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Bringing It All Back Home

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Giuseppe has red hair, pimples, and an inexhaustible reserve of money in his wallet. Vincenzo is good looking and serious, like any respectable adversary. The third friend is the one telling the story: with caustic precision, this restless narrator records dizzying teenage discoveries, the lazy inertia of the high school years, and the plunge into adulthood. The city is Bari in southern Italy, the time, the 1980s. The era of ideologies has been killed off—the streets are full of optimism; commercial television channels are recalibrating people’s desires and aspirations; “something akin to a storm front of madness” is running through Italy’s economy. The times are moving fast, and the glow of so much burned money lingers on. And under those ashes lies still more money, smoldering with the desire to be passed from hand to hand.

And yet, as the three boys tackle life’s challenges, it becomes clear that things are not so simple. Despite their families’ evermore luxurious homes, despite the success of their fathers (a businessman obsessed with social climbing, a famous lawyer, and a talented ex-mechanic who has borrowed money from the wrong people), despite their mothers— or stepmothers—who wear out designer heels walking from one shop window to the next, the radar behind these adolescents’ eyes detects unexpected vibrations.

Nicola Lagioia has written a mature, angry coming-of-age novel. The writing is taut, perceptive, and precise, reaching sparkling heights in a story of friendship, betrayal, and generational conflict, which ultimately takes us to the beginnings of our own time in history, and to the eternal adolescence of a country that is growing old without ever having grown up.

138 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2009

6 people are currently reading
306 people want to read

About the author

Nicola Lagioia

37 books297 followers
Born in Bari, Lagioia debuted as a novelist in 2001 with Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj (senza risparmiare se stessi). With his novel Riportando tutto a casa he won several awards, including the 2010 Viareggio Prize. In 2013 and in 2014 he was among the film selectors of the Venice International Venice Film Festival. In 2015 he won the Strega Prize with the novel La ferocia.

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Displaying 1 - 30 of 33 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,476 reviews2,459 followers
September 16, 2025
PROVE TECNICHE DI PERSONALITÀ



Bildungsroman? Romanzo generazionale? Grande affresco degli anni Ottanta? Thriller? Prova di scrittura briosa, ricca, musicale?
Niente di tutto questo: trattasi semplicemente di prove tecniche di personalità.



Nicola Lagioia è ancora alle prese con il tentativo di scrivere il Grande Romanzo Italiano e mi fa male un'altra volta, mi propone un altro libro prolisso, verboso, slabbrato, dove per dire ciao si usa almeno una perifrasi una metafora un'iperbole e un paradosso, senza il minimo senso del ritmo, con una pletora di personaggi uno più sgradevole e odioso dell'altro – un'umanità in cui si salva forse, ma a stento, solo un paio di adolescenti, di cui uno è l'io narrante.
Lagioia continua a odiare la gente e le cose di cui scrive e si sente pesantemente (aggressività canzonatoria?), non è mai possibile avvicinarsi ai personaggi.
Ancora tante pagine riempite con la descrizione di programmi televisivi che non ho mai visto all'epoca e che fatico a sentir descrivere ora - e poi tanti nomi, tante citazioni, e fatti di cronaca e di storia: tutti gli anni Ottanta, secondo Lagioia, condensati in circa 300 pagine.
Ma la scrittura non sale mai, non fa mai fare un passo avanti allo squallore che descrive – se torno indietro a rileggere un periodo, una frase, di solito scopro qualcosa che m'ero perso, ricevo un piccolo regalo: qui, tra queste pagine, invece, non succede mai, si rimane sempre invischiati verso il basso.



Franco Cordelli sostiene che Nicola Lagioia è tutt’altro che uno stilista. Se Lagioia ha un limite è di accumulare, di non tagliare, di non rifinire. E si chiede se sia l'uso del computer ad aiutare questa (pericolosa) tendenza: scrivere a mano è faticoso e porta a scrivere meno, a essere più stringati?
La pellicola costa, il video molto meno, allora i videomaker hanno meno autolimitazioni rispetto ai filmmaker?

