Un affresco dei personaggi femminili della grande casata fiorentina. Donne legate alla famiglia da vincoli diretti di nascita o da quelle unioni matrimoniali che le hanno rese protagoniste di tre secoli di storia toscana. Dalla Contessina de' Bardi e Piccarda Bueri, che rappresentano il momento più "familiare" dell'intera vicenda, si passa ad una figura fondamentale come Lucrezia Tornabuoni, madre di Lorenzo il Magnifico. E se la figura di Clarice, moglie di Lorenzo, e quella di Alfonsina Orsini non furono eccezionalmente rilevanti, particolare risalto ebbe Eleonora da Toledo, moglie del primo dei Medici. Ma anche Giovanna d'Austria, Caterina de' Medici regina di Francia e altre trovano spazio in questo ritratto al femminile di una grande dinastia.
La narrazione non è male. Tuttavia si vede che è scritto da un uomo perché le donne sono, come sempre, lodate solo per la capacità di generare figli ed essere spose,alcune sono "raccolte" in pochissimi riferimenti testuali. Consigliato per chi vuole fare una ricerca non specifica sulla casa dei Medici
Lati positivi: scrittura generalmente curata, attenzione ai particolari curiosi delle cerimonie, dei banchetti e degli abiti. Lati negativi: si tratta di ritratti a volo d'uccello delle vite delle donne di casa Medici, nell'arco di secoli. Per questo risulta molto superficiale. Le varie figure femminili non sono ben approfondite e il ripetersi di nomi e situazioni rende la narrazione talvolta difficile da seguire a e tratti noiosa.
Caterina e le altre Una carrellata di ritratti femminili lunga circa 350 anni tra cui spiccano per estensione di trattamento Caterina e poche altre. A tratti didascalico, limitandosi ad un’esposizione di genealogie, altre volte sensazionalistico nel voler cavalcare i “gossip” di corte, l’autore riesce comunque nell’impresa di raccontare la storia del casato toscano dalle origini fino alla decadenza e alla capitolazione finale. Se un lettore difficilmente imparerà la Storia tra queste pagine, sicuramente vi troverà riprodotto il colore e la passione di quegli anni in cui Firenze era uno dei poli di potere d’Europa.
Troppo sintetico, poco interessante, poco istruttivo, scritto con grande superficialità e mancanza di cura nella forma, nello stile e nella grammatica, e numerosi refusi che sembrano indicare una revisione del tutto assente, tra i quali nomi e parentele indicate in una pagina ed errate in quella dopo. I personaggi sono statici, privi di personalità, spesso a malapena sfiorati nei dati biografici, e fasulli, complice anche l'abuso dei verbi "recitare", "interpretare" e simili. Inoltre, in questa carrellata di mogli, madri e amanti, mancano alcune importanti Medici di nascita, come Bianca de' Medici in Pazzi, la sorella del Magnifico. Dato che l'autore dedica per lo più poche pagine l'una, poteva pure inserirle tutte. Il tutto condito da una grandissima abbondanza di cliché e stereotipi. Non mi è piaciuta neppure la prefazione, in cui spiega come, nel valutare un personaggio "femminile", bisognerebbe partire dal presupposto dell'ingigantire le virtù ed essere indulgenti coi difetti, AMMESSO che ce ne siano. Sinceramente, si trovano più informazioni su queste donne nei libri che parlano dei loro parenti maschili, e persino su Wikipedia (dove questo libro è spesso citato fra le fonti), dove sono persino scritte stilisticamente meglio. Perché sì, l'ho trovato anche meno che mediocre e noioso come stile di scrittura. Bocciatura totale.
Il lato positivo del libro è che il lettore riesce a capire lo spirito del tempo in cui vengono descritte le varie figure è come questo cambia in 350 anni. Il lato negativo è che a volte il libro è didascalico; in ogni caso la narrazione è piacevole e si riesce a cogliere i tratti delle varie protagoniste, anche se visto il ripetersi dei nomi o situazioni sicuramente non tutte rimangono impresse nella memoria del lettore
«Si sa come vanno le cose in amore. Uno in quello stato beato vede slargarsi il mondo; dà a ogni cosa dimensioni astrali. Il cielo si fa infinito; i fiori profumano come mai hanno fatto; il cuore batte nel petto con un ritmo impressionante; [...]; le notti sono lunghe, se sei solo».