“Il mondo, per Luisa, restava un grande mistero.”
Luisa, impiegata modello in un'azienda di giocattoli, si ritiene soddisfatta della sua vita.
Si alza presto ogni mattina, fa la doccia si veste velocemente, poi va a lavorare.
La sua è un’esistenza vissuta in solitudine, popolata da pensieri semplici, da ricordi belli e brutti.
Nel complesso è convinta di aver avuto una bella vita, seppur ordinaria
Ma anche una vita ordinaria ha i suoi momenti straordinari e Luisa a sessant'anni sta per cominciare a vivere i suoi.
Alcuni sono piacevoli, come quelli trascorsi a tenere la contabilità personale del suo capo nell'atmosfera confortevole della sua villa , dove arriva a bordo di un’auto con autista.
Ma i momenti più straordinari diventano spiacevoli, come quando si rende conto di aver commesso un grosso errore nei conti aziendali, o quando non riesce più a ignorare quel neo che le sta crescendo sul petto, o ancora il panico che la scuote quando risponde al telefono che squilla e non c'è nessuno.
Questi momenti si accumulano uno sull'altro fino a quando Luisa lotta per negare lo straordinario e le paure che l'accompagnano, e tornare all'ordinario.
Nessuno nota la voragine che la sta inghiottendo, nemmeno quando sta male in ufficio o viene sostituita sul lavoro da una giovane laureata.
“Se si resta a lungo nello stesso posto di lavoro gli altri non ti notano più.”
E mentre il suo spazio vitale si restringe ( non esce più rifiuta di curarsi) il rimuginare ossessivo dei pensieri si allarga e Luisa si lascia cullare dall’inedia ,come se che il suo lento congedo sia una risposta drammatica a quel mondo diventato a lei ostile e chiassoso
È il suo modo per far quadrare i conti. La sua liberazione.
Piersanti ha dipinto una donna la cui battaglia per rimanere normale è lentamente persa a causa dell'età, della pensione, del declino della salute, dai bilanci esistenziali che non tornano
“Il cielo e le nuvole, o la luna, le stelle, non le dicevano niente di speciale. Un bicchiere o una stella erano la stessa cosa.”
Scritto totalmente dal punto di vista di Luisa, il libro ,un piccolo gioiello, è il ritratto della brutalità della vita moderna, fatta di stupidità e indifferenza, dove il silenzio della protagonista è la reazione paradossale all’ accontentarsi, all’inutilità del credersi indispensabili.