Poi, però, quando avevo ormai buttato la spugna e mi ero rassegnato al grigiore livoroso di questo libro, ecco che con grande sorpresa, nell'ultimo quarto, alcune pagine funzionano – in alcune pagine entra la verità e l'opera si illumina: Lagioia sa raccontare l'eroina, nell'universo tossico dà il meglio di sé. E guadagna la mia seconda stella.
Peccato che siano solo poche pagine, poi tutto riprende come prima.


”Amore tossico” di Claudio Calligari. 1983.
Profile Image for piperitapitta.
1,059 reviews472 followers
July 2, 2015
Riportando tutto in biblioteca.

È quello che sto per fare e francamente mi sento sollevata per non aver acquistato questo romanzo pretenzioso, presuntuoso e noioso e aver risparmiato venti euro.
Che poi in tutto questo cianciare e parlarsi addosso, in tutta questa smania di dare sfoggio di cultura e sapienza, Lagioia venga pure a dirmi che "Drive in" è stato girato negli studi della Dear di Roma e pensi di cavarsela scrivendo a inizio romanzo "Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistiti è puramente casuale. Lievi modifiche alla topografia di Bari, alla cronologia di noti eventi storici, culturali, di cronaca o di costume sono state apportate episodicamente per esigenze drammaturgiche" cercando di spacciarmi l'approssimazione per creatività… Ma va', va', diciamo soltanto che mi ha irritata.
Sarà che io quindici-sedici anni negli anni di cui parla Lagioia (gli anni '80 per la cronaca e precisamente il 1985 e il 1986) ce li ho avuti veramente - mentre lui ne aveva otto di meno - ma in questo ritratto socioculturale che ha cercato di farne non ci ho ritrovato proprio nulla, nemmeno l'Italia più becera che ha cercato di rappresentare.
Forse perché lui è uomo ed io sono donna?
Forse perché io li ho vissuti a Roma e lui a Bari?
Mah, sarà, so solo che a pagina 213 ho avuto la folgorazione: questo romanzo fa il paio con "Emmaus" di Baricco.
Profile Image for Davide.
510 reviews139 followers
August 24, 2017
[inizio 2010]
Strano- pensavo finendo le ultime pagine: sono nato nello stesso anno dell'autore, capisco tutto quello che dice, i riferimenti agli eventi sono immediati, eppure praticamente mai ho avuto moti di immedesimazione, di riconoscimento; quasi mai la sensazione di aver già pensato nello stesso periodo le stesse idee, di aver percepito le stesse tensioni atmosferiche, di aver respirato la stessa aria. E tutto questo sempre vivendo la verità della narrazione. Sarà questa esperienza di straniamento partecipe uno dei motivi che mi fanno apprezzare così questo libro?

