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Voice Of The Moon

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The madness particular to all those who come under the influence of the city of Padua is celebrated in this novel by Italian writer Ermanno Cavazzoni. Savini, the central character, finds himself the victim of even more alarming circumstances at the time of the full moon.

288 pages, Paperback

First published January 1, 1987

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About the author

Ermanno Cavazzoni

43 books27 followers
Ermanno Cavazzoni, nato a Reggio Emilia nel 1947, vive a Bologna. È autore di vari libri di narrativa: Le tentazioni di Girolamo (1991), I sette cuori (1992), Le leggende dei santi (1993), Vite brevi di idioti (1994), Cirenaica (1999, riedito come La valle dei ladri, 2014), Gli scrittori inutili (2002), Storia naturale dei giganti (2007), Il limbo delle fantasticazioni (2009), Guida agli animali fantastici (2011), Il pensatore solitario (2015), Gli eremiti del deserto (2016).
Per La nave di Teseo ha pubblicato La galassia dei dementi (2018), vincitore del Premio Campiello – selezione Giuria dei Letterati, e Storie vere e verissime (2019) e Il poema dei lunatici (nuova edizione 2020).
Nel corso degli anni ha collaborato con musicisti per i testi e per piccoli spettacoli, ha scritto testi teatrali, trasmissioni radio e film (sceneggiatura di La voce della luna di Federico Fellini, il documentario La vita come viaggio aziendale del 2006 finalista al festival di Amsterdam, la regia di Vacanze al mare 2014).
È stato, con Gianni Celati e altri, ideatore e curatore della rivista “Il semplice”.

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Displaying 1 - 13 of 13 reviews
Profile Image for Numo.
97 reviews14 followers
August 11, 2020
La misma anarquía pintoresca y absurda que hace al libro tan especial al comienzo se vuelve por su inconsistencia y su reiteración superflua su mayor enemiga al avanzar la lectura. Hay momentos humorísticos y geniales desperdigados por la novela, pero a mi entender son insuficientes para sostener ese hilo invisible que debería coser de principio a fin a cualquier obra. Leo que este libro inspiró a Fellini para su última película, "La Voz de la Luna", pero afortunadamente Fellini lo reinventó y creó un film lleno de magia, misterio e inteligencia soterrada. 😎
Profile Image for herocious herocious.
Author 3 books19 followers
November 13, 2012
it's easy to see how fellini would want to make this book into a movie.

there were some great scenes and anecdotes in it, but it did lull a bit and i found my eyes closing a little and i found my brain scampering off into a literary dreamscape, which is fine.

i love how cavazzoni stresses how much history can change according to your point of view.

his interpretation of garibaldi and the expedition of the thousand was, to be it gently, a riot, and entirely plausible.

same with his interpretation of waterloo and napoleon.

the story of judas iscariot will never be the same in my eyes, namely, jesus being the true traitor in letting judas hang himself.

the last chapter resounds, with its weary moon and the whistling of time.

i like this book because it's loyal to the idea of seeking the truth for yourself vs preaching it, which can only end in disaster.

Profile Image for Ce.
115 reviews
August 11, 2024
Este libro lo tenía allí descansando, el resumen me había llamado por su clara interpretación "lunática" de la realidad y si hay algo que no puedo negar, es que fue justamente ello. Lamentablemente, lo que más prevaleció en mi lectura fue lo tedioso que se me ha hecho. Lo he acabado a base de empecinarme a no abandonarlo y no porque realmente disfrutara su lectura.

La verdad es que ha tenido pequeños momentos donde me ha dado mucho que pensar, y la forma en que re-interpreta muchas cosas cotidianas y de la vida de una forma fantástica, transformando el mundo en escenario es interesante; pero se vuelve, en mi opinión, repetitivo y largo y acaba sintiéndose vacío.
Profile Image for Davide.
74 reviews1 follower
September 24, 2025
Un'anarchia umana che si sviluppa tra campi e borghi della bassa padana emiliana. Un'odissea fulminata lunga un mese, nel quale ci immedesimiamo in un protagonista sovente inaffidabile e sorprendente e del quale sappiamo soltanto che decide (!) di chiamarsi Savini.

