Quelli sbagliati - L'amore tra le macerie (VOLUME AUTOCONCLUSIVO)
- Sport romance - Enemies to lovers - Slow burn - Hate to love
Trama: Giulio è un pilota di successo. Stefania una giornalista sportiva. Peccato che sono i figli di due scuderie di moto rivali che da anni si contendono il motomondiale. Un incidente avvolto nel mistero condiziona la loro vita e il loro amore che tenevano nascosto.
Ma questa non è la loro storia.
Quelli che restano sono Jacopo e Nora, i figli sbagliati che nessun genitore vorrebbe. Pilota fallito lui, che tira avanti rivendendo pezzi di auto rubate nascosto nella periferia di Roma, e che vorrebbe gareggiare nella MotoGP. Ribelle dalla vena artistica lei, che sogna di partecipare a una corsa in sella alla sua Aprilia e che esprime i sentimenti solo sul blocco da disegno. Sono le lettere lasciate da Stefania a farli avvicinare, nonostante siano anime distanti, agitate da un odio più antico dei loro padri. C’è solo una cosa su cui sono d’accordo: l’amore non esiste. Riuscirà Jacopo a superare i mostri del passato e tornare a gareggiare con le moto? E Nora capirà che il tipo di amore che ha ricevuto non è l’unico esistente? Due come loro non possono innamorarsi perché gli hanno insegnato a odiarsi, o almeno questo è quello che credevano.
“Non è vero che i duri non hanno un cuore, sanno soltanto dove nasconderlo”.
___ AVVERTENZE: “Quelli sbagliati” tocca tematiche sensibili. Sono presenti esempi di famiglie disfunzionali (accenni). Per quanto riguarda la MotoGP, non sono state prese in considerazione le novità del 2023 (es: la Sprint Race).
È la prima volta che leggo un libro di Daphne Ali, e per quanto possa sembrare brutto dirlo, non mi aspetto che Quelli sbagliati fosse una storia così intensa. Non fraintendetemi, lo pensavo perché l’autrice arriva da due commedie romantiche. Mi hanno colpito davvero molto cose di questo romanzo: innanzitutto il fatto che ci sia una storia nella storia, o ancora l’intensità di alcuni pensieri che Jacopo e Nora hanno (verso sé stessi, verso di loro in generale e verso tutto quello che li attornia), e il dolore? Il dolore di questi due personaggi è sempre presente, in sottofondo, ma a volte è così forte che proprio emerge e non puoi che sentirlo. Eppure la speranza è il cardine di tutto, la redenzione, l’accettarsi e soprattutto accettare e ammettere di avere dei sentimenti o dare e fare spazio all’amore. Tra queste pagine troverete il concetto di famiglia, quella che crei e scegli. Troverete quanto anche un sorriso può fare la differenza. Troverete l’andare oltre. L’autrice ha creato due personaggi complessi, più simili di quanto credevo, ma ha aggiunto note adrenaliniche, ha raccontato sprazzi di vita reali, romanzando il tutto solo fino a un certo punto. Ho sottolineato molte frasi, più volte ho avuto la sensazione che alcuni pensieri uscissero dalla mia mente e mi è piaciuta un sacco come cosa. Ho solo trovato un po’ di rallentamento nella parte centrale, ma parliamo di un libro lungo, dove entrambi si prendono i propri spazi e tempi e quindi me lo aspettavo ma devo dire che sono più che soddisfatta di questo libro, ero molto coinvolta e la scrittura della Ali è molto particolare ma scorrevole. Davvero un buon lavoro, da non perdere!
Un viaggio nelle emozioni davvero intenso, protagonisti che nel loro essere imperfetti sono in realtà perfetti così come sono... ho pianto ho sorriso sofferto e amato con loro ai loro ritmi❤️😍 La scrittura dell'autrice mi ha letteralmente coinvolta, è scorrevole e intensa allo stesso tempo,la delicatezza con cui ha raccontato questa storia mi ha toccato corde invisibili e mi ha permesso di entrare in sintonia con ogni singolo personaggio e momento ❤️❤️🩹🖤💜
Era la prima volta che leggevo Daphne Ali è devo dire che mi ha stupita, bellissima storia da leggere, Jacopo e Nora sono due personaggi unici e rari ❤️
Avete mai letto un film? Questa è la sensazione che ho vissuto leggendo questo romanzo. Non è un classico romance dove vengono mostrati i fatti e le reazioni a caldo dei protagonisti. È la visuale su due vite distrutte con la voce fuori campo che ci porta a comprendere molto di più di quello che i personaggi riescono a mostrare. Sebbene da una prima persona presente mi sarei aspettata qualcosa di molto meno “pensato” e più diretto, ho apprezzato il modo diverso di portare il lettore nel mondo di due anime rifiutate sin dalla nascita. Proprio come un film, ho assistito ai loro tentativi di combattere contro tutto e tutti e ascoltato le parole che non riuscivano a dire neanche a loro stessi.
Le vite di Jacopo e Nora sono state sconvolte da un brutto incidente, tuttavia dentro di loro c’era già tanto dolore a causa delle rispettive famiglie. Entrambi fanno parte di due scuderie devote alla MotoGP che non solo hanno reso le due famiglie rivali, tanto da odiarsi, ma hanno sacrificato ogni cosa per la gloria in pista. Compreso i sentimenti e il calore famigliare. Jacopo si è costruito da solo la sua famiglia, composta da amici che ci sono sempre per lui. Fratelli anche se non di sangue. E Nora? Lei ha un’amica, la sua unica confidente, e un fidanzato, che tuttavia è tutt’altro che un luogo sicuro per lei. Se Jacopo mi ha fatto tenerezza sin da subito e mi ha permesso di comprenderlo anche quando commetteva errori, Nora in alcuni casi non mi è piaciuta. Entrambi hanno eretto una corazza piena di spine che li porta a reagire nel modo sbagliato pur di difendersi, pur di scappare al loro destino.
"Non è vero che i duri non hanno un cuore, sanno soltanto dove nasconderlo".