p.s. Tra l'altro... non mi è mai piaciuto granché gipi, ma quella copertina quanto è bella?
Profile Image for Frabe.
1,202 reviews58 followers
September 10, 2017
Esco soddisfatto... ma non troppo da questo mio primo accostamento a Lagioia: credo senz'altro di averne intravisto le capacità e le ancor più notevoli potenzialità - da qui, in definitiva, le quattro stelle -, ma devo anche denunciare un’irritazione, in corso di lettura, per certi virtuosismi della sua prosa, discutibili in sé e comunque tali da renderla poco scorrevole...
Non mi soffermo e passo oltre: il nuovo romanzo di Lagioia, “La ferocia”, appena uscito, si prospetta come occasione per un secondo approccio allo scrittore pugliese - occasione che coglierò presto, anche perché tra prime le recensioni spicca già quella della vicina anobiana Laura Gotti, molto stimolante: “Era da un bel pezzo che non leggevo un romanzo italiano così”.
Profile Image for Inertiatic85.
249 reviews10 followers
December 13, 2018
Una cosa va detta, prima di tutto. Nicola Lagioia sa sicuramente come si scrive. Lo fa davvero bene e spesso è un piacere leggere certi periodi, sapere che si può fare un uso così bello della nostra splendida lingua. Il romanzo è una storia, in certi versi, di iniziazione, di passaggio dalla fine dell'infanzia all'età adulta, passando per quella fase turbolenta che tutti conosciamo come adolescenza. Ma è un'adolescenza "per adulti", ormai transitata nella maturità del periodo che va dai 30 ai 40, che viene rimeditata, ripensata. La storia, ambientata a cavallo degli anni '80, a tratti ha elementi di debolezza, si passa attraverso frequentazioni ed esperienze che nascono magari senza un vero perché e alla fine non lasciano in tutti un segno indelebile, nei personaggi così come probabilmente nel lettore. Tranne uno: Giuseppe, un meraviglioso concentrato di empatia, di semplicità, di bontà e in un certo senso anche di speranza. Lui riesce davvero a dare una lezione a tutti e forse è su di lui che dobbiamo concentrarci, per ricordare negli anni questo libro. Leggerò sicuramente anche La ferocia, prima o poi.
Profile Image for Simone Lisi.
126 reviews29 followers
January 5, 2021
Un libro probabilmente imperfetto, ma di sicuro un libro ispirato.
Provo a dire meglio.
"La città dei vivi" è un libro tecnicamente superiore, più equilibrato, più controllato, più maturo, ma è anche un testo più freddo.
Per quello che sembra a me, "Riportando tutto a casa" ha alcuni difetti, alcuni anche abbastanza vistosi, ma è un romanzo a tratti davvero ispirato, ha qualcosa per cui ti convincerai che sia speciale.
Non penso di certo alla costruzione della trama, ma a delle intuizioni, o anche solamente a dei singoli paragrafi di pura gioia, di visione o di semplice e completo amore per la scrittura.
Profile Image for Chomsky.
196 reviews36 followers
December 23, 2017
"Riportando tutto a casa" è un romanzo che racconta l'Italia "da bere" degli anni ottanta in cui tutte le speranze e tutti i sogni nati negli anni settanta confliggono con la realtà della perdita di identità del nostro paese. Attraverso la storia dell'amicizia tra Vincenzo, Giuseppe e il ragazzo che racconta la storia, ripercorriamo le vicende cardine del periodo ma soprattutto riviviamo quello spirito del tempo, gli anni del riflusso sintetizzati dalla icastica battuta di Altan "Dopo il gelo degli anni di piombo, godiamoci il calduccio degli anni di merda."
Dalle letture dei fumetti alle esperienze con la droga, le vicende dei protagonisti si intrecciano e creano un ritratto impietoso di una città, Bari, e di una nazione indecisa se crescere moralmente, con maturità o seguire i propri istinti animali. Sappiamo benissimo quele è stata la scelta. Questo è un brano dell'epilogo e penso che possa dare bene l'idea di ciò che Nicola Lagioia voglia comunicare con il suo libro: "Non appena passai davanti alle prime ville, notai un cambiamento che ultimamente avevo riscontrato molto spesso in altre zone d'Italia. Il bello diventato insulto, l'eccesso di vitalità che trascolora nel delirio d'onnipotenza, l'arroganza spumeggiante del benessere che imbocca la strada della frustrazione. Erano state costruzioni imponenti, sfacciate, traboccanti di vizi e di fuochi d'artificio, e adesso sembravano aggrappate con lem unghie e con i denti al duro morso della manutenzione: perchè l'intonaco non cadesse giù del tutto e la ruggine non penetrasse gli infissi fino all'anima".
Un bel romanzo di formazione e di dannazione da consigliare.