L'indole curiosa di Savini, il quale inizialmente vuole investigare i segreti dei pozzi di campagna, si trasforma in distorta percezione della realtà nel momento in cui in città incontra il prefetto Gonnella, esploratore del surreale malguidato da se stesso.

Di colpo, i muri delle case diventano facciate di cartongesso, retroscena di attori che si preparano ad inteatrare la loro parte non appena varcato l'uscio. Neonati compresi, ed anzi: sono proprio loro i più bravi.

Apprendiamo delle reti di spionaggio della terza età, così come della vera storia dietro la scomparsa degli invasori mongoli, dei Maya, e degli opliti di Alessandro Magno in Asia.

Conosciamo inoltre uno zoo di animaletti ed esseri soprannaturali che vivono nei tetti, nei fori dei tarli, nei lavandini, nelle fontane, ognuno coi propri usi e costumi ed ognuno intento ad cospirare contro noi poveri mortali, causando (o meglio, essendo la conseguenza di) disturbi psichici mai diagnosticati.

Colpi di genio sono le spiegazioni sulla vera natura della spedizione di Garibaldi, sul perché i Borboni e il loro viceré abbiano perduto il loro regno ad una banda di mille volontari senza accorgersene, e sui reali propositi di Giuda Iscariota all'ultima cena.

Ciò che importa, però, è il fischio del tempo che scorre inesorabile. Quantunque uno parli e pensi e vociferi e rimugini, quello va avanti, e che gliene importa alla fine?

Ho adorato le descrizioni delle uniche due figure femminili del romanzo: la instancabile Vaporiera, che inconsapevolmente tutto dà e anche tutto consuma, e la bella, innocentemente procace cameriera dai capelli rossi, che funge da Beatrice in giarrettiera al nostro Savini. Cavazzoni ha talento per questo genere di raffigurazioni.

Come si intuisce, in questo libro l'assurdo la fa da padrone. Mi sono ritrovato a bramare, quasi come un ramingo nel deserto cerca un'oasi, quei pochi appigli alla realtà. Questi ultimi, spesso elementi del paesaggio, mi han permesso di conferire un qualche senso alla trama, ad inquadrarla almeno per un paio di pagine in una cornice di certezza e familiarità. Il ponte autostradale, il bar di paese, i campi di grano, il furgone dell'ambulante, la pizzeria sulla provinciale, la bottega del barbiere, la piazza della chiesa...

Unico filo conduttore: la luna che sorge, sovrasta, osserva e che, muta, muta, sempre in modo pacato, senza pesare sulla narrazione.

