Stefano Colombera – camicia a quadri, barba selvaggia e modi ruvidi – ha bisogno di poco per essere felice: la sua baita immersa nel verde della Val Trompia, l’affetto del suo fedele compagno a quattro zampe Giorgio e le passeggiate nel bosco alla ricerca di funghi. Certo non dell’amore. Sono ormai passati quindici anni da quando ha chiuso il cuore a doppia mandata dopo un’unica, funesta giornata che ha visto sommarsi due dolori terribili, e oggi vuole soltanto godersi la sua solitudine. Peccato che l’abitazione di fianco alla sua, nella frazione isolata di Due Case, sia stata “finalmente” acquistata. E che il nuovo padrone di casa non prometta niente di buono. Riccardo Cattaneo, giovanissimo CEO di una startup di successo, è scappato da Milano con il proposito di recuperare la serenità perduta. Il suo è un burnout in piena regola, esploso a causa di tempi frenetici, un telefono che squilla di continuo e tre colleghi asfissianti. Seguendo il consiglio della sua psicoterapeuta, ha scelto di ritirarsi per l’estate in montagna. Ma per una creatura di città i ritmi della natura risultano imprevedibili, e a tirarlo fuori dai guai sarà proprio il suo nuovo vicino, scorbutico, taciturno e… irresistibile. Fra confidenze e incomprensioni, sotto lo sguardo benevolo di qualche cielo stellato, Stefano e Riccardo, così diversi, scopriranno che la musica dei loro cuori è, in fondo, più simile di quanto possano pensare.
Un romance molto carino e romantico! Volevo una lettura leggera e romantica, dopo le ultime e insoddisfacenti letture di questo genere, e ho deciso di buttarmi su questo libro adocchiato in libreria. Nel complesso è un romance dalla trama molto semplice e senza grandissimi colpi di scena (ma non per questo risulta banale), due persone che non si sopportano, di due diverse classi sociali e con caratteri opposti, che si ritrovano a vivere vicini l'uno all'altro. Il punto forte di questo romanzo, per quanto mi riguarda, è l'ambientazione di montagna che mi ha catturato fin da subito e che è il fulcro della storia. Altro punto a favore è la chimica che s'instaura fin da subito tra i due personaggi, senza dilungarsi troppo e senza essere troppo precipitosa, insomma è tutto molto equilibrato (ho apprezzato anche il modo in cui l'autrice ha parlato dell'ansia e del burnout di Riccardo senza esagerarlo e romanticizzarlo). Per concludere questo libro: ha soddisfatto le mie aspettative, ha parlato di un tema che mi sta molto a cuore riuscendo a intrecciarlo piuttosto bene nella storia senza sembrare forzato ed è riuscito a unire romanticismo e spicy senza risultare nè troppo smielato nè troppo pesante. Consiglio questo libro se siete alla ricerca di un romance "coccola" e leggero come la brezza di montagna in estate.
Chi è abituato a leggere romance, in questo romanzo non troverà niente di particolarmente innovativo o originale, a livello di trama e dinamiche tra i personaggi. A dispetto di quanto possa sembrare, questa non è affatto una critica. Ci sono delle dinamiche specifiche, interne ai romance e aɜ suoɜ lettorɜ, e una di queste è l’idea di ritrovare determinati cliché come fossero delle copertine di Linus da stringere e coccolare.
In questo romanzo sono statə in grado di individuare tutte le svolte che sono state prese e le ho indovinate con gli occhi che brillavano come stelline. Ero tipo: “Oddio, adesso succederà questo… SI! SQUEE! *w*”. Perché, sì, è bello venire sorpresi… ma è altrettanto bello ritrovare le nostre zone di comfort e godercele con un sorriso sulle labbra. Cosa che non è così scontata, perché l’utilizzo dei cliché è sempre una lama a doppio taglio.
Questo cosa significa?
