La ricreazione è finita” ha, a mio parere, una marcia in più. Forse perché era una novità interessante nel marciume editoriale di questi tempi.
Ma pure questo libro mi ha trascinato nel “cerchio magico”. Curioso di leggere il prossimo di Ferrari.

Profile Image for Giorgio Russo.
10 reviews
May 1, 2026
"con le parole mi ci sono costruito una gabbia, e alla fine mi sono rimaste le parole al posto della vita"
Profile Image for Lisa incipitmania (profilo lettura).
278 reviews17 followers
April 27, 2026
“Di tutte le persone che avremmo potuto essere, ne resta solo una, quell’io a cui abbiamo infine dovuto aderire, sacrificando tutti gli altri, che oggi appaiono assai più belli e luminosi proprio perché non hanno mai dovuto scendere a patti con l’esistenza.”
(Citazione)
Profile Image for Marta Folgarait.
737 reviews9 followers
March 15, 2026
No, vabbé, con questo romanzo Dario Ferrari non fa che confermare la sua bravura. Riesce a trattare temi importanti con ironia e pacatezza senza togliere o aggiungere nulla più di quel che serve per rendere l'idea e farti immergere nella storia facendoti vivere alcune sensazioni proprio come se fossero tue. Non nego di essermi fatta quattro risate di cuore ma anche di essermi immalinconita nei tratti in cui mi sono ritrovata.
Un romanzo che vale la pena leggere e che consiglio caldamente.
Profile Image for Costanza Hippoliti.
45 reviews2 followers
April 11, 2026
Mi piace la prosa scorrevole di Ferrari, il tono ironico e tagliente che ne è marchio di fabbrica e la scelta che spesso fa di parole molto ricercate (ho sentito tutto il peso del mio fallimento accademico ogni volta che, durante la lettura, sono stata costretta a cercare su Google il significato delle parole che non conoscevo, ovvero -ahimè- quasi una volta per pagina).

Mi piacciono sempre i protagonisti dei suoi libri, anche se forse sarebbe meglio dire IL protagonista. Igor e Marcello sono infatti abbastanza l'uno il calco dell'altro, citando un termine caro al narratore di questo romanzo. Si tratta sempre di personaggi un po' goffi, che sembrano quasi preferire assistere alla propria vita piuttosto che affrontarla, a cui piace rifugiarsi (nascondersi) nelle parole e attraverso quelle esplorare l'umano.

Lo sguardo con cui osservo questi protagonisti non può essere che quello indulgente e affettuoso che l'autore rivolge loro. Non posso che provare tenerezza e compassione nel vedere come Igor provi a gestire (con risultati mediocri) la propria vita, il lavoro di traduttore sulla cui testa pende la spada di Damocle dell'AI, le relazioni con la sorella ribelle e il nipotino sociopatico, l'invidia per la compagna femminista di successo, il dolore per la malattia di suo padre e il rapporto con questo genitore 1 così difficile. È tutto così realistico ed umano, e in fondo secondo me abbastanza terapeutico perché spinge il lettore ad adottare una postura un po' più leggera rispetto alla vita. A me ha fatto pensare a come sia importante anche approcciare con umorismo le proprie vicende personali, che di cose che fanno ridere alla fine sono sempre piene.

Ho visto che nelle recensioni qualcuno rimproverava all'autore il fatto che i suoi personaggi femminili siano spesso ridotti a macchiette stereotipiche. Sinceramente non credo sia vero, o perlomeno non più di quanto questo discorso sia applicabile anche alle figure maschili, anch'esse non particolarmente approfondite da un punto di vista psicologico. In generale però devo dire che trovo lo stile di Ferrari, la sua ironia e la sua visione del mondo tipicamente maschili (lo dico senza alcuna malizia...forse...) e credo che "La ricreazione è finita" sia l'unico libro che tutti gli uomini che conosco abbiano apprezzato all'unanimità (anche qui, lo dico senza alcun giudizio... Forse...). Diciamo che per me Ferrari è lo Zerocalcare dei romanzi.

Ad ogni modo, la conclusione è: leggete "L'idiota di famiglia". Evviva chi sa ridere della propria vita e chi sa scrivere libri così belli.
Profile Image for Maria Luisa.
388 reviews7 followers
June 19, 2026
Scritto molto bene, a tratti anche divertente e ironico. Anche in questo libro, una storia ne contiene altre. I personaggi importanti sono due: Franco Nieri, Herr Professor, e Idargo. Due bellissime figure in due storie differenti: la prima che svetta per la sua cultura, la sua intransigenza, il suo amore per la letteratura e soprattutto per Dostoevskij e il principe Myŝkin e la seconda, per i suoi ideali anarchici e per la sua onestá e la sua fede nella fratellanza umana.
Non conoscevo la storia della brevissima Repubblica Viareggina del 1920 e embrione di future rivolte popolari e autogestioni. È stata una buona occasione per scoprirla.
Tanti i temi su cui Ferrari si sofferma: i rapporti familiari tra padre e figli, tra fratelli e tra marito e moglie con puntate anche nel mondo dell'editoria indipendente o meno con figure di donne imprenditoriali che rasentano l'antipatia. In primo piano il problema che tocca tante famiglie quando la demenza colpisce una persona, la inghiotte e la fa scomparire piano piano: alle persone care non rimane altro che il suo involucro vuoto.

