Lilac Zinna e Margot Riford hanno una missione: smantellare il governo di Vega G. Le ragazze hanno un piano: Lilac distruggerà l'USP dall'interno, fingendosi alleata della Presidentessa, mentre Margot raggiungerà la Francia per raccontare alle donne la verità sulla Sindrome. Il piano è difficile, ma Lilac e Margot hanno degli alleati: Lilac ha Elia al suo fianco, e Margot non sarà sola quando partirà da Pontenero per tornare a Malorai. Ciò che le due non hanno messo in conto, però, è che nel mondo creato da Vega G le sorprese sono sempre dietro l'angolo, assieme a nuove verità che, nell'ultimo libro de La Trilogia di Lilac, stravolgeranno e - in alcuni casi - distruggeranno la vita dei protagonisti. Insieme, Lilac e Margot lotteranno per impedire che il peggio accada; per evitare che la Presidentessa porti a termine il suo vero progetto.
Vorrei poter dire di aver voluto diventare una scrittrice fin da bambina, ma non è così.
A 5 anni volevo diventare una ballerina. Ero convinta che girare su me stessa come una trottola mi avrebbe portata in tv assieme a Lorella Cuccarini. L'unico posto in cui sono arrivata è il pronto soccorso, con il mento rotto e la ferma convinzione che no, girare come una trottola non faceva per me. A 8 anni il mio sogno era quello di diventare annunciatrice televisiva. Da qualche parte esiste ancora una registrazione in cui leggo la programmazione di Canale 5 dal TV Sorrisi e Canzoni *va a distruggerla* A 10 anni ho pensato quello che pensano tutte le bambine, prima o poi: Diventerò un medico! No, non sono diventata un medico.
Neanche una volta ho pensato 'Sarò una scrittrice'. Non credo di esserlo neppure adesso, a dire il vero. A scuola non ero eccezionalmente brava quando si trattava di scrivere qualcosa. Rasentavo la sufficienza, e una volta la mia prof di italiano pensò anche che avessi copiato, tanto quel tema era scritto bene. Ho iniziato a scrivere seriamente quattro anni fa, online, tenendo un diario della mia (allora incasinatissima) vita sentimentale, e in quell'occasione ho scoperto due cose importanti: 1. Scrivere è bellissimo; 2. Nella mia testolina ci sono un mucchio di storie e di personaggi da raccontare.
Quando non scrivo, immagino le scene che scriverò, e quando i miei personaggi sono in vacanza, divoro libri, film e telefilm. E patatine. Già, divoro anche quelle *nasconde la bilancia nell'armadio* Vivo in provincia di Salerno, circondata dalle colline e dal mare. Sono nata il 3 Agosto del 1983. Sono mancina. Da piccola mi chiudevo in bagno a mangiare il dentifricio AZ Verde Junior.
Ho avuto la meravigliosa occasione di poter leggere in anteprima il terzo e ultimo libro di questa stupenda trilogia distopica (non sto tenendo conto della NOVELLONA...che non vedo l' ora di leggere). Se avessi potuto farlo, avrei passato intere giornate a leggerlo..e probabilmente lo avrei finito in un giorno solo, ma ovviamente non è stato possibile...e quindi mi sono presa il mio tempo per assaporare ogni pagina di Infinito. Posso tranquillamente definirlo il più bello della saga, e no non mi sto sbilanciando o tessendo lodi immeritate ad Alessia. Infinito è quel tassello insostituibile che serve a chiudere questo quadro fatto di tantissimi avvenimenti. Ogni personaggio arriva al culmine della sua evoluzione personale, nessuno è rimasto come era al punto di partenza. Insieme a Lilac tutti i personaggi, anche quelli secondari hanno trovato il loro spazio tra le pagine, e di ognuno scopriamo tratti nuovi e caratteristiche scolpite e cambiate dagli avvenimenti successi nei primi 2 libri. In Infinito ritroviamo gli stessi personaggi, cambiati in molti aspetti, ma sempre pronti ad affrontare ogni ostacolo, e personaggi nuovi dei quali veniamo a scoprire tantissime informazioni che li fanno intrecciare perfettamente con l' intera storia. Ho particolarmente amato Sofia, una tra gli ultimi arrivati, il mio rispetto per Rita è aumentato, e