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Usa e getta: Le follie dell'obsolescenza programmata

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Stampanti bloccate a orologeria, dopo diciottomila copie, o computer fuori uso allo scadere dei due anni: non siamo di fronte a una strana moria elettronica degna della fantascienza, bensì alla manifestazione più recente di un fenomeno che è parte integrante della società della crescita. Si chiama "obsolescenza programmata" e fa sistema con il nostro modo di produrre, di consumare, di pensare, di vivere. Significa che gli oggetti messi in vendita hanno una fragilità calcolata, tanto che la durata della garanzia coincide spesso con la loro vita effettiva. Impossibile ripararli. Vanno gettati e subito sostituiti con altri, ancora e ancora. Di questa illimitatezza malata, che ci avvolge sempre più nella spirale di iperproduzione, turboconsumo e immane scarto, Serge Latouche è l'oggi l'accusatore più conseguente. Con la sua capacità di infilzare le storture di un'economia di catastrofe, mette in sequenza gli antecedenti storici e fraudolenti dell'"usa e getta", ne smaschera la logica simbolica e indica una via d'uscita: una prosperità senza crescita, prospettiva frugale ma non pauperista che sappia decolonizzare la mente dall'imperialismo delle merci, e riprenda il passo umano della durevolezza, della riparabilità e del riciclaggio.

114 pages, ebook

First published January 1, 2012

10 people are currently reading
418 people want to read

About the author

Serge Latouche

127 books69 followers
Serge Latouche (born January 12, 1940) is a French emeritus professor of economics at the University of Paris-Sud. He holds a degree in political sciences, in philosophy and in economy.

Latouche is a specialist in North-South economic and cultural relations, and in the epistemology of the social sciences. He has developed a critical theory towards economic orthodoxy. He denounces economism, utilitarianism in social sciences, consumer society and the notion of sustainable development. He particularly criticizes the notions of economic efficiency and economic rationalism. He is one of the thinkers and most renowned partisans of the degrowth theory. Latouche has also published in the Revue du Mauss, a French anti-utilitarian journal.

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Dragos Pătraru.
51 reviews3,683 followers
October 11, 2020
”A-i învăța pe tineri să cumpere un credit e ca și cum i-ai învăța să recurgă la droguri.”
Un bancher lucid

Citatul de mai sus este din cartea pe care v-o propun săptămâna asta și pe care am citit-o de două ori în doar câteva zile, prima dată fascinat de conținutul ei, a doua oară scoțând notițe pentru podcastul Vocea nației, care e live, duminică, de la 12,00, pe Facebook și Youtube.
Nu auzisem de obsolesență până acum. Știam despre defectele introduse de producători în unele produse, programate astfel să se strice, pentru a alimenta cererea dementă pe care se bazează creșterea economică fără de care capitalismul intră în colaps. Mă rog, el oricum intră periodic în colaps, cam o dată la zece ani, când trebuie repornit după ce oamenii obișnuiți plătesc stricăciunile făcute de bănci și de marile corporații, dar se pare că mai bine de-atât nu putem să facem.
Cartea este excelentă, așadar, se citește și repede, dar veți vrea să vă scoateți pasaje. Vă va ajuta să înțelegeți mai bine ce se întâmplă, să luați decizii mai bune atunci când vă cumpărați ceva și să vă gândiți cu totul altfel la achizițiile pe care le faceți și la faptul că brandul ăla care vă place atât de mult nu e interesat de binele vostru decât în măsura în care vă poate avea drept client. În rest, nu contează nimic. Nici măcar planeta. Fie că e vorba de obsolescență tehnică, psihologică sau planificată, soluția propusă este construirea unei societăți a descreșterii. Latouche explică frumos și cum se poate face asta. Nu, nu prin revenirea la epoca de piatră.
Recomand și documentarul Pret a jeter, cartea lui Latouche de acolo a plecat. E pe youtube.
Profile Image for Jaq.
329 reviews37 followers
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April 24, 2024
L'ideale, chiaramente, è di non aver neppure il bisogno di introdurre un pezzo difettoso nel prodotto, ma di riuscire a renderlo obsoleto con la sola forza della pubblicità e della moda. L'obsolescenza simbolica - o psicologica - può dunque essere considerata come lo stadio supremo dell'obsolescenza programmata.