Dimenticavo la colonna sonora: "Money and Cigarettes" di Eric Clapton e "Still Got the Blues" di Gary Moore.
Profile Image for Mandy.
3,652 reviews336 followers
July 18, 2014
Set in Bari, Italy, during the 1980s, this evocative coming-of-age novel tells the story of a group of adolescents as they come to terms with growing up in an increasingly consumerist and decreasingly moral society. As well as the normal teenage angst, they have to deal with the advent of the drug culture, which ultimately proves so damaging to them all. The story concentrates on 3 boys in particular and their close and often troubled relationship, and is narrated by one of them from the vantage point of 20 years on as he looks back on all that happened.
I found the book very atmospheric, and the frequent references to popular culture rooted it very firmly in its time and place. Talk of the Heysel Stadium disaster, the space shuttle explosion, Chernobyl, Michael Jackson and other contemporary music are mentioned, but seem to have very little real impact on the lives of the characters, especially the young people. The earlier part of the novel which concentrates on the boys’ gradual sexual and social awakening feels authentic, but the emphasis on drug culture later in the book becomes tedious and dissipates any relationship the reader may have built up with the protagonists. It’s an interesting book, capturing as it does a particular place and time, but I found it difficult to relate to anyone in the book and was left feeling uninvolved in their plight. Al in all, I found it rather disappointing.
Profile Image for MadameB.
17 reviews1 follower
March 6, 2017
Översättningen drar ner betyget något; när översättaren inte uttrycker sig på ideomatiskt korrekt svenska så väcks misstanken att vederböranden inte är så bra på italienska heller. Men även författarens språk är det som jag har svårast att smälta. Målande hemmagjorda uttryck och liknelser kan vara artistiska om de är vackra, intelligenta eller träffande men om de bara låter sökta och konstruerade så hade man önskat att författaren höll sig till ett enkelt rakt språk. Storyn är en annan sak jag har problem med; jag förstår inte vad som händer på slutet, inte heller förstår jag sens moralen. För oss som är generationskamrater med författaren är 80-tals markörerna den största behållningen. Även beskrivningen av Italien under 80-talet har sina poänger; de ekonomiskaambitionerna, brottsligheten, ytligheten. Något som förefaller mindre trovärdigt är dessa tonåringars fria liv med festande och droger, som verkar pågå helt utan inblandning från La Familia.
Profile Image for Giorgio Comel.
230 reviews1 follower
May 31, 2022
Premetto che Lagioia mi piace, mi piace ciò che scrive e come lo scrive. D'altra parte avevo già letto e gradito La Città dei Vivi. Stupendo e agghiacciante reportage. Ma questo libricino, gonfiato artificialmente per poter sostenere di essere un Romanzo, non è un romanzo e non si sa cosa sia. Una storia che non ha storia, farcita di descrizioni inutili, artefatte e ridondanti, moltiplicando i sinonimi complicati a voler indicare un sostrato di significanza e valenza costruttiva. Questa non-storia di adolescenti ricchi, annoiati e affogati in una provincia tra le più ricche d'Italia, aleggiando soavemente tra giri in vespa, tiri di eroina e sesso, negli spazi liberi lasciati dalla inalienabile famiglia, non lascia l'amaro in bocca. Non lascia proprio niente. Il Nulla.
Profile Image for Cinzia.
58 reviews8 followers
May 18, 2017
Ambizioso è a dire poco... e che l'ambizione a volte copra il rumore degli scricchiolii di fondo si sa... la casa sta lì lì per crollare e alla fine rimane in piedi ma piuttosto sbilenca.
Fare un frullato cosmico degli anni ottanta, spalmando sulle pagine tutto ma proprio tutto di quell'immaginario collettivo avrebbe avuto bisogno di ben altra architettura e tensione linguistica. Ciò non vuol dire che non ci siano cose buone, ma si risolvono in quelle minime e particolari. Anche l'idea di una vicenda che si inabissa verso il gorgo finale è insoluta, come se alla fine non avesse un vero scopo, se non quello esteriore di mettere un punto fermo al tutto.
Lagioia dà l'impressione di voler essere un Franzen in sedicesimo (penso alle scene familiari, che sono tra le cose migliori, ma anche all'inizio del libro), per poi virare anche verso altri toni, perfino da suspence, in un saliscendi per tutto il romanzo. È un libro fuori fuoco (fuori fuoco sono i protagonisti), troppo abbondante, ma che non fa dell'abbondanza una vera questione di stile.
Profile Image for Simona Moschini.
Author 5 books46 followers
March 12, 2021
Irrita, infastdisce, scombussola, apre brecce.
Io gli anni 80 non li ho vissuti così; sono sicura che anche i miei, che pure hanno vissuto come i genitori del protagonista il passaggio dal proletariato al boom, non l'hanno vissuto così. Forse è che Mantova, piccola sonnecchiante e lombarda, è completamente diversa da Bari. Forse. O forse l'apocalittico Lagioia ha il talento di mostrarmi le cose da un altro punto di vista.
Di sicuro uno dei romanzi più sostanziosi che mi siano mai capitati tra le mani.
Profile Image for Arianna Dramisino.
2 reviews3 followers
November 24, 2022
Dopo aver letto “La città dei vivi” che ho amato moltissimo e che ho trovato scritto meravigliosamente mi sono imbattuta in questo libro dello stesso autore in un usato. L’ho odiato. I personaggi non hanno profondità, Bari non caratterizza il libro come speravo e non aggiunge nulla alla storia che è estremamente piatta e non arriva al punto, perché un punto non c’è. I temi e le idee di base erano interessanti ma rimangono lì, non sono stati sviscerati: l’eroina, il meridione negli anni 80, il coming of age. Tutto è fatto male e mi dispiace molto
Profile Image for Maison Koala.
370 reviews13 followers
October 14, 2025
E nulla, sarà che mi districavo a fatica tra i virtuosismi/verbosismi delle primissime pagine quando mi sono chiesta..."ma vediamo cosa ne dicono gli altri commentatori di BuonaLettura!", ma...per me il mitico Maestro, al secolo @Orsodimondo dice tutto, tuttissimo e così bene che la mia personale recensione sarebbe solo la fotocopia venuta male.