Ancora una volta l'importanza delle parole risalta in tante pagine: sia per chi ha basato il proprio lavoro sulle parole prese in prestito da altri e per chi invece ne ha fatta la sua dottrina.
"Gli erano toccati questi due figli, da una parte l’indifesa e fervente Ester e dall’altra Igor il traduttore. La prima era la protagonista perfetta di una storia di rivoluzioni, e il secondo era quello la cui vocazione è di essere assorbito nelle pieghe delle parole, di far esistere un testo e poi sparire. E ci ha trattato di conseguenza. ... Fin da piccolo sono stato incantato dalle parole, mi ci sono dedicato, mi ci sono accomodato dentro e però poi non mi sono più mosso; ora mi rendo conto che con le parole mi ci sono costruito una gabbia, che sono stato avvolto dalle loro spire: mi sono rimaste le parole al posto della vita."...
Profile Image for Lorenzo Fiore.
7 reviews1 follower
June 16, 2026
Inevitabile il confronto con il precedente, dal quale finisce per uscirne, se non malconcio, sicuramente sconfitto, forse perché ne ricalca troppo la struttura senza portarsi dietro lo stesso effetto sorpresa o forse per la mia scarsa affinità con i temi trattati.

Di certo Ferrari scrive nel modo in cui vorrei scrivere io se solo fossi in grado e, soprattutto, si ride un botto - entrambe tra le caratteristiche che aiutano a rendere un libro un bel libro.

Tre e mezzo.

«Non sono mai stato un appassionato di poesia, dato che richiede una miscela di competenze tecniche, che non ho mai acquisito, e di sensibilità umana, di cui sono sprovvisto.»

«lo se non altro avevo la rete di protezione del mio pessimismo, avevo trascorso una vita intera a preparami al peggio, ad aspettarmi solo catastrofi, a dedicarmi a una minuziosa analisi preventiva della sconfitta, a vagliare senza eccezione tutti i modi in cui qualcosa poteva andare male, peggio, molto peggio, un disastro. Ci vuole costanza, il pessimismo non si può improvvisare, nemmeno dopo una serie di batoste ravvicinate: è un callo dell’anima che va ispessito nel corso del tempo, un’insensibilità al cui corroboramento bisogna consacrarsi con dedizione. Bisogna braccare i germogli di speranza ogni volta che spuntano con il loro aspetto tenero e indifeso, non provare empatia, sradicarli subito - è infestante, la speranza, se la lasci crescere poi non te la togli più, è come la gramigna, anzi peggio, come il gelsomino: bello, e profumato, ma se lo lasci fare in un mese ti mangia la casa. Bisogna intervenire al primo bocciolo, alla prima temeraria fogliolina che la capolino tra le crepe dell’asfalto: bisogna coltivare la propria spietatezza. Non a caso gli stoici ne avevano fatto uno degli esercizi spirituali da praticare con costanza: la meditatio malorum, la costante ruminazione dei mali possibili al fine di renderli incapaci di scalfire la nostra imperturbabilità. Ogni sera, prima di coricarti, prefigurati il peggio; solo così la realtà non ti coglierà impreparato.»

«Sono consapevole che sia un frammento del passato capitato per sbaglio stasera […], però non mi pare un buon motivo per non abbandonarmici. Mentre ci raccontiamo questi mesi di lontananza, con mille sottintesi e il nostro lessico famigliare che fa capolino qua e là, quasi mi dimentico che non stiamo più insieme, e a volte anzi mi trovo a fare lo sforzo di ricordarlo a me stesso, come monito a non lasciarmi andare, che poi arriverà il momento di tornare alla realtà.»
Profile Image for Folleducare.
27 reviews2 followers
June 24, 2026
"Dei figli, solo quelli nati" E dei professori di storia e filosofia?

Eh, Ferrari...sa davvero come scrivere un romanzo con dolcezza, acume, critica sociale e velata malinconia. In più di 500 pagine (anche se, a onor del vero, in versione "piccola" Sellerio) questo romanzo riesce ad intrattenere e far riflettere, senza mai annoiare, nonostante a metà libro inizi l'esperimento preferito di Ferrari, cioè quello del racconto-nel-romanzo. Un espediente già visto nel precedente successo, La ricreazione è finita, che non ha lo stesso effetto sorpresa, ma che non rallenta più di tanto la storia principale, pur essendo una digressione poco nota sulla storia viareggina.
L'idiota di famiglia è un romanzo sul rapporto genitori-figli (padre, figlio, sorella, figlio, nonno ecc..) e soprattutto sulla vita e la non-vita (il prof delle parole, della letteratura che scompare dietro alla demenza e riappare nel racconto-nel-romanzo; il figlio di Marta mai nato che la trasforma in una nuova Marta, dandole una nuova vita; Cosmo nato senza un padre ecc..). Ma il romanzo ha il pregio di non fartelo mai pesare, questo livello psicoanalitico, perché Ferrari è leggero, scanzonato e malinconico nel criticare il mondo editoriale e anche se stesso, che ormai in quel mondo vive (forse suo malgrado?)
Bravo prof, anche se ogni tanto il filo si perde
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