... scopritelo leggendo per intero la recensione su Ultima Pagina
RECENSIONE A CURA DI BARBARA Morbido e melodico! “Da quando sei qui” è una storia ricca di dolcezza e sentimento, una vicenda che affronta con delicatezza temi dolorosamente importanti. Ester Manzini ci parla di benessere psicofisico e cicatrici mai sopite, stress e aspettative che snaturano e svuotano un’anima che chiede solo di poter vivere veramente. Ci trasporta in una realtà a misura d’uomo, un’ambientazione ricca di naturalezza e pace per potersi riscoprire, poter esprimere ciò che di più profondo l’anima dei suoi protagonisti bramano con ogni scintilla di vita. Stefano e Riccardo sono due personaggi meravigliosi, perfettamente connaturati e ricchi di spessore, due uomini che soffrono e si nascondono, due anime ferite che vivono rinchiuse nella paura di desiderare e sperare. Entrambi si celano dietro a mura difensive e convinzioni illusorie fino a quando il destino li pone sullo stesso cammino, all’ombra di un bosco che diviene magia e scoperta. La solitudine emotiva in cui vivono è molto più simile di quanto possano comprendere, e forse solo insieme riusciranno a crescere emotivamente e credere che anche per loro possa esserci un domani di felicità. Un futuro che non profumi di solitudine e isolamento, svilimento emotivo e apparenze materialmente vuote. Un futuro di comunione e crescita, felicità e amore. Continua sul nostro blog!
Ero molto entusiasta inizialmente ma ahimè si è attenuato brevemente tutto. Gli infiniti cliché, i poveri dialoghi a momenti e a tratti illegibili, il "character design" dei personaggi insieme alle loro "background stories" uniti al punto antecedente degli infiniti cliché. Abbiamo letto di tutto, visto di ogni cosa, e tutto può essere ormai un cliché concordo ma dipende completamente dal modo in cui si scrive, di quanto è forte l'impronta dello/la scrittore/scrittrice e qui vi era proprio questa mancanza. Inevitabilmente cadendo sul "sempliciotto" e "banalotto".
Questo romanzo l'ho letto nel momento giusto. Avevo bisogno di sentirmi confortata, coccolata ma anche divertita ed emozionata. Riccardo e Stefano (e Giorgio) mi hanno davvero conquistata. È un romanzo che parla di natura, anche, di boschi, dell'odore umido del terreno e delle foglie. Viene voglia di andare a scarpinare tra gli alberi, con le scarpe giuste e ben legate ovviamente. Magari accompagnati da uno Stefano.
Stefano ama vivere in solitudine nella sua baita col suo amico peposo. Nulla gli manca per essere felice, neanche l’amore che ormai non cerca neanche più. Ma l’arrivo di Riccardo nella Valle e nella sia vita, scombussolerà non soltanto le sue abitudini ma tutto il suo mondo e, soprattutto, il suo cuore.
Un romanzo romantico e dolcissimo, ho avuto gli occhi a cuoricino tutto il tempo. Una trama che scorre veloce e in maniera semplice senza particolari drammi o colpi di scena, ma quanto mi è piaciuto leggerlo.
Non ho avuto il cuore in gola né ho dovuto trattenere il fiato: semplicemente ho assaporato ogni momento, ogni pagina, e tutto l’amore dei protagonisti.
E che dire del messaggio che ho percepito: nessuno mai dovrebbe restare solo. Confermo e condivido ❤️
*Ringrazio la Casa Editrice per la collaborazione e la copia
Carinissimo questo libro, mi è piaciuto un sacco! Ho apprezzato molto i due protagonisti, li ho trovati belli e veri, e la loro relazione, credibile, dolce e romantica ❤️ ho adorato come entrambi sono di sostegno l’uno all’altro, si incastrano alla perfezione perché sono esattamente ciò di cui l’altra persona aveva bisogno, e si supportano in momenti difficili. Questo libro infatti tratta anche tematiche importanti e serie in una maniera che ho apprezzato e ho trovato giusta, un plauso alla scrittrice per tutto ciò. Mi è piaciuta molto anche l’ambientazione della storia, si sente che è “vissuta”, l’ho sentita vivida e coinvolgente attraverso le pagine. Questo romanzo, insieme a “L’ultimo desiderio del genio” e “Almost Cyrano”, rientra nella mia top tre dei libri dell’autrice. Ho ritrovato anche qui il suo scorrevole stile di scrittura. E sono contenta che abbia avuto la grande occasione di pubblicare con una casa editrice maggiore. Questa è la riprova che in barba ai pregiudizi nel mare magnum dell’autopubblicazione ci sono anche tante gemme, io stessa ho letto un sacco di libri bellissimi autopubblicati. Infine, per concludere, un plauso alla copertina, che trovo super azzeccata!
