Das neue Buch der Bestsellerautorin und Starpianistin
Die weltberühmte französische Pianistin, bekannt für ihre Liebe und ihr Engagement für Wölfe und die Natur, geht in ihrem neuen Buch auf eine faszinierende Reise zu sich selbst mit vielen philosophischen Reflexionen über Musik, Natur und die Welt, in der wir leben. Nach einer Konzertprobe in Hamburg erwirbt Hélène Grimaud in einem Antiquariat ein geheimnisvolles Manuskript. Sie fühlt sich von dem Text in ihrem Innersten getroffen, denn er spiegelt die Themen ihres die leidende Kreatur, die Natur als Klang- und Schöpfungsraum, die Musik der Romantik. Das Manuskript führt sie in die Stille der großen Wälder des Nordens, auf die Insel Rügen und bringt sie schließlich zurück zu ihrer ureigenen Bestimmung – zu ihren Wölfen in South Salem im Staat New York.
Je pense que ce livre intéressera principalement les personnes qui aiment Hélène Grimaud et/ou Brahms. C'est bien raconté. D'une manière générale, lire les récits d'Hélène est comme se laisser bercer par une harmonieuse musique. C'est un livre qu'il ne faut pas lire avec beaucoup de coupures au risque de se perdre. Il faut rester tant soit peu concentré pour réussir à connecter les différentes pièces du puzzle qui apparaissent au fil de l'histoire. Si je le compare à ses livres précédent, je trouve qu'elle fait à nouveau quelque chose de différent de Variations Sauvages ou de Leçons particulières. Chacun de ses livres a son propre thème/style. Mais on y reconnait toujours cette nature extrêmement passionnée et pure et les mots justes d'Hélène, qui suscitent chez moi énormément de respect et d'admiration. Un exemple dont on peu s'inspirer sans aucun doute.
Questo romanzo (?) è un guazzabuglio di tutto ciò che sta a cuore a Hélène Grimaud, di professione pianista. Pagine e pagine dove si affollano riflessioni su Brahms, Schumann, influenza aviaria, CO2, lupi, insetti, uccelli, streghe, leggende celtiche - e chi più ne ha più ne metta. Il tutto intrecciato a una vicenda che dovrebbe ispirarsi ai più visionari racconti fantastici del Romanticismo tedesco e pare invece il frutto di una solenne sbornia.
Di lei si sono dette cose terribili. Ovviamente, e sarebbe il meno, che come pianista vale meno di zero. Che buona parte del suo successo è dovuto al suo bel faccino. Che la sua attenzione e il suo attivismo per gli animali e in particolare per i lupi non è altro che una astuta autopromozione. Che si fa vedere troppo fuori dalle sale di concerto, che va troppo in televisione. Che i suoi libri sono scritti troppo bene per essere veramente suoi. Che tutto quello che fa, compresa la scelta di diventare pianista, non è altro che una strategia per aggiungere pezzi ad un ego smisurato. Su un noto forum pianistico, “Pianoforum” (che peraltro viene ripulito abbastanza spesso, forse per fortuna, dai moderatori) tempo fa si usava chiamarla “pianista”, con le virgolette. Qualcuno invece è stato capace di pronunciare il suo nome senza mettersi a vomitare bile verde. Lo psicologo Luigi Anepeta, ad esempio, sul sito della “Lega per i diritti degli introversi” ha fatto una bellissima analisi del suo primo libro, “Variazioni selvagge” (http://www.legaintroversi.it/2007/04/...) Questo terzo ibro che viene dalla sua penna, invece, è un racconto che a sua volta ne contiene un altro. L’autrice, ad Amburgo per dei concerti, entra nella bottega di un antiquario, trova e compra un vecchio manoscritto, corredato di alcuni disegni. Il manoscritto, scoprirà con l’aiuto di un amico filologo e germanista, è di Karl Würth, pseudonimo scrittorio del musicista Johannes Brahms. I disegni, invece, sono di Max Klinger. L’amico si mette all’opera e, pezzo per pezzo, traduce il manoscritto spedendone la traduzione ad Hélène Grimaud, la quale lo riporta in questo libro