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Arcadipane #0.1

Requiem di provincia

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Il dirigente di un grande gruppo industriale è in coma con un proiettile nella testa. Qualcuno col viso coperto da un passamontagna gli ha sparato a sangue freddo sul pianerottolo di casa. Sono cose che non capitano mai nella tranquilla provincia piemontese. È il 1987, Corso Bramard è commissario di polizia e Vincenzo Arcadipane è il suo braccio destro: un salto indietro nel tempo, all’origine di tutto ciò che ha reso unici e indimenticabili questi personaggi. Con “Requiem di provincia” Davide Longo scrive un affascinante romanzo dall’atmosfera inquieta. E senza mai rinunciare al suo misurato quanto irresistibile umorismo, tesse la trama di una vicenda imprevedibile, che sorprende fino all’ultima pagina. Eric Delarue, poco più di cinquant’anni, origini francesi, bello, istrionico, di successo, sposato con una donna ricca: un po’ per sfotterlo, un po’ per invidia, gli operai della fabbrica di cui era il responsabile lo chiamavano Julio, come Julio Iglesias di cui aveva l’irresistibile sorriso. Chi poteva odiare uno così al punto da sparargli sulla porta di casa? Un’indagine che parte in salita vista l’assenza di indizi e testimoni, fino a quando non arriva la rivendicazione di uno sconosciuto gruppo terroristico che sembra convincere le alte sfere della polizia e, soprattutto, i capi della società per cui Delarue lavorava, desiderosi di chiudere in fretta la faccenda. L’unico a non credere alla pista politica è il commissario Bramard, che nessuno prende sottogamba, sebbene in questo periodo la sua mente sia spesso annebbiata dall’alcol. E come lui la pensa il giovane ispettore Arcadipane, che quasi ogni notte lo recupera nelle osterie per rimetterlo in sesto e assicurarsi che il mattino dopo si presenti in questura. I due inseguono la verità muovendosi tra la livida e rugginosa cittadina dov’è avvenuto il fatto e la Torino dell’alta borghesia. Tra i segreti inconfessati di una certa provincia e i tentativi di depistaggio di chi vorrebbe mantenere privati i propri vizi. Un caso davvero complesso, la cui soluzione porterà Bramard e Arcadipane a fare i conti con tutte le sfumature della parola giustizia.

496 pages, Paperback

Published November 7, 2023

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Davide Longo

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Displaying 1 - 30 of 44 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,469 reviews2,442 followers
July 2, 2024
L’UOMO VERTICALE

Balthus: Thérèse che sogna, 1938, Metropolitan Museum, New York.

S’è affinata ulteriormente la scrittura di Davide Longo con il crescere delle storie di Bramard e Arcadipane. Non che sia mai stata grossolana, tutt’altro, più che notevole sin dall’inizio. Ma ora m’è sembrata cresciuta, più acuminata. Paragoni, paralleli, similitudini, metafore gli vengono alla grande, senza mai strafare, senza sbagliarne una. Arcadipane morde e azzanna, non molla l’osso, ma non abbaia, non disturba, spesso regala le ciliegine: la maggior parte delle freddure, o battute divertenti, sono da attribuirsi a lui. Lo spasso e la goduria di questo quinto romanzo sono notevoli, apprezzato perfino più dei precedenti. Il che rappresenta una specie di record, perché di solito le ‘serie’, sia narrative che televisive, si annacquano man mano che s’allungano e aumentano di numero.


Balthus: Thérèse, 1938, Metropolitan Museum, New York.