È davvero super cute questo libro, ma non mi aspettavo di meno da un romanzo scritto da Ester Manzini. Con uno stile ironico e un po’ pungente racconta la storia di due uomini che più diversi non potrebbero essere in uno sfondo decisamente accattivante (e che diventa un terzo protagonista. Io sono tipa da città, ma comunque una capatina a Due Case e a Piazzola vorrei farla!). Mi sono innamorata di Riccardo come è comparso. Perché sì, Stefano è bono, ma io purtroppo proprio Riccardo kinnie. Dai, andiamo, problematico, con gli attacchi di panico, lo stress da troppo lavoro, zero senso dell’orientamento e un filo di supponenza… kinnie, appunto. Mi è piaciuto molto l’evolversi del loro rapporto, anche se avrei voluto vedere di più… perché volevo di più di loro due. Nel senso: sono gestiti molto bene ma io voglio ancora di più, posso avere un altro romanzo su di loro, tipo? Pretty please? Comunque davvero contenta che questo libro sia arrivato alla Giunti e spero che lo leggeranno in tanti perché merita! E se vi piace lo spicy… beh, questo non è spicy rega, è proprio fuoco. Lemon, smut, nsfw, chiamatelo come volete, ma comunque è una bomba 🔥🔥🔥
Ester è una garanzia. Bello, dolcissimo, ha fatto venire voglia di montagna a me, una palermitana che non sa manco come le montagne siano fatte. Da non perdere ♡
Breve storia triste: a fine agosto sono andata in biblioteca e ho preso in prestito 4 libri a caso in base alla copertina e senza leggerne la trama.
Tra le cose che non quadrano: è impensabile che un uomo che vive il bosco da professionista non conosca le basi del primo soccorso e chiami il 118 invece del 112.
partiamo dal fatto che io ho iniziato a leggere sto libro per meme dopo averlo visto nel reparto romance in libreria perché i tag dietro mi hanno fatto sorridere #enemiestolovers ; in più mi ero detta “beh dai, un’autrice italiana! così non si pone il problema della traduzione e mi leggo qualcosa come la ha pensata e creata la scrittrice senza interventi esterni”, e per un secondo ho voluto essere ottimista e credere che da unx autorx italianx potesse venire fuori qualcosa di per lo meno decente e non catastroficamente cringe, ma qui la situazione è grave… trama veramente banale col milanese stakanovista e il montanaro bresciano solitario, ma soprattutto sto libro è scritto MALE. E non mi riferisco solo alle scene esplicite, ma intendo proprio a livello basilare,,, questo libro sembra essere scritto da un bambino delle medie. Frasi veramente banali, alcune che fanno capire che dietro certe cose non è stata fatta nessuna ricerca approfondita da parte dell’autrice (“sei il mio paziente preferito” frase mai detta da nessun psicologo ever), mentre per altre anche fin troppo (io non voglio più sentir parlare di funghi per sei mesi dopo sto libro, a forza di cercare su google ho alterato il mio algoritmo). Ma poi certe volte i personaggi facevano certe uscite che nei contesti non ci campanava un cazzo e spezzavano completamente quel minimo di filo narrativo creato in due righe io ve lo giuro Per non parlare di alcuni passaggi dubbiosi, alcuni con velato classismo.. e della bi erasure (es. vedi: misunderstanding di Stefano in cui pensava che Riccardo si fosse lasciato con una ragazza E ALLORA per forza deve essere etero, there’s no other option, dai ma per piacere, Stefano si è isolato talmente tanto dal mondo che si è dimenticato che le persone bisessuali esistono? o forse se ne è dimenticata solo l’autrice?.. nell’anno del signore 2024 mi tocca leggere ste cose)
Listen here, I see your vision ma questo è qualcosa che sarebbe dovuto rimanere su wattpad e non di certo pubblicato e stampato su carta.. spero l’autrice si trovi un altro hobby oppure che inizi a prendere lezioni di scrittura da qualcuno di bravo
Posso iniziare parafrasando un bellissimo Classico e gongolando dicendo: "Giovani autrici crescono"? Quanta gioia c'è nel vedere una scrittrice o uno scrittore che si apprezzano, pubblicat3 da una casa editrice come la Giunti? Tantissima!
