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Rete padrona: Amazon, Apple, Google & co. Il volto oscuro della rivoluzione digitale

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“Mi trasferii a San Francisco nel 2000 per vivere nel cuore della Silicon Valley la prima rivoluzione di Internet. Ci ritorno oggi da New York e ho le vertigini, e un senso d’inquietudine. La velocità del cambiamento digitale è stata superiore a quello che ci aspettavamo e ormai la Rete penetra in ogni angolo della nostra vita: il lavoro, il tempo libero, l’organizzazione del dibattito politico e della protesta sociale, perfino le nostre relazioni sociali e i nostri affetti. Ma la Rete padrona ha gettato la maschera. La sua realtà quotidiana è molto diversa dalle visioni degli idealisti libertari che progettavano un nuovo mondo di sapere e opportunità alla portata di tutti. I nuovi Padroni dell’Universo si chiamano Apple e Google, Facebook, Amazon e Twitter. Al loro fianco, la National Security Agency, il Grande Fratello dell’era digitale. E poi i regimi autoritari, dalla Cina alla Russia, che hanno imparato a padroneggiare a loro volta le tecnologie e ormai manipolano la natura stessa di Internet. Sia chiaro: guai a disprezzare i benefici a cui ci siamo assuefatti, nessuno di noi vorrebbe veramente tornare indietro. Ma il tecno-totalitarismo che avanza non è neutro né innocente; […] capire quel che sta diventando la Rete è ormai indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo.” Federico Rampini

278 pages, Hardcover

First published September 2, 2014

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About the author

Federico Rampini

77 books168 followers
Federico Rampini è un giornalista italiano, scrittore, docente, storyteller e analista dello scenario politico economico nazionale. È stato vicedirettore de Il Sole 24 Ore e dal 1997 è corrispondente estero per La Repubblica. Dal 2000 risiede negli Stati Uniti ed ha acquisito la cittadinanza statunitense, senza rinunciare a quella italiana.

Federico Rampini is an Italian journalist, writer, and lecturer. Since 1997 he has been a foreign correspondent for La Repubblica. He resides in the United States and has acquired US citizenship, without giving up the Italian one.

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Displaying 1 - 21 of 21 reviews
Profile Image for Angigames.
1,426 reviews
July 14, 2019
ADORATO!
Quando si parla dei colossi del web, si rischia di arenarsi in dati, grafici e statistiche.
Rampini le cita, ma da bravo giornalista, coinvolge il lettore con una narrazione fluida, tramite esempi che hanno come base la sua vita di tutti i giorni.
Il risultato è un saggio molto interessante, che fa riflettere, ma che non annoia assolutamente. In molti casi mi sono ritrovata a sorridere delle esperienze fatte dall'autore.
Certo, i temi trattati non brillano certo di originalità, perché questi argomenti sono stati ampiamente approfonditi ormai da quasi tutti i media, ma è stato un vero piacere per me leggere un libro del genere.
Una lettura fresca, interessante e intelligente.
Profile Image for Occhionelcielo.
120 reviews43 followers
April 21, 2018
Condivisibile dalla prima all'ultima frase; anzi no, perché l'ultima frase è la data dell'epilogo - 30 giugno 2014 - e, purtroppo. su questi temi quattro anni si fanno sentire.
Ciò nonostante, se alcune parti sono un po' superate, per altre i problemi anticipati sono giunti a maturazione.
In sintesi, un'efficacissima panoramica sui vari aspetti della rete, consigliatissima per certi versi ai nativi e per altre ragioni ai non nativi.
Tra le tante chicche ne cito due:
1) Alla Intel (la Intel! la crème de la crème) ogni venerdì è proibito inviare o ricevere e-mail allo scopo di favorire concentrazione e creatività;
2) Transistor, televisione, computer, cellulare, celle solari, laser e fibre ottiche: tutti inventati nello stesso laboratorio grazie al principio dell'intelligenza collettiva!
Profile Image for Alessandro Carli.
2 reviews16 followers
January 6, 2015
Aneddoti e casi sul mondo della rivoluzione digitale dalla prospettiva di Rampini, un italiano che vive negli USA. C'è tanta Silicon Valley e tanta America.
Profile Image for Adriano Pugno.
Author 2 books22 followers
November 19, 2018
Partiamo subito da un presupposto: questo libro non rivela nulla di segreto, di sconosciuto, di poco chiaro. Sconsiglio quindi la lettura agli esperti, ai patiti dell'informatica: conoscono già bene tutti i casi citati, peraltro ormai datata visto che questo libro è del 2014, un'era geologica fa rispetto alla velocità dei cambiamenti tecnologici.