Qui, in questo caso, trattasi di prequel: sappiamo tutto quello che segue, inclusa la tristissima vicenda personale di Bramard. A questo giro leggiamo come sono nate alcune cose, come si sono sviluppate personalità e caratteri e relazioni.
L’indagine fa progressi e già a metà si porta a casa un bel colpo di scena, che invece di solito bisogna aspettare molto più avanti.
Ma la delizia sono caratteri, psicologie, reazioni, pensieri, scambi di dialogo attorno al caso ‘giallo’. E l’atmosfera: questa Torino slabbrata ma sontuosa, fredda ma primaverile, inquinata ma frizzante, grigia ma una tavolozza di colori, annacquata ma ad alto tasso alcolico, destrutturata ma affezionata alla tradizione gastronomica…



Siamo nel 1987, l’anno della morte di Primo Levi – e infatti, sia Bramard che Mariangela partecipano al suo funerale – il killer “Autunnale” ha già colpito più volte, anche molto da vicino lo stesso Bramard. Il nuovo caso come sempre affonda le radici negli anni passati – questa volta si parla e si ricostruiscono fatti degli anni Settanta, che poco hanno a che vedere con la vita politica di quegli anni, e invece soprattutto con bambini scomparsi e genitori affranti. Arcadipane ha ventotto anni, è ancora ispettore, braccio destro di Bramard, che di anni ne ha dieci in più. Colpisce l’affiatamento tra i due: pur nella laconicità del commissario e nella comune difficoltà a esprimere i propri sentimenti, i due filano come una coppia affiatata, e il sottoposto non si perita di tirare le orecchie al proprio capo per la sua insistita non osservanza delle regole.



I quadri che ho scelto sono tutti opera di Balthus: sono più volte nominati nel corso di queste pagine, descritti, diventano parte dell’indagine.
L’uomo verticale è Bramard, frangar non flectar per antonomasia. Già mi manca, e anche Arcadipane, spero che Longo sia generoso e ce ne regali almeno un altro.

Profile Image for Ermocolle.
475 reviews45 followers
February 15, 2024
" Arcadipane non ha la minima idea di dove Bramard voglia andare a parare, ma ha imparato che se non sei capace di portare la barca, è inutile cercare di capire cosa cazzo fa con quelle corde chi guida. Tanto vale godersi il vento e la velocità, specialmente se chi sta al timone da qualche parte ti ha sempre fatto arrivare."

Un piacevole intercalare per gli amanti del genere e gli appassionati della coppia Corso/Arcadipane.

"Arcadipane cerca con lo sguardo Bramard che come capita spesso ha abbandonato la nave chissà quando, tirandosi sulla scialuppa qualche osso che si sta lavorando per arrivare al midollo."
Profile Image for Come Musica.
2,072 reviews632 followers
November 15, 2023
“Alla provincia di tutti noi.
A quel tempo.
Non torni.”

È questa l'epigrafe che Davide Longo ha scelto per il suo “Requiem di provincia”, il nuovo volume della saga di Arcadipane.
Questa volta, Arcadipane e Bramard sono alle prese con un caso molto difficile, ambientato nel 1987: il muro di Berlino non è ancora crollato.

Per me è stato un tuffo nel passato, in quegli anni in cui ero ancora una tredicenne. Arcadipane ha trent'anni e ha una vita davanti. Bramard è commissario di polizia, arguto e acuto come lo abbiamo conosciuto sin dal primo volume della saga "Il caso Bramard".

Davide Longo scrive storie di gente comune che ad un tratto si sono spezzate: “Nella sala come sempre c’è una manciata di persone. Uomini e donne indifferenti gli uni agli altri che non sono lí per parlare, rimorchiare e neppure per bere, ma solo per essere tristi in santa pace. Gente che malgrado l’ora avrebbe pure un posto dove tornare, ma non gli basta il cuore per dire «Ho sbagliato», «Lasciami dormire» e nemmeno «Parliamone domani».”

Arcadipane e Bramard cercano di rimettere insieme i pezzi, di non farsi depistare dalle soluzioni semplici.
In sottofondo le musiche di Leonard Cohen “The door it opened slowly, my father he came in, I was nine years old and he stood so tall above me.”