commentandolo ed analizzandolo. Si tratta di una storia fantastica dai risvolti horror, come se ne scrivevano parecchie nell’Ottocento da Hoffmann in poi. L’autore del manoscritto, in viaggio nel nord dell’Europa, si perde in una landa solitaria, in mezzo a boschi, laghi e radure, e ne coglie per prima cosa un silenzio strano e sospetto. Poi, poco per volta, in uno stato crescente di disagio materiale e psicologico, si rende conto dell’ostilità di quell’ambiente, che per lui diventa un vero e proprio incubo da cui non riesce a liberarsi. Il recupero e la lettura di questo testo è fonte di profonde riflessioni per la Grimaud. Principalmente sulla catastrofe ecologica, contro cui lei ha lottato e continua a farlo attivamente con la sua attività e la sua testimonianza: nel racconto vede la profezia di una “vendetta della natura”, un inferno in terra che è la risposta rabbiosa all’uomo della natura sfregiata e violentata. Poi, sulla musica, la vita e l’estetica di Brahms e del suo maestro ed amico Schumann. Va anche a Rügen, l’isola costiera nel nord della Germania, dove aveva soggiornato Brahms, e arriva ad ipotizzare che il racconto di Würth-Brahms sia in realtà ispirato dalle fantasie malate di Schumann, che come si sa verso la fine della sua vita impazzì e si fece ricoverare in un ospedale psichiatrico, dove permetteva solo a Brahms e a pochi altri di fargli visita. Parla anche di Salem, non la “sua” Salem nello stato di New York ma l’altra, nel Massachussets, dove avvenne il famoso processo per stregoneria, della diffidenza e della paura per il diverso. La scrittura della Grimaud in questo libro è fortemente inattuale, probabilmente per scelta, imbevuta com’è di tutto l’armamentario simbolico-visionario del Romanticismo tedesco, e non solo. Non è un libro facile, nonostante un uso dei simboli alquanto didascalico; non è propagandistico né autopromotorio. Esso va piuttosto considerato come un “romanzo a tesi”, come forse era anche il precedente “Lezioni private”, un modo per esporre le proprie idee e il proprio pensiero per mezzo della finzione letteraria. Si può essere o meno d’accordo con le tesi in questione (io per esempio non riesco a vedere nel progresso e nella tecnologia il male assoluto, al contrario penso che sia possibile una quadra che permetta all’uomo e alla natura di convivere salvando computer, telefonini e aerei intercontinentali) ma una cosa è certa: la Grimaud ha le idee chiare, sa quello che vuole dire e possiede le parole per dirlo. Alla faccia e in faccia ai suoi detrattori, a cui spesso anche in questo libro, come negli altri, risponde senza fare sconti, e probabilmente è proprio questo suo non lasciarsi mettere nell’angolo che li manda ancor più in bestia.
Je n'ai pas su terminer ce roman. Je me suis ennuyé. Trop de références qui me sont inconnues, de musique classique, d'écologie etc.. Je m'attendais à une histoire de sorcières à cause du titre du roman et j'ai été déçu, il n'en est rien. Ce n'est pas du tout ce que je recherchais.
J'adore Hélène Grimaud, et j'avais tellement accroché à "Variations sauvages" que j'attendais d'avoir un peu le même coup de coeur. J'ai complètement décroché de ce récit, dommage.
Helene Grimaud, pianiste celebre, a presente des recherches interesantes sur la vie de Johannes Brahms et Robert Schumann qui resument l'esprit du romantisme. Il est parfois difficile de discerner ce qui est fait de ce qui est fiction et de percer le mystere et les liens entre la musique, l'environnement et la conservation des loups. Cependant, c'est un livre plein de mystere et le style d'Helene l'accentue. Un bel entrelacement de fantasme, de philosophie, d'histoire, de crise environnementale et de courants de conscience propres a l'auteur qui se fondent magnifiquement pour former un tout harmonieux.