nonostante facciano parte della schiera dei cattivi, la mia curiosità nei confronti di Vega G e Polluce è aumentata, il loro sadismo e la loro pazzia hanno raggiunto livelli elevatissimi, ma nonostante questo, dietro le loro azioni drastiche, Alessia è riuscita a tessere una trama folle con fili di razionalità (non so se ha senso quello che ho appena detto ahahaha). Uno dei mille talenti dell' autrice infatti è stato anche quello di farmi entrare nella testa della presidentessa e del suo entourage e farmi capire cosa le aveva spinte a creare questo unico mondo possibile. Ho amato gli aspetti scientifici di questo mondo inventato da Alessia e soprattutto i molti richiami ad alcuni , NON TUTTI BADATE BENE, teorici del movimento femminista, che nel loro periodo di massima diffusione hanno spesso calcato la dose per cercare di raggiungere il loro obiettivo che tutti conosciamo. Questo libro rispetto agli altri è ricco di dialoghi e di momenti di pausa per riordinare le idee sia per il lettore che per i protagonisti del libro, perché molto spesso anche chi legge si ritrova con il fiato corto per stare al passo con quello che accade, questo non significa ovviamente che gli avvenimenti sono poco chiari, anzi il contrario, gli avvenimenti sono spiegati in maniera esaustiva e lineare. Quindi ogni dialogo o scena in apparenza tranquilla, anche se potrebbe sembrare di poca importanza, in realtà serve per poter permettere di chiudere il cerchio e dare al lettore ogni informazione di cui ha bisogno per potersi immedesimare e capire la storia e anche il futuro di ogni singolo personaggio ai quali ci siamo affezionati. Di una cosa sono certa, in un periodo in cui molto spesso mi sono ritrovata un po delusa dalle conclusioni di alcune delle saghe che ho letto perché mi sembravano troppo affrettate e scritte in maniera sbrigativa, l' impegno che Alessia ha messo nel curare ogni dettaglio e nel lasciare lo spazio sufficiente ad ogni personaggio ha dato a questa saga il suo finale degno e meritato. Nulla è stato lasciato al caso. Leggere questa trilogia è stato come ascoltare un CD che ha tracce collegate l' una all' altra senza una pausa. Una lettura fluida ed intensa che mi ha permesso di ricollegare tutti gli avvenimenti citati negli altri libri e nelle novelle intermedie. E non ha caso ho usato un esempio musicale, perché anche in Infinito, proprio la musica ha un compito importantissimo, del quale ovviamente non parlerò perché le mie recensioni sono sempre SPOILER FREE. Non posso che concludere dicendo che Infinito è la conclusione perfetta per la trilogia. Non lascia con l' amaro in bocca, ma con un bel sorriso soddisfatto.
ps: probabilmente ho dimenticato tantissime delle cose che avrei voluto dire su questo libro....sono logorroica ma anche molto rincoglionita quindi probabilmente cambierò e aggiungerò altre riflessioni a questa recensione. ahahahhahah
Trovare un libro scritto bene è difficile. Trovare una trilogia scritta bene è un'impresa. Con La Trilogia di Lilac siamo nell'impresa. Scritta bene, sviluppata bene, conclusa bene. "Infinito" è la chiusura perfetta. Non lascia niente in sospeso, non ci sono incongruenze o leggerezze. Si legge in un soffio - ancora una volta travolti da quel mondo - con la voglia e il bisogno di sapere, con il sorriso di chi sa che sta leggendo una storia meravigliosa, che sa stupire (quanti colpi di scena! il mio povero cuore!) e sa soddisfare, e con la tristezza di chi sa che quella storia meravigliosa la dovrà salutare. Sentirò la mancanza di Lilac e Baguette, quelle due ragazze speciali che mi hanno rubato il cuoricino fin dall'inizio e se lo sono tenute stretto fino all'epilogo. Mi mancheranno Elia e Jonah. Brunelleschi (♡), nonna Francesca e quel gran figo del Capitano. Eloise e Thomas. Mi mancherà tanto quella "lucidamente psicopatica" di Vega G (è normale?). I cilindri e l'angolo-igiene. Le api e la spiaggia. Malorai e Pontenero.