Giulio e Stefania si amano ma sono figli di due piloti di moto GP molto famosi e acerrimi nemici. I Del Monte e i Caputi si sono sempre odiati e ovviamente l'amore tra i due ragazzi non può che essere proibito, tanto da saltare fuori soltanto quando accade un terribile incidente di moto che li coinvolge e da lì, ribalta le vite di tutti e in particolare di Jacopo, fratello di Giulio e Nora, sorella di Stefania. Loro sono i ribelli di famiglia, i bambini cresciuti in maniera irriverente e contraddoria e probabilmente gli unici a far rigare dritta una vita che ama accelerare in curva. Nora ci prova ad avvicinarsi a Jacopo per consentirgli di conoscere meglio quella storia d'amore tra i loro fratelli ma lui è indomabile, come una moto impazzita; rischia continuamente di sbandare, perdendo il controllo della situazione. Forse però andando piano, si può trovare un equilibrio. Insieme, casco alla mano, si può accettare una brezza gentile che vuole dare una seconda possibilità. Jacopo corre, sopravvive cercando di colpire i suoi demoni con superficialità, dimenticando che le paure vanno prima affrontate per essere uccise. Nora lo sa, nonostante l'orgoglio conosce quegli occhi e riesce a leggerci dentro un mondo silenzioso che urla più del rombo di un motore. Per chi resta, ogni giorno è una difesa, una gara da vincere o perdere ma in ogni caso da affrontare. Forse è questo che Giulio e Stefania avrebbero voluto trasmettere, l'idea di combattere per qualcosa per cui ne valga la pena, nonostante tutto e tutti. Se ci credi corri, anche se dovrai rallentare lungo il percorso, prosegui per la tua strada senza distrarti. Fai benzina, scendi, ripara la moto ma risali. Risali su quella vita che forse non ci abbandona mai veramente... è lì che ci aspetta a un soffio. A un battito d'ali dal ciglio di una strada tortuosa, a misura d'uomo ma non sempre adatta. Calpesta l'asfalto e mangialo. Combatti per ciò che ami e difendilo anche a costo di perdere il giro, la sfida, la vittoria ma non la battaglia. Questo libro "grida", urla qualcosa che solitamente resta bloccato nel petto. Daphne porta in carreggiata personaggi eclettici, a tratti fumettistici per le loro caratteristiche estrose ma così reali da fare quasi male. Riesce a creare mondi eterogenei che stanno semplicemente bene insieme. Leggendo questo libro vi perderete a sottolineare mille frasi e a riflettere su di esse, con la voglia di parlare all'orecchio ai personaggi per confrontarvi con loro. Perché la spavalderia appartiene a tutti, il coraggio però è un' altra cosa, è la capacità di mettere in atto i pensieri e renderli reali e Daphne con i suoi libri ci riesce sempre. Non so se sono stata in grado esprimere la potenza di questa storia e la bravura di un' autrice delicata e sensibile che non entra mai a gamba tesa e con eleganza resta sempre in pole position.
Nora e Jacopo vivono ai margini di un mondo a cui non sentono di appartenere; afflitti da un incantesimo di rivalità che non sentono cucito addosso. Nora e Jacopo, infatti, appartengono a due scuderie di moto da sempre rivali e per questo motivo, un divieto primordiale vige tra loro. Lei, ribelle, é sempre pronta a contrastare suo padre, con i suoi capelli blu, una forte corazza, un blocco da disegno come arma, ma soprattutto sempre in sella alla sua Aprilia. Nora si sente da sempre quella sbagliata: in un corpo che spesso le è stato nemico non permettendole di raggiungere il suo sogno, la figlia sbagliata perché in perenne contrasto con quello che un genitore vorrebbe. Jacopo vive tra le macerie di quel mondo che si reggeva solo grazie a suo fratello Giulio. Anche lui é sbagliato agli occhi degli altri: un pilota mediocre, un meccanico mediocre, un figlio ancor meno che mediocre.
Un evento catastrofico farà avvicinare i due, spezzando definitivamente quel filo che li teneva a distanza, facendoli sentire, forse per la prima volta, quelli giusti.
Questa storia é una di quelle storie che si leggono molto velocemente, perché la scrittura di Daphne é davvero scorrevole: le pagine correvano come Jacopo e Nora. Devo ammettere che, nel corso della storia, le mie preferenze hanno subito un ribaltamento: all’inizio preferivo il carattere esuberante di Nora, dopo però, mi sono inevitabilmente legata a tutto ciò che Jacopo rappresentava in maniera così autentica e cruda. Nora, invece, a tratti non l’ho compresa bene: avrei voluto che si spogliasse totalmente della sua corazza.; l’ho trovata più vera quando si approcciava alla situazione della sua mamma. Mi sono piaciuti tantissimo i temi affrontati, e i personaggi secondari che rappresento una Found Family davvero perfetta, in perenne contrasto con una disfunzionalità familiare che non si risolve, rendendola ancora più realistica. La famiglia che ci scegliamo, una casa rotta ma pur sempre in grado di ripararci. Daphne, inoltre, é stata bravissima ad eclissare i cliché: capirete solamente quando conoscerete Samira, e spero che apprezziate la scelta di renderla un personaggio non- antagonista.
Jacopo e Nora si vedono cosi diversi, invece sono uguali. Loro che non credono all'amore, non sanno spiegarsi cosa provano man mano che si conoscono. Tra rabbia, dolore, moto, corse e inchiostro affrontano i fantasmi del loro passato, alleggeriscono il loro cuore dagli affanni e si curano le ferite l'un l'altra. Mentre scoprono la storia di un amore che non sarebbe mai dovuto nascere, capiscono cosa gli è sbocciato nel cuore. Ma non va bene... le loro famiglie son acerrime nemici fin da tempi immemori. Il solo pronunciare il cognome dell'altro gli dà il voltastomaco.
Ma allora cosa sta succedendo? Può un amore nascere dalle macerie? Nora e Jacopo si sono sentiti sbagliati per tutta la vita... cosa ne potrebbe nascere da un amore tra loro?
Una storia d'amore che respira tra moto e corse. L'atmosfera di MotoGP mi ha intrigato tantissimo. È un libro che cattura. Ogni pagina ti invoglia a continuare. Mi sono senza dubbio legata a Jacopo e Nora e ringrazio tantissimo l'autrice per avermi permesso di leggere questa bellezza.
Cosa dire se non: Wow! Ho letto gli altri romanzi dell'autrice e sono sempre più convinta che sia una di quelle che non sbagliano un colpo. L'intensità di questa storia mi ha tenuto sveglia la notte, abbandonare Nora e Jacopo era impossibile. La loro storia è dolce, sofferta, vera. È la storia di due persone che si sono sempre sentite sbagliate e capiscono finalmente di essere giuste. ❤️
Impossibile smettere di pensare a questo romanzo. Sono passati un po’ di giorni dalla fine della lettura, ma ho ancora in testa l’atmosfera, i personaggi e gli episodi di “Quelli sbagliati”.
