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Il banco dei pegni del tempo passato

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Vicino a Seoul, da qualche parte nel quartiere dei ristoranti di una città di recente sviluppo, c’è un vicolo minuscolo, largo a malapena da permettere a due persone di camminare l’una di fianco all’altra. Alla fine di questa stretta viuzza c’è un banco dei pegni con un gatto nero e un’anziana signora che ne è la proprietaria. Non è un banco dei pegni come tutti gli altri, questo è speciale, perché anziché denaro presta una cosa ancora più preziosa: il tempo. Non a tutti, però, viene concessa questa possibilità; ognuno ha la propria aura, che può essere distinta per colore, e solo la proprietaria, in base a essa, può decidere chi è adatto o meno. Inoltre, il prezzo da pagare è molto alto: coloro che desiderano tornare nel passato per mutare qualcosa possono farlo, ma in cambio del tempo rimanente delle loro esistenze. Per alcuni questo non rappresenterà un problema, per altri l’orologio della vita giocherà a sfavore ed equivarrà a compiere una scelta determinante.

Kindle Edition

Published September 9, 2025

12 people are currently reading
180 people want to read

About the author

Ko Soo-yoo

1 book1 follower
She completed both her undergraduate and graduate studies in Korean Language and Literature at Hongik University. Currently, she works as a full-time writer, producing poetry, fiction, and essays in various fields. She made her debut as a poet in Munhak Sasang and won the Dong-A Ilbo New Year's Literary Contest with her novella 'The Pagan'.

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1 star
8 (8%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Cris.
30 reviews1 follower
December 13, 2025
No es solo que no valga la pena leerlo (es la misma historia con diferentes personajes) es que ni si quiera la portada que eso sí, es preciosa, es fiel a lo que te describen en el libro.
En fin, no perdáis vuestro tiempo.
Profile Image for Silvia Marshall.
32 reviews
September 18, 2025
3,5 stelle

Un misterioso banco del pegni offre alle persone la possibilità di tornare indietro nel tempo per un giorno o due, rivivendo il passato e avendo la possibilità di correggere gli errori commessi o evitarli. Il prezzo, però, è altissimo, in cambio si rinuncia a molti anni di vita.
L’anziana che gestisce il banco, con il suo pappagallo chiacchierone e il gattino nero che osserva silenzioso, crea un’atmosfera quasi fiabesca e un po’ inquietante. Questa cornice insolita dà al luogo un fascino sospeso, anche perché il tempo lì scorre in modo diverso.
La vecchina spiega molte volte(fin troppe) a chi vuol tornare indietro, quali sono le conseguenze e soprattutto che non sarà per niente facile modificare la linea del tempo. Ma non tutti possono farlo, ci sono dei limiti che sarà la vecchina a valutare.
L’idea di partenza è senza dubbio affascinante, un banco dei pegni dove non si scambiano oggetti, ma momenti della propria vita. Questo spunto narrativo apre a interessanti riflessioni sul valore del tempo, sul peso dei ricordi e su quanto saremmo disposti a sacrificare pur di cancellare o riavere un frammento del nostro passato. Di quanto sia importante agire sempre secondo coscienza e non distrattamente rischiando scelte sbagliate.
La scrittura è scorrevole e si lascia leggere con facilità, anche se a tratti l’ho trovata un po’ troppo didascalica, come se l’autore volesse guidare il lettore a forza verso certe conclusioni morali. Infatti ci vengono proposti diversi scenari, la madre che vuol far guarire la figlia prima dell’insorgere della malattia, il signore che vuole evitare un incidente, un altro che non vuol far fallire l’attività, ecc.. tutti che riportano a una scelta morale ben definita.
Come già detto sopra ho trovato delle parti un po’ ridondanti, soprattutto dove la signora del banco dei pegni spiega più e più volte, ad ogni personaggio, come funziona il tutto.
Nel complesso è una lettura interessante per chi ama i romanzi con una vena filosofica e un tocco di fantastico.
Non mi ha travolto emotivamente, ma l’idea di poter rivivere un giorno del passato mi ha lasciato diversi spunti di riflessione sul valore del tempo, sul peso delle nostre scelte e su quanto il desiderio di tornare indietro possa condizionare il presente.
Diverse volte durante la lettura mi sono chiesta sé avrei fatto anche io una scelta simile e per cambiare cosa sarei tornata indietro. La risposta mi ha sorpresa.
E voi sacrifichereste 19 anni della vostra vita per tornare indietro un solo giorno?
3,5 stelle per me
La copia Arc è stata gentilmente offerta dalla Casa Editrice
Profile Image for Andy .
124 reviews
January 7, 2026
Si lees hasta el tercer capítulo no hace falta que leas el resto. Todos los capítulos son exactamente iguales con historias que, para los temas que tratan, son muy superficiales.