Premettendo che non voglio perdermi in un discorso moralista alla Baguette (♡), ma di un libro che mette sullo stesso piano - con tutta la giustizia e la naturalezza che il nostro mondo ancora deve imparare a far proprie - omosessuali e eterossesuali, donne e uomini, buoni e cattivi (c'è del buono dove sembra tutto marcio, c'è del giusto nelle parole di una pazza; e c'è oscurità dove ti aspetti soltanto bontà, una porta chiusa dove ti aspetti amore); di un libro che dimostra che, alla fine, si tratta nient'altro che di umanità; di un libro che racchiude tutti i pregiudizi in un bambino ignorante di nome Andrew, e li mette a tacere con intelligenza e delicatezza; di un libro che fa luce e pulizia tra tutti i ridicoli pensieri e manifesti "femministi" che si leggono sempre più spesso, che sono tutto tranne che amore per le donne; di un libro che, insieme a tutto questo, mette in piedi una storia, delle ambientazioni e dei personaggi con le contropalle; ecco, di un libro così non dico che ce n'è bisogno, dico CAZZO SE CE N'È BISOGNO.
(E poi trovatemela voi una trilogia che mi rende trombabile babbo, fratellino e, soprattutto, NONNO. Trovatemela.)
“Infinito” è il volume conclusivo della trilogia distopica di Alessia Esse e quella che mi appresto a scrivere è sicuramente una delle recensioni più difficili che abbia mai iniziato. Sono scossa, con le lacrime e felice, perché Alessia ancora una volta non mi ha deluso. Questo libro è terribilmente bello e crudelmente perfetto. E non cambierei una virgola.
All’inizio tutto era PERFETTO, poi il SEGRETO è venuto a galla e alla fine ci si immerge nell’INFINITO, nell’alfa e nell’omega di un mondo sapientemente costruito. In wordbuilding è eccezionale, tutte le domande trovano risposta e non ci viene negato niente. Non abbiamo di fronte a noi un libro semplice, è un libro oscuro, in cui tutti i personaggi pagano lo scotto di SCELTE, scelte che tutti compiono dall’inizio della Sindrome, al Periodo Oscuro all’inevitabilità di una tirannia. Sono Lilac e Baguette che si alternano nella narrazione, sempre rigorosamente in prima persona e al presente, quel presente che scalpita e che deve fare i conti con un passato che non è morto, ma che quasi risorge dalle sue ceneri. Entrambe le ragazze compiono un viaggio, che consente loro di evolversi e di prepararsi per lo scontro finale. Lilac non è più la ragazzina spaventata del primo volume e se già nel secondo aveva preso coscienza, qui si riveste del cappotto che costruisce il suo amore e lo culla, lo protegge e lotta. Lilac è rigorosa, diligente, un’idealista, forse, ma capace di dare una seconda, una terza e una quarta possibilità. Non si sfugge al dolore, colpisce e colpisce forte, ma è la capacità di perdono che stupisce e rincuora. Baguette resterà il mio personaggio preferito, molto più di Lilac, forse perché mi sento affine a lei, perché ha lo spirito della ribelle e il cuore d’oro di un’amica preziosa, perché si ribella, perché è una dura. Certi suoi infervorati discorsi, certi suoi modi di fare rimarranno nel mio cuore sempre. “E tu sei già una donna forte e decisa, Baguette. Non avere alcun dubbio a tal proposito.” È Baguette in fondo quella che non crolla, è lei che tiene uniti i pezzi di una storia che rischia di naufragare. Ed è meraviglioso leggere di lei, dei suoi progressi, del suo amore. “Elia è una quercia, e le querce non si piegano mai.” E non c’è una definizione migliore per lui, non nel mio immaginario. Elia è lo scheletro su cui si basa tutto, e non per come è venuto al mondo ma per quello che è, per quel moto che lo spinge a combattere e a ribellarsi, che lo fa essere speciale e insostituibile… e perché #Eliaquasinudo fa più di un’apparizione. E come dimenticare