“L'impulso è capire, stabilire nessi, ricondurre a un disegno. È ciò che sa fare meglio, che ha sempre fatto, quello per cui fino a ieri era pagato. Ma allo stesso tempo avverte la sconvenienza del tentativo. La sua natura oscena, avventata, ridicola quanto applaudire durante il Requiem.
Quelle parole sono solo l’inizio, lo sa. Il primo tratto di una figura che richiederà pazienza per essere completata e, forse, solo allora, compresa. Le cose definitive sono quasi tutte cosí.”

P.S. Aspettavo con ansia l’uscita del nuovo episodio di Vincenzo Arcadipane e di Corso Bramard. Stavolta mi sono un po’ avvantaggiata! Siccome, al mio solito, per questa serie non ho cominciato dal primo volume (sic!), ma dal terzo “Una rabbia semplice”, ho pensato di recuperare lo svantaggio leggendo il primo volume “Il caso Bramard”, due giorni prima dell’uscita di “Requiem di provincia”. Non sono pentita di esser partita dal terzo volume. È stato più folgorante.

Profile Image for Violet Baudelaire.
80 reviews11 followers
August 23, 2025
Davide Longo deve forse più di qualche tramezzino ad Antonio Manzini.

Molti i richiami e debite le differenze: là una romanità ruvida, un po’ giogionesca; qui una malinconia sabauda, introversa e ostinata.
Due geografie interiori lontane e opposte ma che si attraggono fortemente.

Quello di Longo però è un noir stilosissimo dove l’arte e il riferimento a Balthus non sono un vezzo ma una dichiarazione di poetica.

La Provincia non si accontenta di essere solamente luogo, diventa Persona e Personaggio che non si attraversa, si subisce,

‘di notti d’attesa di non so più quale amor mio che non muore.’
Profile Image for Seregnani.
757 reviews39 followers
December 3, 2023
Veramente ma veramente meritato! Cinque stelle a dir poco…
Profile Image for Patriarcaettore.
274 reviews8 followers
December 25, 2023
Ci vuole poco e niente a capire che l'autore è bravo. Poche pagine, qualche frase, un personaggio. Poi noi che siam piemontesi ci prende quell'angoscia che deriva dal fatto che noi siam così precisi e diffidenti tipo "Che no da noi certe cose, figurati se capitano qui". Invece fra le righe ci trovi tutta l'inquietudine, la rabbia e la difficoltà di esprimersi. E anche le cose, e le case, nascoste in collina nel verde quasi urbano che è anche un pochino giungla (mica per niente alcuni romanzi nascono sul Po che sembra l'India misteriosa). Poi torniamo fra osterie, buone donne e cattive compagnie a nascondere qualcosa ma questo è più grave e per niente bello. Consiglio, buona lettura e Buon Natale
Profile Image for Stefano Marino.
64 reviews5 followers
June 4, 2024
Questo libro è una droga. Non ho fatto altro che leggerlo per 3 giorni.
Profile Image for Monica Soldera.
179 reviews2 followers
May 6, 2025
Kindle lo registra come il quinto della serie di Bramard e di Arcadipane. Invece è il primo, è c’è in nuce tutta la storia e la dimensione psicologica di questi due personaggi davvero notevoli. Molto piacevole
191 reviews8 followers
January 2, 2025
Che bella cosa cominciare l’anno con un romanzo così. Il più bello tra i libri di Longo che ho letto. Ricco, intenso, duro e delicato, divertente e intelligente. Perfetto.
Profile Image for Silvano Rubino.
14 reviews
March 27, 2024
Ma che cos'è che mi ha conquistato in questa saga di Arcadipane, la quadrilogia che Davide Longo ha scritto con gli stessi protagonisti, il commissario Corso Bramard e l'ispettore Vincenzo Arcadipane?
Ho iniziato e non ho più smesso, uno dopo l'altro, a distanza di pochissimo tempo, sino a quest'ultimo, Requiem di provincia, uscito da poco, ma che è in realtà è un prequel di tutte le vicende raccontate nei primi quattro.