Condivisa la gioia per la persona, ora condivido quella per il romanzo.
Una storia lineare, ma estremamente coinvolgente, che mi ha intrattenuto con grande piacere.
Un libro che possiede tante facce: divertente, romantico, intelligente, pieno di riflessioni sulla vita (sui suoi ritmi e le sue priorità) che non possono essere prese sottogamba.
Ci sono stati passaggi in cui avevo gli occhi che brillavano per il divertimento, e altri in cui li avevo carichi di lacrime a causa di una commozione profonda.
Ester Manzini mette una grandissima cura nel dettagliare e caratterizzare tutte le figure che ci fa incontrare. Se per Stefano e Riccardo le pennellate da lei usate sono dense, molteplici, variegate, intensissime, per i personaggi secondari possono essere anche poche e definite, ma comunque riesce a delinearli e a farceli vedere, fisicamente ed emotivamente, con grande impatto.
Le pagine scorrono fluide, ironiche, avvincenti. È facile immedesimarsi nei due protagonisti, condividere con loro i sentimenti che provano, comprenderne le motivazioni, capire il perché delle loro azioni. Per questo mi sono innamorata di entrambi in pochi passi.
Il ritmo è allegro e avvincente. Lo stile dell'autrice è sempre pulito, limpido, in grado tanto di farti sorridere con ironia, quanto di stringerti il cuore in una morsa per i sentimenti irruenti e le emozioni dirompenti che ti fa provare.
"Gli girava la testa. O forse era tutto il mondo a vorticare e loro due, avvinti in mezzo al salotto, erano il perno immobile attorno a cui ruotava l'universo."
Stefano sta bene da solo, nella sua baita nella Val Trompia. Passeggia nei boschi, con il suo amico a quattro zampe, Giorgio, per raccogliere funghi. Dopo una brutta esperienza amorosa, ha deciso di chiudere il suo cuore e le sue interazioni sociali sono piuttosto ristrette. Ecco perché quando Riccardo si trasferisce da Milano nella baita vicino alla sua, non ne è per niente felice. Ma Riccardo ha bisogno della tranquillità di quel posto, perché, a causa del troppo lavoro, ha continui attacchi di panico. Ancora non sanno che la vicinanza dell'altro li aiuterà a superare le loro difficoltà e brutte esperienze passate.
Incentrato sulla "Small Town", ha le stesse vibes di Riaccendere Chase di Jeanne St. James, per la love story, mentre le descrizioni ambientali, l'amore per la natura e della montagna mi ha ricordato molto "Le otto montagne" di Paolo Cognetti, versione MM, e io ho adorato tutto questo!
La loro storia mi è piaciuta molto: slow born e mooolto spicy 🔥. Ho amato Stefano e adorato Riccardo. Stefano con la sua "burbera dolcezza", l'ho paragonato al nonno di Heidi 🤣 con lo stesso caratteraccio iniziale ma che nasconde un grande cuore d'oro. Quando hai la sua fiducia, ti da anche l'anima, pieno d'amore e tanta gentilezza.
D'altra parte Riccardo è un uomo abituato all'inquinamento e al caos delle grandi città. Giovane, ma già amministratore delegato di un'importante startup. Le sue responsabilità e la vita frenetica, lo porteranno all'esasperazione e a fuggire da questa vita che, però, non lo lascerà in pace nemmeno su una montagna sperduta. Ho trovato un po' "no sense" la parte in cui parla ai suoi colleghi di quel progetto...
