Questo libro rappresenta in un certo senso una rivincita dell'«Histoire-bataille». Sarebbe tuttavia riduttivo limitarsi a questa considerazione superficiale. L'autore ha selezionato qui ventuno fatti d'arme cruciali. Scritti con il filtro della moderna sensibilità, i capitoli del libro permettono al lettore di ripercorrere più di mille anni di storia, cavalcando di campo di battaglia in campo di battaglia.
Alberto Maria Pollastrini, "Alias – il manifesto"
Federico Canaccini usa le date per raccontare cosa c'è stato prima e cosa è successo dopo. Le battaglie quindi non sono che il pretesto per riscrivere il Medioevo. Che non fu poi così buio come si pensa. Che non può essere compreso entro i confini della sola Europa. Pasquale Chessa, "Il Messaggero"
Quando pensiamo al Medioevo ci vengono in mente immagini di spade, castelli e armature. Quasi ogni cosa che ricordiamo di questo periodo storico ha a che fare con battaglie, duelli o assedi. Mai come nei mille anni dell'Età di Mezzo, la guerra ha occupato uno spazio così centrale nella vita degli uomini.
Un nuovo racconto del Medioevo in 21 battaglie fatali che ne hanno deciso la storia.
Federico Canaccini è Professore di Storia Medievale presso la LUMSA di Roma. Ha insegnato Storia della Filosofia Medievale e di Paleografia Latina presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma e di Storia Medievale presso l’Università Telematica Uninettuno.
Saggio scorrevole e interessante, che ha il pregio (grande) di voler dare, con compiutezza, una visione storica meno eurocentrica ai lettori italiani del tempo presente.
Come da titolo, resoconto a volo d'uccello su 21 battaglie. Alcune famosissime (i Campi Catalaunici; Poitiers; Hastings; Azincourt; l'assedio di Costantinopoli), ma tutte le altre sono episodi meno noti, soprattutto al pubblico occidentale, ma altrettanto importanti per capire come si è arrivati al nostro presente.
Questo primo libro di dicembre è stata una bella scoperta. . Federico Canaccini ha esplorato il Medioevo in ventuno battaglie, ventuno scontri che hanno segnato la storia (tra i tanti che si sono combattuti, ovviamente). . Ogni storico ha il proprio punto di vista, considera la tale battaglia più importante di altre, ma quello che mi ha colpito di più dell'opinione di Canaccini è stato il fatto di affrontare il Medioevo da ogni punto di vista, non soltanto quello "occidentale". . Per cui partiamo con la battaglia dei Campi Catalàunici, una delle ultime battaglie che si sono verificate prima di quella data canonica con cui l'impero romano cessa di esistere. . Si affrontano poi le classiche battaglie - Poitiers, Hastings, Gerusalemme, Las Navas de Tolosa, Azicourt, Anghiari e tante altre - ma c'è anche la battaglia di Lechfeld, dove i Magiari fanno la loro comparsa nel mondo medievale, prima di convertirsi; quella di Tarain, dove si svolgono due battaglie, alla conquista dell'India da parte del mondo arabo, per arrivare a quella del lago di Peijpus, dove i Cavalieri Teutonici vengono inghiottiti dal ghiaccio; ad Ayn Jalut, dove i Mongoli dal sangue unno vengono respinti dall'armata selgiuchide. Persino il Giappone ha un suo stralcio, descritto nel periodo 1274-1281, una manciata di anni in cui lo shogunato vede il suo sviluppo maggiore. . Per chi ama la storia militare, soprattutto quella medievale, questo libro è un punto di riferimento, se non altro perché è diverso da quelli del passato. . Le parole di Sant'Isidoro, nella descrizione dall'armata franca contro quella araba, ricordano una delle mie battaglie preferite (Poitiers). . Eccole qui: "[...] parevano come il Mare del Nord, che non può essere mosso: essi stavano fermi saldamente, l'uno vicino all'altro, come una muraglia di ghiaccio, e con il grande sibilo delle loro spade colpivano gli Arabi".
Faccio innanzitutto i complimenti all'autore di questo libro. Con la sua lettura piacevole e scorrevole, riusciamo ad avventurarci in quel periodo storico così bistrattato e pieno di pregiudizi che è il medioevo; sebbene il titolo faccia molta enfasi su queste 21 battaglie scelte dall'autore, ciò che ho trovato davvero interessante è come l'autore sia stato capace di ricostruire e descrivere i personaggi e il contesto storico che conducono a suddette battaglie. Straconsigliato non solo a chi è appassionato di storia militare o storia medievale, ma a chiunque abbia anche solo un minimo di interesse per la storia in generale.
Voto 3 1/2: mi è molto piaciuto in alcune parti e molto meno in altre. Le battaglie del titolo sono un espediente narrativo per inquadrare un popolo/nazione/periodo e questo è positivo. Di negativo c'è che a volte ci sono troppi nomi e situazioni in poco spazio e si fa fatica a seguire il filo.