Quella di Rampini è comunque un'ottima opera divulgativa, che elenca e mette in relazione le storture, i monopoli, le promesse tradite della Silicon Valley e della rivoluzione digitale. Ne esce un quadro abbastanza pessimista.

I capitoli del libro, che sembrano tanti articoli di giornale messi insieme, rendono la lettura scorrevole e mai noiosa.

Profile Image for Sabina Biasuzzo.
271 reviews2 followers
April 3, 2015
Interessante escursione sui nuovi protagonisti dell'economia mondiale, colossi che stanno captando gli interessi (e le vite?) della gente in tutto il mondo. Facebook, Amazon, Google, Apple ma pure Bill Gates e l'inventore di WhatsApp: chi sono, cosa vogliono, cosa stanno facendo con le nostre informazioni? Consiglio vivamente la lettura di questo libro per essere pienamente consci di quanto della nostra vita privata finisca nella mani altrui e del pericolo che corriamo regalando preziose informazioni a questi signori. Scritto in modo molto piacevole, si legge facilmente e ci mette in allerta su possibili manipolazioni. C'è un altro grande fratello che ci spia ? Legge e lo scoprirete. Consigliato
Profile Image for Lara Musto.
21 reviews
January 8, 2017
E' il tipo di libro che si legge per un periodo, si lascia e quando si riprende ci si appassiona ancora di piu'. Ovviamente un tale sentimento affiora soprattutto in coloro amanti della moderna rivoluzione tecnologica, anche se l'autore tratta molti temi in maniera tale da attirare un pubblico non particolarmente tecnologico. Credo sia per un lettore con occhio attento al giornalismo/saggio. L'autore nel parlare dell'infobesity, ci introduce in un mondo che non vogliamo ammettere, ma che e' come il nostro cibo quotidiano, da cui per uscirne ci si dovrebbe mettersi a dieta da informazioni. Oppure fare corsi alla scoperta dell'attenzione mentale e tecniche di meditazione.
Profile Image for NonnaBaigia.
95 reviews7 followers
December 4, 2018
Ho finito questo libro tutto d'un fiato, curiosa di leggere un epilogo che mi ha distrutto psicologicamente e non esagero. Appena chiuso il libro ho iniziato a sentire un forte disagio e da li sono iniziate le domande interiori.
Re-wind...adoro Rampini, continuerò a leggere i suoi saggi perchè sono stimolanti e facili da capire anche per "i non addetti ai lavori". Di lui ho già letto Banchieri. Storie dal nuovo banditismo globale e Slow Economy: rinascere con saggezza, entrami molto interessanti e quasi premonitori come Rete Padrona, Rampini è sempre molto analitico nelle sue considerazioni, con il suo bagaglio di esperienza assolutamente invidiabile, un uomo che si è adattato a vivere in diversi stati con diverse culture. Una persona che trasmette l'idea che "lui sa quello che dice".
Il tema questa volta è molto caro alla sottoscritta, l'influenza della "Rete" nelle nostre vite e iu compromessi che ciascuno di noi è disposto ad accettare pur di "essere connesso". Io personalmente sono un'anti conformista, da sempre, FacciaLibro lo feci in Spagna nel lontano 2008 (quando in Italia si iniziava a sentire, forse) perchè tutti ce l'avevano ed era un modo per farsi nuovi amici in terra straniera...l'ho usato 3 volte in croce e non mi sono mai fatta degli amici tramite questa piattaforma...comunque da oggi farò a meno di aprirlo a meno che non sia costretta. Non sono neanche una despota secondo cui tutti dovrebbero farne a meno, per carità, ma sicuramente è bene che siano consapevoli di ciò che è veramente e ne accettino anche eventuali conseguenze.
