3.5 ⭐️
È uno di quei casi in cui le considerazioni credo vadano fatte su ciò che viene raccontato, piuttosto che sull’opera letteraria in sé, che è comunque ben scritta e piuttosto scorrevole.
La storia invece, è una di quelle necessarie. Perché è vivida. Perché è vera e si percepisce in ogni aneddoto, ogni parola, subita, ascoltata, pensata o ricordata. Ma anche imparata.
Con fatica. Con dolore. Con tenacia.
È una di quelle storie che non solo ci fa riflettere, ma deve farci riflettere. È un’esperienza singola che racconta una pluralità ancora troppo poco “là fuori”. E allora grazie: all’autore, al destino che ha deciso di seguire, alla forza di volontà e all’amore per se stesso che riesce, come tanto altro, a imparare. E a raccontarci.