Sarà l'ambientazione brumosa, piemontese, torinese, spesso di montagna tratteggiata con maestria impressionistica? Sarà l'alternanza di toni, tra l'umorismo quasi farsesco, incarnato dal piccolo, goffo, brutto e meridionale Arcadipane, e la malinconia quasi disperata, incarnata dall'ombroso, taciturno, un po' maledetto Bramard? Saranno i personaggi di contorno, caratteristi di spessore, la scapigliata Isa Mancini, il quasi macariesco viceispettore Pedrelli?

Di certo non è per le trame gialle. Che, seppure ben congegnate, non sono mai davvero quello che fa scattare la voglia di leggere (almeno in me) e di proseguire nella lettura i gialli di Davide Longo. Niente più che dei whodunit, la ricerca del colpevole diventa, in tutti i cinque romanzi della saga, una ricerca dei protagonisti in se stessi, nei propri vissuti, nel dolore, nelle incertezze della vita, nell'incontro con il male, nella voglia di emergerne cercando vie di fuga.

Nessuno di questi aspetti mi ha conquistato. O meglio, anche questi. Ma quello principale è un altro. Ed è la scrittura. Longo scrive maledettamente, incredibilmente bene. È il tipo di scrittura che ognuno sogna per sé: equilibrata, capace di squarci di poesia, ma al riparo da ogni scivolamento retorico. Come dicevo, in grado di dominare tonalità diverse, di tratteggiare psicologie e paesaggi con poche pennellate. Lo dico? Lo dico: un po' come sapeva fare uno scrittore, che secondo me Longo ha letto molto, Simenon.

E infatti anche Alessandro Baricco, che è un ammiratore di Longo, cita lo scrittore belga quando dice: "quel suo scrivere che ho studiato a lungo, come potrei studiare un cocktail, e adesso credo di aver capito: due parti di Fenoglio, due di Simenon, una di Paolo Conte e cinque di Davide Longo. Aggiungere una spezia che non so (qualcosa come una goccia di disperazione, direi, ma non so) e servire. Ne butti giú uno e poi non smetti piú. Giuro".

Di Fenoglio c'è la piemontesità, c'è un'asciuttezza di sentimenti, una durezza mai crudele, sempre venata di malinconia e pietas profonda, di sentimenti che ci sono, ma si nascondono per pudore. Cito un passaggio che descrive un bar torinese: "Nella sala come sempre c’è una manciata di persone. Uomini e donne indifferenti gli uni agli altri che non sono lí per parlare, rimorchiare e neppure per bere, ma solo per essere tristi in santa pace. Gente che malgrado l’ora avrebbe pure un posto dove tornare, ma non gli basta il cuore per dire «Ho sbagliato», «Lasciami dormire» e nemmeno «Parliamone domani».” Oppure, quando parla del ruolo di poliziotti di provincia di Corso e Vincenzo: "È il mondo, quello che loro né curano né difendono, solo scortano, come fa un cane pastore con il gregge, abbaiando, facendosi il sangue amaro quando una pecora cade in un dirupo o un lupo se la piglia, buscandosi pure qualche calcio, qualche cornata e, alla fine, stando sui coglioni".

Che ne dite di uno che scrive così? Serve davvero che vi faccia la sinossi di questo prequel, intitolato Requiem di provincia? Ché uno può tranqullimente leggere come primo, se non ha letto gli altri quattro, perché racconta una vicenda del 1987, mentre tutti gli altri sono ambientati molto dopo. Bramard è ancora commissario di polizia, ma, dopo essere stato celebrato per le sue eccezionali capacità investigative, ora è caduto in disgrazia.

