Sette stanze da rimettere in ordine. Sette vite che si credevano troppo ingarbugliate da sciogliere. Sette storie su quel momento preciso, simile ma sempre diverso, in cui finalmente capiamo come essere felici. Miko aiuta le persone a rimettere ordine nelle loro case. Una stanza dopo l’altra, un armadio dopo l’altro, uno scaffale dopo l’altro, insieme alle case Miko mette in ordine anche le vite dei suoi clienti, esistenze che a un certo punto si sono inceppate o hanno deragliato e di cui il disordine casalingo è l’immagine. Nessuno però sa che Miko è in grado di sentire gli oggetti parlare e raccontare i loro segreti, le loro storie, le loro versioni degli eventi. Una casalinga che non riesce a disfarsi dei vestiti vecchi – e dell’immagine di come la vedeva il marito; un giornalista che non riesce a buttare via i suoi libri; una coppia di accumulatori seriali in crisi; un’anziana signora che decide di mettere in ordine le vecchie foto prima dell’estremo commiato… Sette storie, sette vite, sette stanze misteriose in un libro tra la fiaba e l’apologo, con la stessa atmosfera magica di “Se i gatti scomparissero dal mondo”.
Genki Kawamura is an internationally bestselling author. If Cats Disappeared from the World was his first novel and has sold over two million copies in Japan and has been translated into over fourteen different languages. His other novels are Million Dollar Man and April Come She Will. He has also written children's picture books including Tinny & The Balloon, MOOM, and Patissier Monster. Kawamura occasionally produces, directs, and writes movies, and is a showrunner. He was a producer of the blockbuster anime film Your Name, which is currently being developed into an live-action film by J. J. Abrams.
Marie Kondo è diventata famosa per “Il magico potere del Riordino”; Genki Kawamura, invece, per il bestseller “Se i gatti scomparissero dal mondo”.
Attraverso il potere del riordino degli oggetti, delle case, si può mettere ordine nelle proprie vite. E così ogni stanza da riordinare diventa un'occasione perché gli oggetti inizino "a parlare", a rivelare cioè qualcosa della persona a cui essi appartengono.
“Io ho un segreto che non posso rivelare a nessuno. Sento le voci degli oggetti nelle stanze. Gli abiti e le scarpe, i libri e i mobili, tutti mi parlano. Il mio lavoro è aiutare a «riordinare» le case dei miei clienti. L’assistente qui al mio fianco è Box. È un cofanetto parlante. Perché il riordino è diventato il tuo lavoro? Come fai a sentire le voci degli oggetti? Ma prima ancora, che significa che hai un cofanetto per assistente? Di certo vi sembrerà strano. Però è tutto vero. Io ho riordinato piú di mille stanze. Per ogni stanza ho un ricordo delle persone che vi abitano e dei loro oggetti parlanti. Vorrei che ascoltaste un po’ di queste storie. Sono i racconti delle mie avventure nelle stanze un po’ insolite che ho visto.”
E così gli armadi possono sussurrare, gli studi cantare, le cucine litigare, le camerette ammutolirsi, i cofanetti parlare, le case di un accumulatore seriale fare un chiasso assordante, gli album raccontare.
E nel mentre si riordina pensare a queste semplici regole: - Pensare alla propria «vita ideale» - Riordinare «per categorie» - Decidi cosa tenere in base al tuo sentire o meno la gioia nel momento in cui tocchi un oggetto - Metti a posto seguendo il giusto ordine - Decidi «il posto definitivo di tutte le cose» che si trovano in casa
E anche quando si decide di buttare via un oggetto, non bisogna mai dimenticare di ringraziare “Anche quando li lasciate andare, dite loro addio ringraziandoli: «Grazie per avermi dato la gioia quando ti ho comprato», «Grazie per essere stato con me». Buttare non significa trattare gli oggetti come se fossero spazzatura. Significa essere grati e donar loro la libertà.”
Un libro che si legge tutto d'un fiato e che fa molto riflettere, con uno stile leggero e scorrevole.