Quello che traspare dal saggio è che la rete è un mondo libero in cui tutti siamo allo stesso livello, in cui tutti siamo uguali, che non ci sono differenze (del resto per esempio creare un account in un social, di qualsiasi tipo, è gratuito, FREE, ma quanto ci piace questa parola, FREE...ci rende tutti ingenui), si va bene tutto, ma a che prezzo? Ma soprattutto siamo veramente più liberi ora?
Sicuramente l'avvento di questa tecnologia ha cambiato le nostre vite radicalmente, ad oggi proviamo a stare un giorno senza smartphone o tablet, comunque senza una connessione. Per alcuni potrebbe essere shockante...
Io faccio parte di quella generazione che ha vissuto il cambiamento diciamo all'età della scoperta, in casa mia il primo Computer è stato il Commodor 64 nei primi anni 90, internet a casa mia è arrivato nel '97 con Asianet, la mia prima mail l'ho fatta nel '98, in piena adolescenza. Mi ricordo che mio padre lavorava ancora in analogico e stava passando al digitale, a quell'epoca alle 17 finiva di lavorare e stava in famiglia. Nel 2015 mio padre va in pensione e fino al giorno prima lavorava fino alle 22 di sera e pure nei fine settimana, sempre in connessione, sempre in rete: c'era sempre una mail che arrivava, una telefonata a cui rispondere o cascava il cielo...insomma, come mi ha confermato Rampini e vi confermo anche io che invece di essere agevolati da questo Bengodi di Internet, il mio tempo di lavoro è aumentato del 50% abbondante...quindi oltre alle 40 ore settimanali ne aggiungo la metà...60 ore settimanali perchè il cliente se vuole parlarti alle 22 di sera e tu sei un libero professionista se ne frega se hai famiglia e ti vuoi fare gli affari tuoi...peccato che il prezzo sia sempre lo stesso (incredibile...lavoro di più, do più servizi, ,mi pagano meno.....purtroppo questa è una legge che dobbiamo tutti ricordarcela perchè realistica.)
Consiglio di leggerlo, quanto meno per rendersi conto di ciò che forse la Rete non è un demone, ma che noi l'abbiamo reso tale, grazie alle nostre ambizioni. Magari nelle prossime generazioni ci sarà un ridimensionamento, per ora l'importante per me è usarlo si, ma come voglio e non come vogliono LORO.
Profile Image for Luca Pantarotto.
Author 3 books68 followers
August 10, 2018
L'autore lo presenta come un viaggio. Un viaggio attraverso il tempo, per analizzare le rivoluzioni digitali che negli ultimi vent'anni hanno mutato tanto profondamente il mondo in cui viviamo, il nostro rapporto con la comunicazione, l'informazione, la conoscenza, la socialità, le persone. Attraverso lo spazio, dalla California della Silicon Valley ai regimi autoritari di Cina e Russia, per mostrare le vie spesso tortuose percorse da tecnologie che, concepite per aiutare l'uomo, finiscono per trasformarsi in strumenti di oppressione e squilibrio sociale. E attraverso le esperienze individuali degli uomini che queste tecnologie ci hanno donato: Bill Gates, Mark Zuckerberg, Steve Jobs. Rete padrona è il tentativo di Federico Rampini di sviscerare il gap che riconosciamo oggi tra l'esultante fase pionieristica di vent'anni fa, quando si vedeva nella Rete lo strumento definitivo di liberazione dell'uomo attraverso la conoscenza, ai più discutibili esiti moderni della rivoluzione digitale: i nuovi Padroni dell'Universo divenuti controllori onnipresenti della nostra privacy, elusori fiscali, generatori di sperequazione economica e disagi sociali. Un viaggio che Rampini considera "indispensabile per cogliere la vera natura del capitalismo contemporaneo", e che ha il difficile compito di districarsi tra i due opposti estremi dell'ottimismo tecnocratico e della disintegrazione apocalittica.