El título y la portada están curradas pero poco más.
4 reviews
January 25, 2026
Siento que es un libro muy entretenido y al ser historias cortas una seguida de la otra se hace muy ameno de leer. Si es verdad que no te atrapa, no te mueres de intriga por saber lo que va a pasar porque mas o menos se repite la pauta de manera continuada. Si es verdad que la reflexión entorno a la importancia de vivir y sobre el tiempo esta chula, pero se queda un poco a medias (le pongo un 5)
79 reviews
January 18, 2026
Me ha encantado la trama de la empresa de la abuela de la inversión del tiempo en base a lo ocurrido en el pasado para intentar solucionarlo , lo que no me ha gustado tanto es que todos los capítulos acaban mal.
Profile Image for Cristian Milia.
Author 2 books3 followers
November 4, 2025
La casa editrice Newton Compton Editori continua a tentarmi con le sue promo sugli e-book, e io cedo volentieri: ogni offerta è una scusa buona per smaltire (o forse aumentare) la mia pila della vergogna. Il banco dei pegni del tempo passato di Ko Soo-yoo era lì in attesa fin dal giorno in cui è uscito.

La protagonista è un’anziana signora, custode e responsabile di un misterioso banco dei pegni. Non si tratta, però, di un luogo comune dove si portano oggetti per impegnarli in cambio di denaro, ma di un posto che offre alle persone la possibilità di tornare indietro nel tempo per un giorno o due, rivivendo il passato e avendo la chance di correggere (o evitare) gli errori commessi.
L’unico prezzo da pagare per usufruire di questo viaggio è alto: rinunciare a una parte degli anni di vita rimasti. Non a tutti, però, viene concessa questa possibilità. Ognuno ha la propria aura, distinguibile per colore, e solo la proprietaria, in base a essa, può decidere chi è davvero adatto a intraprendere il viaggio.

Ciò che emerge da subito è la delicatezza e sensibilità che contraddistinguono la narrazione: qualità che ritrovo spesso negli autori e nelle autrici d’Oltreoceano. Lo stile di scrittura è leggero, scorrevole ma anche profondo: ogni racconto si legge con facilità e lascia spazio alla riflessione.

Le storie narrate condividono un elemento comune: il desiderio di tornare indietro nel passato per evitare di ripetere l’errore che ha cambiato o rovinato la vita dei protagonisti.I personaggi non sono approfonditi nel dettaglio, ma è una scelta coerente con l’impianto narrativo: l’attenzione non è tanto sulle loro vite quanto sui sentimenti, i dolori e le fragilità che li attraversano.

Nel complesso, l’ho trovata una lettura piacevole e diversa dal solito, adatta a chi ama i romanzi con un pizzico di filosofia e una spruzzata di fantastico. Non posso dire che mi abbia travolto, ma l’idea di poter rivivere un giorno del passato mi ha lasciato diversi spunti di riflessione, soprattutto sulle scelte che facciamo e su quanto spesso restiamo ancorati a ciò che è già stato.

