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390 pages, Hardcover
First published January 1, 1999
Il libro di Hotakainen è una bella sorpresa: per l’umorismo segnato da un pizzico di follia nordica e la capacità di tenere le fila dei diversi personggi (Ilona che piange nel bagno della palestra è strepitosamente realistica).
La reinvenzione della produzione del Padrino non è solo comica ma lascia emergere una profonda conoscenza del film e fornisce qualche chiave di lettura interessante.
Hotakainen prova un grande amore per i suoi personaggi e lo restituisce sulla carta dando a ciascuno profondità, umanità e una seppur minima occasione di riscatto.
Il punto debole è inevitalbilmente nel finale che conforta i detrattori del classico lieto fine ma appare frettoloso e poco convincente.
Egrerio signore,Sarà...
vengo subito al punto: la società di produzione Paramount Pictures si appresta a girare un film intitolato Il Padrino e parte di queste riprese saranno effettuate in Finlandia. Per quanto riguarda i contatti per le riprese in loco abbiamo pensato a Lei. La questione è la seguente: ha tempo, possibilità e voglia di prendere parte all'organizzazione delle riprese? Mi auguro che la risposta sia affermativa perché il tempo stringe.
Si starà domandano perché proprio in Finlandia.
Sono pronto a rispondere alla domanda.
La storia della Sicilia dovrebbe esserLe nota. Non è una bella storia, ma se ho capito bene le questioni di pura estetica non hanno mai avuto grande importanza nemmeno lassù da voi al Nord. Da sempre la popolazione della Sicilia è ostile alle autorità. Sono convinti che lo Stato se ne infischi di ciò che accade agli abitanti delle regioni arretrate, e in effetti se ne è sempre infischiato.
L'Italia in realtà è costituita da due paesi, il Nord ricco e il Sud povero. La Sicilia è il centro del Sud. Approfondendo la vostra storia ho capito che anche la Finlandia è divisa in due, o meglio in tre parti: Helsinki, Mosca e la campagna. I potenti di Helsinki e Mosca fanno il bello e il cattivo tempo e la campagna tira a campare non è così? E a voi è toccata la stessa sorte della Sicilia: non potendosi fidare della parola di chi governa il Nord, i contadini poveri si sono dovuti arrangiare. Dopo aver analizzato per sommi capi la vostra situazione sono arrivato alla conclusione che Lei è riuscito a immortalare in modo magistrale gli strati poveri ella campagne e che quella gente, vedendo al proprio immagine riflessa nel Suo specchio, ha risposto all'appello.
La invito a leggere attentamente ciò che segue, perché ora entrerò nel vivo della questione. Mi scusi per il linguaggio diretto e forse un po' rude, ma non posso fare a meno di accalorarmi.
Dobbiamo girare un film che parla di una famiglia di origini siciliane proveniente da un paesino chiamato Corleone. All'inizio del secolo Vito Corleone, patriarca della famiglia, emigra in America, a New York, per offrire ai suoi cari una vita migliore che in quella Sicilia povera e dimenticata da Dio. Cerca di mantenere la famiglia mettendosi in affari, in cui l'olio d'oliva ha il ruolo principale, ma trovandosi in gravi difficoltà per aver voluto difendere i diritti degli immigrati è costretto a ricorrere a mezzi illegali. Decide di farsi giustizia da solo. Anche se non era questo a cui mirava, come rivelerà lui stesso ai suoi fili nei suoi ultimi giorni di vita. Il film narra di come a poco a poco Vito Corleone rinunci al suo potere cercando allo stesso tempo di convincere i suoi figli Michael, Sonny e Fredo a non proseguire su quella strada. Con la presente posso rivelarLe a titolo strettamente confidenziale che si tratta di una famiglia di mafia, una società fondato su ricatto, corruzione e omertà, le cui radici allignano nel profondo del carattere del popolo siciliano e italiano.
I finlandesi non hanno certo difficoltà a capire come famiglia del genere possano attecchire e prosperare. Voi avete al massimo una ventina di grandi famiglie, ricche dinastie europee e scandinave cha hanno portato le loro antiche fortune nel vostro paese. Non arrivo a paragonare i loro metodi con quelli della famiglia Corleone.
Ma di poveri e oppressi ce ne sono anche lì da voi.
Con questo cosa intendo, dove voglio arrivare, si starò senza dubbio chiedendo.
Cerco anime affini, spiriti grandiosi, un'analogia tra due nazioni, l'Italia e la Finlandia. Per di più con una fretta del diavolo. mi scusi se non uso mezzi termini. Negli Stati Uniti abbiamo avuto qualche contrattempo. Non è che possiamo girare qui da noi, ma la componente Finlandia apporterà all'insieme quel po' di sapore in più, il pizzico di basilico, se mi consente la metafora.
I contadini e i proletari finlandesi sono famosi per il loro riserbo che in alcune circostanze, da quel che ho capito, rasenta il mutismo, anche questo parente stretto dell'omertà mafiosa, la legge del silenzio. So che la parola mafia Le sembrerà fuori luogo, soprattutto dato che il contadini finlandese non ha mai preso in mano le redini. Lì da voi l'insofferenza verso i potenti si manifesta più come un'allergia, senza mai tradursi in niente di concreto. Quando ho detto che si tratta di un film sulla mafia, non s'intende con questo che lo stesso fenomeno potrebbe manifestarsi anche nel vostro paese. Desidero metterlo subito in chiaro, in modo da non doverci più tornare sopra quando saremo in loco.
So che la Finlandia è un piccolo paese e che tutti La conoscono. Con il Suo aiuto potremo metterci subito al lavoro. Ci serviranno comparse, personale tecnico, eccetera.
Il ruolo del protagonista sarà interpretato da Marlon Brando. Se lo ricorderà certamente nel film Fronte del porto. Gli altri attori sono Al Pacino, Robert Duvall e James Caan. Il film sarà diretto dal giovane ma molto promettente Francis Ford Coppola.
Per finire mi sento di affermare che se l'affare andrà in porto, l'industria del cinema finlandese si ritroverà in credito. Mi faccia sapere al più presto se accetta la proposta di collaborazione. Allego la sceneggiatura del film.