Rita? È una di quelle donne sagge, di quelle donne che non si lasciano intimorire, che sanno, che non dimenticano, che hanno il potere di comandare anche senza dire una parola. E ritroviamo tutti, Francesca Zinna e il Capitano Strada, Irene e Wilson, Eloisa e Thomas e tra vecchie conoscenze e nuove apparizioni, Polluce e Sofia, troviamo un corollario di comprimari che lottano, perché la vita è anche lotta, e come afferma Vega G. “Se fosse umana, la Storia indosserebbe sempre un vestito rosso, come il sangue degli uomini e delle donne morti in nome di ricchezza, potere, indipendenza, diritti.” Ed è questa una delle cose che più ho apprezzato di tutta la Trilogia di Lilac, si tratta di una storia di libertà e fiducia, di lotta e ribellione. Non c’è solo sangue e massacro, c’è anche speranza, ci sono le strette di mano e gli abbracci, c’è tutto un mondo che non nega la sua voglia di girare per le strade senza filo spinato. L’ambientazione è ricca e varia e vediamo posti che non abbiamo mai visto. Alessia non si perde in inutili descrizioni, tutto ciò che ci mostra e dipinge con le sue parole resta ancorato per costruire un’immagine ricca e indimenticabile. È essenziale, ma per questo non incompleto. Leggere ha la magia della ricostruzione e le lacrime della sofferenza dei ricordi.
Il particolare da non dimenticare? Un pezzo di pizza.
“Infinito” è IL LIBRO, quello che non vuoi che finisca, quello che conclude una storia per aprire un mondo di possibilità. È una storia d’umanità, di scelte, di vita. Perché la vita è una strada e va percorsa fino alla fine. Questo è un libro che respira vita propria, su cui rifletti a lungo, perché rivela verità scomode e difficili. È un racconto che non lascia spazi a dubbi e incertezze, perché bisogna scendere in campo. È un WTF continuo, una costruzione arzigogolata, un cammino difficile, un cumulo di misteri che escono fuori dalle pagine senza che il lettore se ne renda conto. Indimenticabile! Buona lettura guys!
Okay. Non sono brava a scrivere delle recensioni (diciamo che non sono brava a scrivere e basta), e solitamente non lo faccio, ma con questo libro non potevo evitare di scrivere qualcosa.
Infinito è stata la conclusione migliore che la trilogia potesse avere: se qualcosa nei libri precedenti non mi aveva completamente convinto, con Infinito tutto è stato perfetto, o meglio ogni cosa si è mostrata ai miei occhi come unica scelta possibile giusta, naturale. Insomma, non c'è stato niente che mi abbia fatto pensare: "mmm forse avrei preferito che...". No.
La novella Petali di Rosa mi ha sicuramente aiutato a salutare i personaggi con meno tristezza: quando finisce qualche saga è sempre doloroso pensare che non leggerai nient'altro sul futuro dei personaggi, e invece Alessia Esse ci ha dato anche questo,
E ora alcuni commenti personali sulla storia e sui personaggi:
Insomma, Infinito è stata la conclusione migliore che potessi immaginare per la trilogia di Lilac. Ad Alessia Esse, se mai avrà voglia di leggere questo papiro dico solo GRAZIE.
La giusta conclusione di una fantastica trilogia. Infinito chiude degnamente la storia. Emozionante dalla prima all'ultima pagina. Mi mancheranno troppo tutti.
" Mentire è morire, ha scritto qualcuno, e per tutta la mia permanenza a Roma ho sempre interpretato quella frase come un avvertimento: Se dici bugie in questo posto, morirai. Se menti – alle guardie come Thomas, agli aiutanti, a Gianmaria la conseguenza sarà la morte. Forse, però, quelle parole avevano un altro significato. Non erano un avvertimento, ma una semplice constatazione. Chi mente, muore dentro, bugia dopo bugia. Chi mente, cancella se stesso per dar vita a una nuova persona, a una nuova identità. Sono le bugie stesse a uccidere."