Vi invito a leggere la sua, nonché molte altre davvero ben argomentate qui sotto: Lagioia è geniale, ma non qui, spiace.

Giudizio tecnico finale: Ma anche meno.
Profile Image for Bea.
21 reviews
May 6, 2024
Bellissimo e moderno, molto interessante il modo con il quale riesce a rendere difficili relazioni umane. Un romanzo di formazione che forma anche il lettore.
Profile Image for Paperstreet.
58 reviews3 followers
March 8, 2016
Anni ’80. Siamo a Bari ma potremmo essere in qualunque città italiana. Gli anni di piombo alle spalle; l’inchiesta Mani pulite nel futuro.
La Penisola è in preda ad una strana euforia da vana ricchezza. In tutte le case una presenza costante: la televisione perennemente accesa. La tivù commerciale inizia la sua scalata.

Riportando tutto a casa di Nicola Lagioia, edito da Einaudi nel 2009, racconta un decennio punto di svolta per la cultura, la politica e la società italiana.
Tre ragazzi, di buona famiglia, percorrono la Bari degli anni ’80, la “Milano del Sud”, come si usava chiamarla a quei tempi. Le vetrine e il lusso del centro, vanno a braccetto con il degrado e il buio dei quartieri periferici e dimenticati.

Se in Riportando tutto a casa cercate il Nicola Lagioia degli esordi, siete sulla strada sbagliata.
Il libro del 2009 infatti, è uno spartiacque stilistico tra i primi due libri di Lagioia (Tre sistemi per sbarazzarsi di Tolstoj – 2001 e Occidente per principianti – 2004) e La Ferocia, racconto edito da Einaudi nel 2014 ma che, nel 2015, gli è valso il Premio Strega.

Forse non è un caso che, in Riportando tutto a casa, Lagioia abbia deciso di avere come sfondo storico un decennio di passaggio.
Come nello “strappo del cielo di carta” di pirandelliana memoria, i tre protagonisti e noi lettori, siamo costretti a guardare oltre la bella scenografia fatta di lustrini, boby minimal delle ragazze del Drive In (l’analisi della trasmissione diretta dal giovane Antonio Ricci, è un alto esempio di critica televisiva) e della bella vita pret-à-porter.