Peccato sia un viaggio che ci mostra solo paesaggi già visti, e che alla fine non conduca da nessuna parte. Il saggio di Rampini si caratterizza per superficialità di approccio e scarsità di approfondimento tematico; non dice quasi nulla che non appartenga ormai da anni al bagaglio di conoscenze comuni a chiunque non abbia vissuto fino a ieri in una grotta. Le parti più decisamente dedicate alle problematiche della rivoluzione digitale, che dovrebbero costituire lo specifico del libro, si attestano per buona parte ad un livello da Internet for Dummies ("La colpa, come sempre non è della tecnologia, ma di chi li usa" è sostanzialmente il concetto di fondo del saggio); fino a spingersi persino a fornire definizioni per concetti come "link" ("la breve citazione che noi clicchiamo e ci porta al contenuto integrale"), un po' come fa Di Più che, quando in un articolo si cita un nome straniero, fornisce tra parentesi la pronuncia italiana traslitterata a favore di un eventuale pubblico attempato. Peccato che, in un saggio sul "volto oscuro della rivoluzione digitale", certe nozioni si sarebbero date per scontate. Dove Rampini brilla è invece nelle discussioni di tipo geo-strategico o economico, che evidentemente gli riescono più congeniali, come nei capitoli sulla Muraglia di Fuoco Cinese o sulle monete virtuali.

Il primo problema di Rete padrona è strutturale. Nel senso che, se siete tra coloro che seguono da sempre l'attività giornalistica di Federico Rampini come corrispondente di Repubblica da New York, avete già letto questo libro. Il volume non lo dichiara in alcun modo, ma il saggio di Rampini per un buon 90% altro non è che il collage di articoli già apparsi su Repubblica o su altri giornali come "Azione", il settimanale della Cooperativa Migros Ticino; con le necessarie modifiche e giunture nel raggruppamento dei singoli pezzi quando troppo corti per raggiungere la "forma-capitolo", o le inevitabili minime revisioni per adattare il pezzo al nuovo contesto. Certo, alcuni paragrafi e parti di capitoli sono stati scritti ex novo, e ci mancherebbe. In larga percentuale, tuttavia, se volete leggere le opinioni di Rampini sul tema "Rete padrona" non avete che da usare Google.

Non è una semplice questione di principio. Fondere insieme articoli di provenienza eterogenea – cronologica e tematica – in un discorso che si pretenderebbe generale e unitario quale quello che Rampini intende qui sviluppare, è un'operazione che non funziona. Non funziona nei singoli capitoli, che spesso si ritrovano a saltare di palo in frasca lungo precarie suture perfettamente evidenti (gli "attacchi" dei pezzi di Rampini sono tutti uguali nello stile, si vede benissimo quando ne comincia uno nuovo), associando la presentazione di temi e figure accomunati da affinità intrinseche talvolta piuttosto esili. E non funziona al livello del discorso complessivo, dove Rampini, in mancanza di una rielaborazione sostanziale della materia originaria, si ritrova a mettere insieme un libro in cui l'atteggiamento dell'autore verso il proprio tema cambia a seconda del punto di vista da cui lo osserva. L'esempio migliore sono forse i casi Snowden e WikiLeaks, la cui discussione ricorre svariate volte nel corso del libro, con prospettive e valutazioni di volta in volta differenti in merito all'effettiva capacità "eversiva" (in senso lato) delle rivelazioni: ora presentate come la prova di quanto sia facile sconvolgere un sistema dall'interno, pur senza essere ai ranghi più alti dell'operatività, ora lievemente sminuite come cose che in fondo, quando vennero "rivelate", già tutti sapevano grazie alle analisi dei giornali.

Ma si può andare ancora oltre: perché, al di là dei problemi che attengono alla maldestra "composizione" del volume, il saggio di Rampini vacilla proprio in quello che dovrebbe costituire il cuore pulsante dell'argomentazione, e cioè l'analisi della natura chiaroscurale della "Rete padrona". Come ho detto, l'assunto fondamentale dei vari articoli che compongono il testo è che non esistono tecnologie buone o cattive di per sé, tutto dipende da come le si usa. I giganteschi protagonisti della rivoluzione digitale nascono in un'ottica libertaria, egualitarista, free, e finiscono per "inquinarsi" cedendo alle lusinghe della pubblicità. Forniscono servizi di cui ormai non sappiamo più fare a meno (i servizi di posta elettronica di Gmail, le ricerche di Google, le interazioni sociali di Facebook e Twitter), ma al tempo stesso li sfruttano per carpirci dati personali, informazioni su gusti e preferenze, trend di acquisto e altro, per venderci ai Big delle pubblicità; o, nel caso dei Governi, per controllare i popoli e far passare immagini "corrette" della realtà politica.