Stanze parlanti è un libro che regalerei a chi ha bisogno di mettere ordine nella propria vita. Con l’augurio che possiate ritrovare voi stessi, perché «riordinare significa affrontare le proprie emozioni.» Gli oggetti e le stanze dicono tanto della persona che siamo. Raccontano delle persone che ci vivono, meglio di come gli abitanti stessi potrebbero fare presentandosi direttamente.» Miko ha fatto del riordino il suo lavoro e insieme al suo assistente Box, un cofanetto parlante, sistema le case dei suoi clienti. Nulla viene risparmiato: armadi, librerie, credenze e persino album fotografici. 7 racconti, 7 stanze e 7 diverse vite, nelle quali il disordine dei loro ambienti è lo specchio di un disagio interno più profondo: una donna che dipende dal giudizio della madre iperprotettiva; una coppia sposata in crisi; una donna che ha bisogno di dare un taglio al passato… C’è anche un capitolo dedicato a un giornalista che ha accumulato tantissimi libri non letti…impossibile non pensare a noi lettrici e lettori! La sezione finale del libro contiene Il quaderno del riordino di Miko, un piccolo elenco di consigli da mettere subito in pratica per porre fine al disordine. Il riordino della nostra casa è un mezzo utile per ritrovare un ordine anche mentale. Tenere solo le cose che ci danno gioia e soprattutto riordinare pensando all’obiettivo per cui lo stiamo facendo, riflettendo in modo concreto sulla propria vita ideale, sono i consigli che più mi hanno colpita e che sento di voler condividere con voi. Nonostante sia una lettura semplice, dall’atmosfera magica e a tratti anche fiabesca, l’ho trovato un libro ricco di spunti, che mi ha dato una spinta in più per fermarmi a riflettere su me stessa.
Forse non merita cinque stelle, ma come avevo già detto per canto di Natale, a volte assegno i voti, stelle, più per un fatto emozionale che critico. Questo libro di Marie Kondo, nome con il quale Miko è conosciuta al mondo, è una favola onirica e moderna che non esclude sprazzi di filosofia. Miko è aiutata dalla dalla sua fida scatola parlante “Box”, sono questi gli elementi fantastici come lei che sente gli oggetti parlare che fanno di questo libro, riassunto della tecnica del riordino della Kondo, una favola moderna. Tanti racconti si susseguono da divertenti ai più malinconici e tra un racconto all’altro ci spiega come riuscire a ordinare al meglio. Ho visto che molti si sono sentiti quasi offesi da questo libro come se avessero perso tempo a leggerlo ma a me ha commosso e rassenerato. Forse perché sono una di quelle che ha paura di riordinare nonostante io metta spesso di ordine, forse è proprio il lungo viaggio emozionante del riordino che spaventa tutti. Chissà, quando mi trasferirò, magari metterò in atto i consigli di Miko. Intanto, ringrazio, questo prezioso e piccolo libro per avermi dato gioia ed emozioni e per aver accompagnato i risvegli di queste mattine.
Come riordinarte le stanze della casa? Ma più importante: è possibile riordinare la vita di una persona riordinando la casa? Per Miko sì.
Un romanzo toccante, breve e intenso che mi ha portato a visitare sette stanze e sette vite diverse. Sette stanze in disordine, come le vite delle persone che le occupavano.
Prendendomi per mano, Miko mi ha guidata in ognuna di queste stanze e mi ha mostrato come riconoscere cosa poteva essere tenuto e cosa no, e come lasciare andare queste cose: oggetti preziosi che avevano già dato tutto quello che avevano da dare o che erano rimaste uguali mentre il proprietario era cambiato. Ma soprattutto Miko mi ha mostrato che, lasciando andare, avrei potuto accogliere molte cose nuove e belle, che se no non ci sarebbero state.
Mi sono sentita toccare nel personale in ogni stanza e in ogni situazione. Ho rivisto mia mamma e la sua incapacità di lasciare andare le cose per paura di perdere un ricordo, perché non capiva che il ricordo era nel suo cuore e non nell'oggetto che aveva in mano. Ho rivisto la sua necessità di riempire le stanze in cui viveva perché non era capace di riempire il vuoto che aveva dentro. Finché tutto ciò non è diventato insopportabile e si è lasciata andare, perché tutto ciò che c'era in questo mondo non la tratteneva più.