La pubblicità ci ingozza, ci inonda con la sua produzione. Occupa strade, muri, le autostrade, i paesaggi, il cielo e le montagne. Invade le cassette della posta, la camere da letto, le sale da pranzo. Ha messo sotto tutela la stampa, il cinema, la televisione, la radio, ha inquinato lo sport, le canzoni, la politica, l'arte. Ci perseguita, ci aggredisce, ci incalza dalla mattina alla sera, dal lunedì alla domenica, da gennaio a dicembre, dalla culla alla tomba, senza pause, senza vacanze, senza sosta, senza tregua. (Michael Lowy, Ecosocialisme. L'alternative radicale a la catastrophe ecologique capitaliste)

L'aggressione è a 360 gradi, l'inseguimento è implacabile: inquinamento mentale e spiritual, inquinamento visivo, inquinamento sonoro. Programmi spezzatino, bambini manipolati, foreste distrutte (40kg di carta all'anno nelle nostre cassette della posta).

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Ho letto su Sales Credit New - racconta Vance Packard - una parabola assai poco biblica sui fidanzati saggi e i fidanzati pazzi. Gli insensati si erano fatti un programma sistematico di risparmi fino a quando avrebbero potuto sposarsi e mettere su famiglia senza indebitarsi. Era stupido, veniva spiegato, rinviare a più tardi il piacere di vivere insieme, perché i due gettavano al vento i migliori anni della loro vita. Inoltre, privavano l’economia nazionale di diversi anni di consumo familiare. I saggi, invece, non rinviavano la loro unione col pretesto che non avevano soldi. Si sposavano immediatamente, andavano in viaggio di nozze a credito, compravano un’automobile, una casa e i mobili a credito. Questi eroi della battaglia commerciale, si diceva, stimolavano la produzione del paese, contribuivano a ridurre la disoccupazione, aumentavano il potere d’acquisto e facevano salire il livello di vita.
La parabola – conclude Vance Packard, che scrive negli anni sessanta, ma le cui analisi sono più che mai attuali – non diceva se i saggi poi vivessero felici. È possibile che non accadesse. Una vita sull’orlo del fallimento finanziario, angustiata dalle fatture non pagate, crea tensione nella coppia.

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Resistere alla pubblicità:

Con l’obsolescenza programmata, la società della crescita ha in mano l’arma assoluta del consumismo. Si può resistere alla pubblicità, rifiutarsi di contrarre un prestito, ma si è disarmati di fronte al deperimento tecnico dei prodotti. In capo a periodi sempre più brevi, macchine e attrezzature diventate protesi indispensabili del nostro corpo, dalle lampadine agli occhiali, si guastano per la rottura intenzionale di un elemento. Impossibile trovare un pezzo di ricambio o un riparatore. Se riuscissimo a scovare l’uno o l’altro, la riparazione ci costerebbe più cara del prodotto nuovo, fabbricato a prezzi stracciati nei lager del Sud-est asiatico. E così montagne di computer, in compagnia di televisori, frigoriferi, lavastoviglie, lettori di DVD e telefoni cellulari, finiscono nelle pattumiere e nelle discariche, creando ogni tipo di inquinamento.

Scacco matto. Puoi resistere all'obsolescenza psicologica ma quella programmata ti avrà sempre in pugno.