Accanto a lui troviamo Arcadipane, l'amico di lunga data e protetto, caratterizzato da un cinismo affettuoso e da una disarmante sincerità. Bramard, un tempo il più giovane commissario d'Italia con un tasso di successo impressionante, vive il suo momento più buio, vagando per i bar di notte, mentre Arcadipane cerca di riportarlo sulla retta via. Il whodunit è l'attentato a un importante dirigente industriale di Torino, che viene brutalmente aggredito, lasciandolo in coma. Nonostante le pressioni per attribuire l'atto a motivazioni terroristiche, Bramard indaga sugli aspetti più intimi e personali della vittima, seguendo il suo istinto. Le sue intuizioni lo portano a soluzioni inaspettate, ma a un costo personale devastante.

Insomma, questo prequel è l'occasione giusta per cominciare. Se amate la scrittura, vi assicuro che dopo non potrete più smettere. E - come me - aspetterete con ansia il prossimo capitolo della saga.
Profile Image for Marcella Rossi.
375 reviews14 followers
November 23, 2023

Bramard, ex commissario prodigio, eroe svagato e tragico che persegue la giustizia ma ha il destino segnato, Arcadipane il suo amico di sempre, l’allievo cinico e dissacrante ma anche tenero: per chi ha seguito e amato questi personaggi questo libro in particolare è una lettura fondamentale. È qui infatti che tutto comincia, siamo nel 1987 e Corso Bramard che era stato il più giovane commissario d’Italia con una percentuale di casi risolti altissima è nel punto più basso della sua parabola discendente, si aggira di notte nei bar inseguito da Arcadipane che tenta di riportarlo alla vita normale. Un dirigente d’azienda, legato alla più grossa realtà industriale di Torino, riceve un colpo alla testa che lo riduce in stato vegetativo: i vertici della questura gridano subito all’atto di terrorismo e sopportano con poca pazienza che Bramard conduca le indagini verso la sfera privata del soggetto. Come sempre Corso Bramard ha le intuizioni giuste ma il prezzo da pagare è alto, le dimissioni dalla polizia e dalla città e il ritorno alla purezza delle Alpi piemontesi e alla scalata di pareti rocciose quasi nella speranza di mettere un piede in fallo.
Una trama più semplice e lineare rispetto ai libri precedenti, una ricostruzione dell’anno 1987 molto accurata, la scrittura di Longo sempre scorrevole ma mai banale, rendono questo libro una lettura molto piacevole e soprattutto indispensabile.
Profile Image for Mirrordance.
1,701 reviews89 followers
September 5, 2024
Sto andando in ordine sparso con questa serie. Parto dall'ultimo e quindi passo al prequel. Bisogna fare l'abitudine ai ritmi e tempi altanenanti dello sviluppo narrativo, allo stile di scrittura ed ai caratteri particolari dei due protagonisti, nell'insieme però la storia marcia anche se a tempo variabile.
Il commissario Corso Bramard è un uomo difficile che ha vissuto una vita difficile, riesce ad andare d'accordo con il suo aiuto Vincenzo Arcadipane perchè anche lui è tortuoso e spigoloso. Si fa fatica pensare Arcadipane come giovane sui 30, forse condizionati dall'averlo conosciuto ormai maturo.
Atmosfere cupe ambientate in un piemonte brumoso.

Una nota sulla versione audiolibro. Patisco ancora una volta la mancanza di supervisione e regia dei libri (e ancor più della natura di certi strafalcioni che, ascoltati, colpiscono più che quando letti).
Un accento sbagliato fa perdere il filo nell'ascolto e quando si tratta di parole "comuni" mi interrogo.
Un tavolo di formica invece che di fòrmica non è un bell'ascolto.
Profile Image for Lucy VanPelt.
16 reviews2 followers
November 28, 2023
Sempre bravo Davide Longo, anche se qui mi casca in una serie di cliché che non cito per non rovinare la lettura altrui, ma che ho già incontrato troppe volte nella mia vita di lettrice, e soprattutto di lettrice di gialli e noir, per non esserne leggermente infastidita. In particolare, e questo posso citarlo perché non è uno spoiler per chi conosce la serie - di cui quest'ultimo romanzo è un "prequel" - mi ha oltremodo irritato il fantasma della moglie, che già mi aveva irritato in Manzini, figuriamoci qui.
Ma nel complesso l'ho letto, al solito, con grande piacere, per la bella scrittura, per i dialoghi, per i personaggi - quelli che già conosciamo e anche quelli che incontriamo in questo capitolo della storia di Arcadipane e Bramard. Sulla trama invece, come sui cliché, ho le mie riserve, che è il motivo per cui le stelle sono quattro e non cinque.

