Un libro imperniato di religione, eppure letto veloce. Qua e là storielle; una di quelle mi ha fatto tornare in mente il film Nirvana, quello con Joystick, quello di Naima is online, quello dove Lisa, con tutto l’antipatia che nutrivo per lei a quei tempi, sproloquiava di un tale che, per scappare da una tigre, era cascato in un crepaccio, e che nella caduta si era appeso a un arbusto. Lì, penzoloni, il tizio aveva dato un’occhiata verso il basso: una seconda tigre aspettava la sua caduta. In quel momento l’uomo scorge una piantina di fragole a fianco dell’arbusto cui è aggrappato. Allunga una mano, raccoglie una fragola, la porta alla bocca: è dolcissima.