La domanda è: e dunque? C'era bisogno di leggere un libro, per saperlo? Oggi, nell'Anno del Signore 2014? Dopo le rivelazioni sul Datagate, o le cronache delle proteste di San Francisco contro i techies, per restare solo a due macro-episodi? Probabilmente le analisi di Rampini meritavano il loro giusto spazio mano a mano che uscivano sui giornali, a partire dal 2011, diffondendo la conoscenza di fatti di cui solo allora si cominciava a rendersi conto; ma riproporle identiche oggi, quando ormai costituiscono communis opinio, sotto forma di saggio unitario, pare un po' fuori tempo massimo. Oltre alla definizione di uno "stato dell'arte" noto ai più, oltre alla messa in campo di nozioni, informazioni e ricostruzioni di vicende, cos'ha da offrirci Rete padrona che già non sappiamo? I giornali li leggiamo tutti, e lo facciamo quasi tutti i giorni; ci siamo accorti da parecchi anni che, quando scriviamo una mail su Gmail, gli AdSense si modificano in base al contenuto, o che su Facebook la pubblicità è ormai chirurgicamente personalizzata, o che gli Stati Uniti controllano i cellulari di tutti, in Cina e in Russia su Internet si trova solo quello che non dà fastidio al Governo, in California si accumulano miliardi nelle mani di una ristretta tecno-élite, mentre i mezzi pubblici cadono a pezzi e la gente viene sfrattata da case i cui prezzi di mercato salgono sempre più alle stelle.