Cara mamma, sei stata la mia stanza personale, il rifugio che ho riconosciuto quando ormai non ci sei stata più. Ti tengo nel mio cuore ma ti lascio andare, anche se è difficile, anche se fa male, perché sento che il mio tempo in questa vita è appena iniziato.
Non è questo libro il problema, sono io. Di questo metodo del riordino e di gente che ti entra in casa e ti ripete in continuazione se riesci a "sentire la gioia" per decidere se una cosa debba essere tenuta o meno, infatti, a me non importa nulla, lo trovo anche abbastanza irritante. Riconosco, però, che non è una pessima lettura, tutte le storie raccontate in questo libricino sono molto piacevoli, ma se l'autore non fosse stato Kawamura probabilmente non lo avrei mai preso in prestito dalla biblioteca.
Veramente tanto carino. Mi son resa conto solo dopo (è un regalo) che ha collaborato Marie Kondo. È un libro molto leggero, a tratti emozionante, con una storia quasi banale, però nel complesso mi è piaciuto. Mi hanno dato un po’ fastidio i continui cenni a Box, personaggio superfluo secondo me. Molto utili i consigli sul riordino.
«– Va tutto bene. Il ruolo di questa tazza era creare l'occasione perché io potessi abbracciarti così. Ha fatto il suo lavoro, quindi non importa se si è rotta. Diciamole addio come si deve. – Gli oggetti che incontriamo, gli oggetti da cui ci separiamo. Ciascuno di loro ha un ruolo e un po' alla volta cambiano la nostra vita.» . Premetto che io e la letturatura giapponese non andiamo tanto d’accordo, e ho comprato questo libro solo perché ho riconosciuto il nome dell’autore di Se i gatti scomparissero dal mondo, che invece mi era piaciuto. Non è andata allo stesso modo per Stanze parlanti.
Ogni capitolo è come un racconto indipendente slegato dagli altri, tenuti però insieme tra loro dalla presenza di Miko, l’esperta del riordino che ci porta in sette case diverse per aiutare i loro proprietari a metterle a posto secondo una filosofia (quella di Marie Kondo, co-autrice del libro) che io non potrei mai seguire (ciao, scatola di un cellulare che manco possiedo più chiusa nel cassetto della mia scrivania da anni, tivibi) e che mi ha infastidito anche un po’, lo ammetto. Mi è suonata troppo pretenziosa, se può avere qualche senso. Ogni “riordino” porta poi con sé una “lezione di vita” finale, che ci insegna, in modo molto spiccio e banale, l’importanza di qualcosa ogni volta diversa. Di per sé la storia è anche interessante, ma l’esecuzione/dialoghi/stile non mi sono piaciuti per niente. Pazienza, almeno si fa leggere in fretta.
Ps: secondo la logica del riordino di Kondo dovrei subito buttare questo libro perché non mi dà gioia. L’ironia della cosa mi fa un po’ ridere.
Vi ricordate che tempo fa vi avevo parlato del metodo Konmari? Esattamente quello del riordino, mi era piaciuta molto la filosofia del tenere solo gli oggetti che ci danno gioia nel presente e lasciar andare gli altri, dopo averli ringraziati, per fare posto a cose nuove nella nostra vita.
Quando ho visto questo libro sulla vetrina di una libreria di Padova, ero a trovare mia sorella in occasione della sua laurea, ha subito attirato la mia attenzione.
Ultimamente sto apprezzando particolarmente la letteratura giapponese e ne sto leggendo parecchi, quando ho visto gli autori: Kawamura Genki, Marie Kondo e la quarta di copertina ho capito perché mi attirava: era una storia, anzi un insieme di storie che applicavano il metodo in varie stanze di varie case, Miko è la nostra riordinatrice, e le stanze da riordinare sono 7, e ognuna di loro ci insegna qualcosa su noi stessi, e ci rivediamo nelle debolezze, e nei sogni di queste persone.