La trama mi ha catturata sin dall’inizio così come i protagonisti. Jacopo e Nora sono costruiti a puntino, si entra in empatia con loro, ma soprattutto si sentono sulla pelle tutte le loro emozioni e il loro vissuto.
“Quelli sbagliati” è la storia di due ragazzi che si sono fatti da sé, alla ricerca del loro posto in un mondo che sembra tutto occupato. Sono quei ragazzi che le persone guardano male, che frequentano posti brutti e un po’ brutti dentro si sentono anche loro. Ma soprattutto è la storia della loro rinascita.
Ho amato sin dall’inizio il rapporto di odio amore che c’è fra loro, come pagina dopo pagina si avvicinino - lentamente - l’una all’altro.
Mi sono affezionata molto ai personaggi secondari, che sono davvero ben caratterizzati, e anche alle sottotrame costruite altrettanto bene. Dei passaggi sono così intensi che ho avuto i brividi leggendo.
Non sono un’appassionata di moto, in realtà per quanto vorrei poterne avere una, non ho mai guardato la MotoGP. Durante la lettura sono riuscita a sentire l’adrenalina, ho stretto i denti insieme a loro curva dopo curva, pista dopo pista.
La scrittura di Daphne Ali si conferma eccellente, scorrevole e precisa. Ora non mi resta che aspettare con ansia l’uscita del secondo volume!
Quelli sbagliati di Daphne Ali ci racconta una storia di amore e motori, di difficoltà e speranze inattese, di lutto e rinascita, di anime ferite, indesiderate e arrabbiate, in lotta contro il mondo e alla scoperta dell’amore, quello ancora da imparare.
Salta all’occhio l’intenzione di questa storia di scavare nel profondo, di trasmettere più di quello che emerge dalle parole. È quindi una storia che tocca temi importanti, che racconta di problemi familiari, di lutto e della ribellione di due giovani che sono cresciuti senza quell’amore e quell’accettazione di cui avevano bisogno per vivere la vita che meritavano.
Nora e Jacopo sono due ragazzi feriti, delusi, arrabbiati, che fanno di tutto per contrariare il mondo esterno, quel mondo che, secondo loro, gli è contro. Vivono di ribellione e di rabbia, non perdonano chi li ha resi tali, si trincerano dietro una corazza dura che nasconde peró tante fragilità, perfino una richiesta d’aiuto.
Figli di due scuderie rivali, i due sembrano destinati ad odiarsi, se non fosse per una tragica storia che ha legato il fratello di lui (Giulio) e la sorella di lei (Stefania). L’amore segreto di Giulio e Stefania finisce per contagiare anche Nora e Jacopo, che a poco a poco vengono uniti dalle lettere lasciate da Stefania, ma anche dalla passione per le moto.
La storia di Quelli sbagliati si concentra molto sulla problematicità dei due protagonisti, è una continua lotta dei due contro il mondo e contro la vita che non fa sconti. I loro tormenti vengono raccontati attentamente, ogni spigolo di loro viene messo su carta, con parole che sanno restituire la profondità di loro stessi e di alcuni eventi.
Nonostante questo, Quelli sbagliati è un libro che non è riuscito a toccarmi come doveva. Ho compreso questi due protagonisti, il loro amore difficile che si mostra a stento e nasconde la sua faccia, ho compreso i loro tormenti e il dolore degli eventi difficili che li hanno coinvolti, ma non ho sentito DENTRO di me queste cose. Non le ho vissute emotivamente con loro.
Ci sono state cose su cui avrei voluto ci si soffermasse di più (ad es. l’incidente tra Giulio e Stefania e la loro storia), altre che avrei voluto vedere meno (le ribellioni, i tormenti e la rabbia dei protagonisti). Mi è mancata un po’ di varietà all’interno della trama, anche se capisco che quest’ultima richiede delle scelte, per cui è inevitabile che qualcosa finisca per avere un peso minore.
Il rapporto tra i due protagonisti non è facile, è anch’esso problematico e nel suo racconto non manca di coerenza. Quello che non mi ha convinto del tutto è il passaggio dall’odio all’amore, che, per la mia percezione, ha mancato uno sviluppo abbastanza forte da rendere evidenti i cambiamenti espressi.
La mia percezione è stata quella di una confessione dei propri sentimenti, senza che peró venissero mostrati davvero, nel profondo, nel loro graduale sviluppo.
Il loro è un amore che rimane difficile e distante, che sembra non trovare la forza per raccontarsi e viversi davvero. In questo Quelli sbagliati è una storia d’amore diversa dalle solite. Ma forse è proprio questo il modo per raccontare quell’amore in cui i due non credono, che non sanno ancora vivere, che devono quindi sperimentare prima nella sua incertezza e novità.
Quelli sbagliati è una storia che ho letto rimanendo distaccata, e di ció mi è dispiaciuto, ma puó capitare anche questo con i libri. Daphne Ali è comunque riuscita a gestire il peso di questa storia e dei suoi personaggi, riuscendo a portare a casa un libro che vuole andare nel profondo e che puó soddisfare i lettori.
Se amate le storie d’amore difficili, i protagonisti problematici e le moto, allora non vi resta che approcciarvi a questa storia.
Questo è il primo romanzo che leggo dell'autrice e ha descritto momenti struggenti con estrema delicatezza e chiarezza.
Quello che si evince da questa storia è la sofferenza, il dolore che Jacopo e Nora fronteggiano per le varie situazioni che la vita si presenta davanti. Oltre alla perdita che entrambi hanno subìto, il Del Monte lotta contro se stesso tra i ricordi ed episodi che attagliano la sua anima.
I protagonisti sono Jacopo e Nora. Lui un ragazzo con alle spalle un passato e una famiglia che lo ha segnato…e soprattutto un sogno chiuso nel cassetto…fare il pilota. La sua vita viaggia sulla lama di un rasoio….eppure non pensate che siamo di fronte ad un cattivo ragazzo…anzi il suo senso di colpa verso alcune situazioni lo hanno portato a nascondersi a non credere più in nulla. Nella sua vita ci sono poche certezze i suoi amici e in modo particolare Squish e il rumore della sua moto.
Nora è anticonformista, se ne frega del giudizio della gente…avrebbe voluto nascere maschio per partecipare alle gare di moto. Ha dovuto crescere in fretta con un padre che non l’ha mai amata…lei sembra eccentrica, forte eppure ha un’anima pura ….una ragazza che a suo modo è li pronta ad aiutare chi ama…in un corpo da giovane donna ha una fortissima armatura.