Povestea din roman începe în Hamburg, unde pianista se află în turneu, luptându-se cu „muzica furtunoasă” din Concertul nr. 2 de Brahms. Într-o pauză dintre repetiţii, pentru a-şi curăţa „trupul de întreaga tensiune fizică a exerciţiilor de claviatură pe care le impune această operă cu complicaţii ritmice nesfârşite, cu zbateri complexe între acorduri masive şi mari disonanţe, cu un scherzo impetuos”, ajunge pe o stradă necunoscută, într-un anticariat. Încă de la început o frapează „sentimentul de irealitate” pe care l-a avut în magazinul obscur. Printre „obiectele (care) duceau o viaţă încremenită în şuvoiul timpului”, vede o oglindă ce îi aparţinuse lui Lewis Carroll, creatorul poveştii „Alice în Țara Minunilor”. Privind în oglindă, are parte de o viziune, „o lume a nordului şi a zăpezilor, cu brazi întunecaţi şi mari lacuri îngheţate”. Sub imperiul iluziei, decide să cumpere un manuscris voluminos cu partituri muzicale vechi, care îi vor schimba soarta. De aici povestea se complică, deoarece manuscrisul cumpărat se dovedeşte a fi un jurnal iniţiatic, scris de Karl Würth (pseudonimul compozitorului Johannes Brahms), îmbogăţit cu gravuri ale pictorului german Max Klinger (bunul prieten de mai târziu al lui Brahms). Eroina începe o investigaţie pe cont propriu în încercarea de a desluşi adevărul. Planurile încep să se suprapună, povestea purtându-ne într-o lume fantastică şi apoi iar în lumea reală, împletind ficţiunea cu problemele cotidianului. Autoarea dezvoltă teme şi subiecte de mare actualitate şi gravitate, cu care se confruntă omenirea (speciile pe cale de dispariţie, pericolul pandemiilor – gripa aviară, excesul de emisii de dioxid de carbon în atmosferă, destinul indienilor, epoca neagră a exorcizării vrăjitoarelor, lupta pentru protecţia lupilor etc.). Astfel ni se dezvăluie persoana complicată a autoarei, ce trăieşte o viaţă dedicată muzicii, repetiţiilor de concert, studiilor de partitură, dar care este în acelaşi timp marcată de acţiunile de distrugere a naturii planetei şi care se implică cu toată fiinţa în tragerea unor semnale de alarmă şi protecţia unor specii ameninţate. Pe de altă parte, pe măsură ce parcurgem paginile manuscrisului, descoperim personalitatea plină de mister a lui Johannes Brahms, geniu romantic frământat de meditaţii mistice şi de fantezii în care se întâlnesc elemente ale legendelor nordului. Ajungem să înţelegem astfel romantismul germanic, deopotrivă creativ dar şi plin de tenebre. Cartea este un apel ecologic, dar multimea temelor abordate precum si intercalarea temelor care vrea sa le dezbata, fara nici o legatura cu subiectul, m-au facut sa consider cartea foarte slaba.
"Et voilà que dans ce train, en feuilletant la documentation que j'avais emportée avec moi, je tombai sur une note évoquant un autre auteur allemand, qui a sans doute écrit l'histoire la plus troublante et la plus mystérieuse sur cette notion du double et de sa perte. Une histoire qui a inspiré bien d'autres écrivains après lui : Adelbert von Chamisso, l'auteur de L’Étrange Histoire de Peter Schlemihl ou l'homme qui a vendu son ombre. Il n'y avait rien d'époustouflant dans cette note, et j'allais la laisser de côté, quand ces lignes d'Adelbert von Chamisso attirèrent mon attention : "Je ne suis nulle part de mise, je suis partout étranger - je voudrais trop étreindre, tout m'échappe. Je suis malheureux [...] Puisque ce soir la place n'est pas encore prise, permettez-moi d'aller me jeter la tête la première dans la rivière."
"Débarrassés de notre essence créatrice, de toute vision, de tout désir de regagner l'Eden originel, nous ne sommes plus que de simples individus aux vies juxtaposées, acharnés à dévorer et à détruire, sourds au futur, aveugles au Paradis. Comme la musique, nos vies devraient suivre Faust quand, au lieu de chercher avec frénésie les nouvelles jouissances que lui a promises Méphistophélès, il demande à l'instant qui passe : "Arrête-toi, tu es si beau !"
Trop difficile de suivre l’auteure, pas captivée du tout ! d’un côté une histoire fantastique très bien écrite mais des réflexions qui partent dans tous les sens, avec une multitude de noms qui me sont inconnus ; j’ai eu l’impression que le livre serait réduit de moitié si on enlevait tous ces noms propres ! beaucoup de sujets survolés seulement, sur fond de musique classique bien sûr, la protection des loups, les indiens, la disparition d’espèces animales, les sorcières… j’étais complètement perdue bien que d’accord sur notre futur si l’homme continue de massacrer la Planète.
Hélène Grimaud, a world known pianist of great talent and sensibility, unfolds her intimate love story with Brahms, music, nature and the wolfs..from her discoveries of secret manuscripts in Hamburg to her trip to Rügen hoping to find reason in a surreal, captivating story written by the mysterious Karl Würth that changed her life and cemented her love, deepened her understanding of Brahms world and music..
It is difficult to establish in which category should be included this books: biography or fiction novel. In some part of the novel the author makes some digressions about the destruction of nature by humanity. Therefore the book seemed to me like a manifest directed against those who contribute to destruction of nature which means:pollution floods etc.
Cela commençait bien, un mystère fantastique, avec de belles connotations romantiques et musicales, mais le plaidoyer écologique aurait dû être une belle métaphore mise en évidence par le récit, et non une liste de données et de statistiques. Ca m'a gâché la magie.