SOFFIO DI CARTA
Profile Image for Gresi e i suoi Sogni d'inchiostro .
708 reviews14 followers
January 19, 2026
Dopo una serie di giorni particolarmente frenetici, cominciava a mancarmi la solitudine. Mi siedo sulla mia poltrona preferita e mi immergo in storie di vita dal forte carattere, prendendo appunti e interrogando la mia stessa anima. Ko Soo Yoo era una giovane autrice giapponese che passa gran parte del suo tempo a scrivere, a leggere e sa che per scrivere bene e leggere tanto ci vuole tempo e pazienza. Ciononostante, dopo una laurea il cui indirizzo è per i più curiosi sconosciuto, raggiunge il suo obiettivo: scrivere un romanzo. Nell’inverno del 2020 accolsi con interesse e una certa bramosia un saggio di crescita personale, che nel giro di una manciata di giorni divenne il mio personalissimo guru. Una fonte inestimabile di sapere e conoscenza in cui l’arte della crescita personale era volta al miglioramento individuale. Il romanzo, all’epoca racchiuso fra le pagine di una copertina color azzurro cielo, avrebbe funto da personalissimo beneficio da cui avrei attinto, nel corso di questi anni, per intraprendere un percorso di crescita spirituale che mi ha reso, beneficiato di ogni aspetto elargito dalla vita stessa. All’epoca non lo sapevo, non ne ero del tutto consapevole, ma ciò che avrebbero funto le pagine di The miracle morning - autobiografia dello stesso autore - era quel bagaglio di insuccessi che sarebbero diventati successi, strutturando la vita mediante forme di disciplina e devozione che avrebbero indotto, anche al più pigro degli esseri umani di vivere la giornata, soprattutto quella prima dell’alba, con una marcia in più.
Finalmente avevo anche io creato una mia Morning routine. Un sorriso stampato sulle labbra spicca sulle mie labbra, quasi ogni giorno. Il mio umore libero da pensieri ingombranti e pronto a essere stimolato, prima che la settimana o la giornata lavorativa partisse. Sembrava fosse l’analgesico che cercavo. Quell’unguento magico che ha placato la mia anima.
Cosa mi aspettavo da questa lettura? Certamente molto più di quel che mi ero prefissata, ingiustamente collocata nel settore delle placide delusioni a cui avrei dovuto fare poi testo, mediante recensione. Quando si tratta di romanzi di letteratura nipponica, specialmente se esordienti, non ci sarebbe nemmeno bisogno di formulare l'interrogativo. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di realizzare questo post. Ma di certo queste letture un certo effetto lo sortiscono, la necessità di riempire queste pagine con parole che possano suscitare un certo effetto è contestualizzante. Luminose ma non abbaglianti; straordinarie ma non necessarie. Affinché possano ricondurci nel mondo ritratto dell’autore, in un modo o nell'altro.
Due pomeriggi trascorsi in prossimità del Natale confermarono come i miei sospetti fossero infondati. Una giovane donna, folgorata da Dylan Thomas, dalla filosofia stoica, dalle teorie junghiane, dalle leggi del cosmo e einsteiniane, travolta dai ricordi del tempo, desiderosa di mettersi in gioco, imparerà qualcosa dalla vita che solo il tempo gli concederà pur di affrontarla. Ko Soo Yoo sa qual’è il suo vero obiettivo, e sebbene la sua è una storia di cui ho già letto, in precedenza, in altri romanzi, è come un attacco di tosse improvvisa, una bella apparizione. Un processo di crescita spirituale volta alla lotta per l’umanità, alla sopravvivenza in cui il viaggio, pellegrinaggio interiore che ogni uomo dovrà intraprendere affinchè le nefandezze del suo cuore o dello spirito possano evaporare, mossa da una forza morale che spinge a vivere virtuosamente. L’infinito, la rigenerazione come simboli, nel romanzo continuamente citati dalla presenza simbolica di un serpente che si morde la coda e che è quel ciclo cosmico di morte e rinascita, in un eterno ritrovarsi e rinnovarsi, realizzazione di un ciclo perfetto, esplorazione dell’eternità di cui i Greci affibbiarono all’ascesa intellettuale di una preciso collocamento. Il mito sarà sradicato, la menzogna esorcizzata, l’universo regolato da forme precise di cui l’uomo, mediante nefandezze, dolori e conoscenza, trae insegnamento. Il tempo era un flusso ondeggiante e immenso che fagocita ogni cosa, ma guidato dalla ragione, dall’etica in balia di una sostanza armoniosa che è molto simile alla legge del Karma. Osservando ogni cosa, non giudicando quanto assemblando il tutto, è possibile andare oltre, valicare quell’invisibile barriera di confine fra consapevolezza e fantasia.