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IL FINALE!! L'HO AMATO! 🤣 è rimasto coerente con tutto ciò che è il carattere dei protagonisti e l'ironia del resto del romanzo, cioè divertente e romantico allo stesso tempo. Adoro, leggetelo!
Quattro stelle e mezzo. Non ho dato cinque stelle perché il finale mi è sembrato un po' affrettato. Una storia che si dipana abbastanza tranquillamente, con i suoi tempi, poi con l'arrivo dei colleghi di Riccardo in pochi capitoli si va verso l'epilogo. Ciò non toglie che mi è piaciuto molto, è scritto bene, i personaggi sono ben caratterizzati e ho amato Giorgio su tutti. 🥰 Una storia scorrevole, che alterna momenti divertenti ad altri più seri, dove si parla di attacchi di panico e stress lavorativo. Poi io adoro il trope grumpy for sunshine, e qui Stefano e Riccardo lo incarnano perfettamente.❤️
Libro leggero e scorrevole, davvero una piacevole lettura animata da una storia amorosa a dir poco passionale ;) . L’unica pecca è che l’ intreccio risulta un po’ debole, trovo che a volte si ricada in una narrativa un po’ banale.
La penna di Ester, che tiene su un filo - in perfetto equilibrio! - tensione, dolcezza, erotismo e ironia, è esattamente quello di cui il romance italiano ha bisogno. Giuro, non lo dico soltanto perché ho avuto la fortuna di leggere il testo prima che diventasse, davvero, un libro. Stefano e Riccardo, il loro amore, il silenzio dei monti (e Giorgio! Non dimentichiamoci di Giorgio) avranno per sempre un pezzettino del mio cuore.
Grazie di averli condivisi col resto del mondo 🍄❤️
Secondo libro che recensisco su questo profilo. Ribadisco che la mia recensione non è rivolta ad offendere nessuno, non ce l’ho con l’autrice, con la casa editrice, con chi ci sta dietro con editing e altro, è solo il mio pensiero.
La storia ha un plot molto basico ma efficiente. Questa recensione la divido in: - Cose che non mi sono piaciute. - Cose che mi sono piaciute. Partiamo dai tasti dolenti, gli aspetti che non ho apprezzato. Sicuramente alcuni dettagli sul lavoro di Stefano e sul suo stile di vita eremitico. Nonostante il trauma del padre mi sembra strano che, una persona così isolata, non sappia distinguere un infarto da un attacco di panico, dovrebbe essere a conoscenza di nozioni di primo soccorso. Altro aspetto è la scrittura che risulta acerba e imprecisa, alcune termini impedirei agli scrittori di usarli, a tratti mi pareva di leggere la storia che ho scritto alle medie per il concorso di scrittura dei vari plessi scolastici (scritto in due giorni, senza revisione, ho comunque vinto il primo premio) ma, come vedremo nella parte cose che mi sono piaciute, ho anche qualcosa da elogiare per questo aspetto. Cosa che ho proprio DETESTATO è quando Stefano, da dei dettagli di una telefonata che ha origliato, bolla Riccardo come eterosessuale. Perché nella vita o sei gay o sei etero a quanto pare. Altra cosa che proprio mi ha fatto dire NO GIRL YOU’RE JOKING è Riccardo. Va a disintossicarsi dal lavoro e da tutte le porcate che faceva a Milano in culo alla luna in braccio alle stelle, senza mantenere un contatto fisso con la sua terapeuta (che è na cojona tra l’altro). Un percorso per disintossicarsi da qualcosa, che sia alcool, sostanze, gioco d’azzardo o dipendenze più “nuove” come questa del lavoro, devi essere seguito da qualcuno, devi avere qualcuno che ti monitora, non puoi andartene a esplorare la miniera in minecraft senza le torce insomma. Poi cosa faceva la sua startup menzionato mezza volta finito, ma tanto sappiamo che i milanesi fanno startup pure su come pulirsi meglio il culo. Cosa che, invece, mi sono piaciute. Finalmente un libro che non si perde in mille pagine di nulla cosmico, le cose succedono e si risolvono in 400 pagine (letto in ebook) senza troppe sotto trame. La scrittura, nonostante sia un po’ meh, è comunque scorrevole, le scene di sesso meno cringe del previsto e comunque sono piazzate al momento giusto e hanno una durata ragionevole. Il cane di nome Giorgio vince su tutti i personaggi, che per fortuna sono pochi e con una propria identità. Ultima cosa che mi è piaciuta è la scena di rottura con i soci, stavo proprio come Stefano a urlare “bravo faje er culo”.