Sono arrivata all’ultimo capitolo di questa stupenda trilogia. Per tutto questo percorso, mi sono fatta una serie di domande. Sulla società attuale, sulle relazioni interpersonali, sugli affetti, su cosa sia classificabile inequivocabilmente come giusto e cosa come sbagliato. Esiste un parametro universale? Qualcosa che possa essere riconosciuto da tutti senza essere mai messo in discussione? Mi crogiolo nelle mie comodità, nella sicurezza della mia famiglia, ma è difficile leggere di emozioni disperate ed esprimere un’opinione su cosa avrei fatto al loro posto.
“Capisci? Fino a quel momento non sapevamo come fare per riscaldare l’acqua. Noi, figli dell’aria condizionata e dei falò a Ibiza per festeggiare la fine dell’estate. Non avevamo gli attrezzi giusti per riscaldare l’acqua, per preparare il cibo sulla brace. Una grigliata in campagna? Perché no, era divertente due o tre volte all’anno. Tutti i giorni, invece dei fornelli? Non così divertente. Eravamo persone a metà. Avevamo tutto, ma eravamo niente. E alla fine, quando le provviste finirono e i supermercati si svuotarono, regredimmo fino al punto in cui non avevamo altro che la rabbia e la disperazione a guidarci, a sostenerci. Il veleno era il nostro pane quotidiano. […] Non avevamo solo perso le soluzioni; avevamo problemi mai avuti prima.
Comprendo lo smarrimento di questi personaggi, capisco che abbiano fatto scelte sbagliate, a volte cattive. Non riesco, tuttavia, a giustificarle. Mi hanno fatto rabbia questi genitori, che sembravano voler distruggere una perla così preziosa come Eloise… una ragazza davvero intelligente, con una sensibilità e un altruismo che la rendono completa. In questo capitolo, la storia ci viene raccontata da un doppio POV: quello della nostra Lilac ed anche quello di Baguette. Perché? Semplice. Sono separate. Non preoccupatevi, è una separazione strategica. Dolorosa, ansiogena, forse mal studiata ed ingenua da parte loro ma necessaria.
" Come faccio a essere ancora in piedi? Come faccio a non accartocciarmi sotto il peso di queste settimane, sotto il peso di Roma? Sotto il peso degli ultimi due giorni? Lilac. E’ lei la risposta, il motivo per cui sono ancora in piedi. E’ Lilac la ragione per cui riesco a non farmi distruggere completamente dalle nuove verità, dalle sorprese. E dalla paura."
Trovo che le nostre ragazze sia cresciute moltissimo, probabilmente soffocate da tutte quelle rivelazioni, da vicissitudini così difficili da affrontare. Forse, un po’ troppo cresciute. A volte mi sembra di confondere un po’ le voci narranti, tanto sono complementari e allo stesso tempo sulla stessa linea di pensiero. Hanno idee che riescono a colmare le incertezze dell’altra, oppure che sono l’estensione della controparte. Un feeling perfetto e ben amalgamato. Hanno sviluppato un raziocinio che le aiuta ad affrontare le difficoltà con determinazione, con caparbietà, nonostante tutto e tutti. E se considerate che, dall’inizio della vicenda all’epilogo, è trascorso poco più di un mese… non si può non ammettere che queste ragazze siano sbalorditive. Ecco, forse è solo l’arco temporale, così breve per così tanti eventi intensi e significativi, che mi ha lasciata per un attimo perplessa… un mese per farle cambiare così tanto e dare loro idee e possibilità che altri non hanno avuto in quarant’anni. Ma poi… chi mai si è trovato in quelle situazioni? Come possiamo sapere quanto saremmo in grado di cambiare noi al loro posto? In questo percorso, non saranno da sole. Saranno affiancate ancora una volta da Elia ed Eloise, ma non solo. Antonello le segue, in cerca forse di una parziale piccola vendetta, molto più probabilmente di riscatto; la nostra amata nonna Francesca ci mostra una nuova sfaccettatura della sua poliedrica e affascinante personalità, questa volta la vedremo lottare con tenacia oltre che con astuzia (e con il cuore); conosciamo Noè, uomo geniale e interessante; Irene, a cui in un certo senso è data una seconda possibilità. E che dire di Sofia? Una forza della natura! Persino Therry (la madre di Eloise) avrà altro da farci vedere.