Guardando oltre lo strappo della perfetta scenografia, si scopre l’inizio dell’attrazione morbosa per i primi eventi tragici trasmessi in diretta nazionale; il diffondersi dell’uso della droga e la comparsa dell’AIDS, parola sino ad all’ora sconosciuta; la fine della Prima Repubblica e la costruzione delle basi della crisi politico-economica degli anni 2000.

Spesso capita che, tra il lettore ed i protagonisti delle storie, si instauri un rapporto di gentile e di cordiale convivenza, che termina con una separazione consensuale; con la voce narrante, Vincenzo e Giuseppe la relazione è diretta, quasi di parentela.
I quarantenni di oggi, di qualsiasi parte d’Italia, leggendo il racconto, non fanno fatica a riconoscersi nei protagonisti e nelle loro famiglie.

Riportando tutto a casa è, nel complesso, un libro che, porta a capire come uno scrittore elabora e fa evolvere il proprio stile; è uno di quei racconti che vorresti ricominciare a leggere ancora, ancora e ancora, perché infondo quel recente passato, ci appartiene e abbiamo bisogno di vederlo raccontato per capirlo ogni volta di più.

Album consigliato: Bob Dylan - Bringing It All Back Home. - See more at: http://www.paperstreet.it/cs/leggi/ri...
Profile Image for Italo Italophiles.
528 reviews40 followers
August 13, 2016
Bringing It All Back Home (the name of a famous album by Bob Dylan) is a translation from the original Italian of the award-winning novel Riportando tutto a casa. It is a coming-of-age story that ends in an "abyss of regret and sleepless nights" from which the narrator has yet to escape, in the words of the narrator himself.

The changes that took place in Italy during the 1980s are portrayed through the adult intellect of a man looking back critically and sardonically at his and his country's Regan-era boom years. The narrator comes to recognize the huge socio-economic and moral divide that exists between his generation and his parents' generation, and the marked moral lapses they both share.

Being the '80s, and being about teenagers, three in particular, there are lots of pop-culture references and song lyrics to set the scenes, and to pad out the minimal plot. The young adults' relationships with their parents are the main points of the book, along with the relationships of the young people with each other, and with the world at large.

The author is clearly well-read and well-studied, and he possesses a literary fluency, dotted with rich, associative, poetic passages. There are times when the verbosity tends to excess and showiness, and there are times when the line between art and vulgarity is crossed. The translation is excellent, as is the editing. Often the chapters left a nasty taste in my mouth, as if the author's and the narrator's cynicism was contagious. The details of the novel suggest it is partially autobiographical.

I would imagine the appeal of the book would be mainly to people who lived through the times depicted, who might want a nostalgic look back through eyes that have become as wise as their own, or wiser. All the major historical and social events are mentioned, and '80s fashion is described throughout.

As a non-Italian, but one who lived in Italy during this period, the appeal is more of curiosity and as a means of seeing Italy through the eyes of an extremely expressive local, which is why I requested the review-copy. If you are a non-Italian, the appeal might be to see your 1980s from a different angle, from the perspective that comes from life in Bari, Apulia.

Please visit my Italophile Book Reviews site for the full, illustrated review:
http://italophilebookreviews.blogspot...


