Una parte sempre più consistente della memoria documentaria del presente sista sedimentando in formato digitale nei sistemi informatici delle impreseprivate e delle istituzioni pubbliche, nei server connessi alla Rete globale,nei nostri computer. Contemporaneamente, archivi e biblioteche ereditati dalpassato vengono sottoposti a processi di riconversione digitale e in misuracrescente diventano accessibili attraverso Internet. Questo libro si proponedi tracciare alcune linee di una possibile critica delle fonti digitali,capace di fornire allo storico strumenti di analisi e d'interpretazione chesiano in grado di confrontarsi con le complesse stratificazioni tecnologiche,culturali sociali di cui tali fonti sono intessute.
Una lettura esauriente che attraversa circa l'ultimo mezzo secolo ripercorrendo l'uso dei mainframe, personal computer e software vari nella ricerca universitaria umanistica e principalmente quella storica. Il libro spende inoltre molte pagine sulle possibilità, ed i problemi, della ricerca digitale odierna permessa agli storici, attraverso archivi online come quelli statali o come l'Internet Archive, mettendo comunque in guardia riguardo l'effimerità delle fonti esclusivamente online, con siti web, immagini e registrazioni che di solito hanno una vita molto breve nei database di informazioni online, a meno che non si tratti di informazioni con interesse legale per un'istituzione o ente. La lettura può risultare pesante ed è facile perdersi in un gergo leggermente più avanzato rispetto ad un primo approccio universitario, specie per come il libro spesso cita correnti o figure storiografiche non necessariamente conosciute dal lettore; nonostante ciò è una lettura che vale la pena intraprendere se si è interessati alla materia specie in ambito digitale.