“[…] La vita è come un’onda sulla sabbia. Passa su di te senza che tu glielo chieda, e porta via con sé delle cose, anche se, al tempo stesso, ne regala altre.”
La conclusione è degna di tutto ciò che ci è stato narrato. Fra alti e bassi della natura umana, fra pensieri condivisi e atri rigettati, fra spunti di riflessione di vario genere e argomento.
“Il senso della vita cambia sempre, secondo me. Cambia assieme a te; quando cresci, quando soffri. È la tua essenza vera. È la bussola che ti permette di camminare nelle strade che non conosci.”
Grazie Alessia, per aver scritto questa storia. E grazie anche a Stephenie Meyer, per averti dato la giusta ispirazione per diventare una scrittrice. . Nyha - per RFS
Ci siamo. Eccoci qui, all’ultimo libro di questa strepitosa saga. Non volevo leggere Infinito. Non volevo che tutto questo finisse, così velocemente. A volte ci vogliono anni prima che una saga finisca, invece in un anno ho letto questa meraviglia. Abbiamo lasciato Lilac ed Elia insieme alla Presidentessa, mentre Baguette, Eloise e le donne di Roma si stanno dirigendo verso Pontenero. Abbiamo due punti di vista: quello di Lilac, e quello di Baguette. Nei due libri precedenti non ero mai riuscita a comprendere Baguette, sì, mi piaceva. Anche tanto. Ma stare nella sua testa, è stato tutta un’altra cosa. Adoro Baguette. Volevo leggere i suoi capitoli sempre, li agognavo. Non ne avevo mai abbastanza. Lilac e Baguette sono lontane, eppure vicine. La prima in Svizzera, e la seconda in Italia. Ma così lontane, continuano ad essere legate. Baguette si prende cura di Pontenero, fa tutto quello che aveva promesso a Lilac. Invece lei, a km di distanza, fa tutto quello che aveva promesso a Baguette: distruggere l’USP dall’interno. Ma sappiamo tutti che la Presidentessa è sempre un passo avanti agli altri. Non sarà facile per Lilac, e non lo sarà nemmeno per la sua compagna. E qui inizia la vera storia, qui inizia Infinito. Non amo particolarmente gli ultimi volumi delle saghe: o per colpa della nostalgia, o per colpa del ‘non mi piacerà come i precedenti’, e per tante altre ragioni. Sono partita con un passo indietro, per leggere Infinito. Alla fine, mi sono ritrovata km avanti, accompagnata da lacrime e risate. Alessia ci regala un finale strepitoso. Giusto. Tutto ha il suo posto. Tutto torna. Tutto è spiegato e narrato in modo sublime, dalla storia di nonna Francesca e Vega G, alle api al miele. Io amo lo stile di Alessia, e non mi stancherò mai di ripeterlo. Adoro leggere i suoi scritti, dalle Fanfiction alla Trilogia di Lilac. Leggerei di continuo ciò che scrive. Lo fa in una maniera accurata, ma talmente semplice che non vorresti mai staccare gli occhi dal libro. Infinito ha avuto questo effetto, su di me. Un effetto devastante, quanto bello. Sapere che Elia, il Capitano Strada, nonna Francesca, Baguette e Lilac alla fine hanno trovato un posto giusto dopo tutto quello che è accaduto, mi ha fatto accapponare la pelle e piangere molto. Questi libri rientreranno nelle mie riletture. Di quelle che faccio ogni anno. E la Trilogia di Lilac si merita un posto di tutto rispetto.
