«La principale fonte di preoccupazione di chi guarda l’Italia dall’esterno è l’incapacità del paese di capire che i suoi problemi sono soprattutto di origine interna. E che per risolverli c’è bisogno di riforme che incidano in modo radicale sul sistema economico. Per riprendere a crescere non c’è altra via che eliminare gli ostacoli che deve superare quotidianamente chi vuole intraprendere e creare posti di lavoro.»
Anche se fa presa sull’elettorato, la strategia di colpevolizzare l’Europa rischia di essere autolesionista in quanto espone i politici che l’adottano all’accusa di essere incapaci di battere il pugno sul tavolo a Bruxelles, di sapere cosa andava fatto e di non averlo fatto. Appare più coerente e più efficace la posizione di chi rimette in discussione l’intera costruzione europea rispetto alla tesi, né carne né pesce, di chi si dichiara «a favore dell’Europa ma non di questa Europa». La crisi dell’Europa è in realtà la crisi degli stati nazionali, che in un sistema sempre più integrato non riescono ad agire individualmente in maniera efficace, ma sono riluttanti a trasferire poteri a livello sovranazionale. Il volume smonta alcune «false verità» sull’Europa, senza necessariamente assolverla dalle sue responsabilità ma senza nemmeno tacere quelle degli stati che ne fanno parte.
non mi è piaciuto. Le tre stelle premiano certamente le competenze e la profondità ma (vedi sotto) il tutto è rovinato dallo spirito del libro.
Le spiegazioni sono sempre del tipo: c'è strada da fare, l'italia si deve rimboccare le maniche. "e cosa pensavate?". Alla fine la sensazione che mi rimane è che l'europa sia stata disegnata da una elite che vive in una sua bolla e che se frega degli europei, a meno che non appartengano a classi illuminate. Questo purtroppo è lo stesso atteggiamento che ha generato la deriva destrorsa del 2024. Invece che avere questo atteggiamento accademico, probabilmente chi difende l'europa dovrebbe rimboccarsi le maniche ed andare in mezzo alle persone normali ...
Il libro è molto interessante, anche se in alcuni tecnicismi mi sono persa. Fulminante è la premessa che spiega tutto il senso del libro, che non è una difesa a spada tratta dell'Euro e della BCE, ma che spiega come le cose potevano andare meglio se in Italia si fossero fatte scelte diverse e di come le cose potrebbero andare peggio se fossimo fuori dall'area euro.
Ci sono due modi per reagire ad una brutta notizia, a una sconfitta o a una crisi profonda. Il primo consiste nell'analizzare le cause del problema e poi rimboccarsi le maniche per cercare di raddrizzare la situazione. Il secondo è di scaricare la colpa su altri per deviare l'attenzione e rimandare le scelte difficili, nella speranza che prima o poi arrivino tempi migliori. La natura umana generalmente spinge verso questa seconda soluzione, che non è però sostenibile nel tempo. Lo si vede in molti settori. .... In politica è molto più complesso attribuire responsabilità precise. Chi esercita il potere ha l'incentivo ad addossare la colpa di eventi negativi, come la recessione, al contesto internazionale, alla globalizzazione o, più di recente all'Europa.