Bellissimo libro, devo dire che la Hornby non delude mai le mie aspettative.
La storia, come tutti i suoi libri, si ambienta in Sicilia, tra il capoluogo e i paesi di Sciacca e Pertuso Piccione, quest'ultimo un paese inventato... forse perché è una sorta di "paradiso" che tutti noi vorremmo avere, un paese calmo affacciato sul mare dove la freneticità della vita non esiste e i problemi appaiono lontani.
Eppure questo paese inizialmente viene mal visto dai personaggi principali, perché come tutti i piccoli paesi sono tristi, retrogradi e poco aperti alle possibilità che la vita mette a disposizione.
"E' piccione di nome e di fatto, impicciata sulla collina come gli uccelli nel vischio delle trappole. Chi ce la fa a volarsene via di qui?"
Giovanni Canetti e Santino Niscemi sono i due veri protagonisti della storia, si sono conosciuti a Sciacca dove il primo aveva la madre e il secondo la famiglia intera.
Giovanni viveva con i nonni di Pertuso Piccione fin da quando era bambino. Là aveva due amici: Sergio e Luigi ed insieme si definivano: "Noi tre siamo una società segreta, e non ci tradiremo mai".
Erano ragazzi pieni di aspettative e di voglia di fare... ma quando la mamma del protagonista in questione, Cettina, decide di vietargli Pertuso per focalizzarsi sugli studi nel rigoroso collegio di Palermo, i tre si perderanno di vista... per sempre. Più avanti verranno definiti "Perduti sono!".
Santino era un amico di infanzia di Giovanni, illusorio per la prima parte di vita di Giovanni, fondamentale nella successiva.
Anche'esso figlio di una ricca famiglia, caduta in disgrazia però dopo il fallimento dell'azienda di tessuti familiare.
La mamma Assunta, una vera "donna siciliana", non si è afflitta e ha dato tutto per assicurare all'unico figlio un futuro onorevole. Santino riuscirà a studiare e in contemporanea a farsi conoscere nel mondo del lavoro. Il mondo delle costruzioni.
Tutti noi sappiamo per fatti di cronaca indelebili del nostro Paese, come l'impresa edilizia tiri avanti in Sicilia e questo, nella storia, dovrebbe già essere un campanellino di allarme sul prosieguo del racconto.
Entrambi i protagonisti studieranno, si sposeranno, saranno contenti e la loro solida amicizia continua a prosperare.
Santino imprenditore e Giovanni avvocato.
Due professioni di tutto rispetto... in un mondo "normale".
Santino si unisce a Margherita con cui faranno due figli, Rachele e Giuseppe; mentre Giovanni si sposerà con Veronica, una ricca del Nord con cui non avrà figli e con cui l'amore non nascerà mai.
Sì, perché Giovanni è da sempre innamorato di una sua collega, conosciuta durante gli studi, Anna. Una faccia tosta potremmo dire che però in più occasioni tenta di salvarlo dall'irrecuperabile.
Le prime minaccie mafiose arrivano a Santino come dei semplici esempi, il collega cementificato, un altro morto... avvertimenti telefonici e il suo avvocato Giovanni, dopo aver ricevuto anch'esso delle minacce, cerca di invogliarlo a lasciare l'isola per del tempo. Santino non ne vuole sapere.
La storia procede e Santino non si renderà mai conto propriamente dei fatti fino a quando non viene arrestato per un ponte caduto, la scusante è la mancata restaurazione e solo allora il fedele amico Giovanni decide di "abbandonarlo"... forse perché anche lui è colluso dalla silenziosa Mafia Siciliana, senza prima aver ridotto la sua pena.
Scrive una bellissima lettera a Santino e si ritira nella sua casa di Pertuso Piccione in attesa di decidere cosa fare di sè. La storia vi rivelerà il seguito!
Valuto questo libro con 5 stelle su 5, perché è una storia bellissima scritta divinamente.
Bello che siano stati fatti i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
"Si tratta solo di stabilire dove andare, e a quel punto si va il più lontano possibile."