«Insegnare è un lavoro meraviglioso, ma dipende dalla classe». «La scuola senza voti funziona, ma dipende dalla classe». Quante volte queste frasi riecheggiano tra i corridoi delle scuole? Ma cosa intendiamo davvero con "classe"? Michele Arena mette in luce il doppio significato di classe — classe scolastica e classe sociale — per analizzare con sguardo critico le dinamiche che attraversano ogni giorno il mondo della scuola.
Quanti sono i figli di genitori non laureati che si laureano? Quanti dei diplomati ai professionali arrivano all'università? L'autore ci accompagna in una riflessione profonda e l'insuccesso scolastico non è solo una questione individuale, ma è intrecciato con privilegi, disuguaglianze, potere e appartenenza sociale. Ignorare tutto questo significa rischiare di riprodurre — anche inconsapevolmente — le stesse ingiustizie che l'educazione dovrebbe contrastare.
Attraverso analisi puntuali, esempi reali e spunti operativi, il volume invita gli insegnanti a prendere a interrogarsi su cosa significa davvero educare in un contesto che premia chi parte già avvantaggiato e penalizza chi ha bisogno di più. Decostruire la retorica del merito, mettere al centro la reciprocità, promuovere una cultura della questi i punti chiave di un nuovo sguardo sulla scuola.
Il paradosso del merito e la colpevolizzazione della povertà. L’ambiguità del concetto di “povertà educativa”. La classe come spazio sicuro e politico.
Più un pamphlet che un saggio )anche redazionalmente parlando), comunque un libro che ogni docente dovrebbe leggere, anche partendo/rimanendo su posizioni diverse. Mai come in questi ultimi anni (e ultimi lo sono anche in senso professionale) ho sentito la necessità a scuola delle competenze degli educatori, del loro punto di vista, delle loro capacità di ascolto e mediazione. Questo libro, politico il giusto, me lo conferma.
Non so se è un bel libro, ma è un libro necessario. E non solo per gli educatori, ma per tutti. Specie per quanti sono convinti che la meritocrazia sia un buon fondamento della società, garanzia di giustizia e motore di mobilità sociale. È una trappola insidiosa, anche per chi pensa di aver riflettuto molto sulle dinamiche di ingiustizia ed esclusione nella società. L'analisi non si limita a studiare queste dinamiche, ma pone un focus sui diversi punti di vista, quello di chi opera nella scuola e quello di chi subisce tali dinamiche. Ma non solo, nell'ultima parte dall'analisi si passa anche ad alcune proposte di azione, idee e spunti per attività che possano promuovere comportamenti di riconoscimento e resistenza. spunti non facili, ma che contribuiscono a far uscire dalla lettura del libro non troppo scoraggiati, e anzi desiderosi di provare a sperimentare.
Leggere questo libro mi ha confermato quanto sia necessario parlare di privilegio nelle scuole e cercare di abbattere il concetto di meritocrazia. Tanti spunti di riflessione interessanti per approfondire un tema poco affrontato nel mondo dell' educazione: la povertà. Peccato per l' assenza di una bibliografia finale, l'avrei preferita alle note a piè di pagina.
Gelezen, omdat ik naar de boekpresentatie van de auteur ben geweest. Daar waren meerdere docenten die erg gepassioneerd vertelden over hun problemen met het schoolsysteem. Boek met een krachtige boodschap, maar toch mis ik in het boek wat meer meeslepende voorbeelden/anekdoten om helemaal een goed beeld te krijgen van het probleem.