Un finale perfetto per una trilogia altrettanto magnifica. Alessia Esse non delude mai. Ho letto molte sue storie e se c'è una cosa che ho capito del suo modo di scrivere è che i colpi di scena non finiscono mai; quindi se state cercando un libro che vi stupisca ad ogni pagina, siete nel posto giusto. Questa è sicuramente una delle caratteristiche della sua scrittura che rimangono impresse, insieme alla sua grande capacità di progettare la storia, di valutare ogni minimo dettaglio e ogni particolare della trama: una cosa tipica di ogni autore, in teoria, ma che con Alessia Esse, dal mio punto di vista, raggiunge un altro livello, molto alto. Leggere un suo libro, per me, è faticoso, ma in senso positivo, perché non riesco mai a lasciarmi andare completamente e godermi la storia, sono sempre pronta a cercare un qualche indizio o un qualche messaggio che lascia e che dobbiamo cogliere in ogni frase o dialogo. Si percepisce in ogni pagina tutto il lavoro che c'è dietro e lo apprezzo molto. Un'altra cosa importante dei suoi libri, che in Infinito raggiunge la vetta, è la capacità di farci pensare, riflettere e mettere in dubbio ogni cosa: in questa storia ogni personaggio ha modo di esprimersi, di mettersi in mostra e dire come la pensa veramente, e l'autrice ci trascina nel suo mondo completamente, ci fa vedere tutto con i suoi occhi, ci fa dubitare di ogni nostra certezza, appunto. Molte volte mi sono fermata a rileggere dei passaggi per riuscire a cogliere tutto e molte volte mi sono ritrovata a riflettere sui molti monologhi che troviamo sparsi nel libro. E' una storia bellissima, molto emozionante e scorrevole. Un lavoro eccezionale che consiglio a tutti di leggere. Ne vale veramente la pena!
Eccomi qui, arrivata alla fine di questa meravigliosa trilogia. Vorrei poter dire che ho letto il libro con calma, rispettando le ore di sonno consigliate. Ma sapete bene (voi che il libro l'avete letto) che non è così. Non si può semplicemente appoggiare il libro sul comodino e mettersi a dormire; bisogna continuare a leggere. BISOGNA sapere come va avanti la storia. Non c'è stata via di scampo per me. Ho finito Infinito e vorrei che non finisse mai. Questo libro è il degn ofinale a qusta storia a dir poco stupenda: è emozionante, è divertente, è scritto magistralmente. L'equilibrio nei dialoghi tra Lilac e Vega G è perfetto, l'avete notato? L'evoluzione di tutti i personaggi è notevole, ma ho ADORATO Baguette e il suo modo di gestire ogni cosa. Non vi parlo delle lacrime che ho versato per Elia immobilizzato. Lasciamo perdere, ho ancora un briciolo di dignità.
Vorrei farlo leggere a tutte le ragazze che conosco, perchè oltre ad essere un bellissimo romanzo, trasmette insegnamenti importanti e che condivido.
Per leggere la novella Petali di Rosa ho dovuto aspettare qualche giorno e, finita quella, non sono ancora psicologicamente pronta a salutare i personaggi.
Cinque stelline sono veramente troppo poche!!!! Infinite stelline per Infinito.
una trilogia meravigliosa, un mondo distopico costruito nei minimi dettagli, personaggi indimenticabili. Alessia Esse è lo specchio del suo tempo: sa cogliere le sfumature del nostro mondo e proporre sviluppi futuri plausibilissimi e di conseguenza terrorizzanti. Sa parlare di omosessualità senza mai usare questa parola. Sa parlare di omogenitorialità con una naturalezza tale che i suoi romanzi dovrebbero essere universalmente conosciuti, diffusi e utilizzati come esempio di tolleranza. Lilac e Margot sono cresciute in una società di sole donne, si sono innamorate, ma non per forza di cose, non perché fosse l'unica possibilità, ma perché si sono scelte in quanto esseri umani che scelgono di amare altri esseri umani. Grazie Alessia per questa magnifica serie, spero di poter leggere presto altro scritto da te :-) .
Aspettavo l'ultimo libro della Trilogia di Lilac con grande aspettativa e un po' di paura, ho adorato questa serie e non volevo imbattermi nella solita (o meglio, spesso capita) delusione della fine. Beh non c'è stata. Il terzo capitolo della serie è la perfetta conclusione di una storia bellissima e scritta in modo magistrale. Non è un segreto, sono una fan di Alessia Esse che ho conosciuto proprio grazie a Perfetto, primo libro della serie. Esordire con una trilogia così non è da tutti e continuo a chiedermi che cosa stiano facendo gli editori italiani, a parte pubblicare i soliti stranieri.... continua su http://silviadaveri-autorialblog.blog...