P.S.
Modifico per precisare che sono quattro e non tre anche e soprattutto in virtù dell'indispensabile comparsa di una giovane ma già cazzutissima (e indispensabile) Mariangela.
Profile Image for Annalisa Di Bartolo.
271 reviews15 followers
October 7, 2024
5 stelle meritatissime!

Ufficialmente sbloccata la mia nuova coppia preferita: Corso Bramard e Vincenzo Arcadipane.

Il libro é incalzante giá dalle primissime pagine e mantiene altissimo il ritmo fino alla fine.

Difficile non entrare subito in simpatia con i due personaggi: il nebuloso Bramard, al quale la vita non gli ha sorriso per niente e il sarcastico Arcadipane la cui vittima preferita per le battute taglienti é Pedrelli.

Inoltre io sono piemontese e sono decisamente di parte visto che il tutto é ambientato a Torino e dintorni: i riferimenti a Langhe e Roero sono numerossisimi (come ribadito piú volte, Bramard é nato nel Roero) e anche le battute ironiche sulla cultura piemontese non si sprecano.

I dibattiti sul bunet e i ravioli al plin mi hanno strappato quel sorriso che da un po' mi mancava nel leggere libri.

Non vedo l'ora di proseguire con il resto della serie 💪✨
Profile Image for Laura Gotti.
598 reviews609 followers
January 17, 2024
Vi risparmio la solita tiritera del io non leggo gialli etc etc etc (cfr le altre recensioni ai libri di Davide Longo), vi risparmio anche di quanto ia sia innamorata dei libri di Davide Longo, e vi risparmio la voglia che ho di leggerne uno appena esce.

Questa storia di Bramard e di Arcadipane, il prequel a tutto quello che è arrivato dopo, è nel perfetto stile degli altri: scrittura ottima, i soliti underdog, una storia cupa e il finale che non ti aspetti e vuoi solo che Corso ti trascini per mano, che smetta di bere rum alle dieci del mattino e che smetta di fumare. Poi il resto lo sai.

Libro molto bello, letto d'un fiato come al solito, con, se possibile, ancor più amarezza dei precedenti,