Profile Image for Domen1ko.
30 reviews2 followers
April 2, 2012
Romanzo di formazione ambientato a Bari negli anni Ottanta che, attraverso la storia (di perdizione) personale dei tre protagonisti, narrata sullo sfondo degli avvenimenti salienti del periodo, riassume l'essenza di quegli anni, mostrandone contraddizioni e guasti profondi: l'edonismo come unico stile di vita e la conseguente ricerca del successo ad ogni costo hanno spesso ricadute tragiche sui più indifesi (i figli adolescenti per esempio).
E infatti non sembra esserci alcuna speranza di futuro per i tre ragazzi protagonisti della storia che, attraverso l'iperrealistica descrizione delle vicende che li attraversano, le amicizie, i tradimenti, i conflitti e la inevitabile discesa finale negli inferi (della droga), ci appaiono come i passivi e inerti spettatori delle azioni dei loro genitori che, invece, sono i veri protagonisti dell'ascesa sociale e dei cambiamenti di quel periodo.
Periodo durante il quale si è compiuta la grande mutazione antropologica di noi Italiani, che, abbandonate le ideologie del passato, svuotati da ogni valore, recepiamo e valorizziamo - attraverso il filtro normalizzante della TV - eventi tragici come Chernobyl, Vermicino, Heysel, Caduta del Muro, alla stregua di un qualunque "Drive In" o di simile Trash TV.
In definitiva, libro molto bello, da cinque stelle. Lo stile ibrido, classico e giovanile allo stesso tempo, lo rende adatto sia a chi quegli anni li ha vissuti direttamente, sia a i più giovani che apprezzeranno la fluidità della narrazione e la miriade di citazioni e allusioni di cui il romanzo è ricco.
Profile Image for Frank.
299 reviews21 followers
January 16, 2011
Mi è piaciuto abbastanza questo libro, anche se in qualche aspetto mi è parso un po’ superficiale.
Molti passaggi me lo hanno fatto sentire vicino.
La visione televisiva della strage dello stadio Heysel, l’esplosione del primo Shuttle, la nube di Cernobyl, la caduta del Muro di Berlino e dell’Unione Sovietica, la nascita della televisione commerciale.
Tutti avvenimenti che all’epoca non avevo considerato con l’importanza necessaria proprio come i protagonisti del libro.
Ho trovato diversi aspetti in comune con alcuni libri di Philip Roth che ho letto ultimamente e altri invece in contraddizione con quanto scritto in altri libri.
E’ vero che ognuno ha un proprio modo di porsi nei confronti di ciò che legge e che gli deriva dalle esperienze personali e dalle letture precedenti.
Tenendo conto anche di queste cose ribadisco il mio giudizio tutto sommato positivo, essendo consapevole che forse gli aspetti che a me non sono piaciuti potrebbero essere visti in maniera diversa da altri lettori.
Nel blog un commento più approfondito con anche riferimenti specifici alla trama: http://ferdori.wordpress.com/2010/05/...

Profile Image for Vito.
186 reviews12 followers
March 9, 2011
Bell'affresco di una Bari tesa verso una prosperità sfarzosa, ma con i piedi d'argilla nel degrado e nella malavita.

Personalmente penso che avrei apprezzato uno sguardo più approfondito nella seconda parte del romanzo dove i personaggi, da adolescenti, scivolano nel vortice dell'eroina.
Troppo lunga e dettagliata, a mio parere, invece, la prima parte, con l'infanzia del protagonista e l'introduzione dell'ambientazione: a me interessava da morire ciò che sarebbe successo dopo, ovvero una volta avvenuta la scoperta del punk, della new wave, dello sballo chimico e delle dinamiche sociali adolescenziali.