Se il volto oscuro della rivoluzione digitale è questo, è già da un bel po' che è stato messo in luce.
Profile Image for Francesca.
106 reviews
March 26, 2018
Pensavo mi desse qualcosa di più... ok la storiella su quanto sia stato cattivo Steve Jobs, che tutti ormai conosciamo, ma non dice nulla di originale.
Una serie di articoli, ben scritti, su vari aspetti della rete e della tecnologia, da Amazon a Google, passando per Apple e per l'elusione fiscale messa in atto da questi colossi, senza trascurare lo sfruttamento del lavoro, minorile e non, in molti paesi del terzo mondo.
Nulla che già non si sapesse, credevo di trovare qualcosa di più approfondito rispetto alla conoscenza che chiunque si fa leggendo gli articoli (a volte anche solo i titoli) di giornale. L'ultima parte, un po' meno scontata, è invece discretamente noiosa... insomma, un po' delusa.
Nota positiva, il linguaggio è chiaro, semplice e da un taglio decisamente divulgativo, adatto ai non addetti ai lavori.
Profile Image for Davide.
226 reviews4 followers
October 22, 2019
L'aver affrontato questo saggio a ben cinque anni di distanza dalla pubblicazione ne ha parecchio depotenziato la portata.
Molto di quanto detto da Rampini ormai è noto ed assodato – in estrema sintesi, quando in internet qualcosa è gratis, vuol dire che il prodotto siamo noi – ma questo "ritardo" ha reso possibile la verifica di molte profetiche affermazioni.
Lo scenario è sostanzialmente quello prospettato, anche se – a mio parere – l'impatto tecnologico nella quotidianità non ha ancora visto il suo vero boom, per lo meno in Italia. Non che questo sia un male...
Sicuramente, anche letto oggi, il volume offre ai neofiti una prospettiva più completa del rapporto rete/uomo.
Indispensabile, secondo me, a compendio di questo saggio, l'ampiamente citato romanzo "Il Cerchio" di Dave Eggers.
https://www.goodreads.com/book/show/2...
Profile Image for Jacq.
564 reviews2 followers
November 8, 2020
Ottimo saggio di Rampini, che ci accompagna nell'universo dei giganti della New Economy. Molto interessante e scritto benissimo. Voto: 9/10.
23 reviews
February 12, 2025
Letto parecchi anni fa, ma già nel 2014 faceva capire i pericoli che stavamo correndo con le grandi compagnie tech. Molto ben scritto
Profile Image for Fabio Parisini.
58 reviews4 followers
January 17, 2016
Il libro, scritto dichiaratamente da un giornalista, parla di IT, importanti aziende del settore e risvolti sulla società. E' un libro scritto per chi non è esperto del settore, ha un scrittura di semplice comprensione per tutti.
Il libro è composto di tanti piccoli capitoli, forse un po' scollati tra loro, raccolti in quattro aree tematiche.
La prima, "Il futuro in mezzo a noi", racconta l'esperienza di un utente tipo delle nuove tecnologie al giorno d'oggi.
La seconda, "I nuovi Padroni dell'Universo", parla delle importanti aziende californiane che ci forniscono servizi, quali Apple, Google, Amazon, Facebook, e dei loro manager o ideatori.
La terza, "Governare Internet?", parla di privacy, intelligence, facendo riferimento al caso di Snowden, alla censura cinese, bitcoin e internet a due velocità.
La quarta parte, "Tecno-ottimisti, apocalittici, pentiti", prova a mettere sulla bilancia rischi e benefici che la tecnologia ci sta portando, cercando di dare una lettura antropologica e politica della situazione.
Nel complesso il libro può essere interessante per chi è affascinato da questi temi ma non li conosce per nulla, poco interessante per chi già conosce gli argomenti.
Profile Image for Alfiero  Santarelli.
143 reviews6 followers
May 8, 2016
Indecoroso. Rampini si conferma uno dei bluff del giornalismo italiano dopo l'altro libro con le sue profezie (sbagliate) su Cina e India.
La ricetta è: prendi un tema chiacchierato, spara le tue personali riflessioni caricandole di luoghi comuni, rendile potabili per un pubblico vagamente colto, non fare caso a quale sia la realtà dei fatti. Et voilà, successone editoriale.
Sul tema specifico posso dire di avere trovato una tale valanga di inesattezze e falsità che volevo lasciare il libro a metà. Mi sono forzato a finirlo nell'eventualità che qualcuno mi chiedesse un parere.
Oltre a questo, è un minestrone: poteva intitolarlo: "Tutte le cose brutte che si raccontano sui computer e sulla Silicon Valley".
107 reviews8 followers
August 16, 2019
Quello che non capisco di Federico Rampini è questo suo scrivere in Italiano e dunque presumibilmente per gli italiani, visto che la nostra lingua si parla praticamente solo in Italia. Non lo capisco, anche perché non perde occasione per sottolineare che lui vive negli U.S. (prima a Los Angeles e poi a New York) mica in Italia! Buon per lui e per i suoi figli! Forse se non fossi stata figlia di persone molto umili, avrei avuto altre opportunità anche io. L'autore capitalizza le sue conoscenze e la sua cultura indubbiamente molto vaste, ma si rende antipatico. Meglio farebbe a scrivere in Inglese e non per gli italiani, ma forse non avrebbe un pubblico di acquirenti altrettanto vasto se scrivesse in inglese.
Profile Image for Chiara F..
606 reviews47 followers
December 31, 2017
Come tutti i saggi di Rampini, anche questo sulla centralità di Internet e della tecnologia informatica nella nostra società, rappresenta uno spaccato chiaro e dettagliato dei vari problemi e questioni legati all'era digitale. Una ricca fonte di informazioni e spunti di riflessione, che rimangono comunque da approfondire per non fermarsi alla penna di uno scrittore che ci fa dono del suo sapere ma rimane pur sempre una voce tra tante diverse.
1 review
March 20, 2015
Interessante analisi del panorama attuale delle aziende high-tech della Silicon Valley.
544 reviews6 followers
December 31, 2017
Mi aspettavo un testo con focus su digitale, tecnologia e innovazione, ma è molto di più. É uno studio socio-polito della nostra epoca sui centri nevralgici del potere (tecnologico e non). Interessante
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