Repentino viaggio nel Giappone, l'avvento di questa lettura ha funto come da stato di flusso, onda sinuosa e copiosa che ha invaso la mia coscienza. Eclettica perché racchiude il nucleo pulsante di teorie, nozioni, fondamentali della filosofia, della poesia, della letteratura, in uno scorrere di parole che sono cascate di parole, riflessioni su una vita o più vite vissute. E, toccante, perché punteggiato da riferimenti sulla crescita personale, sulla nostalgia, sulla possibilità che il passato influenzi il presente. Ammantato da una coperta di oniricità, surrealismo tipico della tradizione contemporanea murakamiana, omaggio alla memoria perduta e ai sentimenti che definiscono, decimano la vita in ogni dettaglio, spingendo chiunque a scovare una seconda possibilità.
Un piccolo romantico affresco o omaggio alla vita, ma anche alla morte che ben o male ho già visto in un mucchio di romanzi, ma i cui personaggi sconosciuti sono figure di una certa importanza, in un paesaggio comune ma solitario. Sebbene di poche pagine, un racconto che scorre davvero molto velocemente e che, esplorando un pezzo dell'anima di chiunque, è un'ode alla vita, a chi la vive interamente. Indirizzando chi ancora non lo fa, ad adempiere a quei paradigmi o preconcetti che possano renderla come tale.
Piccola voce in un coro di suoni e rumori che è stata quella pausa, quella liberazione dalla routine. Trattato filosofico dall’ampio respiro, colmo di sentimenti che altro non sono che piccoli frastuoni dell'anima, come dei sassi in una macina.
Profile Image for Lu.
173 reviews1 follower
January 25, 2026
Tem muito potencial disperdiçado. O livro relata os acontecimentos sem realmente aprofundar a questão que pra mim é central: o que significa sacrificar anos da própria vida por alguém ou por um desejo. Não questiona se a troca vale a pena, outras alternativas ou consequências para o personagem. O que haveria nos 20 anos perdidos?
Poderia render uma reflexão profunda sobre destino, controle e valor da vida, mas fica raso.
49 reviews
January 29, 2026
L'idea è interessante e curiosa, ma il libro è scritto in un modo che non mi è piaciuto. Sia nello stile (forse gli scrittori coreani o asiatici non fanno molto per me), sia proprio nello sviluppo della storia, che è noioso e ridondante. Vengono continuamente ripetute le stesse cose sul funzionamento del prestito e del pagamento e fatte inutili e contorte disquisizioni filosofeggianti sul tempo. Non lo consiglierei
9 reviews
December 24, 2025
libro che ho trovato carino, ma un po' ripetitivo soprattutto nelle spiegazioni di come funzioni il prestito di tempo, sembra una copia uscita peggio del ristorante Kamogawa che preferisco
128 reviews
January 5, 2026
Le doy 3 estrellas porque no es mal libro, pero no me ha dado lo que buscaba. Generalmente este tipo de novelas te dan confort y en esta no lo he encontrado.
Profile Image for Cristina.
Author 2 books8 followers
January 12, 2026
No me ha dicho nada. Las historias son repetitivas y las intervenciones de los personajes incluso llegan a ser textualmente las mismas.
No entiendo la fama que ha tenido en Korea o aquí.
Profile Image for Mar García.
24 reviews
January 17, 2026
muy reconfortante para cuando te apetece apreciar lo que tienes a tu alrededor
Profile Image for Deborah Picher.
65 reviews
January 25, 2026
es como "Antes de que se enfríe el café" pero no ahonda tanto en los personajes y la abuelita es un poco la niña de the ring pero con la espalda mal. Se lee rápido y sale un gato.
Profile Image for Berta Nava.
4 reviews
December 30, 2025
La obra presenta una premisa muy interesante y comienza prometiendo una serie de historias de distintas personas cuya única relación es llegar a la casa de empeño. A pesar de que las diferentes historias son interesantes, la forma de narrarlo me ha acabado resultando monótona. Cae en la constante repetición de cómo funcionan los préstamos y narra de forma muy impersonal cada capítulo, impidiéndome empatizar con los personajes.
Displaying 1 - 19 of 19 reviews

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