Mi sono affezionata ad entrambi questi ragazzi…Nora mi ha strappato il cuore perché lei ha una forza incredibile…mi veniva quella voglia di proteggerla e donarle speranza….Jacopo lui in certi momenti sembra lo stronzetto…ma vi posso assicurare che alcuni suoi gesti dimostrano a fatti quanto amore ha dentro e quanto è romantico….non lo ammetterà mai a parole state certi…ma personalmente ho imparato che i gesti valgono più di mille parole.
Jacopo e Nora si incontreranno a causa di una tragedia che li sconvolgerà e impareranno a conoscersi…a vedere nei loro dolori un punto di incontro. Non è storia d’amore di quelle cuoricini e unicorni….ma si vedono due ragazzi che si trovano ad affrontare il loro dolore, un passato scomodo, un presente difficile…e nella maniera più pura che ci sia iniziano a fidarsi l’uno dell’altro…ad amarsi in silenzio non con grandi gesti ma con piccole cose che tu lettore sei li a vedere la nascita di un grande amore.
Ho apprezzato anche personaggi che ruotano attorno a due protagonisti in modo particolare i loro migliori amici Squish e Camilla. Il primo è come un fratello per Jacopo, un amico vero, un ragazzo leale. Camilla lei avrà tanto ancora da dire.
L’autrice ha una scrittura bellissima perché riesce a farti entrare nella storia, a farti sentire le loro emozioni, le loro paure tanto che ti entrano sotto pelle…e questa cosa ti permette di vivere la storia come se tu fossi all’interno del libro.
Vengono trattati temi delicati…ma tutto condito con la giusta dose di realtà ma mantenendo una dolcezza e una delicatezza che ho trovato in pochissimi libri. Ho apprezzato anche alcune scene che fanno sorridere…e anche questo rende il libro un piccolo tesoro. Non mancano parti che vi faranno piangere…e altre dove lacrime e sorrisi arriveranno in contemporanea.
Leggere dona emozioneI e poi chiudi questo libro e mi rendo conto che dentro di me ha scatenato ricordi di quando da ragazzina vedevo papà partire per seguire le sue amate moto o quando ci portava in questo mondo…a quanto i miei occhi si perdono a guardare una gara di motomondiale ma soprattutto mi ha lasciato la consapevolezza che anche nel momento peggiore devi cercare una luce in fondo al tunnel…che l’amore esiste magari non lo troviamo subito o con facilità ma se ci guardiamo bene attorno e li nel posto e nel momento o nelle persone che mai avremmo immaginato.
Jacopo e Nora sono i figli sbagliati. Sono i figli ribelli. Sono i figli non apprezzati. Ma soprattutto sono destinati a odiarsi. Infatti i Del Monte e i Caputi hanno una rivalità storica sulle piste del Motomondiale e nessuna delle due famiglie osa avvicinarsi all’altra. Ma l’amore non ha confini. Infatti Stefania e Giulio, i figli maggiori di queste due famiglie si sono innamorati, ma purtroppo il sentimento non vince perché un brutto incidente stronca le loro vite. Quelli che rimangono sono appunto Jacopo e Nora. Loro due hanno qualcosa che li unisce: il dolore per la perdita dei loro fratelli. Ed è proprio attraverso questo punto di unione, e con l’aiuto di alcune lettere lasciate da Stefania, che i due cominceranno a conoscersi e capirsi. La loro non è una storia d’amore normale. C’è un percorso profondo nei sentimenti. Daphne ha questo modo di raccontare che ti tocca nel profondo. La sua scrittura è delicata, ma anche cruda a tratti. Ti fa immergere in una realtà difficile ma vera. Perché alcune volte il potere mette da parte i sentimenti pure per i figli. Ed è questa la storia che racconta l’autrice. La disperazione di due ragazzi, il modo in cui questo l’influenza nelle relazioni, quanto è difficile vivere con dei genitori che non ti avrebbero voluto e che non fanno nulla per nasconderlo. Questo è un romanzo diverso da quelli con cui si è fatta conosce l’autrice, che si è fatta conoscere attraverso ROM COM. Questo libro tratta delle tematiche molto difficili, la morte di una persona cara e la reazione al lutto. Jacopo e Nora si trovano ad affrontare tutto questo senza nessuno, ma quando si incontrano e potrebbero darsi manforte, sono talmente abituati a cavarsela da soli, che cercano di evitarsi. La scrittura di Daphne in questo libro risulta poetica, tocca il cuore. Ho sentito l’amore di Jacopo e Nora sbocciare e come si sono sentiti giusti l’uno nelle braccia dell’altra, ma senza cambiare mai. Perché Nora e Jacopo saranno sempre quelli sbagliati, saranno sempre quelli poco apprezzati, ma da quel momento in poi saranno anche più forti, perché insieme. Ho visto la crescita dei due personaggi e ho apprezzato molto il contorno, cioè l’amicizia con gli altri protagonisti. Perciò che dire, vi consiglio questo libro, assolutamente sì. Perché ha tanto da dare.
Quelli sbagliati è il primo romanzo di daphne,un'autrice che non avevo ancora mai letto e sono molto soddisfatta di aver fatto questa scelta perché come ho detto a lei mi ha ipnotizzata. Ho provato talmente tante sensazioni che è difficile per me riassumerle tutte in questa recensione ma ci provo e cercherò di non fare spoiler. L'amore non esiste. Parto proprio da questa frase che è la chiave di tutto il romanzo. Questa non è la semplice storia d'amore tra due ragazzi, questo è un amore condiviso tra Jacopo e Nora e Giulio e Stefania che sono la loro famiglia . I nostri protagonisti condividono lo stesso passato, lo stesso cuore ridotto a brandelli e lo stesso destino. Il loro è un amore che cresce piano, fatto di silenzi, di rumori, di lettere e di parole non dette. Nora e Jacopo si sentono sbagliati, entrambi figli di scuderie rivali, lei ha sempre voluto essere maschio cosicché suo padre le avrebbe permesso di gareggiare per lui e si sente stretta nel suo corpo che cerca sempre di non mostrare troppo e lo nasconde. Si trova ad accudire la madre e le sensazioni che ho provato in quei punti non si possono spiegare.Jacopo non è mai stato considerato specialmente dal padre (non commento la sua persona perché non avrei belle parole da dire) si fa terra bruciata intorno, non sa chiedere scusa.Per fortuna è circondato dalla sua famiglia non di sangue, La found family , Squish, Al e Panz sono sbagliati ognuno a suo modo, ma insieme formano la famiglia perfetta per me. Le lettere di Stefania saranno l'imput che farà avvicinare i nostri protagonisti e Daphne mi ha dato una bella "mazzata" perché sono un mio punto debole nei romanzi, è riuscita a farmi emozionare e mi sono lasciata trasportare e cullare dalle sue parole, e ad un certo punto ho percepito il dolore ma anche l'amore racchiuso nel leggerle. Quelli sbagliati è un romanzo che in esso racchiude mille sfaccettature, l'amore, il dolore, il sentirsi sempre incompleti, la famiglia, l'amicizia e io nel leggerlo ho provato un tale senso di appagamento che mi farà ricordare questa storia per sempre. Daphne ha avuto un accuratezza e una sensibilità unica, i particolari che troverete non sono lasciati lì per caso, hanno reso tutto unico per me, le canzoni ad ogni capitolo mi hanno trasportato e trasmesso tutto l'amore e l'impegno che lei ha messo nel suo romanzo. Daphne ha scritto un capolavoro e lo non posso non consigliarvi questa magnifica storia, preparatevi ad emozionarvi, arrabbiarvi ma sono sicura che come me amerete tutto quello che Jacopo e Nora hanno da raccontarvi. Aspetto con ansia squish del mio che sicuramente mi devasterà ancora di più! E vi lascio con questa frase..