Riassumendo tutto è comunque una lettura gradevole (circa) e leggera. Poteva andare meglio come essere un totale disastro. Qui non si può mettere lo 0.5 ma comunque il mio voto è 2.5 stelline lo ritengo, dunque, sufficiente. Mi ha intrattenuto ma di certo non è uno di quei libri memorabili che mi ricorderò tra sei mesi. Arrivederci alla prossima recensione.
Ps, Martina kpopper… spero tu non sia una Jungkook stan.
Questo romanzo mi è stato stra-consigliato da alcune ragazze che ho la fortuna di conoscere, ed è un consiglio che non potevo non ascoltare. Come ho detto altre volte, sono sempre più felice di sostenere chi proviene dalle comunità online, chi ha un background di scrittura che nasce dalla condivisione in internet. So che Manzini ha fatto parte di EFP per anni e per me è un piacere leggere, e parlare, del suo romanzo.
"Da quando sei qui" è un romance a pieno titolo, con tutti i suoi meccanismi narrativi peculiari. È un MM, il che credo rappresenti per la pubblicazione di massa un traguardo enorme. La sua autrice è solo da lodare per il pionerismo. Lo stile è semplice, fluido, senza fronzoli e aiuta a immergersi bene in quelle che sono le atmosfere della storia, rese suggestive dalla presenza della montagna e della foresta. L'ambientazione fa gran parte del lavoro, espandendosi a macchia d'olio sui protagonisti. Tra i due brilla un po' di più Riccardo, per una caratterizzazione più intensa e più sentita, sicuramente molto attuale. Stefano dopo la prima metà di libro perde un po' mordente, pur rimanendo scritto in modo coerente.
Personalmente non amo molto la componente spicy, che secondo me in certi passaggi si può tranquillamente evitare. Qui ce ne è troppa, non aggiunge niente alla trama e non dà una visione più intima dei protagonisti, ma questo è un mio gusto personale. Il libro è pieno di microtematiche interessanti che potrebbero avere uno sviluppo più radicato, secondo me. Credo che "Da quando sei qui" rappresenti uno splendido segnale di apertura dell'editoria italiana verso le tematiche queer, ma che come romanzo manchi un po' di quel coraggio di rompere gli schemi narrativi di un certo genere per diventare qualcosa di diverso.
Probabilmente non lo vuole neanche, ed è giusto così :) rimane comunque un buonissimo lavoro.
Questa non è solo una storia d'amore, racconta in special modo come la vita quotidiana possa in definitiva consumarci sia fisicamente che mentalmente.
Il tema del burnout e degli attacchi di panico, secondo me affrontati ancora troppo poco visto il periodo storico in cui ci troviamo, viene inserito in questa storia magistralmente.
Ammetto di aver trovato alcuni dialoghi molto "italianeggianti" con terminologie esclusive per questa lingua ed essendo abituata a leggere per lo più romanzi ambientati negli stati uniti o comunque all'estero è stato difficile adattarmi a questo tipo di dialogo.
Detto ciò, la storia d'amore tra i due protagonisti l'ho trovata emozionante, colma di sentimento e più che apprezzabile. Ho adorato il nostro grumpy, ho un debole per le personalità da orso che si ritrovano ad essere più orso Yogi che un Grizzly e ho empatizzato tantissimo con Riccardo che mi ha fatto sin da quasi subito una enorme tenerezza, con tutte le difficoltà costretto ad affrontare a causa della vita che conduce come CEO di una grande azienda.
