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Primo Casadei #1

Giallo uovo (Omnibus)

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Italian

154 pages, Hardcover

First published January 1, 2002

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About the author

Carlo Flamigni

29 books2 followers

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Community Reviews

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for arcobaleno.
651 reviews163 followers
May 13, 2021
Non conoscevo l'autore, medico forlivese luminare nell'ambito della fecondazione assistita. Dopo avere scritto numerosi saggi specialistici, si è dedicato, negli ultimi anni della sua vita, anche alla scrittura di racconti e romanzi con spunti ricavati dalla sua professione e soprattutto ambientati nella sua terra di origine. Solo questo ultimo è stato il motivo per cui ho deciso di leggere "Giallo uovo" a mia mamma (quasi centenaria romagnola di nascita). Si tratta di un romanzo (primo di una serie con protagonista Primo Casadei, detto Terzo*) giallo... molto smorzato: sembra infatti che l'autore stesso ne sia poco convinto e, in definitiva, di giallo rimanga solo il colore di una ragazza immigrata, personaggio non secondario; cosicché l'effetto della lettura risulta più ironico che delittuoso, nonostante più di un crimine commesso, ma sempre con molta... "disinvoltura"!
Non lo consiglio dunque a chi è appassionato di gialli "veri", ma può essere sicuramente gustato da chi può ritrovarvi le voci della propria terra.
Interessanti infatti i molti proverbi e modi dire in dialetto (tradotti e spiegati in un utile dizionarietto finale) e le tante usanze della bassa Romagna.
Mi meravigliavo, durante la lettura, che alla mamma non risvegliassero particolari suoni familiari (pur essendo vissuta in una famiglia romagnola doc, benché trasferitasi presto nelle vicine Marche) e davo la colpa anche alla mia interpretazione non corretta negli accenti e nella pronuncia. La motivazione in realtà doveva arrivare a conclusione del libro, tra le "Avvertenze" dell'autore:
Ho sempre pensato al mio dialetto, il romagnolo, come a una lingua ruvida, essenziale, da usare tra «noi», nelle aie, nelle case dei contadini, nei circoli, nelle piazze. [...] non si usa con gli estranei e i romagnoli si sforzano di parlare in italiano in tutte le occasioni pubbliche e comunque con chi proviene da altre regioni. È un dialetto destinato a essere dimenticato, e oggi lo usiamo in pochi. [...] Mia madre, quando vide con quale rapidità mi convertivo al romagnolo, si spaventò e pose dei limiti: dialetto sino alla soglia di casa ma, una volta entrati, solo italiano.
Ecco, questo è ciò che era successo anche a casa di mia mamma.

*A proposito dei soprannomi, in Romagna c'è un detto (che vi risparmio) secondo il quale il «nome buono», quello acquisito col battesimo o con la denuncia di nascita, è un lusso per la povera gente. Ciò è stato vero fino a cinquant'anni fa... ["Avvertenze", pag.154]
Confermo: anche nelle famiglie di origine dei miei nonni materni, tutti "vivevano" con un soprannome: mio nonno Ettore era chiamato "Litrin" e la nonna Giuseppina era conosciuta come "la Cina", e così i suoi numerosi fratelli che erano chiamati, tra la loro gente, con nomi completamente diversi da quelli anagrafici.
Profile Image for Tom LA.
687 reviews290 followers
January 13, 2019
Molto scorrevole e divertente. La trama è ingegnosa e credo abbastanza originale, visto che ruota attorno ad un tentativo da parte di quattro scalcagnati di nascondere una gravidanza da “utero in affitto” con scopi poco leciti. L’ambiente romagnolo è reso in maniera simpatica nonostante il fatto che tutti quei proverbi in dialetto dopo un po’ annoiano, soprattutto se non sei romagnolo e perciò non li capisci e devi guardare i fondo al libro per trovare la nota con la traduzione.
Profile Image for Procyon Lotor.
650 reviews112 followers
January 27, 2014
Giallo in Romagna Nella vita di un uomo che � diventato qualcuno c'� sempre un momento critico. Spesso coincide con la scellerata frase "sto scrivendo un libro e vorrei farmelo pubblicare" Il noto medico e ricercatore ha avuto questo brivido ma non glielo rinfacceremo anzi... La Romagna non � una terra frequentata dal giallo per, almeno a mio modesto avviso, tre motivi seri. Romagna significa terra di Roma. La fiamma dell'Impero diventata da braciere che era poco pi� di una candela, si spense qui nel quinto secolo. Misto di barbarie e tradizioni quirite, i Romagnoli hanno conosciuto dopo sei secoli di gloria e relativo benessere un migliaio di anni da morti di fame, non semplice povert�. Ci� si riflette nella cucina che � barbarica (idee poche, qualit� e quantit� tanta) e nell'indole che � SPQR a denominazione d'origine controllata. Gli aneddoti del figlio/padre insomma di qualcuno caro che torna da guerre e altre disgrazie e ottiene un "da mangiare � li, puoi dormire la" puro stoicismo antico, si sprecano. Se non ricordo male Indro Montanelli sintetizz� come "una terra dove un bicchiere di vino o una coltellata non si negano a nessuno". Con gente cos� secca e drastica come fare con l'intreccio? Nessun problema col romanzo storico ma col giallo � dura. Gli emissari dei legati pontifici accoglievano l'annuncio della loro promozione col petto gonfio e le tasche gi� in attesa per tramutarsi in sudore freddo e altro, il c.d."odore della paura" quando gli dicevano dove. Per passare da stoici accoltellatori muti di sangisughe abbiamo dovuto attendere lo sviluppo. Fu principalmente turistico, sviluppo delicato e sensibile a certi argomenti, lo scrittore che avesse fatto il suo bel libro su un serial killer di turiste tedesche sarebbe stato accolto con muta disapprovazione e una certa dose di calcinculo, lo sviluppo doveva essere quindi gi� assestato e diversificato, com'� oggi. Con cos� tanta gente taciturna, stoica e vendicativa poteva mancare un qualcosa di simile alla mafia? Infatti. Flamigni ti combina il giallo con questo e dei prestiti delle sua scienza per fare intreccio ma senza alcuna pesantezza. Il bello sta nei caratteri locali che sono resi plausibilmente riconoscibilmente e sgangheratamente bene, specie ai romagnoli verranno in mente almeno una decina di persone adattabili ai loro vestiti. Da goccioloni l'aneddoto della scimmietta.
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