L'amore non esiste. Ma tu sei quello che mi è sempre mancato. Uno specchio in cui guardarmi. Degli occhi in cui riconoscermi. L'eccitazione che mi dà i brividi.
«Perché io e te non siamo così sbagliati se stiamo insieme.» ♡
Jacopo Dal Monte e Nora Caputi si odiano da sempre. Le loro famiglie appartengono a due scuderie rivali e tra loro non è contemplato nulla se non rivalità e odio.
Un pilota rimasto incastrato in un passato che lo tiene lontano dalla sua passione per le moto. Una ragazza nata in un corpo sbagliato che le impedisce di realizzare il suo sogno. Gareggiare nella MotoGP.
Mai abbastanza bravi, mai abbastanza importanti, mai abbastanza giusti. Nora e Jacopo si sentono solo sbagliati.
Spezzati, arrabbiati e delusi dalla vita non credono più all’amore. Per loro, quel sentimento, non esiste.
Il destino, però, non fa sconti. Due anime spezzate come le loro sono destinate ad intrecciarsi per rendere la vita più sopportabile e nulla sarà in grado di cambiare le cose.
Con il tempo, si creeranno eventi in cui stare distanti diventerà sempre più difficile portandoli a rendersi conto che sono più simili di quanto immaginino.
Nora e Jacopo sono due ragazzi che hanno affrontato tanto nonostante la loro giovane età e restare in piedi non è poi così facile. Sarebbe più semplice lasciarsi trascinare dagli eventi. La loro fortuna sarà quella di trovarsi nonostante l’ennesima tragedia. L’incidente dei loro fratelli.
Questa storia è una di quelle che ti resta appiccicata addosso per sempre. Un amore nato tra le macerie, in una vita priva di colori quando ormai sembra tutto insignificante.
Il loro continuare a cercarsi in ogni modo e situazione mi ha fatto innamorare di loro a livelli indescrivibili. Mi sono ritrovata tantissimo nei pensieri di entrambi, portandomi a sentirmi parte di loro, del loro dolore e delle loro vittorie.
Una lettura importante che tocca argomenti difficili in modo perfetto infondendo speranza pagina dopo pagina. Una storia in grado di lasciarti delle consapevolezze in più che farai tue. Un libro che inizi e ti fermi solo quando sei alla fine.
Vorrei vedere la vita un po’ più colorata come Nora e tornare a combattere per i miei sogni come Jacopo.
«Non è vero che i duri non hanno un cuore, sanno soltanto dove nasconderlo.» ♡
Nessuno di noi conosce davvero il linguaggio dell’amore. Ci viene insegnato male e con tempistiche errate. Ci viene detto come l’amore spesso equivalga al dolore, che debba farci male per essere veramente tale. Ritroviamo l’amore nella lingua che ci hanno insegnato a parlare, la cerchiamo e la ritroviamo nelle parole dure che ci hanno propinato, nell’incapacità di comunicare, nelle bugie dette per cercare di difenderci dagli altri e da noi stessi. Riconosciamo l’amore nel dolore perché così ci è stato insegnato, dietro la menzogna che la felicità sia una chimera concessa a pochi senza un vero criterio. Jacopo e Nora sono due analfabeti dei sentimenti. Scontano colpe che non hanno mai avuto, incatenati a terra da traumi che le rispettive famiglie hanno gettato loro addosso senza tenere in minima considerazione le ripercussioni che avrebbero avuto sulle loro giovani vite. Cresciuti tra le macerie di una vita che non li aveva né previsti né voluti, masticano parole d’odio perché quella è la loro lingua madre. È difficile affezionarsi a loro durante la lettura. Se li incontrassimo nella vita reale, probabilmente, fuggiremmo a gambe levate per proteggerci dalle spine con cui ci graffierebbero il cuore. Ma Jacopo e Nora non cercano la nostra approvazione. Si sentono fuori posto e ai margini hanno imparato a sentirsi a casa, convinti che il mondo continuerà a sputagli in faccia senza mai concedere loro una tregua. Ma sarà così per sempre?
Sinceramente non saprei da dove iniziare per scrivere questa recensione perché le sensazioni che ho provato sono così tante da non saperle descrivere. Ci provo comunque a parlarvene.
Attenzione, potrebbero contenere qualche spoiler. Vi ho avvertit*!
Partiamo dal signor Del Monte che reputarlo una m***a è una gentilezza (non vi scrivo ciò che ho pensato veramente altrimenti mi bannano). Come si può definire uomo o meglio padre una persona del genere? Io non ho parole per quello che ha fatto. Per fortuna Jacopo ha trovato delle persone che gli vogliono bene, una famiglia non di sangue tutta sua. Persone che lo supportano, lo sopportano, che lo amano. Nora è una forza della natura che si merita tutto il bene di questo mondo, che cerca di trovare il suo posto e che alla fine l'ha trovato. Jacopo e Nora sono così simili che si sono ritrovati nel momento del dolore ma che hanno tratto la forza per superarlo insieme.
Al, Panz e Ludovico sono la found family di Jacopo, si sentono sbagliati ma allo stesso tempo giusti tra di loro.
Celeste, la migliore amica di Nora, è una ragazza che ha così tante cose dentro che spero riuscirà a farle uscire... chissà, forse insieme a Ludovico? 😏
Infine, delle menzioni speciali vanno a Giulio e Stefania, fratello e sorella di Jacopo e Nora, che non ci sono più ma allo stesso tempo sono presenti.