Non stupisce che Fellini abbia tratto il suo ultimo film proprio da questo romanzo.
Profile Image for Leonardo.
49 reviews1 follower
April 5, 2021
Letto proprio con godimento, spesso, non sempre come quel matto del prefetto. Sarò abbastanza lunatico anche io, si capisce.
Pagina 146 della prima edizione, per esempio, inizia con una delizia "«Sì, ma sarebbe bello un atlante di acqua, così i confini delle nostre regioni ondeggiano, come succede nella realtà; e si sposterebbero alla deriva. E poi se si formano delle correnti dentro l'atlante, l'inchiostro della tipografia si spande e si sfilaccia, come le nuvole quando c'è il vento. E se noi ci stampiamo nell'acqua delle parole o dei colori per indicar le montagne ei prati dove pascolano le tribù degli abitanti, se noi ci stampiamo un tratteggio o una velatura a retino per indicare le valli nebbiose, o dei circoletti per i nidi delle madonne, pian piano, per la natura dell'acqua, tutto questo fitto di segni si diluisce e forma delle ombre o delle striature; o un arcobaleno che brilla e che si guarda con grande diletto.»
Avevo parlato tanto ispirato che il prefetto mi stava a ascoltare vedendo con gli occhi dell’immaginazione le linee di stampa e le lettere nuotare in questo liquido atlante, e scomporsi e poi ricomporsi, in modo da suggerire una geografia che trascorre davanti allo sguardo, e si colora come una stoffa cangiante o come il cielo di marzo."
Profile Image for Hex75.
987 reviews60 followers
September 9, 2020
Un uomo, tal savini, vaga per un territorio padano fuori dal tempo (è contemporaneo eppure a tratti sembra esser fuori dalla nostra linea temporale), fa incontri bizzarri e ascolta storie incredibili, fino ad un curioso epilogo: a volerlo riassumere nei suoi minimi termini "il Poema dei lunatici" è tutto qui.
Quello che lo rende diverso da tutto è la capacità di cavazzoni di mostrare la vicenda attraverso lo sguardo di un protagonista capace di mischiare realtà e fantasie fiabesche in una maniera unica, forse giusto vicina al Calvino di "marcovaldo" (che, a proposito, prima o poi vorrei rileggere) ma più disociato dalla realtà.
Potenzialmente una bomba, quindi, ma in certi momenti l'ho trovato spossante, e questo nonostante alcune trovate assolutamente geniali (l'intermezzo garibaldino è devastante, roba da trovarsi a ridere da soli).
Insomma, in teoria un libro che poteva essere tra le mie letture dell'anno, ma in pratica no. Però non rimpiango affatto la lettura, e se si è interessati al lato meno realista della letteratura italiana è un libro da recuperare.
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books46 followers
September 12, 2018
"Gli scrittori inutili" mi era piaciuto di più, ma anche questo è notevole, al di là del fatto che Fellini ne abbia (molto liberamente, e con esiti felicissimi) tratto "La voce della luna".
La poetica di Cavazzoni è un unicum della letteratura italiana. Sembrerebbe discendere da quella linea umoristico-malinconica già visibile in "Pinocchio", nel poeta Ernesto Ragazzoni, in Palazzeschi e pochi altri. Oggi anche Alessandro Banda si inserisce in questo filone.
34 reviews2 followers
December 16, 2018
Un vagabondare sognante nei più reconditi segreti di un mondo semplice o almeno così pare al protagonista di questo poema.
Profile Image for robxyz.
244 reviews5 followers
August 4, 2017
C'è una specie di magia che aleggia ancora nei paesi seminati nel cuore della pianura padana, c'è una Emilia Romagna che si ostina a sopravvivere nell'originalità tipica dei suoi abitanti; c'è tutto un universo nascosto nella parlata e nelle quotidianità di tanti luoghi delle campagne umide del nord Italia. E in queste pagine tutto prende spunto dalla regina delle nostre terre, l'acqua, e tutto quel che con lei caratterizza il paesaggio della bassa, cioè pozzi, fossi, acquitrini nebbia umidità tombini scarichi, e poi rubinetti che gocciolano spesso, fontane, pioggia. E si parte bene, come fare un giro delle osterie dei paesi qua fuori. Grande la storia di Nestore e di sua moglie che si trasforma in una insaziabile vaporiera, meravigliose le scene dove si raccontano le osterie piene di persone pronte ad inventarsi sui due piedi storie complicatissime pur di prendere in giro il malcapitato di turno, in questo caso il protagonista che sembra essere un mezzo matto ma di quelli irresistibilmente fantasiosi e divertenti. Ma poi, il ritmo cede, cede inesorabilmente, la lettura si fa lenta e purtroppo Cavazzoni presto inserisce il prefetto Gonnella, un personaggio insulso che ho trovato noioso e odioso da subito, uno svitato ma stavolta di quelli asfissianti e deprimenti come un risotto troppo cotto; insomma, una piattola petulante come purtroppo capita spesso di incontrare nella vita reale. E l'acqua, intrigante e invitante delle prime pagine si è trasformata in fango melmoso che mi ha reso il passo pesante verso la fine, ed è un peccato perchè poi la storia segreta di Garibaldi è una grande trovata, e nell'insieme il racconto non è così brutto da farti abbandonare la lettura. Da tenere anche presente che tanti sottintesi sono chiari, anche se di sottigliezze si parla, per un pavese-emiliano-romagnolo, ma non credo possano essere facilmente compresi da chi non ha mai vissuto in queste zone: proprio per questo, non mi stupisce l'entusiasmo romagnolo di Fellini che si ispirò a questo racconto per il suo film "La voce della luna". Insomma, mica sto gran capolavoro come strombazza la quarta di copertina. Meno male che l'ho finito.
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