Profile Image for Elalma.
903 reviews102 followers
December 8, 2013
Latouche continua anche con questo libretto a mostrare le incongruenze del modello economico basato sulla crescita infinita. Siamo tutti consumatori, con i bisogni soddisfatti ma pieni di desideri indotti, perché solo continuando a consumare, la produzione va avanti alimentando un ciclo che la crisi di risorse non può sostenere. Il terreno è delicato, e oltrettutto quasi tutto è già detto. Che siamo invitati a comprare oggetti sempre più innovativi quanto inutili lo sappiamo, ma che questi abbiano una durata (breve) decisa a priori è un aspetto davvero paradossale, soprattutto quando cerchiamo un prodotto che duri e che sia affidabile.
Ci sono tre tipi di obsolescenza: quella tecnica, ovvero quando l'innovazione e le nuove scoperte rendono vecchio un dispositivo, quella psicologica o simbolica, cioè quando i richiami della moda e della pubblicità rendono un modello superato dal punto di vista estetico e di designer, e, infine, quella programmata cioè quando la durata di un prodotto è decisa a priori, rendendone così necessaria la sostituzione. E' difficile distinguere gli aspetti tecnici da quelli simbolici, ma ogni mezzo è buono per accelerare il consumo degli oggetti, dice Latouche, dato che la cosa più importante è comprarne di nuovi per alimentare la crescita economica. Tutto questo iniziò molto tempo fa, quando già nel 1932 si decise che le lampadine duravano troppo e che questo fatto avrebbe danneggiato il mercato. Curioso anche l'episodio delle calze di nylon indistruttibili, inventate nel 1942 e presto sparite, o meglio, sostituite con altre "drogate", più facili a smagliarsi. Da allora i bravi ingegneri dovettero trasformarsi in designers per progettare oggetti sempre più accattivanti ma che non durassero troppo a lungo. Tutto questo è risaputo: a tutti è capitato di dover buttare via una lavatrice perché non fanno più il pezzo di ricambio, e ricordo benissimo il presidente dell'enel (all'epoca monopolista) che nei primi anni novanta ricordava quant'era utile e importante che si consumasse più energia. Il vero problema è che non sappiamo come fare a tornare indietro. E la ricetta della decrescita è ancora troppo utopica, noi possiamo solo innescare comportamenti virtuosi, ma non è facile se anche i più comuni dispositivi si rompono come niente.
Profile Image for Alexandra.
172 reviews5 followers
January 31, 2022
O temă cu istorie dar la care simt că autorul de aici a adăugat valoare. Perspectiva se simte bogată, curioasă și pozitivă. Capturează opinii de pe ambele laturi, aduce referințe și citate în cele mai bune momente. E o bună temelie pentru studiul acestui fenomen.
Profile Image for Anna.
156 reviews
July 17, 2016
Se la merce dura il tempo di ripagarne il prestito per l'acquisto