“Mentre metteva a posto, il contorno di ciò che davvero desiderava si fece chiaro. Tutto era diventato indistinguibile nel mare dei desideri: quello che davvero voleva avere, quello che desiderava fare, quello che voleva diventare.”
7 stanze, 7 storie, 7 vite che hanno tanto da raccontare nella loro brevità.
Narrate con semplicità e delicatezza, questi racconti ci portano nelle vite di sette persone che cercano di rimettere in ordine, non solo le loro case, ma anche, e soprattutto, le loro vite.
E quindi seguiamo, in questi piccoli viaggi tra i ricordi, Miko e il suo assistente e amico fedele, Box. Una stanza dopo l'altra, aiuteranno a fare sentire i vari proprietari più leggeri e, soprattutto, pronti ad affrontare un nuovo capitolo delle loro vite, tra risate, pianti, battibecchi e un pizzico di ironia.
Alla fine c'è un piccolo extra con alcuni consigli per una casa, e una vita, ordinata.
Deludente. Per me questo libro è un no, non grande quanto una casa ma grande quanto sette messe insieme.
Oltre a una splendida copertina e un simpatico riassunto finale su come rimettere in ordine casa in maniera alquanto zen questo libro non è riuscito a darmi altro, nessuna emozione.
Tra le pagine troviamo sette stanze diverse da rimettere in ordine, sette storie di persone che hanno richiesto l’aiuto di Miko per fare ordine nelle loro abitazioni ma anche nella loro mente e nel loro cuore. Miko e il suo cofanetto sono personaggi bizzarri ma non per questo interessanti, fosse stato più lungo probabilmente non l’avrei finito.
This book from the bestselling author Genki Kawamura is one of those books that feels like a quiet conversation you weren’t meant to overhear—but can’t stop listening to. It’s subtle, mysterious, and deeply emotional, exploring the spaces where silence, memory, and unspoken feelings live. Kawamura’s writing is delicate yet powerful, drawing you into an atmosphere that’s both unsettling and beautiful. This is a story that doesn’t rush you—it lingers, whispers, and slowly settles into your thoughts long after you turn the final page. Perfect for readers who love soft mysteries and stories that speak softly but hit hard.
Un libro che può aiutare a chi ha bisogno di mettere ordine nella propria vita. Anche se libro di poche pagine, la lettura è stata un po’ pesantuccia, ma allo stesso tempo interessante
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A book that can help those who need to put their lives in order and improve their personal spaces. Even though the book is only 130 pages long, it was a bit annoying to read but interesting at the same time.
Not my cup of tea. Non mi piace la prosa, semplicistica, il registro, stucchevole, né il fantomatico lato "onirico", a mio avviso semplicemente infantile. Un peccato perché la filosofia del riordino è valida e sarebbe stata un'ottima base per un romanzo di maggior spessore. Mi sembra, piuttosto, che qui ci si sia arresi alla prima cosa scorrevole in cui si è incappati. Peccato non aver fatto uno sforzo in più.
Letteralmente “Il magico potere del riordino” formato romanzo, né più né meno.
Carino come primo approccio al metodo KonMari, ripasso leggero per chi ha già letto i manuali di Marie Kondo. Bella la scrittura e il tono leggero e tranquillo della storia, anche se dello scrittore preferisco decisamente il suo bestseller “Se i gatti scomparissero dal mondo”.
– … fare una foto così importante senza mettere a fuoco. – È come la vita, per questo mi piace. A volte non mettiamo a fuoco, a volte facciamo le cose storte, a volte siamo troppo chiari, a volte troppo scuri.
Molto carino, è riuscito a convincermi a sistemare un po' di cose in casa e nella vita Il libro di kondo mi aveva sempre incuriosito, ma non l' avevo mai letto per la sua natura di manuale, con i racconti invece sono riuscita a interfacciarmi meglio alle sue teorie
Non parliamo di un'opera letteraria importante, ma è comunque un libro che può ispirare nel momento in cui ci si sente circondati dal caos, mentale e materiale. credo che sia inevitabile prendere in mano un libro del genere solo in un momento come quello.