Bravo Davide Longo, e grazie sempre per il Roero di Bramard.
Profile Image for Marina Fabiano.
242 reviews2 followers
December 30, 2023
Lui, Davide Longo, é uno scrittore ruvido. I suoi personaggi (Bramard, Arcadipane, gli altri) sono ruvidi, autentici, e perciò adorabili. I piemontesi li leggi e li vedi; anche i piemontesi acquisiti che vengono dal sud. Gente di poche pochissime parole, ma che esprimono tanto. Le trame, poi, sono sorprendenti, originali, arrivi in fondo alla storia che credevi di aver capito e invece. Uno scrittore coi fiocchi: aspettavo il romanzo ultimo nato, e ora che l’ho finito, pur avendolo letto al ralenty (anche perché ogni frase ha una sua - ruvida - eleganza), posso serenamente rileggermene uno precedente.
Profile Image for Maria Luisa.
326 reviews8 followers
March 11, 2024
Voto 4,5
Il migliore libro, secondo me, di Davide Longo. Più lineare, più chiaro, migliore la scrittura. Il sarcasmo di Arcadipane è tagliente e troppo divertente, Bramard è irraggiungibile e Pedrelli e Mario sono perfetti. L'unica nota stonata: il fantasma che aleggia, forse ridondante anche se è utile per toccare la solitudine di Bramard.
Belli i tocchi di Mariangela, di Isa, bambina già tostissima e con le idee molto chiare, del funerale di Primo Levi, del Caffè Fiorio e dell'hotel Roma, dove si è suicidato Cesare Pavese. Poche parole per dipingere Torino e i suoi ambienti intellettuali.
286 reviews
November 23, 2023
Un importante manager viene ucciso con un colpo di pistola sulla porta di casa.
Arriva una rivendicazione politica ma Bramard non la prende in considerazione e scava nella vita dell'uomo fino a collegarlo a delle strane foto fatte a dei bambini e alla scomparsa di un undicenne mai ritrovato.
Un giallo ambientato negli anni '80 con un giovane Arcadipane e subito dopo l' uccisione della moglie e la scomparsa della figlia di Bramard
Profile Image for Irene Marchi.
12 reviews
December 14, 2023
Ogni volta che apro un libro di Longo percepisco la solitudine di Bramard, il sarcasmo di Arcadipane, la deferenza eccessiva di Pedrelli, il muro di nebbia torinese; questo e molto altro all'interno di una scrittura che non si limita ad abbozzare i personaggi, ma ne trapassa la carne e li rende veri, comprensibili, magnetici.
8 reviews
March 2, 2025
Struggente e pastoso, la trama è ben costruita. Sebbene complessa e ricca di svolte, è un cerchio che trova la sua chiusura alla fine. I personaggi sono ben delineati ma a mio parere quello che rende questo libro superiore a un thriller ben costruito è la scrittura ironica e l'uso di prosa originale. Consiglio.
Profile Image for Cristina's Chronicles.
315 reviews24 followers
October 6, 2025
Sarebbe un 4,5 perché a volte, tra un capitolo e l'altro, mi sono persa. Forse l'autore salta un po' troppo da una parte all'altra con le scene. Però i personaggi sono costruiti ad hoc, l'ironia è qualcosa di speciale (ho riso forte, anche in pubblico, più di una volta) e la costruzione del caso è ingarbugliata al punto giusto. Promosso a pieni voti!
91 reviews3 followers
December 29, 2023
Bella scoperta !!
Come l'ispettore Arcadipane ed il commissario Bramant, malgrado i loro problemi personali, risolvono il caso Delarue. Ambientato a Torino e provincia, la trama convince, scorre e diverte: insomma consigliato.
Profile Image for Mariarosa Raffaelli.
127 reviews2 followers
July 11, 2024
Bramard & Arcadipane sono diventati mie amici, ormai. Vincenzo mi fa morire col suo sarcasmo. Inutile dire che voglio bene anche a Bramard, del resto non sono capace di non provare empatia per le persone con una vita messa a dura prova.
Profile Image for Zeusthedog.
439 reviews4 followers
September 26, 2024
Come per tutti i libri con Bramard e Arcadipane non è la storia quella che fa di questo libro un bel romanzo... sono i personaggi, i dialoghi e la scrittura... qui è l'inizio di tutto... come ritrovare dei vecchi amici.
42 reviews
November 20, 2025
È il primo libro che leggo della serie Bramard/Arcadipane e l'ho trovato molto interessante. I personaggi (complicati il giusto), l'ambientazione "sabauda" (gradita in quanto nata nel Roero) e la trama ( non banale e avvincente) sono stati una bella scoperta. Mi sa che leggerò anche gli altri..
185 reviews5 followers
November 23, 2023
Cronologicamente prima ma sentimentalmente adesso, un tassello Indispensabile.
Profile Image for Kin.
2,339 reviews27 followers
December 12, 2023
Piacevole, come i precedenti quattro.I personaggi sono assai simili a quelli visti in altri ottimi polizieschi(F.Vargas, la Gimenez,Manzini). Il costrutto è ottimo l'humour non manca.
Displaying 1 - 30 of 44 reviews

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