Avevo altissime aspettative su questo libro e, nonostante questo, Infinito mi ha stupita ed emozionata più del previsto. I personaggi sono cresciuti ancora, la storia è diventata sempre più avvincente ed il finale è stato, per usare proprio il titolo del libro che ha dato inizio a questa meravigliosa trilogia, Perfetto.
(Scusate la brevità della recensione, ma odio scrivere. Tanto l'unica cosa che volevo dirvi è: leggetelo!)
recensione completa su: http://mypageslapage.blogspot.it/2016... Che posso dire se non che è la perfetta conclusione di una Trilogia che mi ha fatto emozionare come raramente è successo?Una storia bella e dei personaggi che entrano nel cuore con la precisa intenzione di non andarsene e a cui volentieri dono un posto perchè Lilac, Baguette, Elia e tutti gli altri rimarrano con me per ancora tanto tempo! Grazie ad Alessia per aver scritto una storia così bella.
Se Perfetto e Segreto sono stupendi Infinito è ancora meglio, semplicemente fantastico!! Mi hai tenuto incollato alle pagine dall'inizio alla fine, riesci a far amare e odiare i personaggi come se fossero reali, susciti emozioni come pochi libri fanno... Questi libri fanno anche riflettere su alcuni temi molto attuali sui quali bisognerebbe soffermarsi di più.. Grazie per questa magnifica storia!
Finalmente ho finito anche la novella. Non ho potuto farlo prima perché avevo lasciato il libro a mamma per leggerlo. Una conclusione più splendida non si poteva immaginare. Questo libro, e tutta la trilogia, è un capolavoro. va letto assolutamente!
Una fine gloriosa per questa bellissima trilogia! Con dei colpi di scena assolutamente inaspettati! L'ultimo libro e' un crescendo di emozioni fino all'epilogo finale dove finalmente lei.....non ve lo dico, leggetelo! Bellissimo!
È finita,è finita veramente,ecco uno di quei momenti in cui si è felici e allo stesso tempo tristi...difficile commentare senza spoiler, l'unica cosa sensata nella mia testa al momento? GRAZIE ALESSIA! Grazie per questo libro,per la trilogia,gli estratti... È stato un bel viaggio.
Non avevo assolutamente idea che potesse finire così. In realtà non è che ci abbia pensato molto prima di iniziare a leggere, ma di sicuro mi aspettavo qualche morto in più nelle file dei protagonisti...Ma meglio così,no?! Ho molto apprezzato il momento pizza di Baguette (sapendo quanto l'autrice apprezzi questo cibo). Avrei voluto poter sapere cosa si dicevano alcuni personaggi quando parlavano in italiano ed era Baguette la voce narrante (immagino che possano essere stati dialoghi molto pittoreschi, specialmente tra Eloise e Thomas e tra Francesca ed Antonello). La rivelazione su Rose Johnson mi ha quasi shockato! La mia edizione è quella speciale, che contiene anche la novella finale, che ho molto apprezzato perché ero rimasta col pensiero per Lucy..! In conclusione, mi dispiace che sia finita la saga, ma è stata davvero magnifica! Spero che raggiunga sempre più pubblico in futuro.
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Di certo i colpi di scena in questo libro non mancano. La capacità di scrittura dell'autrice è migliorato, rispetto ai primi due volumi, non ho notato errori come "allargava gli occhi" quando voleva esprimere stupore. Sono un po' delusa della scelta di non proseguire la storia tra Lilac e Elia, però per il resto devo dire che il libro si legge bene, ti travolge molto in alcuni momenti e ti tiene abbastanza con il fiato sospeso. Il finale è quello che mi sarei aspettato ed è secondo me quello più giusto. Non lascia niente in sospeso.
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Per quanto il libro a conti fatti mi sia abbastanza piaciuto, non è riuscito a soddisfare le mie altissime aspettative. Questa trilogia resta comunque una delle migliori che io abbia letto in questi ultimi anni e non posso che consigliarla a tutti.