" la Costituzione è antifascismo. Tutta quanta. I costituenti reagivano al ventennio precedente, al regime, alla dittatura. E il testo costituzionale passa attraverso la Liberazione per restituire al Paese la libertà che la dittatura aveva conculcato."
Avete presente il Memoriale agli ebrei assassinati d'Europa a Berlino? Quell'opera che illustra la modalità in cui un autoritarismo si insidia: partendo da un gradino e via via innalzandolo fino ad ottenere un muro che sbarra la strada della democrazia.
In questo momento, in Italia, ci siamo abituati alla parola "fascista"; non ci sembra più un insulto poi così grave, mentre se proviamo a usare la parola "nazista" notiamo quanto forte sia. Non penso che sia perchè sottovalutiamo il fascismo, ma per semplice quotidianità: il gradino di cui vi parlavo prima.
Come ha affermato Travaglio in questi ultimi giorni, trovo riprovevole che la nostra Presidente del Consiglio non si definisca antifascista; ma ce ne dobbiamo davvero fare una ragione?
Il gradino si alza.
"l’antifascismo è Costituzione esattamente come il fascismo è incostituzionale"
In questi ultimi giorni - per non parlare di prima - la nostra democrazia ha subito brutti colpi, Meloni è andata a mettere mano al diritto all'aborto, al contradditorio giornalistico ed ora, in vista del 25 Aprile, abbiamo avuto anche la prima censura.
Il gradino sta iniziando a diventare un muro.
Questo libro è una raccolta di eventi riguardanti la destra italiana e mostra il fascismo - che tra le righe oramai più non è - che permea il governo tra dichiarazioni, comizi e slogan.
Una storia che si ripete? Come Civati afferma:
"Sarà per eccesso di storia, di una storia troppo lunga, ma l'Italia ha un grave problema. Un'amnesia generalizzata. Conta solo ciò che sta accadendo ora. Tutto ciò che c'era prima non ci importa. Come se nulla fosse accaduto. Viviamo così, nella dimenticanza.
Dimentichiamo e scordiamo, fuori dalla mente e lontano dal cuore, anche."
Cancellando e storpiando la storia creiamo il terreno fertile per rifare gli stessi errori; lo stiamo già facendo con il razzismo dimenticando la nostra vicenda coloniale.
Civati è un Umberto Eco junior e questo libro divulgativo racconta tutti i gradini a cui ci siamo e stiamo abituando, è molto scorrevole ed invoglia ad approfondire il tema con un ottima bibliografia.