Detto ciò, vi consiglio il libro? Assolutamente sì! Daphne è riuscita a scrivere un capolavoro così bello che il termine stesso non rende l'idea. È stata una storia unica, da leggere tutto d'un fiato.
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Readers bentrovati! Oggi vi parlo del nuovo romanzo di Daphne Ali, nonché il primo della serie Broken Guys, ossia Quelli sbagliati: L’amore tra le macerie. I nostri protagonisti sono Nora Caputi e Jacopo Del Monte, ed entrambi appartengono a due famiglie di due scuderie di moto rivali. Un tragico incidente che vede protagonisti Stefania e Giulio, rispettivamente la sorella di Nora e fratello di Jacopo, porterà le vite dei due giovani a scontrarsi. Ma il loro sarà uno scontro fatto di rabbia repressa, di segreti, di odio che le loro rispettive famiglie hanno insegnato, eppure il tutto ha come sottofondo il rumore dei sogni infranti e del rombo di una moto. Entrambi sognano di gareggiare nella nella MotoGP e di guidare quelle moto che hanno sempre fatto parte della loro vita. E da ambo le parti c’è un unico credo: l’amore non esiste. Riusciranno Jacopo e Nora a mettere da parte l’odio? Cosa accadrebbe se riscoprissero insieme il vero significato dell’amore?
4,5 ⭐️ "Quelli sbagliati" è una storia che ti travolge, grazie a due protagonisti indimenticabili come Jacopo e Nora.
Jacopo, un pilota fallito con un passato pesante e sogni mai realizzati, e Nora, artista ribelle con una passione per le moto e un cuore indurito dall’odio ereditato dalle loro famiglie.
Entrambi sono marchiati dal peso di un destino che non hanno scelto e portano sulle spalle le ferite di una rivalità che li ha segnati fin da bambini.
Quello che mi ha conquistato di loro è la complessità con cui si avvicinano, quasi senza volerlo. All'inizio si respingono, legati solo dalle lettere di Stefania, sorella di Nora, ma col tempo imparano a conoscersi meglio, e ovviamente, da questa connessione nascerà qualcosa di inaspettato.
La tensione tra loro è palpabile, intrisa di rabbia, desiderio e quella vulnerabilità che entrambi cercano di nascondere.
Un altro elemento che ho amato è il legame con i loro amici: ogni personaggio arricchisce la storia, aggiungendo calore e forza al racconto. Non vedo l’ora di scoprire di più su di loro nei volumi successivi!
La scrittura è poetica e coinvolgente, e fa vivere ogni emozione al massimo.
Quelli sbagliati è una lettura perfetta per chi cerca una storia d’amore intensa e autentica, con protagonisti che crescono e si sostengono tra loro.
“Ho sempre pensato che la bellezza derivi dai dettagli, quelli imperfetti, perché sono i soli che ci danno la consapevolezza di essere unici”. . Ho scritto e riscritto questa recensione diverse volte, perché ogni qualvolta credevo di non riuscire a renderle giustizia con le mie parole e probabilmente non ci riuscirò neanche adesso, ma parlarvene è il solo modo che conosco affinché voi possiate davvero innamorarvi di Jacopo e Nora, due ragazzi che sono rimasti scolpiti nel mio cuore. . Una storia straordinaria, come straordinario è stato il lavoro fatto dall’autrice... eh già, ho usato proprio questo aggettivo con #daphneali quando ho iniziato la lettura di #quellisbagliati; ero soltanto alle prime pagine, ma l’emozione che mi ha investito è stata inaspettata, proprio come lo è stata la scrittura di Daphne. Non fraintendetemi, adoro la sua penna, brillante e sagace, le sue commedie romantiche sono intrise di ironia e romanticismo, ma ciò che mi ha lasciato davvero senza parole è stata la capacità di mettersi completamente a servizio della storia di Jacopo e Nora, riuscendo a dare un’intensità travolgente e spesso sofferta, completamente diversa rispetto alle sue storie precedenti. Il dolore di cui ci parla è autentico ed è il filo conduttore di una storia non semplice da raccontare, ma Daphne è meravigliosa nel farcelo percepire. . #quellisbagliati è una storia nella storia, in cui i protagonisti principali avranno modo di conoscersi e scoprirsi grazie al sentimento che legava i rispettivi fratelli; attraverso le loro emozioni, impareranno cosa sia realmente l’amore e soprattutto il coraggio di amarsi. . Rammentate i Montecchi e i Capuleti? Le vicissitudini di Giulio e Stefania me l’hanno ricordati parecchio. Figli perfetti e di successo di due scuderie rivali, i Del Monte e i Caputi, una storia impensabile e soprattutto proibita. Un sentimento che non avrebbe dovuto vedere la luce e che sarebbe dovuto rimanere avvolto nell’ombra, fino a quel maledettissimo incidente che spezzerà le loro giovani vite, ma non quell’amore che resisterà e diventerà monito per chi rimane. . “Siamo fatti di spine, io e te. Con un’armatura forgiata nel tempo da un’apatia che ci ha visti andare avanti senza vivere davvero. Il problema di quelli fatti con le spine è che non si possono toccare. Perché ogni volta che lo fanno, si feriscono. Ogni volta che si feriscono, sanguinano. E ogni volta che sanguinano, muoiono dentro”. . Ed ecco chi rimarrà, proprio loro, i figli sbagliati, imperfetti, arrabbiati... Jacopo e Nora che dovranno imparare a sopravvivere tra le macerie di un dolore troppo grande da gestire. Due ragazzi cresciuti senza affetto, con alle spalle delle famiglie assenti e disfunzionali che hanno saputo soltanto infondere loro un odio reciproco. Partendo proprio dalle macerie bisognerà ricostruire mattone dopo mattone una nuova esistenza, in cui la speranza sarà quel filo invisibile che legherà indissolubilmente Jacopo a Nora e viceversa. . Fragili Imperfetti Sbagliati Unici . Non temono di mostrarsi per ciò che sono, due anime rotte in cerca della propria dimensione, con un passato impossibile da cancellare e un presente ancor più terrificante, ma insieme scopriranno un futuro degno di essere vissuto. . Della loro veridicità me ne sono innamorata, del loro esser così imperfetti e reali, perché è vero che nelle imperfezioni risiede la vera bellezza, ed è ciò che mi ha colpito fin da subito nelle storie di Daphne, l’unicità. Così come ho apprezzato il modo in cui riesce a farci arrivare il calore e il senso della parola famiglia, che non deve essere necessariamente quella di sangue; sono le persone che ti scegli e che ti sopportano e supportano in tutto, persino nelle cazzate. Io le chiamo anime affini, sincere e leali che per te sarebbero disposte a tutto. . Tra le pagine di #quellisbagliati ho vissuto tantissime emozioni e i pensieri più intimi di Jacopo e Nora li custodirò con gran cura e li porterò con me a lungo. Sono stati dei compagni di viaggio tosti, sfaccettati, adrenalinici, mi hanno fatto sospirare e innamorare di quell’amore forte e resistente che non conosce ostacoli. Tantissime sono state le frasi che ho sottolineato e che mi si sono conficcate sottopelle proprio come un tatuaggio indelebile; come ho già scritto inizialmente, le mie parole non saranno sufficienti per descrivere la bellezza di questa storia, per questo non potete e non dovete lasciarvela scappare! . “Il nostro è un sentimento nato e cresciuto tra le macerie. Perché noi che parliamo con il silenzio, facciamo l’amore a ogni sguardo”.