Decisamente apprezzato, e una menzione speciale va a Giorgio che ho trovato estremamente adorabile, una figura necessaria per rendere la lettura ancora più simpatica. Questo cagnolone, miscuglio di mille razze diverse che ha un affetto spropositato per i nostri protagonisti.
Bel romanzo, spero di leggere presto altri libri dell'autrice.
Una storia dolce e coinvolgente, non troppo lunga, ideale per chi cerca una lettura leggera ma capace di far compagnia. I protagonisti sono due personaggi particolari e un po’ incasinati, diversi in tutto ma destinati a trovarsi e a crescere insieme. La trama è semplice e forse non particolarmente innovativa per chi legge spesso romance, ma funziona, e a spiccare è soprattutto l’ambientazione. Ho apprezzato molto il fatto che sia ambientato in Italia: dà un tocco autentico e familiare che si sposa benissimo con l’atmosfera del racconto.
Un romanzo semplice, ben scritto e con una nota spicy che aggiunge colore al tutto. Consigliato a chi ha voglia di una lettura romantica e confortante.
Il libro è tutt'altro che perfetto, i personaggi sono un po' monodimensionali: il montanaro bresciano che vive sui monti col cane Giorgio (menzione ad honorem) ed il fighetto milanese superficiale in burnout. Personaggi di contorno: la famiglia bresciana accogliente (che poi i bresciani sono così davvero, eh) ed i tre colleghi milanesi cocainomani e deficienti. Però la storia è bella e dolce (quando Riccardo dice "non mandarmi via" è da spezzare il cuore), l'ambientazione sulle montagne è strepitosa e ti lascia davvero qualcosa dentro*, ed i protagonisti se pur un po' stereotipati sono reali, con sentimenti e reazioni vere.
*ad esempio andare a vivere in montagna e non avere più niente a che fare con le persone... ah, no, quella ce l'avevo già ;)
non è che è un brutto libro anzi è scritto molto bene solo che è come quando sei annoiatə su tinder e stai scorrendo profili pour parler e trovi quello con cui proprio non hai niente in comune non sei tu sono io e tutto il resto troppa lombardia menzionata e troppo poco mare colpa mia che ho scelto di leggerlo comunque ecco (però è stato divertente)
Ester è una garanzia. Non ha la capacità di deludere. Conosco tutta la storia di questo romanzo, da quando ridendo in chat abbiamo parlato di scrivere un romanzo basato su 'un fungiàt' e vederlo avere fortuna e successo è meraviglioso dopo tutti questi mesi. Una storia dolce, delicata, che fa anche riflettere, ambientata dove proprio non ti aspetteresti di trovare del romanticismo.
Un romanzo lgbtq grumpyxsunshine proprio carino! A livello emotivo non è "Rosso, Bianco e Sangue Blu" ma è una commedia romantica leggera da leggere quando uno non ha la testa per cose troppo impegnative! Lo consiglio, anche perché i due protagonisti sono troppo pucci, un enemies to lovers classico e intramontabile per tutti gli amanti del genere!
Stefano e Riccardo sono stati una bella sorpresa, ho apprezzato molto i colpi di scena e i momenti in cui vengono affrontati temi delicati come gli attacchi che colpiscono Riccardo in alcuni momenti..il finale stupendo!!
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Storia delicata e semplice. Mi sono sentita confortata e capita attraverso il personaggio di Riccardo nell'affrontare la sua ansia e attacchi di panico. Le dinamiche della relazione tra Stefano e Francesco mi sono piaciute molto. Una lettura davvero piacevole.
Non capirò mai questa passione per il verbo ringhiare. E la gran classe dell'espressione "Meno parlare. Più pompini." è davvero disarmante... L'epifania dell'avvenuto innamoramento è comica, quasi parodistica. Non mi ha esaltato; una delle cose più carine è stato l'epilogo.