Devo confessare che, pur non essendo un genere che è nelle mie corde, quando leggo un bel fantasy, ne resto totalmente catturata.
la bravura della scrittrice ha fatto sì che il Regno di Elemys mi fosse ben chiaro, sono stata letteralmente trasportata nei territori fantastici narrati ed ho vissuto al fianco dei protagonisti le loro spettacolari avventure. Vi assicuro, un risultato affatto scontato per chi non è abituato a leggere questo tipo di letteratura.
È questo il primo libro di una saga. La pace e le regole che perdurano da tempo immemore su Elemys, grazie all’equilibro degli elementi – Acqua Aria Fuoco Terra -e all’osservanza ed al rispetto delle leggi e delle consuetudini, sono in serio pericolo.
Venti di cambiamenti stanno soffiando forte sul Regno e quel che fino ad allora sembrava perfetto, improvvisamente assume aspetti differenti. Sta per avanzare il Caos, le Forze Oscure minacciano le Regioni della Luce.
I quattro Eredi che subentrano nella reggenza sono chiamati ad una iniziazione terribile, che prevede prove estenuanti e che mette in serio pericolo la loro sopravvivenza: ben presto si rendono conto di essere loro stessi delle pedine, manovrate da personaggi misteriosi che si muovono nell’ombra.
Ecco che quell’equilibro fin ad allora perfetto rivela tutti i suoi lati oscuri: strane alleanze, intrighi, lotte di potere e, soprattutto, cade il mito della razza pura, dei figli perfetti. È finalmente palese che le superstizioni e le tradizioni del regno di Elemys generano in realtà schiavitù e sofferenza.
Bello, veramente molto ben strutturato, personaggi dalle personalità ben definite, un mix favoloso fra magia e miti, tanto pathos.
Tante le metafore del libro: il nuovo che scalza il vecchio, la forza delle nuove generazioni, la voglia di cambiare, la chiusura che deriva dalle superstizioni, la pericolosità degli ordini costituiti. L’obbrobrio del mito per la razza pura: l’equilibrio si raggiunge soltanto unendo le forze di elementi diversi fra loro.
Elemys di Delia Monfrecola è un fantasy originale e ben costruito, ambientato in un mondo diviso rigidamente secondo i quattro elementi: Acqua, Fuoco, Aria e Terra. In questa società chiusa e intollerante, la diversità è punita con l’esilio, e gli “impuri” vengono allontanati come minacce all’equilibrio. Tra tutti i personaggi, quello che mi ha toccata più profondamente è Haephelos: complesso, tormentato, autentico. È lui a dare un’anima alla storia. La scrittura è curata, il worldbuilding coerente e ricco di dettagli, ma ciò che rende questo libro speciale è il suo sottotesto: un invito a riflettere sull’identità, sull’esclusione, sulla libertà di essere ciò che si è. Una lettura intensa, che parla alla mente ma anche al cuore.
Con Elemys siamo catapultati in un mondo magico governati da quattro elementi principali ACQUA ARIA FUOCO E TERRA. Ogni elemento ha un rappresentante con particolari doti magiche denominati Figli di Elemys.
Entriamo subito a conoscenza di Nami e Leucotea, due sorelle molto legate tra loro. Leucotea é la designata per sostenere il suo elemento e accedere alla reggenza. Nami non ha ne un ruolo preciso né doti particolari e questo le pesa un po, cosa che la porta spesso a mettersi nei guai.
Conosciamo anche Haephelos, un ragazzo la cui vita è stata sempre fatta di mancanze e sofferenze. Ma qualcuno ha deciso che per lui tutto sta per cambiare.
La costruzione del mondo, la spiegazione degli elementi, i personaggi, il linguaggio, creato ad Hoc dall'autrice sono tutti condimenti perfetti per una storia che ti tiene con il fiato sospeso sino all'ultimo. E quando ricevi un'informazione così importante da lasciarti a bocca aperta il libro conclude 😭😭