Meraviglioso! Questo libro rimarrà sempre nel mio cuore! Ho adorato la scrittura di Daphne, come ha caratterizzato ogni personaggio, la playlist che accompagna alla perfezione ogni capitolo! Consiglio assolutamente di leggerlo
Giulio e Stefania si amano, nonostante l'odio tra le loro famiglie sia ormai storico nell'ambiente della MotoGP. Qui Montecchi e Capuleti diventano Del Monte e Caputi, ostacoli non sufficienti per un amore che non può fare a meno di crescere nell'ombra. Ma tutti conosciamo il destino di Romeo e Giulietta... Infatti questa non è la storia di Giulio e Stefania. È la storia dei loro fratelli, dei figli sbagliati. Jacopo, pilota fallito e vergogna della famiglia, segnato da un padre e un passato che lo hanno riempito di rabbia e abituato a tenersi tutto dentro. Nora, ribelle e testarda, con i suoi capelli blu e le felpe oversize, ancorata al sellino della sua Aprilia nonostante la consapevolezza di non poter davvero correre un motomondiale, come vorrebbe. Jacopo e Nora si riconoscono uno nel dolore dell'altro, si attraggono e si allontanano a vicenda, convinti che l'amore non esista, non per loro. O forse, semplicemente incapaci di riconoscerlo e assecondarlo. Questa non è solo una storia d'amore, per quanto emerga forte e inevitabile nonostante nasca tra le macerie che questi due uragani si lasciano attorno. Tra i quartieri, soprattutto popolari, di Roma si sviluppa una storia di fratellanza, di famiglia disfunzionale e di quella che ti scegli al di là del sangue. Una storia di perdita e rinascita, di dolore e resilienza, condita da quel costante senso di inadeguatezza che ti porta perfino a chiederti: se non ci fossi più, importerebbe a qualcuno?
«A me importerebbe» Certe volte alcune parole, sguardi e silenzi, valgono più di un "ti amo". Altre volte le parole sarebbero necessarie ma quelle giuste proprio non si trovano. Jacopo e Nora sono tutto questo, forti fuori ma spezzati dentro, induriti da una vita che gli ha riservato solo botte, soprattutto da chi doveva invece dargli solo carezze. Avrei voluto spingere Jacopo su quella moto e farlo tornare Bee, avrei voluto sbirciare tra i ritratti di Nora, leggere sui loro volti la rabbia e l'amarezza che ho percepito tra queste righe e dargli l'abbraccio che non avrebbero mai chiesto né ricambiato. Ho amato tantissimo loro, con i loro caratteri difficili e le risposte pungenti, e il loro rapporto così spontaneo, naturale, capace di andare oltre l'odio ereditato dalle famiglie. Ma ho altrettanto amato l'ambiente e le persone che hanno intorno, la forte found family e i legami di amicizia così veri e reali che li ho sentiti sulla pelle, di quelli saldi e profondi, tra persone che si capiscono e si supportano/sopportano con tutti gli sbagli e i difetti ❤️🩹
Ho percepito davvero tutto di questa storia. La scrittura è incisiva, pur mantenendosi scorrevole, schietta ma con una certa eleganza. I personaggi sono caratterizzati e delineati tanto bene che pare di conoscerli, anche i secondari, che poi ritroveremo nei volumi -autoconclusivi come questo- a loro dedicati (uno per Squish, uno per Al) ❤️🔥
Devo dire che mi sento di consigliarlo a qualunque lettorə di romance, non saprei proprio dire a chi potrebbe non piacere. C'è dello spicy, che per me rispecchia la naturale evoluzione di un rapporto, nei momenti giusti e non troppo esplicito. A me di certo è piaciuto tutto, non posso aggiungere altro se non sottolineare la bellezza estetica dell'edizione cartacea (è autopubblicato, per cui lo trovate solo su Amazon) e la magia della playlist integrata, perfetta per Jacopo e Nora ❤️🩹
Jacopo e Nora sono i figli sbagliati che nessun genitore vorrebbe: pilota fallito lui, che tira avanti rivendendo pezzi di auto rubate nascosto nella periferia di Roma; ribelle dalla vena artistica lei, che sogna di partecipare a una corsa in sella alla sua Aprilia e che esprime i sentimenti solo sul blocco da disegno. Entrambi, reduci tra una grave perdita, si troveranno sempre più vicini grazie a delle lettere trovate da Nora scritte dalla sorella. Nonostante Jacopo e Nora siano due anime distanti, dovuto all’odio tra i loro padri, conocrdano su una cosa sola: l’amore non esiste.
Partiamo dai personaggi: ci troviamo di fronte a una coppia moralmente grigia che funziona molto bene sin da subito, visto che sin da subito capiscono che un qualcosa li lega, che, nonostante siano figli di due uomini riviali, sono molto più simili di quanto pensano.
La storia mi ha preso sin da subito e la scrittura l’ho trovata molto scorrevole. Non vi nascondo che la domenica l’ho passata sul divano a leggere senza riuscire a staccarmi da quelle pagine. Ci troviamo in un ambito dello sport che conosco molto bene e, viverlo come una protagonista sul campo mi è piaciuto tantissimo. L’idea di trovare qualche easter eggs qua e là relativi alla vera storia del motomondiale mi ha stretto il cuore, partendo già solo dalla dedica del libro.