Sono stata a lungo combattuta sull'acquisto di questo libro. Spendere 15 euro ogni pochi mesi per un pamphlet di poco più di 100 pagine – formato e tempistica che ormai sembrano costanti dell'autore – mi sembrava in effetti piuttosto contrario ai principi di frugalità e decrescita in esso professati. Ma sbagliavo.
Usa e getta è un testo agile che affronta il tema dell'obsolescenza programmata dei manufatti servendosene per illustrare i paradossi del modello “della crescita”.
Nell'intento di declinare i principi della decrescita serena da un nuovo punto di vista, l'autore offre nella prima parte un intrigante excursus storico del concetto: dall'orgoglio di creare oggetti di ottima qualità, alla necessità dell'economia dello sviluppo di inserire difetti ad hoc per alimentare la domanda di merci e far girare un sistema altrimenti insostenibile – e molto altro: obsolescenza tecnica e psicologica, nascita dell'usa e getta e così via.
Vi si trovano moltissimi spunti di approfondimento e riferimenti biblio-cinematografici, a patto di non temere di avventurarsi nelle usuali inspiegabili e pittoresche note a piè di pagina di Serge Latouche.
La seconda parte si dedica invece ad alcune interpretazioni etiche, filosofiche e morali dell'obsolescenza, fino a postulare il rischio di “obsolescenza dell'uomo”.
Quattro stelle, perché l'argomento è importante e l'abbondanza di esempi incuriosisce e fa riflettere (chi mai lo sapeva che le lampadine al carbonio potrebbero durare 100 anni, se le lobby ne permettessero l'esistenza?).
Non cinque stelle, perché al di là dell'invocazione alla decrescita, e nonostante le critiche ad altri autori per lo stesso motivo, anche questa volta Latouche si dimostra un grandioso utopista e divulgatore, ma le soluzioni pratiche non sono il suo pezzo forte.
Se qualcuno conosce degli autori che forniscono consigli pratici nella vita quotidiana per applicare la decrescita ed è disposto a consigliarmeli, mi farebbe felice.
Profile Image for Mihai M Tiganus.
60 reviews7 followers
October 4, 2020
Epoca falsificării, foarte bine spus si foarte bine documentat. Traim vremuri in care adevărul desi e cunoscut, nu interesează pe cei mai mulți, minciuna este la putere, in media si peste tot. O carte excelenta.
Profile Image for Arrocete.
22 reviews
January 23, 2025
It's good, but the author and I live in fundamentally different worlds where I simply don't have to replace my car or my computer every year.
Profile Image for BVC.
189 reviews15 followers
January 19, 2021
L'obsolescenza programmata è interessante e si ripresenta tutt'oggi in più settori. Non credo sia comunque corretto vederla come responsabile di una tale mole di prodotti figli del consumismo e dell'usa-e-getta, a discapito di un discorso più generale sull'obsolescenza in sé: si rischia una confusione sui processi. Latouche riconosce comunque che come pratica ha più facilmente spazio laddove vi sia un monopolio o un oligopolio. Il problema è grave e i motivi vanno comunque ricercati nel cuore dei meccanismi capitalisti, ma si tratta generalmente di tutt'altro paio di maniche.
Profile Image for Robert Negut.
243 reviews10 followers
December 1, 2023
[EN: (RO below)]
The small size of this book makes it clear that it doesn’t go in depth, but it does a good enough job of pointing out not just the problems generated by planned obsolescence, which are all too obvious, but also that the concepts and practices that it’s based on are hardly new, some having existed throughout human civilization and only becoming worse and more widespread as more methods became available to those who stood to gain from them and the general public became more complicit. It also stresses the undeniably harmful role of marketing and advertising in general, points out the impossibility of endless growth and that environmental limits will soon put a stop to humanity’s current production and consumption patterns, and eventually, in the conclusion, presents some solutions.
However, I’m actually tempted to say that the author tried too hard to be balanced when presenting the matter from the point of view of the economy, and even let those economic considerations cloud the attempt to discuss the ethical aspects of these practices, to the point that I found that entire section more or less meaningless. There was also far too little emphasis on the environmental aspects, at least in my view. But perhaps the biggest problem is that the proposed solutions come too late, are presented too briefly and, despite complaining that some of the quoted works and authors don’t go far enough with their proposals, may be guilty of the same thing. Yes, at the end it is stated that the solutions will need to be imposed through regulations and require overhauling the economy and even society, reducing consumption most preferably without reducing the standard or quality of life, but some of the specifics are only briefly mentioned at the very end and the intermediate steps that are presented in more detail tend to bother me, especially when it comes to renting.