Sempre ottima, invece, la scrittura di Lagioia: elegante, piena di guizzi e arzigogoli vitali, che ti tiene incollato alla pagina anche quando elenca i mobili pacchiani dei nuovi ricchi degli anni '80.
Profile Image for Patryx.
459 reviews154 followers
December 10, 2016
Durante gli anni Ottanta un gruppo di adolescenti baresi è totalmente risucchiato dall'odio e dal disprezzo verso i genitori, dalla ricerca di trasgressioni sempre più distruttive e non si rende conto degli avvenimenti epocali che, a guardarli bene, annunciavano quei valori sociali e politici che hanno poi caratterizzato l'Italia dalla fine degli anni novanta sino a oggi (più o meno).
Questo, però, si può dire di ogni generazione e, quasi certamente, tra trent'anni, gli adolescenti di oggi attribuiranno un nuovo significato ad eventi che oggi neanche li scalfiscono.
Gli unici personaggi per cui ho provato qualche interesse sono proprio quegli adulti che cavalcano da protagonisti la Bari da bere che fa da sfondo all'intera vicenda ma la cui caratterizzazione psicologica è solo accennata. Peccato.
Profile Image for Alinola.
67 reviews7 followers
November 16, 2010
Un romanzo basato sulla ricerca e la ricostruzione dei ricordi. Ambientato nella Bari degli anni'80, questo romanzo è davvero bello. Purtroppo l'inizio è troppo lento e la preparazione dell'ambiente sembra la gestazione di un feto che stenta a nascere. Spesso è fatto di frasi troppo lunghe, soprattutto quando la voce narrante fa la sitesi di quello che ha appena raccontato. Ma i passaggi tra i ricordi e il presente sono delicati, le citazioni culturali sono caratterizzanti e non delle mere esibizioni. E' troppo delicato nelle motivazioni dei personaggi. Ma è una bella storia ed è scritto bene ed è meglio essere delicati che eccedere e Lagioia con questa delicatezza mi ha conquistata.
Profile Image for Thais.
478 reviews57 followers
November 6, 2012
Facciamo due stelline e mezza, ma solo per l'impegno. Perché Lagioia sicuramente scrive bene, alcune immagini sono davvero poetiche e originali, ma la storia non è riuscita a conquistarmi. Forse perché si tratta di un ambiente talmente lontano dal mio da risultarmi inverosimile, ma i personaggi mi sono sembrati a tratti forzati, quasi delle caricature di se stessi. Inoltre non si capisce bene perché il protagonista sia così ossessionato da questo passato tragico sì, ma non tanto misterioso da volersi mettere a indagare vent'anni dopo... Non so, non è un brutto libro, ma secondo me si poteva fare di meglio.
Profile Image for Elalma.
909 reviews105 followers
June 16, 2012
La lingua � senz'altro vivace ed espressiva, ma a tratti diventa sciatta, come se fossero sciatti questi anni '80 cos� declamati e "assassinati al loro apice". Per esempio: c'� bisogno di adoperare la parola "mongoloide" tante volte per designare disabilit� o ritardi mentali? Mi pare una povert� di linguaggio e non c'entra nulla il politically correct. Mi si potrebbe obiettare che quel termine era in voga all'epoca: d'accordo, per� non si usi allora il termine "badante" per designare chi si prende cura degli anziani, sicuramente non era ancora utilizzato negli anni '80.
Profile Image for ClaudiaBiEnne.
207 reviews9 followers
July 19, 2014
Uno stile e una ricchezza lessicale degni di nota anche se a tratti contribuiscono a creare l'effetto che si tratti di un romanzo farraginoso che fa fatica ad arrivare al punto.
Riconosco bene personaggi e atmosfere di un'epoca. Credo che soprattutto nella prima metà del romanzo Lagioia abbia ben riprodotto la temperie socio-culturale di massa degli anni del boom economico.
Profile Image for Tommaso Fallacara.
39 reviews
Read
August 17, 2022
Il libro riporta alla lucerna storia che apparentemente sembra essere intrigante e riflessiva; via via nella lettura, ci sono parole indecifrabili che rendono difficoltosa la lettura e l'esatto momento della storia.
Tuttavia, però, seppur il libro ora non mi sia piaciuto, mi auguro di rileggerlo in futuro con più consapevolezza e con maggiori capacità di comprensione.
Profile Image for GONZA.
7,496 reviews128 followers
March 23, 2014
prendete il film "notte prima degli esami" il primo, quello versione anni '80 e poi fate fare ai personaggi una finaccia che va dalla tossicodipendenza al lavoro come rappresentante, il tutto intriso in un'angoscia senza tempo e poi shakerate, non mescolate, con un bello stile di scrittura. enjoy
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