Storie di donne di Roma antica in diciannove ritratti, da Rea Silvia a Galla Placidia.. Una storia di passioni e letti, non di rado determinante nella lotta per il potere, al pari di battaglie e congiure o colpi di stato. Senza dimenticare l'intelligenza dell'inganno raffinatamente femminile. Il tappeto srotolato ai piedi di Cesare con dentro Cleopatra: il frutto succoso d'Egitto vale le battaglie al Faro di Alessandria e al Pelusio. Due figure dell'universo femminile di Roma antica hanno colpito soprattutto la memoria popolare: Cornelia, madre dei Gracchi, e Messalina, giovane moglie dell'imperatore Claudio, i due estremi. Esempio luminoso per le donne della sua epoca l'una; prototipo di lussuria, sregolatezza e specchio deformante di una società che toccava il limite della depravazione, l'altra. Fra le due corrono duecento anni. E il periodo prodigioso e irripetibile di Roma: dalla polis (città stato) dei sette colli alla esplosione come caput mundi. Dalla Repubblica all'Impero fino all'avvento del Cristianesimo, con la moralizzazione della vita pubblica e dei costumi. Tramontava l'epoca del mondo pagano: piuttosto che la morigeratezza, dilagò l'ipocrisia. Né migliore sorte ebbero le donne. Elena, madre di Costantino, era una stabularla, ragazza di taverna. E Fausta, la moglie di Costantino, fu soffocata nei bagni di palazzo dopo la scoperta che "si concedeva a ogni persona".
È un buon compendio, anche se molto spesso è pieno di ripetizioni perché le vicende delle protagoniste si sovrappongono. Forse sarebbero stati meglio più capitoli organizzati come quello sulle donne dei Severi. È comunque consigliato a chi vuole conoscere meglio la storia delle donne a Roma.
Consiglio di lettura ricevuto in famiglia. Rispetto ai testi di Alberto Angela, qui lo stile è meno efficace e a volte tende a scorrere meno facilmente; tuttavia, sia per le diverse figure delineate, sia per la grafica (illustrazioni), il libro risulta gradevole e a tratti divorare. Un libro affascinante per ripercorrere la storia di Roma da una prospettiva alternativa: una dimostrazione che non solo gli antichi romani sapevano destreggiarsi nell'esercizio dei poteri...
Carino in alcuni punti, molto mal scritto e confusionario in altri. A volte mancano i soggetti, le frasi sono contorte, saltano fuori nomi all'improvviso, senza che si sappia di chi si stia parlando. In altri passaggi, la narrazione si accosta alla lista della spesa. Per chi, come me, legge saggistica non per passione ma per necessità, può essere arduo appassionarsi a un testo nozionistico, in cui mancano lo spessore dei personaggi e un intrigante coinvolgimento con le loro esperienze. Altro appunto: il saggio dovrebbe parlare delle diciannove donne più influenti di Roma, ma quasi sempre lo svolgimento si sposta, per lunghi periodi, sui maschi dell'epoca e sulle loro motivazioni sociali e politiche. Evidentemente, delle donne romane si conosce poco e, purtroppo, la loro influenza sui fatti del mondo è avvenuta perlopiù nelle alcove in cui si consumavano matrimoni combinati e, ancor più di frequente, turpi tradimenti. Delle diciannove donne ricordate nel saggio, quasi tutte erano sgualdrine licenziose, incapaci di domare gli appetiti della carne, e così dedite ai vizi e alla lussuria da farmi vergognare per i loro agiti animaleschi. In altri passaggi, invece, il tono narrativo si fa più alto e rende giustizia alla cultura e all’abilità stilistica dell’autore. Anche la Storia viene narrata con maggior coinvolgimento, e le pagine scorrono rapide, intrise di fascino e di pathos. Ho fatto un po’ fatica a portare a termine questa lettura, sia per gl’intoppi di cui ho già parlato, sia per la mia scarsa attitudine a leggere saggistica. Ma l’ho terminata, e ultimamente abbandono senza troppe riserve quello che non mi piace. Pertanto, alle due stelle che sento di dare a questo saggio, ne aggiungo una terza, per avermi accompagnato, nonostante tutto, fino all’ultima pagina.
L'idea di illustrare 19 figure di donne che hanno avuto un ruolo fondamentale (in positivo o in negativo) nella storia di Roma è davvero bella e interessante. Ho apprezzato molto la descrizione delle figure di potere ma ho trovato un po' difficoltoso a volte stare dietro alla prosa dell'autore, piena di ripetizioni.