[RO:]
Dimensiunile reduse ale acestei carti fac sa fie clar ca nu ajunge in profunzime, insa face o treaba destul de buna in a prezenta nu doar problemele generate de obsolescenta programata, care sunt doar prea evidente, ci si ca practicile si conceptele pe care se bazeaza nu-s deloc noi, unele existand pe parcursul intregii civilizatii umane si doar inrautatindu-se si raspandindu-se pe masura ce mai multe metode au devenit disponibile pentru cei care aveau de castigat din ele si publicul larg a devenit mai complice. Subliniaza de asemenea si rolul incontestabil negativ al marketingului si publicitatii in general, arata imposibilitatea cresterii continue si ca limitele ecologice vor stopa in curand tiparele curente de productie si consum ale omenirii, si pana la urma, in concluzie, prezinta niste solutii.
Insa, chiar sunt tentat sa spun ca autorul a incercat prea mult sa fie echidistant cand a prezentat problema din punctul de vedere al economiei, si chiar a lasat aceste consideratii economice sa umbreasca incercarea de a discuta aspectele etice ale acestor practici, atat de mult incat am considerat acea sectiune mai mult sau mai putin fara sens. S-a pus de asemenea prea putin accent pe aspectele ecologice, cel putin din punctul meu de vedere. Dar probabil cea mai mare problema este ca solutiile propuse apar prea tarziu, sunt prezentate prea pe scurt si, in ciuda plangerilor ca unele dintre lucrarile si autorii citati nu au mers suficient de departe cu propunerile lor, pot sa fie vinovate de acelasi lucru. Da, la final se spune ca solutiile vor trebui sa fie impuse prin reglementari si vor necesita schimbarea din temelii a economiei si chiar a societatii, reducand consumul foarte preferabil fara a reduce standardul sau calitatea vietii, insa unele dintre specificatii sunt doar mentionate pe scurt chiar la final iar pasii intermediari care sunt prezentati mai in detaliu tind sa ma deranjeze, in special cand vine vorba de inchiriere.
88 reviews4 followers
January 24, 2021
Un eseu foarte bun despre tehnicile practicate de majoritatea comerciantilor pentru a se asigura ca cumparatorul revine dupa o perioada planificata pentru a-si achizitiona un nou produs, din cauza deteriorarii precedentului.
Autorul vorbdeste, de asemenea, si de felul in care procedeaza omenirea pentru a asigura circulatia banului si prezenta locurilor de munca. Pe scurt, un produs fabricat asigura prezenta unui loc de munca pentru o perioada, iar pentru ca aceasta perioada sa fie cat mai mare, atunci produsul trebuie sa se deterioreze intr-o perioada planificata.
In carte nu se vorbdeste prea mult despre o alternativa reala pentru sustinerea locurilor de munca.
Profile Image for Estefa.
13 reviews
August 23, 2024
No estoy acostumbrada a leer este tipo de libros pero me ha hecho reflexionar sobre la economía y tipo de vida que llevamos actualmente en el mundo .
16 reviews1 follower
December 27, 2025
Obsolescența programată îmi este o iubită dragă, considerând că scriu această recenzie de pe un telefon a cărui moarte i-o întârzii de un an.
Profile Image for Matteo Negro.
205 reviews33 followers
August 14, 2017
Quanti di voi si saranno chiesti come mai dopo soli due anni il portatile smette di funzionare, oppure perchè la stampante improvvisamente si blocca e non c'è più modo di ripararla. La spiegazione va ricercata sotto il termine "obsolescenza programmata". Serge Latouche con questo breve ma completo saggio ci accompagna in un viaggio alla scoperta di questo fenomeno. Il sistema economico moderno è basato su una continua crescita della domanda. Ma per sostenere nel tempo questa domanda di beni è fondamentale che gli oggetti che utilizziamo deperiscono ad una velocità sempre maggiore. Come riporta Latouche: la pubblicità crea il desiderio di consumare, il credito fornisce i mezzi e l'obsolescenza programmata ne rinnova la necessità. Naturalmente lo spreco sfrenato che sta dietro a questo sistema economico ha dei costi elevatissimi sottoforma di utilizzo incontrollato di risorse naturali e di produzione massiccia di rifiuti, spesso difficilmente riciclabili. Basti pensare che negli Stati Uniti, nel 2002 sono finiti nella spazzatura 130 milioni di telefonini perfettamente funzionanti. Il problema dello smaltimento dei rifiuti elettronici sta assumendo delle proporzioni enormi soprattutto per alcuni paesi poveri che importano tonnellate di rifiuti altamente pericolosi. Latouche chiude questo saggio, come i suoi precedenti, sostenendo che l'economia circolare e il principio della decrescita sia il solo possibile e attuabile al fine di garantire un vero benessere per lungo tempo.
Profile Image for Andrea.
126 reviews1 follower
April 17, 2020
Letto subito dopo "Come si esce dalla società dei consumi" (sempre di Latouche), con cui ha molte sovrapposizioni (ho il sospetto che ci siano certi passaggi addirittura copiati), mi è servito ad approfondire la conoscenza delle dinamiche che spingono il consumismo, in particolare l'obsolescenza.
Profile Image for Florie Vine.
132 reviews25 followers
March 14, 2013
Un résumé très complet et détaillé des différents types d'obsolescence, leurs origines et conséquences. UN liver très instructif pour comprendre la société consumériste d'aujourd'hui.
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