Questo romanzo mi era apparso nelle storie di @esmeraldaviaggielibri_books prima ancora che uscisse e credo proprio sia stato amore a prima vista. Non avevo nemmeno letto la trama che subito ho pensato “mi prenderà così tanto che lo finirò in pochissimo” è così è stato. L’ho amato al punto di consigliarlo a mia madre che in genere non legge romance sulla MotoGP/ Formula1 e anche lei l’ha amato da morire.
Nora e Jacopo si vedono così diversi ma in realtà sono così uguali. Due anime fragili che hanno perso chi amavano, entrambi che non credono all’amore, entrambi che si sentono “il/la figlio/a sbagliato/a” solo perché non seguono gli ideali dei loro genitori accecati dalla rivalità che c’è tra le due famiglie. È questa rivalità non è un bene per il sentimento che sta nascendo tra i due mentre scoprono tramite delle lettere un amore non loro e che non sarebbe dovuto nascere
Ho amato così tanto la famiglia di Jacopo, precisiamo non quella biologica, ma quella fatta di amici veri che ti portano sulla retta via se stai sbagliando, che ti danno i consigli giusti anche se non è quello che vuoi sentirti dire. Ho lasciato un pezzetto di me in questa storia
Trope- enemies to lovers, forced proximity Non avevo mai sentito parlare del libro e dell’autrice ma non mi sono dispiaciuti, seppur io non sia amante di questo tipo di romance. La storia è carina con una trama ben sviluppata e comunque non scontata, cosa che si rischia in questo tipo di libri. I personaggi sono eccellenti, ben descritti e delineati. Lo stile e il ritmo non eccezionali ma non “fastidiosi”.
In una mattina che sarebbe dovuta essere come tutte le altre, quattro vite cambiano e si intrecciano per sempre. Quelli che restano, tra le macerie, sono quelli sbagliati, sono Jacopo Del Monte e Nora Caputi, Bee e Schizzo, due che non riescono a far sentire la loro voce neanche quando urlano fortissimo, ignorati, considerati strani, diversi, troppo o troppo poco. Ma sono loro, quelli che restano. Se Shakespeare avesse scritto Romeo e Giulietta ai giorni nostri, e avesse dato a lui una moto e a lei un microfono, avremmo avuto la storia di Giulio e Stefania, olio (e lacrime) su tela. Ma Jacopo e Nora sono i loro fratelli più piccoli, che non hanno più alcun punto di riferimento e vivono in un mondo che non li capisce, che li respinge. Sono stati costretti ad odiarsi senza conoscersi, solo per il cognome che portano, solo per la rivalità che c’è tra i loro padri, tra le loro scuderie. Eppure, come Romeo e Giulietta, come Giulio e Stefania, si incontrano e si riconoscono tra le macerie della loro vita andata in pezzi, nello stesso istante. E quando ci si riconosce nel dolore, nell’amore, quando vedi il bello che il dolore non è riuscito a toglierti del tutto, gli occhi blu della persona che hai accanto sperando che diventino il mare che puoi guardare per sempre, capisci che anche dal dolore, dalla distruzione, dalle macerie, ci si rialza. E si soffre per rialzarsi, fa male mettersi di nuovo in piedi e provare a camminare, è come se il cuore ti si strappasse dal letto quando ti accorgi che puoi ancora ridere, respirare, urlare, innamorarti, arrabbiarti, piangere, vivere. Eppure ci sono persone che ti ricordano che vivere non è così tremendo, che il dolore affrontato in due a volte fa meno male, che camminando mano nella mano, la senti meno quella fatica, perché hai un motivo per non mollare, anche quando ti trovi davanti solo salite ripide, anche quando tornare indietro sembra più facile. Jacopo e Nora sono tutto questo, l’uno per l’altra, sono il sogno che rinasce, il sorriso che ricomincia a spuntare involontariamente su quelle labbra che pensavi avessero dimenticato come farne uno, sono quella fiducia che avevi perso e che poi torna più forte di prima, quasi incrollabile. Sono la mano sulla spalla per calmarti e l’abbraccio in cui rifugiarti quando tutto crolla. Sono, semplicemente, l’amore. Li ho amati entrambi, tanto, ma Nora ha tutto il mio cuore. Sa chi è, sa chi vuole essere, sa ciò che non vuole, sa cosa le fa paura e cosa ama, sa cadere e sa rialzarsi, sa ridere, sa essere libera, sa amare. Jacopo ha tantissima rabbia dentro, ma sotto quel cumulo di rabbia si nasconde un ragazzo a cui la vita ha tolto troppo, troppo presto, a cui ha fatto troppo male, che si difende ancora prima che possa essere ferito, che attacca perché sa cosa significa sanguinare e che impara a ridere, ad amare, anche se pensava che non sarebbe più stato possibile. Loro due, sono quelli sbagliati in un mondo che li ha fatti sentire così, ma sono quelli giusti, l’uno per l’altra. Ho amato tantissimo, proprio tanto, tutti i personaggi secondari. Jacopo ha alle spalle una famiglia biologica disastrosa, ma ha accanto una famiglia di sangue insuperabile, quella che ti sostiene nel bene e nel male, che non ti ferma quando stai per fare una stronzata, ma che poi ti aiuta a raccogliere i cocci, uno per uno, per rimetterli insieme. Squish, Al e Panz sono tutto questo, come Celeste è il grillo parlante per Nora, quando ne ha bisogno, ma anche la persona che l’abbraccia quando tutto crolla, che l’accetta così com’è, senza farla sentire sbagliata. Perché è solo diversa, sono solo diversi, e va bene così. Ho amato questa storia, con ogni parte di me, ho lasciato un pezzo di me tra quelle pagine. L’ho amato, e l’ho odiato, perché ho pianto, mi sono disperata, mi sono arrabbiata, perché ha fatto male. Ma, alla fine, è la vita che fa male e ti riduce in macerie. L’ho trovato estremamente doloroso, tanto, ma alla fine profumava di speranza, di cose belle, del mare in inverno e di rinascita. PS: se non vi piace la MotoGP imparerete ad amarla, secondo me, E FORZA PECCO BAGNAIA! Ringrazio Daphne Ali per la fiducia, per l’attesa e per aver scritto una storia così dolorosa che ti spezza, ma poi ti ricuce. È stato bellissimo scoprire un’altra parte di lei, oltre le commedie romantiche e mi sento solo di dire NON SMETTERE, FACCI SOFFRIRE PER SEMPRE. Ah già, e grazie per aver preso con ironia le mie minacce (che forse erano finte, o forse no). Nel caso in cui lo leggiate e abbiate bisogno di una spalla su cui piangere, la mia è a disposizione. GAS A MARTELLO E SU I MOTORI, buona lettura 💙